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10 strumenti per creare un chatbot

Per la maggior parte delle persone, costruire un robot può sembrare un’impresa ardua, mentre creare un chatbot è molto più semplice e alla portata di tutti. Un chatbot è un’Intelligenza Artificiale (IA) che chatta automaticamente con gli utenti di internet e risponde alle loro domande.

Un chatbot può funzionare in diversi modi: ad esempio, può interagire con gli utenti, fornire assistenza, informare sul meteo e addirittura contestare una multa per parcheggio scaduto (con successo). A livello aziendale, i chatbot rispondono alle domande dei clienti e svolgono varie attività che semplificano il lavoro.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: dove si compra o come si crea un chatbot? Niente di più semplice: ecco una lista di app che faranno al caso tuo. La maggior parte di esse non richiede neanche conoscenze di programmazione.

Chatfuel

Chatfuel è un’app per creare chatbot su Facebook Messenger e Telegram ed è pensata per chi gestisce una pagina aziendale su Facebook. Chatfuel guida l’utente passo dopo passo nel processo di creazione del chatbot e non richiede l’inserimento di codici. Inoltre, consente di modificare una risposta e di aggiungere nuovi contenuti semplicemente inserendo dei collegamenti ipertestuali.

Ad esempio, nel caso della pagina di un hotel, il chatbot elencherà le camere disponibili a seconda della data richiesta. Successivamente, guiderà i clienti passo dopo passo nel processo di prenotazione in maniera facile e intuitiva.

Botsify

Anche Botsify è un creatore di chatbot pensato per chi usa Facebook. Per utilizzarlo, è necessario collegarsi a botsify.com, collegare il proprio account Facebook, installare un webhook e scrivere i comandi del chatbot; a questo punto, sarà lui a occuparsi del servizio clienti al posto tuo. Attenzione: è possibile collegare il proprio profilo solo se si dispone di un piano a pagamento. Tuttavia, la versione gratuita consente di creare un numero illimitato di chatbot.

Grazie a Botsify, è possibile presentare i propri servizi sotto forma di carta navigabile. Inoltre, si possono aggiungere immagini per rendere le conversazioni e le transazioni più semplici da seguire, migliorando così la qualità del servizio.

Smooch

Grazie ai Chatbot connectors è possibile creare un chatbot e collegarlo ai canali di messaggistica. Il risultato? Il bot risponderà ai clienti, automatizzando i flussi di lavoro più comuni, come organizzare i dati provenienti da moduli, fornire feedback, gestire la pianificazione e i processi di pagamento.

Facebook Messenger Platform

La buona notizia è che viene fornita una guida completa per creare un chatbot secondo le proprie esigenze. Inoltre, vengono presentati dei casi di studio su bot già esistenti, come quelli della CNN (notizie) e Poncho (meteo).

Beep Boop

La stessa regola vale per i bot di Messenger che usano un’API Send/Receive. In questo caso, il bot può essere impiegato nelle pagine aziendali su Facebook, dove interagirà con i clienti in tempo reale, rispondendo alle loro domande e guidandoli nel processo d’acquisto.

API.ai

API.ai è un potente strumento pensato per creare bot conversazionali su Facebook Messenger, ai quali è possibile incorporare contesti avanzati, assistenza al dialog management ed e-fulfillment. API.ai è stato progettato per semplificare la vita sia agli sviluppatori sia ai non addetti ai lavori: infatti, basta seguire un semplice processo composto da tre fasi per costruire un bot “intelligente”.

In primo luogo, si dovrà creare un agente e fornirgli alcuni esempi testuali di come interagiscono gli utenti. Successivamente, API.ai si occuperà del compito più importante nel processo di creazione del bot, ovvero lo “allenerà”. Una volta terminata questa fase, sarà solamente necessario collegare il bot e avviarlo.

Telegram Bots

I bot creati con tale API riescono a svolgere diversi compiti, come inviare notifiche personalizzate, notizie, promemoria o messaggi di avviso; è altresì possibile integrarli con altri servizi, come Github o Youtube; infine, possono essere usati per creare giochi, come il bot per giocare a scacchi.

Botkit

Bots made with Botkit have a few key capabilities that can be used to create a clever, conversational application. These capabilities map the way real humans talk to each other by listening, saying and replying. With these core actions, almost any type of conversation can be generated.

Menzioni d’onore

Kit Bot

Init.ai

Init.ai permette di creare, “allenare” e impiegare app conversazionali intelligenti. I bot creati interagiscono con i tuoi clienti tramite Facebook Messenger, il tuo sito web o addirittura SMS. L’app vanta un potente sistema di comprensione del linguaggio naturale e di apprendimento automatico in grado di segmentare le frasi e di analizzare il contesto conversazionale. Sfortunatamente, il servizio non è ancora disponibile. Per non perderti la data di lancio iscriviti a questa lista di attesa.

How to Use SEMrush to Find Guest Blogging Opportunities

Quando si sta cercando di sviluppare e promuovere il proprio marchio, uno dei metodi più efficaci è di fare guest blogging. Se si esamina più da vicino, si scopre che il guest blogging è molto più di una semplice condivisione di contenuti. Con un solo guest post, i contenuti che avete prodotto saranno esposti ad un pubblico completamente nuovo, che in ultima analisi potrà dirottare traffico verso il vostro sito web e migliorare il vostro tasso di conversione.

Se poi i vostri guest post si trovano su blog di alto profilo, non solo riceverete backlink di qualità per il vostro sito, il che migliorerà notevolmente il vostro rating su Google, ma potrete col tempo anche imporvi come nuovo punto di riferimento nella vostra nicchia. E nonostante le numerose voci che ne proclamerebbero la morte, il guest blogging è ancora vivo e vegeto.

Pubblicare un vostro articolo su un altro sito richiede però molto lavoro, bisogna trovare il sito giusto su cui rilasciare il post, proporre qualcosa di nuovo e originale che non sia già stato scritto da qualcun altro, contattare i proprietari del blog o i webmaster, ecc. Uno strumento che può essere di grande aiuto con tutti questi passaggi è SEMrush.

Ad esempio, utilizzando SEMrush per la mia attività di guest blogging, sono riuscito a scrivere più di 50 post per EduGeeksClub, un servizio online di stesura di tesi e dissertazioni, nel corso di soli sei mesi. Potete farlo anche voi seguendo i pochi passi descritti di seguito.

1. Individuare la vostra nicchia

Per rendere il guest blogging più efficace ed ottenere i migliori risultati possibili, è fondamentale trovare il giusto tipo di piattaforma su cui pubblicare i vostri post. Prima di poterlo fare, è però necessario investire un po’ di tempo e sforzi per identificare la propria nicchia. Può sembrare inutile perché già sapete di cosa andrete a parlare, ma c’è molto di più.

Ad esempio, trovare la propria nicchia non solo vi aiuterà a limitare l’elenco di possibili piattaforme, ma può anche aiutarvi a identificare nicchie simili alla vostra, cosa importante in quanto queste possono diventare una grande fonte di traffico. Se la vostra nicchia è il social media marketing, troverete che altri settori di marketing, come influencer o content marketing, condividono in una certa misura lo stesso pubblico. Potete sfruttare questo potenziale.

2. Trovare le piattaforme migliori

Ecco alcuni dei modi più semplici per trovare la giusta piattaforma e fornire a SEMrush materiale sufficiente per compiere la sua magia.

  • Ricerca Google – Tutto quello che dovete fare è individuare una parola chiave, come “content marketing”, “online marketing”, o qualcosa del genere. Dopo di che, utilizzate il seguente formato per la ricerca Google: parola chiave + “scrivi per noi” / “posta un articolo sul blog” / “guest post” / “contribuisci al blog”, ecc. Provate a pensare a tutti i diversi modi in cui una sezione riservata ai guest blogger può essere nominata e provate tutte le combinazioni possibili.

Query in SEMrush

  • Ricerca biografica degli autori – Un altro modo per trovare piattaforme di guest blogging adeguate è ricercare gli autori della vostra nicchia che sono, a loro volta, guest blogger. Molto spesso, la loro biografia online conterrà un elenco aggiornato dei siti su cui i loro post sono stati pubblicati, facendo così il lavoro al vostro posto. Ad ogni modo, anche se non dovessero fornire le informazioni che cercate, le biografie degli autori posso tornare utili in diversi modi.Oltre alla semplice ricerca su Google, potete anche controllare i loro account sui social network e vedere se ci sono informazioni sui loro guest post. Il mio trucchetto preferito è però quello di utilizzare Google Image Search. Aprite la pagina di ricerca di immagini di Google e trascinate l’immagine dell’autore (ogni autore che si rispetti ne avrà una) nella casella di ricerca.

Google Image Search Author Image

La ricerca mostrerà un elenco di articoli in cui è stata utilizzata la loro foto e saranno, nella maggior parte, guest post su varie piattaforme. Se state utilizzando Chrome, è anche possibile fare clic con il pulsante destro del mouse sull’immagine e scegliere “Cerca l’immagine su Google”.

Results

  • Ricerca di Backlink – Ora viene la parte divertente, quella in cui raccogliere tutti i collegamenti scoperti ed utilizzarli per individuare ancora più piattaforme di guest blogging con l’aiuto di SEMrush. Utilizzerò il sito Business2Community come esempio. SEMrush ha una funzionalità straordinaria che vi permette di inserire un sito web ed individuarne i competitor. Cliccate su “Domain Analytics” e scegliete “Organic Research”, seguito da “Competitors”.

Business2Community

Ed ecco una lunga lista di siti web simili, tutti nella vostra stessa nicchia. Non tutti permetteranno il guest blogging, ma non importa, avete bisogno solo di pochi siti selezionati.

Competitors in SEMrush

Potete anche usare SEMrush per analizzare il vostro sito web o blog e scoprire cosa stia facendo la vostra concorrenza, dove abbiano pubblicato i loro guest post e lasciato backlink. Potete farlo selezionando la funzione “Domain Analytics” e scegliendo “Backlinks”.

Utilizzerò come esempio il sito Backlinko.com, di proprietà di Brian Dean, uno dei migliori agenti di marketing ed esperti di SEO in circolazione. Ecco cosa SEMrush ha scoperto sul suo sito:

Backlinks

  • Selezione delle risorse – Ora che avete identificato tutte le possibili piattaforme di guest blogging, è arrivato il momento di decidere su quali puntare. Non tutte le risorse disponibili sono infatti utili, alcuni siti hanno la cattiva reputazione di inviare spam ad altri domini, o di inserire backlink che portano a pagine potenzialmente pericolose, ecc. È quindi sempre un buon consiglio evitare tali piattaforme. Un altro indicatore che può aiutarvi a identificare buone opportunità per l’invio di post è il traffico organico da ricerca del sito (Organic Search Traffic), che indica il numero dei visitatori. Una buona norma è quella di puntare, almeno all’inizio, a siti con traffico di almeno 1.000 o 2.000.

Utilizziamo ancora una volta Business2Community come esempio. Inseriamo l’indirizzo internet in SEMrush per vedere cosa succede:

Traffic in SEMrush

è evidente come il sito abbia una notevole quantità di traffico, 74.500 per essere esatti. Un altro numero da considerare è poi il “SEMrush Rank” del sito, un numero inferiore indica una migliore qualità di ottimizzazione. È possibile ottenere una visione più rapida di queste cifre installando un’estensione per il browser chiamata SEOquake, disponibile per Firefox, Chrome e Safari.

SEOquake

Sappiate però che i dati sul traffico di un determinato sito, se analizzati fuori contesto, possono essere molto ingannevoli: analizzate sempre il traffico del sito per un periodo di tempo significativo, non solo per l’ultimo mese o due. Se il grafico che rappresenta il numero di visitatori è relativamente stabile, senza picchi e cadute degni di nota, il sito è una piattaforma sicura per cercare di pubblicare articoli.

Good Dynamics

Improvvise cadute di traffico indicano invece che un sito è stato penalizzato da Google per qualche motivo e, di conseguenza, non è il posto migliore per l’invio di guest post. Un esempio di questo tipo di siti è riportato di seguito:

Bad Dynamics

Come si può notare, il crollo è relativamente improvviso ed il sito è poi rimasto a quello stesso livello. D’altra parte, se il grafico di un sito mostra una discesa lenta ma continua, non dovreste cercare di postare neppure lì, perché sta perdendo costantemente traffico. Questo può significare che gli autori hanno perso interesse nel proprio sito e vi sarà quindi di scarsa utilità in termini di dirottamento del traffico verso il vostro dominio o blog.

3. Contattare gli amministratori

Prima di entrare in contatto con altri autori, assicuratevi di controllare in anticipo il loro lavoro. La situazione ideale sarebbe quella di contattare i webmaster che già seguite. Se questo non dovesse essere il caso, potrete comunque approfittare dell’occasione, ma non prima di aver controllato i loro contenuti. Un ottimo modo per avviare una collaborazione è commentare i loro post sui social media e condividere alcuni dei loro articoli sul vostro profilo, in modo che siano consapevoli che apprezzate il loro lavoro.

Un altro procedimento da provare coinvolge l’uso di Buzzsumo per l’individuazione del loro contenuto più popolare: Buzzsumo calcola la popolarità di un post analizzando il numero totale di condivisioni su tutte le piattaforme di social network.

Buzzsumo

Il prossimo passo prevede il contatto diretto di autori/webmaster/amministratori del sito con l’invio di un’email. Fate attenzione a questo passaggio, perché email molto standardizzate, verranno probabilmente scartate in pochi secondi: rendete il messaggio personale, salutateli e fate loro sapere che apprezzate il loro lavoro. Naturalmente non li state contattando solo per fare loro dei complimenti e ne sono pienamente consapevoli, quindi siate onesti e diretti.

Fate loro sapere che vi è particolarmente piaciuto uno dei loro ultimi post e che avete un articolo in grado di fare nuova luce sulla questione, o uno che copre un nuovo terreno. Se il vostro blog è molto simile al loro o a molti altri in circolazione, il vostro messaggio verrà probabilmente ignorato; ma se vedono che il vostro articolo è informativo ed ha un approccio fresco ed originale, ne saranno sicuramente intrigati.

Inoltre, il soggetto dell’email dovrebbe essere in grado di attirare la loro attenzione, assicuratevi quindi che non sia generico. Se dopo più di una settimana non avete ancora ricevuto una risposta, inviate loro un’ulteriore email: se continuano a non rispondere, è arrivato in momento di rinunciare, perché i loro assistenti scarteranno i vostri messaggi come spam. Ecco perché è necessario assicurarsi che le vostre email siano autentiche e che il vostro post offra qualcosa di realmente interessante per loro.

  1. Scrivere un ottimo articolo

Creare un post eccezionale è altrettanto importante quanto tutti i punti precedentemente discussi. Il vostro articolo dev’essere originale e unico, deve fornire qualcosa di prezioso ai lettori in modo da rendere più probabile che i webmaster lo pubblichino sul proprio sito e lo condividano con il proprio pubblico. Potete migliorare ulteriormente le vostre possibilità, adeguandovi strettamente alle linee guida di scrittura del sito che approcciate ed avendo un titolo accattivante, ma sincero, che intrighi i lettori tanto da spingerli a cliccare su di esso.

Oltre a presentare uno dei vostri contributi meglio scritti, il post dovrebbe anche contenere contenuti aggiuntivi come immagini, video o persino infografiche originali che non sono lì in sola veste di abbellimento, ma per fornire una panoramica più esaustiva e per aiutarvi a fare il punto della situazione.

  1. Promote Your Work

Dopo essere stati pubblicati, condividete l’articolo sui vostri social media. Ma non fate un semplice copia e incolla: trovate agganci diversi per Twitter, Facebook, Instagram e/o YouTube. Ci vuole un piccolo sforzo, ma ne vale la pena.

Se nel post avete citato alcuni degli influencer o brand di maggior rilievo nel vostro settore, una buona idea potrebbe essere di contattarli e far sapere loro che sono stati menzionati. Non preoccupatevi se ancora non avete un profilo elevato, se il post è di qualità e di interesse per i loro lettori, non si lasceranno sfuggire l’occasione di condividerli sulle loro pagine.

Vi ho già spiegato quanto l’originalità rivesti un ruolo chiave in tutto il processo. Se offrite un nuovo punto di vista su un determinato argomento, o se avete delle nuove idee che possono espandere un modello esistente, è possibile utilizzare SEMrush per raccogliere tutti i post pubblicati su di esso. Successivamente, contattate i webmaster di quei siti, facendo loro sapere che il vostro articolo può offrire ai loro lettori molte altre informazioni o qualcosa di completamente nuovo. Se è veramente meritevole, saranno più che lieti di condividerlo.

Il blog, ed in particolare il guest blogging, è uno dei modi più efficaci per ricevere tutti i vantaggi di cui ogni agente di marketing è alla ricerca sfrenata: maggiore traffico, promozione del marchio, migliore reputazione e integrità che, a loro volta, portano un incremento delle conversioni e generosi introiti.

Fare tutto questo manualmente è, però, quasi impossibile, ecco perché avete bisogno di un potente strumento come SEMrush per assistervi nel vostro lungo cammino. SEMrush svolge la maggior parte del lavoro per voi, in modo che la vostra unica preoccupazione sia creare il miglior contenuto possibile. Non so voi, ma a me sembra un’ottima idea.

 

Guida definitiva all’utilizzo di BuzzSumo per la ricerca di contenuti

BuzzSumo è uno strumento importantissimo da avere nella propria cassetta degli attrezzi per social media ed in questo articolo parleremo delle sue incredibili caratteristiche.

Quindi rimanete su questa pagina e godetevi l’articolo, sarete felici di averlo fatto!

  • Cos’è BuzzSumo?

BuzzSumo is a research and monitoring tool. The functionality is broken down as follows:

BuzzSumo è uno strumento di ricerca e monitoraggio caratterizzato dalle seguenti funzionalità:

  • Trovare il contenuto più condiviso sui social network: è possibile inserire il proprio o un altro dominio e vedere cosa è stato condiviso sui social
  • Trovare i maggiori influencer per determinati argomenti
  • Ricevere avvisi basati su parole chiave, marca, link, nome dell’autore o dominio
  • Monitorare i competitor e fare un’analisi basata sul loro contenuto.

Come utilizzare BuzzSumo efficacemente

Di seguito sono riportati alcuni esempi pratici su come utilizzare BuzzSumo con efficacia.

  • 1. Trovare buone idee per il contenuto dei post

And… when you do write that piece of content, it can be hit and miss. Sometimes, you get lots of shares and links and end up ranking for content and sometimes the content goes nowhere; you get very few shares and no traffic from Google.

It happens to us all and it’s impossible to guarantee success, but the frequency of this happening will be substantially reduced if you use BuzzSumo.

Cercare di trovare una buona idea per il contenuto di un post è come sedersi con un foglio di carta e non sapere cosa scrivere: è noioso, frustrante e richiede lungo tempo.

E quando poi, alla fine, avete scritto il post, non c’è modo di sapere se avrà successo o meno. Talvolta si ottengono numerosi link e condivisioni che assicurano un buon rating al contenuto; ma in altre occasioni questo non va da nessuna parte, ottendo poche condivisioni e nessun traffico da Google.

Succede a tutti e non c’è modo di garantire il successo dei post. È possibile, tuttavia, ridurre notevolmente la frequenza con cui post si perdono per strada grazie a BuzzSumo.

  • Fase 1 – Individuare parole chiave rilevanti con Google Keyword Planner

Prima di passare a BuzzSumo, andante su Google Keyword Planner e fate un po’ di ricerca di parole chiave: inserite le keyword su cui desiderate scrivere contenuti per scoprire quante persone le hanno ricercate. Se poche persone stanno cercando queste parole chiave, scrivere contenuti basati su di esse porterà a ben poco (sebbene ci siano eccezioni a questa regola).

Adgroup Keywords
Un elenco di tutte le parole chiave di un gruppo di annunci specifico

Se queste parole chiave non funzionano, Google ve ne mostrerà di correlate e, con un po’ di fortuna, riuscirete a trovare opzioni alternative.

Immaginiamo di voler scrivere un articolo sugli strumenti di monitoraggio per social media, utilizzando la chiave di ricerca “ social media monitoring tools”.

Nell’immagine sopra si vede che le ricerche medie mensili per quella frase sono 480. Questo potrebbe non sembrare particolarmente alto, ma ci saranno molte altre parole chiave simili che potrete attrarre.

  • Fase 2 – Scoprire la competitività delle parole chiave da attrarre

Ora avete un gruppo interessante di parole chiave, ma non siete sicuri di poterle attrarre efficacemente su Google. A tale scopo, è possibile eseguire una rapida ricerca su Google per vedere quali pagine appaiono nei risultati di ricerca.

Per questo tipo di ricerca, noi di RazorSocial abbiamo uno strumento chiamato “Moz toolbar” installato sul nostro browser. Questo mostra la Domain/Page Authority per ciascuno dei risultati di Google, ovvero un indicatore dell’importanza che Google attribuisce al sito stesso.

Se la vostra Domain Authority è, ad esempio, di 25 e vedete che tutti i risultati della prima pagina hanno contenuti corrispondenti alle parole chiave e la loro Authority è veramente alta, le vostre possibilità di ottenere un buon posizionamento nei risultati di ricerca sono basse.

Nell’immagine seguente, sono riportati alcuni risultati la cui Domain Authority non è particolarmente alta (rispetto alla nostra), quindi le probabilità di un buon posizionamento sono abbastanza buone.

Keyword ResearchControllate la competitività delle parole chiave su Google
  • Fase 3 – Scoprire il contenuto più condiviso

Ora è il momento di usare BuzzSumo: fate una ricerca per le parole chiave che avete individuato per scoprire quali siano i contenuti più condivisi ad esse relativi.

Fatto questo, l’obiettivo sarà scrivere un contenuto migliore (più aggiornato e/o più dettagliato) per avere la possibilità di battere i competitor nei risultati di ricerca, grazie anche ad una promozione adeguata. Brian Deane ha introdotto il termine skyscraper technique (tecnica del grattacielo), che descrive questo processo in modo più dettagliato.

Buzzsumo search
Si possono vedere gli articoli che ricevono il maggior numero di condivisioni su diversi social network
  • Fase 4 – Composizione e promozione del contenuto

Ora che disponete di contenuti validi, ricercati e condivisi dagli utenti, è giunto il momento di pubblicarli e promuoverli.

Esempio: Seer Interactive trova contenuti sulla riforma sanitaria di Obama!!

Seer Interactive è un’agenzia di internet marketing che utilizza BuzzSumo per ideare nuovi contenuti. Uno dei loro recenti progetti coinvolgeva la stesura di un articolo sull’assistenza sanitaria negli USA, in particolare sulla così detta Obamacare. Dopo un iniziale momento di blocco dello scrittore, hanno lanciato BuzzSumo e ricercato “healthcare OR Obamacare” (assistenza sanitaria OR Obamacare).

Dai risultati che mostravano i contenuti più condivisi, era possibile notare come i consumatori desiderassero informazioni imparziali che spiegassero cosa fosse l’Obamacare. La ricerca aveva però portato alla luce altre “gemme nascoste” come questo articolo su come la tecnologia indossabile potrebbe diminuire il costo della sanità. Queste gemme nascoste sono quasi impossibili da trovare attraverso una ricerca tradizionale di Google o persino con Twitter.

Con una semplice ricerca su BuzzSumo, il team di Seer Interactive ha sviluppato una serie di idee per contenuti da esplorare e sui quali scrivere.

  • 2. Trovare contenuti interessanti da condividere con i vostri follower

Se state cercando qualcosa da condividere su Facebook, in particolare contenuti molto popolari, il modo migliore per farlo è lanciare BuzzSumo e digitare un argomento relativo alla vostra attività. Ordinate quindi l’elenco in base al maggior numero di condivisioni ed avrete trovato l’argomento più popolare su Facebook!

Buzzsumo filterOrdinare in base alle condivisioni su FacebookEsempio: Laura Elizabeth Mann (azienda di PR) crea un calendario per social mediaVediamo in che modo Laura Elizabeth Mann di The Hodges Partnership (una società di comunicazione e pubbliche relazioni) utilizza BuzzSumo.Parte del suo lavoro consiste nella creazione di un calendario multimediale di contenuti da condividere. L’anno scorso era alla ricerca di contenuti da pubblicare in relazione a Andrew McDonnell (nel 2014, grande notizia di cronaca negli Stati Uniti). Con una semplice ricerca su BuzzSumo, è riuscita a trovare alcuni articoli con più di 20.000 condivisioni, da proporre ai propri follower.3. Stilare un elenco di influencer da contattare

Buoni contenuti vanno promossi ed i social network sono un ottimo luogo su cui farlo, ma è necessario contattare le persone giuste.

Se individuate contenuti simili ai vostri, BuzzSumo vi mostrerà le persone più influenti su Twitter che hanno condiviso quel contenuto: entrate in contatto con loro e presentate i vostri post.

I social media sono un ottimo modo per far conoscere vostri contenuti e farli condividere, ma, se volete ottenere buoni risultati con parole chiave specifiche, avrete solitamente bisogno di costruire link con siti di alto profilo. Ma con quali siti entrare in contatto per ottenere link?

Buzzsumo InfluencersPer ogni post, si possono visualizzare tutti gli influencer che lo condividono

Esempio: Richard Moynihan, Social Media Editor presso il Telegraph, mira agli influencer sportivi

Sfruttare il potere degli influencer è stato uno dei problemi principali affrontati da Richard Moynihan, redattore della sezione Social Media presso The Telegraph, quando era coinvolto nella redazione del sito di divulgazione sportiva Project Babb. Richard e il suo team hanno utilizzato BuzzSumo per individuare personalità seguite dalla tipologia di pubblico che desideravano agganciare. Hanno quindi compilato un elenco di influencer sportivi con i quali collaborare nella generazione di contenuti, nonché di persone che li avrebbero condivisi con i propri follower.

Project Babb si è rivelato un enorme successo grazie a BuzzSumo.

Esempio: Jimi Smoot promuove il suo strumento “ShareWalla”

Non è necessario essere dei publisher per utilizzare questa funzionalità. Se state costruendo un nuovo prodotto e volete attirare l’attenzione di potenziali clienti, troverete in Influencer Search di BuzzSumo un grande alleato.

Nel 2014 l’imprenditore Jimi Smoot stava cercando di lanciare sul mercato ShareWalla, uno strumento che richiede ai lettori di twittare un link prima di poter accedere ai contenuti. Dopo sei settimane di lavoro, Sharewalla era pronto per il debutto, ma con solo una piccola manciata di utenti registrati.

Al fine di far conoscere lo strumento, ha quindi deciso di entrare in contatto con la comunità degli esperti in growth hacking, nicchia di riferimento del prodotto. Con una ricerca degli influencer nel campo del growth hacking, BuzzSumo ha portato alla luce una serie di dati di engagement tra cui media di retweet, Page Authority e tasso di risposta, che Richard ha utilizzato per compilare un enorme elenco di persone da contattare via Twitter e email. Utilizzando questa tecnica, ed altre, ShareWalla ha raggiunto i 10.000 visitatori a nell’agosto del 2014.

4. Trovare buoni scrittori

La scrittura richiede tempo, ma si può sempre avere un po’ di aiuto…

Trovate i contenuti più condivisi nella vostra nicchia e scopritene l’autore con BuzzSumo, semplicemente dai risultati ricerca. Contattate quindi gli autori ed offrite loro di scrivere per il vostro sito.

BuzzSumo ha anche creato una ricerca specifica per autori.

Esempio: AJ Ghergich trova scrittori per il proprio sito

«Utilizzate uno strumento come BuzzSumo. Cercate il vostro argomento e la vostra nicchia e prendete nota degli scrittori che ottengono frequentemente numerose condivisioni. Spesso queste persone scrivono per grandi pubblicazioni come Huffington Post e appaiono regolarmente sui siti di nicchia più influenti come MOZ.

Contattando dalle 5 alle 10 di queste persone, riceverete di solito diversi sì. Tuttavia, scartate gli amministratori delegati (hanno probabilmente qualcuno che scrive a loro nome).

La parcella di questi scrittori può arrivare fino a €400 per articolo, ma seguendo questo metodo, avrete zero difficoltà a trovare scrittori esperti e di alto livello».

AJ Ghergich, di Ghergich & Co.

5. Ricercare i contenuti dei vostri competitor

Non solo BuzzSumo vi mostra il contenuto più condiviso per un argomento, può anche mostrare i contenuti più cliccati su un dominio o, meglio ancora, sul dominio di un vostro concorrente.

Inserite il dominio di un competitor per scroprire:

  • I contenuti più e meno cliccati
  • Siti web con link verso il loro contenuto più performante
  • Autori del contenuto
  • Canali che ottengono il maggior numero di condivisioni

Questa è una ricerca incredibile e dovreste effettuarla sui vostri competitor più accaniti.

6. Creare avvisi per articoli di tendenza

Una delle funzioni pro di BuzzSumo è il suo Content Alerts, un sistema di avvisi per contenuti. Qui a RazorSocial abbiamo impostato avvisi di contenuto per il nostro marchio e per il mio nome, ma è anche possibile impostare avvisi di contenuto per i concorrenti.

Quello che ho riscontrato è che questi avvisi sono molto più completi di quelli di altre applicazioni e arrivano molto rapidamente dopo l’apparizione del link (talvolta in meno di un’ora).

Esempio: Emeric Ernoult di AgoraPulse utilizza BuzzSumo per questo scopo:

«Amo la funzionalità di monitoraggio e avvisi. Da quando i miei Google Alerts hanno smesso di funzionare, ho provato molti servizi, tra cui Mention, ma nessuno di loro era in grado di svolgere il semplice compito di cui avevo bisogno: avvisarmi quando veniamo citati in un post.»

È anche possibile utilizzare gli avvisi per le idee dei contenuti, tenendo nota degli “argomenti caldi” nel vostro settore. Con questi dati potrete creare contenuti sempre aggiornati su ciò che sta accadendo in questo momento.

L’amministratore delegato di Collins Online Marketing Services, Terence Collins, spiega come egli stesso utilizza gli avvisi di contenuto a questo scopo:

«Ho avuto un caso in cui un rinomato concorrente aveva pubblicato un articolo controverso. Un avviso di BuzzSumo ce lo ha segnalato la sera, abbiamo quindi stilato un articolo di controbattuta che abbiamo immediatamente fatto arrivare sulla scrivania del Marketing Manager del nostro cliente, pronto per la pubblicazione entro le 8 della mattina successivo. Si trattava di uno dei nostri migliori clienti.

Gli avvisi di Buzzsumo ci permettono di tenere i competitor e i leader del settore costantemente sotto controllo. Vediamo cosa pubblicano, quanto condivisioni ricevono e possiamo saltare su una tendenza, contrastarla o ignorarla, immediatamente. Ora possiamo rispondere in ore anziché giorni o settimane.»

  • Conclusione

BuzzSumo è uno strumento di ricerca di contenuti estremamente utile, dotato di alcune funzionalità incredibilmente potenti che dovreste certamente provare. È disponibile una versione gratuita con cui iniziare.

Cosa ne pensate? Lo avete già utilizzato? Condividete i vostri esempi di successo con BuzzSumo.

Recensione di Duda

duda

Panoramica

Duda è un editor di siti web che pone l’accento sul design responsive per cellulari ed è particolarmente indicato per le piccole e medie imprese. Nel 2010, Itai Sadan e Amir Glatt, imprenditori e fan de “Il grande Lebowski”, hanno fondato Duda, in omaggio al Drugo (“The Dude” in lingua originale), una società dedicata alla creazione di siti web ottimizzati per smartphone). Personalmente, l’avrei chiamata “È questo il tuo sito, Larry?”.

Con sede a Palo Alto, Duda ospita oltre cinque milioni di siti web e si è piazzata al 185° posto nella classifica annuale delle aziende private americane in più rapida crescita, Inc. 500. In principio, Duda offriva solamente DudaMobile, un editor di siti web per dispositivi mobili, ma poi ha lanciato anche DudaOne, un editor per creare siti responsive sia da PC sia da smartphone, che oggi viene chiamato semplicemente Duda. La grafica, semplice e innovativa, e gli sforzi concertati per rispecchiare i valori del suo target rendono Duda un player di tutto rispetto in un’industria costellata di cloni anonimi. Inoltre, il servizio è particolarmente vantaggioso per i consumatori, poiché anche chi è abbonato al piano gratuito ha la possibilità di creare siti e-commerce.

Analizziamolo nel dettaglio.

Prezzi

Si può dire di tutto sul modello freemium, ma non che non abbia una filosofia alla base.

Duda offre tre piani: Free, Business + e Business + eCommerce. Le informazioni sui prezzi e le funzionalità sono disponibili qui.

Free

  • Sito web nativo e responsive
  • Strumenti per personalizzare il sito web
  • Analitiche e tracking limitati
  • Web Hosting su Amazon Cloud
  • Assistenza della community
  • Dominio “branded”
  • Annunci pubblicitari di Duda
  • Store di 10 prodotti
  • Compatibilità con PayPal, Stripe e Global Gateway Payment
  • Due categorie di prodotti
  • Strumenti per la gestione degli ordini e dei clienti

Business +

  • 7,12 $ al mese (piano annuale)
  • 19 $ al mese (piano mensile)
  • Include tutte le funzionalità precedenti più:
  • Analitiche e tracking completi
  • Assistenza via email
  • Dominio personalizzato (senza “branding”)
  • Nessuna pubblicità
  • Connessione sicura (HTTPS)
  • Backup del sito
  • Notifiche push per Chrome
  • Modalità sviluppatore
  • Sito multilingua

Business + eCommerce

  • 11,25 $ al mese per uno store di 100 prodotti (piano annuale)
  • 29,99 $ al mese per uno store di 100 prodotti (piano mensile)
  • 18,37 $ al mese per uno store di 2500 prodotti (piano annuale)
  • 46 $ al mese per uno store di 2500 prodotti (piano mensile)
  • Include tutte le funzionalità precedenti più:
  • Oltre 30 provider di servizi di pagamento
  • Categorie di prodotti illimitate
  • Recensioni dei prodotti integrate con Facebook

Inoltre, Duda offre un abbonamento a vita al piano Business + per un pagamento unico di 299 “conchiglie” (come direbbero nel “Il Grande Lebowski”).

I pagamenti possono essere effettuati tramite PayPal o carta di credito (Visa, MasterCard, AmEx, Discover, Diner’s Club, JCB e Carte Bleue). Spiacenti, niente assegni.

ralphscheck

Basato sul web o installato in loco?

Duda è basata sul “cloud”, come dicono i giovani d’oggi.

Requisiti hardware e software

Tutto ciò che serve sono un computer, un browser aggiornato e un’idea.

A chi è rivolto?

I 78 template, dal design moderno e responsive, faranno sicuramente gola a tutti voi rampanti imprenditori. L’unica categoria specifica è per i siti web dei ristoranti, sebbene esistano template pensati per medici, dentisti, centri fitness, fotografi e agenzie di viaggi. Ho apprezzato il fatto che si potessero visualizzare in anteprima in modalità PC, tablet e smartphone prima di acquistarli.

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Facilità d’uso

Se hai già familiarità con gli editor di siti web, non dovresti avere problemi con l’interfaccia di Duda. Nella barra in alto, sono presenti le opzioni per salvare, pubblicare il sito, aggiornare l’account e i tasti Annulla/Ripeti; la colonna a sinistra, invece, include le opzioni per modificare il sito web. Di primo acchito, forse non ti accorgerai di quanto sia versatile questo editor.

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Editor grafico: La prima voce del menu a sinistra, Design, presenta una serie di opzioni per personalizzare tutti gli elementi grafici del sito. Ecco cosa puoi fare: scegliere una delle palette disponibili o creane una; personalizzare il testo (tipo di carattere, dimensione e interlinea) usando vari tipi di intestazione; regolare la barra di navigazione e modificarla a seconda del tipo di dispositivo su cui viene visualizzato il sito (ad esempio, negli smartphone potrebbe diventare una colonna che appare dalla sinistra dello schermo); personalizzare i pulsanti e specificare cosa succede quando ci passi sopra il puntatore del mouse; impostare l’immagine o il colore dello sfondo a seconda del dispositivo con cui viene aperto il sito (puoi scegliere anche uno sfondo unico); personalizzare l’intestazione e il logo. Insomma, puoi fare veramente ciò che vuoi.

Grazie a questo set di strumenti, di gran lunga più efficace di quelli che di solito vengono forniti dalla maggior parte degli editor di siti web, potrai dare sfogo alla tua fantasia, a meno che tu non sia il webmaster più pigro della contea di Los Angeles (il che ti renderebbe automaticamente uno dei pigri al mondo).

Come aggiungere altri elementi: Vuoi aggiungere un elemento al tuo sito? Niente di più semplice: per accedere alla lista completa, fai clic sull’opzione “Aggiungi elemento” nella parte sinistra dello schermo e trascina l’elemento che ti interessa dovunque tu voglia.

Pagine e popup: Come si può facilmente intuire, questo pulsante (il terzo nella lista a sinistra) consente di aggiungere pagine e elementi pop-up. Sono disponibili i seguenti tipi di pagine:

  • Pagina vuota
  • Galleria
  • Pagina “Matrix”
  • Pagina URL (rimanda a un URL già esistente)
  • Menu ristorante
  • Pagina complessa
  • Chi siamo
  • Sedi
  • Landing page
  • Contattaci
  • Elenco
  • Dal tuo sito (importa contenuti da un URL esistente)

Per quanto riguarda i popup, sono disponibili:

  • Vuoto
  • Promozione o vendita
  • Pianificazione online
  • Benvenuto
  • Clicca “Mi Piace” su Facebook
  • Nuovo oggetto nello store
  • Contattaci
  • Invia feedback
  • Maggiori informazioni
  • Modulo di iscrizione alla newsletter
  • Vieni a trovarci (contiene una mappa)

Tasti Annulla/Ripeti: Sono presenti nella barra in alto e, come sicuramente avrai intuito, consentono di annullare o ripetere le modifiche apportate. Purtroppo, non esiste un pulsante “Cronologia” che consente di ritornare a qualsiasi stato anteriore. Tuttavia, gli utenti Premium potranno salvare le copie di backup del sito e ripristinarle in qualsiasi momento (una funzionalità che offrono pochi editor).

Modalità anteprima: Permette di visualizzare il sito web in tre versioni: PC, tablet e smartphone, sia singolarmente sia tutte e tre insieme. Tuttavia, puoi vedere e modificare il sito in tutte e tre le versioni anche senza anteprima, il che può tornarti utile se, per esempio, stai creando un sito pensato in particolar modo per gli smartphone.

Funzionalità

Duda offre ai suoi utenti una vasta gamma di funzioni pratiche e personalizzabili. Analizziamone alcune:

E-commerce: Si tratta di un valido pacchetto che può essere utilizzato anche dagli utenti Free (anche se lo store potrà contenere solo 10 articoli). La maggior parte degli editor di siti web sono più taccagni da questo punto di vista, poiché riservano questa funzionalità solo per gli abbonati Premium, per cui complimenti a Duda per la sua generosità verso noi poveri peccatori. La procedura di installazione dell’e-commerce, user-friendly e dettagliata, ti guida passo dopo passo nella scelta delle opzioni di spedizione e pagamento.

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Il risultato finale è un negozio online funzionale e dalla grafica accattivante, in cui puoi vendere beni fisici o digitali.

Efficace e completa, è probabilmente la migliore soluzione gratuita che abbia visto finora.

Blog: Duda permette di creare un semplice blog in pochissimo tempo. Hai a disposizione delle opzioni abbastanza utili per modificare il layout e puoi anche salvare copie di backup di tutti i tuoi post. Tuttavia, rimane una delle funzionalità più scarne: ad esempio, non è possibile aggiungere nemmeno i video. E che divertimento c’è se non puoi pubblicare i video di YouTube? Che delusione! “Mi sono sentito nella teca di cristallo delle emozioni”.

Aspetta, ho sbagliato film.

Editor di immagini: Duda ti permette di modificare le foto utilizzando alcune opzioni di base per regolare la luminosità, aggiungere testo o adesivi, scegliere una cornice e via dicendo. In confronto alle altre funzionalità, è abbastanza rudimentale, ma può far sempre comodo.

Regole di personalizzazione: Una cosa che distingue Duda è la possibilità di inserire le regole di personalizzazione. Questa funzione consente di creare elementi che appaiono solo quando vengono soddisfatte determinate condizioni. Ad esempio, puoi creare un pop-up per riprodurre un video che si attiva solo la prima volta che un utente visita il sito. In alternativa, puoi impostare un messaggio speciale che viene mostrato solo a chi si è già collegato più volte. È inoltre possibile impostare una pagina Contatti che presenta informazioni diverse a seconda dell’orario (magari con un pulsante “click-to-call” durante le ore lavorative e un modulo di contatto durante il resto della giornata); ad esempio, chi gestisce una sala da bowling, potrebbe inserire un messaggio che viene visualizzato solo il sabato: “Chiuso per Shabbat”.

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È una funzionalità che introduce un livello di dinamismo e adattabilità che si riscontra raramente in questi editor e il fatto che venga inclusa nel piano Free è veramente un fatto straordinario (in passato era disponibile solo per gli utenti Premium).

Siti multilingue: Una nuova funzionalità disponibile per gli utenti Premium ti permette di creare siti web multilingue o di aggiungere altre lingue al tuo sito web. Guarda il video per vedere come funziona:

[vimeo 161258264 w=640 h=360].

Altre funzionalità di Duda includono un set completo di opzioni per la SEO, una galleria fotografica, un widget di YouTube, una mappa di Google Maps, un’app per fare prenotazioni al ristorante chiamata OpenTable, i feed di social media, un feed di WordPress, un menu per i siti web dei ristoranti, un pulsante per pagare con PayPal, la Modalità sviluppatore per modificare i codici HTML/CSS (solo per il piano Premium) e uno strumento che visualizza le recensioni di Yelp. Nel complesso, il servizio offre un pacchetto di funzionalità molto ampio sia per i singoli webmaster sia per le piccole imprese (in particolare ristoranti).

Web editing e web design

Template: i 78 modelli di Duda, pur essendo meno innovativi e accattivanti di quelli di Squarespace o Wix, sono sicuramente al di sopra della media e possono essere personalizzati sotto molti punti di vista. Inoltre, cosa più importante, sono design responsive e sono perfetti sia per tablet sia per smartphone.

Editor per dispositivi mobili: Duda è un servizio all’avanguardia, per cui sono rimasto deluso nel vedere che non dispone di un’app per il web editing. Spero che la introducano in futuro, anche perché si adatterebbe perfettamente alla piattaforma. In ogni caso, puoi sopperire a questa mancanza: l’editor, infatti, ti consente di nascondere determinati elementi quando il sito viene visualizzato sui dispositivi mobili (o su PC). Inoltre, con uno degli aggiornamenti più recenti, è stata introdotta un’app per gli e-commerce che permette di gestire i prodotti, caricare le immagini, rivedere gli ordini e altro ancora.

Integrazioni e add-on

A differenza di Weebly e Wix, Duda non offre un App Store con molte integrazioni di terze parti. Tuttavia, hai a disposizione due funzionalità di Google (Google Maps e Google Analytics), un lettore multimediale per i video di YouTube, un feed di WordPress, Disqus (per i commenti), vCita (per la pianificazione online), OpenTable, integrazioni con PayPal e Yelp e un set completo di strumenti per i social media (inSite è un servizio di Duda, non di terze parti).

Elaborazione dei pagamenti

La funzionalità per gli e-commerce offre una marea di scelte per l’elaborazione dei pagamenti. Per i pagamenti online, il piano gratuito e Business + includono l’integrazione con PayPal, Stripe e Robokassa, mentre Business + e-commerce offre tutte le seguenti opzioni (molte delle quali non ho mai sentito parlare):

  • American Express 
  • Authorize.Net
  • Bancomer/eGlobal (gateway di pagamento messicano)  
  • Beanstream (Hosted Payment Form) 
  • Boleto Online  
  • ClickAndBuy 
  • DengiOnline 
  • DIBS
  • e-Path / elaborazione manuale della carta di credito
  • First Data Global Gateway e4
  • iDEAL (tramite Mollie)
  • Innovate Payments 
  • iPay88 
  • MOLPay  
  • Moneris SELECTplus (Hosted Paypage, conti canadesi) 
  • MultiSafepay (iDEAL, carte di credito, Giropay, DIRECTebanking, ecc.)
  • Network Merchants
  • Nochex
  • PagSeguro UOL
  • PayJunction 
  • PayLeap 
  • PayOnline System
  • PayPal Standard, PayPal Express Checkout, PayPal Advanced, PayPal PayFlow Link, PayPal Payments Pro Hosted (UK)
  • PaySto
  • Paytrail (conosciuto anteriormente come Suomen Verkkomaksut Oy)
  • PayU India
  • QIWI
  • Realex Payments / Global Iris
  • Robokassa (Webmoney, Yandex, Money, ecc.)
  • Sage Pay (integrazione) 
  • Stripe 
  • Swipe HQ
  • Virtual Cart Services
  • 2Checkout
  • Ogni gateway di pagamento che possa emulare l’API di Authorize.Net

Inoltre, puoi effettuare pagamenti tramite bonifico bancario e offline (assegni, vaglia postali, ordini telefonici, ecc.).

Assistenza Clienti

Duda offre una vasta base di conoscenze e, per i clienti abbonati ai piani a pagamento, anche l’assistenza via mail. Purtroppo, non è disponibile l’assistenza telefonica o via chat. Alcuni utenti hanno trovato che il servizio lasci abbastanza a desiderare da questo punto di vista.

Recensioni negative e lamentele:

I recensionisti hanno riscontrato i seguenti problemi:

  • Assenza di portabilità
  • Editor è un po’ lento
  • Presenza di alcuni glitch

Analizzando i commenti dei clienti, ho trovato numerose lamentele, anche parecchio feroci, sulla mancanza di stabilità del servizio (a me non è capitato). Alcuni si sono lamentati anche dell’inefficienza del servizio clienti.

Recensioni positive e testimonianze:

Duda ha ricevuto molti consensi, soprattutto per i seguenti fattori:

  • Design responsive molto curato
  • Analitiche del traffico molto dettagliate
  • Ottime funzionalità inSite
  • E-commerce validi
  • Ottime opzioni per la gestione della SEO

I clienti hanno anche apprezzato la quantità (e la qualità) delle funzionalità messe a disposizione.

Verdetto finale:

Recentemente, ho recensito una serie di editor di siti web veramente deludenti e insipidi. Duda, invece, è stata una boccata d’aria fresca. Il servizio merita veramente una chance, soprattutto per le funzionalità avanzate per l’e-commerce e la personalizzazione del sito web, le quali sono disponibili anche per il piano gratuito. Se le lamentele degli utenti riguardo la stabilità del software ti hanno fatto venire dei dubbi, prova a iniziare con la versione free e vedi come va. Resterai sorpreso dalle cose che riuscirai a fare.

Con i suoi template dal design reponsive, innovativo e all’avanguardia, Duda è forse la spinta che ti serve per avviare la tua startup.

Se lo vuoi con forza, non è un sogno”.

Recensione di Stripe

Stripe payment processing review

Panoramica:

Le aziende come Stripe hanno una sorta di fascino particolare: sono amate dai media, sono gestite da imprenditori che vogliono rivoluzionare il mondo degli affari e hanno un portfolio clienti notevole. In particolare, l’azienda in questione ha riscosso molta popolarità, assicurandosi finanziamenti di capitale di rischio e l’appoggio d’investitori come Elon Musk e Peter Thiel, co-fondatori della rivale PayPal. Ma la realtà è all’altezza della fama?

Stripe è un processore di pagamenti di terze parti basato su un concetto molto semplice: aiutare le imprese a gestire la loro attività online. Oltre a elaborare carte di credito, il servizio è pensato principalmente per gli sviluppatori ai quali offre una suite di strumenti che semplifica vari processi di gestione, dai pagamenti in app fino alle transazioni sui markeplace. L’elenco delle funzionalità offerte è impressionante, anche se potrebbe risultare troppo ampio per i principianti. Ogni volta che aggiorno questa recensione, c’è sempre qualcosa di nuovo da aggiungere. È come sbucciare una cipolla con infiniti strati (che però non fa piangere).

Ci sono molti elementi che fanno apprezzare Stripe: è efficace, facile da usare e pieno di funzionalità… ma non è per tutti.

Molte delle funzioni sembrano adatte ad alcune nicchie molto particolari. È innegabile che il servizio disponga di strumenti potenti per i marketplace e gli sviluppatori, così come per i grandi e-commerce e le imprese che operano su scala globale; inoltre, Checkout è una pagina di pagamento utilissima per qualsiasi venditore. Tuttavia, se non si usano tutte le funzionalità offerte, è meglio puntare su altre opzioni.

E poi Stripe non è immune ai problemi che affliggono PayPal, Square e gli altri processori di pagamento, i quali penalizzano coloro che vogliono aprire un conto individuale inserendoli in account condivisi, spesso sospesi o eliminati senza preavviso, e lasciandoli spesso senza assistenza.

Tuttavia, credo che Stripe tenti sempre di migliorarsi e, dall’ultimo test che abbiamo condotto, c’è riuscito: il numero di lamentele è diminuito e sono state adottate delle soluzioni per ottimizzare il servizio. Non ha sbaragliato la concorrenza, ma almeno ha raggiunto lo stesso livello. Quindi non ho problemi ad alzare il punteggio di Stripe a 4 stelle. Se riuscirà a migliorare la qualità del servizio clienti e a risolvere il problema degli account sospesi, il punteggio potrebbe salire ancora di più.

Se sei veramente intenzionato ad utilizzare tutte le funzionalità offerte, allora ti consiglio di provarlo (dai un’occhiata anche a Braintree). Se sei un utente con un giro d’affari ridotto (sotto i 10.000 $ al mese), l’assenza di tariffe mensili potrebbe fare al caso tuo, ma considera che ci sono anche altre opzioni per accettare pagamenti in linea, indipendentemente dal fatto che tu sia uno sviluppatore o no.

Per gli utenti con un giro d’affari più elevato che non necessitano tutte le mille funzionalità di Stripe, ma che hanno comunque bisogno di un servizio pensato per gli sviluppatori, consiglio di dare un’occhiata a PayJunction, che offre il piano tariffario Interchange Plus e un’assistenza veramente valida. Il set di funzionalità non è esattamente lo stesso di Stripe, ma è comunque versatile.

Se hai un giro d’affari limitato e ti servono solo alcune funzioni di base per sviluppatori, o se cerchi il modo perfetto per accettare pagamenti in linea e di persona, Square può fare al caso tuo.

Leggi la guida completa per maggiori informazioni e fammi sapere cosa ne pensi con un commento qui sotto.

Prodotti e Servizi:

Stripe sostiene di avere più di 100 funzionalità e non stento a crederlo. Le funzioni di base sembrano semplici, ma in realtà si rivelano degli strumenti che probabilmente non sapevi nemmeno che esistessero. Sono raggruppate in due categorie:

  • Elaborazione dei pagamenti: Stripe ti dà accesso immediato all’elaborazione dei pagamenti, proprio come Square o PayPal. Per ora il servizio è disponibile in 25 paesi (inclusi i beta test) e accetta più di 100 valute.
  • Strumenti per sviluppatori: questa è la parte di Stripe che la maggior parte degli utenti trova più succulenta. Le API (interfacce di programmazione di un’applicazione) forniscono un sistema valido e molto apprezzato dagli sviluppatori per integrare in modo facile e rapido la piattaforma di Stripe utilizzando vari linguaggio di programmazione (curl, Ruby, Python, PHP, Java, Node, ecc.). È la base perfetta su cui costruire e ampliare la propria attività, anche grazie al fatto che le funzionalità e la documentazione vengono costantemente aggiornate.

Ecco un rapido riassunto di alcune funzionalità che Stripe mette a disposizione:

  • Stripe Checkout: permette sia di personalizzare sia di creare moduli e flussi operativi da zero. A differenza di un conto base PayPal, i tuoi clienti rimangono sulla tua pagina per tutto il tempo e, al contrario di PayPal Pro (che offre la pagina ospitata), gestisce la conformità PCI (nota: anche Square offre queste due funzionalità).
  • Integrazione con mobile commerce: Stripe fornisce la documentazione per Android o iOS per potenziare i pagamenti in-app, oltre a una soluzione one-touch che consente agli utenti di salvare i propri dati per velocizzare gli acquisti futuri.
  • Soluzioni per marketplace: Stripe espande continuamente la sua offerta, a dimostrazione del suo impegno per far crescere questa nicchia. Grazie a una vasta gamma di strumenti, puoi inviare i pagamenti ai tuoi venditori e, ultimamente, anche depositi immediati. 
  • Strumenti per sviluppare piattaforme: questa categoria comprende le soluzioni per i marketplace, ma c’è di più: ti consente di creare qualsiasi piattaforma in cui i tuoi clienti possono ricevere i pagamenti. Ad esempio, Lyft e Kickstarter usano Stripe.
  • Tipi di abbonamento: include opzioni illimitate a seconda del piano; gli utenti possono anche abbonarsi a più piani diversi. Un’altra caratteristica che fa gioco ai venditori è la possibilità di cambiare l’abbonamento di un utente senza costi aggiuntivi (a differenza di PayPal che prevede un costo di 30 $ – 40 $).
  • Sconti e versioni di prova: Stripe ti fornisce strumenti di marketing semplici ed efficaci, come sconti speciali e versioni di prova, per attrarre nuovi clienti.
  • Rapporti avanzati: scarica i rapporti di cui hai bisogno; in alternativa, invia direttamente i dati a QuickBooks o Xero utilizzando Snapy, PennyPipe o Commerce Sync.
  • Squadre: dividi i tuoi collaboratori in squadre e stabilisci i livelli di autorizzazione per mantenere al sicuro i tuoi dati.
  • Stripe Connect: è una suite di strumenti progettata appositamente per i marketplace. Stripe supporta più di 100 valute e le converte automaticamente. Puoi anche utilizzare Connect per verificare l’identità dei venditori internazionali, aggiungere un descrittore negli estratti conto, automatizzare i pagamenti dei venditori o creare piani di pagamento personalizzati.
  • Stripe Atlas: permette alle aziende internazionali di aprire un conto bancario negli Stati Uniti e offre assistenza fiscale e legale. Stripe sostiene che più di 400 startup provenienti da oltre 90 paesi abbiano fatto richiesta di adesione al servizio e, dalla data di lancio, ha aggiunto più di 100 partner alla sua rete.
  • Bitcoin integration: consente di pagare solo lo 0,8% per transazione fino a un massimo di 5 dollari.
  • Pagamenti tramite ACH: i pagamenti ACH o eCheck non sono necessari per tutte le imprese, ma per alcuni sono veramente utili. Stripe include due opzioni per la verifica degli account: microdepositi e Plaid, i quali sono inclusi nella piattaforma stessa. Come nel caso di Bitcoin, pagherai lo 0,8% per transazione fino a un massimo di 5 dollari.
  • Trasferimenti istantanei* su carta di debito: per chi utilizza Connect, Stripe offre l’opzione di trasferire direttamente denaro su una carta di debito, un servizio che in passato impiegava alcuni giorni. Il destinatario pagherà l’1,5% dell’importo trasferito. (*I tempi dipendono dalla banca: la ricezione del versamento potrebbe richiedere un tempo compreso tra 30 minuti e 48 ore.)
  • Stripe Relay: è pensato per il commercio contestuale e ti permette di gestire meglio gli acquisti effettuati da app per dispositivi mobili che non sono tue (come ShopStyle, Spring e InMobi). Inoltre, è anche possibile vendere su Twitter. Sebbene siano strumenti molto interessanti per un venditore, penso che siano un po’ limitati. Sono curioso di vedere come si evolverà Relay rispetto a PayPal Commerce, che sembra più accessibile per il venditore medio (ad esempio, permette di inserire il tasto “Acquista” direttamente nei post del blog e nelle email). Tuttavia, quest’ultimo è ancora in modalità beta, a differenza di Relay.

Se vuoi approfittare dell’elaborazione dei pagamenti di Stripe senza dover utilizzare gli strumenti per sviluppatori, puoi optare per il suo plug-in da usare su WordPress, Magento, WHMCS o Drupal. In alternativa, hai a disposizione decine di servizi che consentono di: integrare Stripe a e-commerce; gestire la fatturazione; creare moduli; ottenere analitiche e così via. Ecco una breve lista di servizi con cui si può integrare: BigCommerce, Shopify, Squarespace, Big Cartel, StitchHarvest, Weebly e molti altri.

Un altro fattore che vale la pena menzionare è la sicurezza. Stripe è un servizio che ha ottenuto la certificazione PCI di Livello 1 (il più elevato) e, se decidi di passare a un altro provider che rispetti gli stessi standard, ti aiuterà a esportare tutti i dati delle carte di credito dei tuoi clienti. Si tratta di una funzionalità molto interessante che, per dovere di cronaca, fornisce anche Braintree.

Inoltre, sebbene sia possibile accettare ordini tramite telefono, in questo caso l’onere di proteggere i dati delle carte spetterà a te, per cui Stripe raccomanda di utilizzare un servizio di fatturazione come alternativa. Poiché la piattaforma non nasce come terminale virtuale, questa soluzione non potrà neanche essere la modalità principale per elaborare i pagamenti, ma solo un metodo da impiegare saltuariamente in casi di bisogno.

Novità

Dall’ultima volta che abbiamo controllato, non sembra che Stripe abbia aggiunto nulla di nuovo, se non in termini di paesi supportati.

Tuttavia, c’è una nuova funzionalità che è appena stata lanciata: Radar, una soluzione per prevenire le frodi connesse all’e-commerce.

Poiché vengono già perpetrate tantissime frodi online di carte di credito, e probabilmente il numero salirà ancora quando lo standard EMV acquisirà ancora più importanza, ti consigliamo di considerare attentamente il vantaggio di questa funzionalità.

Radar usa strumenti di apprendimento automatico per identificare e fermare più rapidamente una frode. Inoltre, dalla dashboard, i venditori possono impostare regole specifiche per le transazioni, prevedere i loro risultati in base ai dati in memoria e automatizzare alcuni processi.

Questi strumenti sono molto simili a quelli già offerti da Stripe, ma potenziati con alcune funzionalità di programmazione e di analisi dei dati. Lo stesso Stripe ammette che Radar è un esperimento . Sebbene sia gratuito, la compagnia non ha escluso la possibilità di lanciarlo come un servizio a sé.

Gli altri elementi degni di nota sono le integrazioni che Stripe supporta:

Pagamenti su dispositivi mobili 

Stripe in realtà non supporta né i pagamenti mobili né qualsiasi tipo di pagamento effettuato di persona e, a mio avviso, questa è una pecca del servizio (tutte le altre aziende hanno capito i benefici del commercio omni-channel). Tuttavia, Stripe consente agli sviluppatori di utilizzare l’API per creare app di pagamento mobile.

Per consultare la lista di integrazioni, clicca qui. Alcune richiedono al compratore di utilizzare l’app a cui sono collegate; altre comportano un costo extra per il venditore di gran lunga superiore a quello che si paga per utilizzare un’app mPOS standard; infine, altre sono gratuite. Dovrai fare delle ricerche per vedere quale soluzione è la più adatta alle tue esigenze.

Penso che l’azienda dovrebbe migliorarsi da questo punto di vista (e sicuramente lo farà), ma sono contento di vedere che al venditore vengano presentate diverse opzioni.

Tariffe e commissioni:

Uno dei vantaggi dei processori di pagamento prepagato è che in genere hanno un tariffario abbastanza chiaro. Per ogni transazione con carta di credito, Stripe addebita una tariffa fissa:

  • 2,9% + 0,30 $

Inoltre, supporta ACH (deposito diretto) e le transazioni su Bitcoin. Per ogni transazione, si pagherà da un 0,8 % fino a un massimo di 5 dollari.

Tutto qui. Se ricevi più di 80.000 $ al mese o più di 10.000 transazioni all’anno, potresti ottenere una tariffa più bassa per le transazioni con carta di credito. Non ti conviene perdere tempo a contrattare, perché l’offerta non si cambia: prendere o lasciare.

Vengono inclusi anche altri servizi, tra cui gateway, strumenti per gli sviluppatori, ecc. Ciò significa che i clienti che ricevono meno transazioni saranno avvantaggiati, perché i costi sono basati sulle tariffe per transazione.

Costi che, tra l’altro, sono generalmente equi e assolutamente competitivi, dato che non includono commissioni extra e che l’utente ha a disposizione molte funzionalità. Inoltre, la tariffa fissa è la stessa richiesta da Square, PayPal e Braintree per le transazioni online.

Anche la tariffa per riaddebito rientra nella media: 15 dollari. Mi piace il fatto che Stripe ti rimborsi se il riaddebito viene deciso a tuo favore. Non è una pratica che seguono tutti ed è veramente generoso da parte dell’azienda, considerando che dovrà pagare le spese d’ufficio. Tuttavia, nelle recensioni dei clienti, si legge che raramente un riaddebito venga deciso a favore del venditore.

Un’altra miglioria riscontrata di recente è la possibilità, per la maggior parte dei venditori statunitensi, di ricevere i pagamenti in un periodo mobile di due giorni (tranne per quelli considerati “a rischio”) invece di sette, come avviene ancora nel caso di molti venditori internazionali.

Durata del contratto e penale per risoluzione anticipata:

Non ci sono penali. Punto. Ci piace. E ricorda che Stripe ti aiuterà a esportare i dati personali dei tuoi clienti se decidi di passare a un altro servizi.

Trasparenza pubblicitaria e delle vendite

La pubblicità di Stripe è trasparente, etica ed equa e non presenta i problemi comuni alle altre grandi aziende. Non ci sono tariffe nascoste, termini di contratto strani, niente raggiri.

Se hai già avuto a che fare con l’elaborazione di carte di credito, non dovresti avere sorprese. Se è la prima volta, allora ci vorrà un po’ per prenderci mano, ma Stripe è un’ottima azienda (in termini finanziari) con cui iniziare, poiché il servizio è interamente prepagato.

Servizio clienti e assistenza tecnica

La buona notizia è che Stripe ha, oltre al servizio di assistenza clienti, numerosi canali social, per cui puoi seguirla su FacebookTwitter (grazie al quale puoi anche ricevere aggiornamenti sui servizi), e LinkedIn. Tuttavia, i post sui social media e blog sono pochi e penso che non vengano sfruttati al massimo. Mi aspetto di più da una società che basa tutta la sua attività sulla rivoluzione digitale.

Mi piace il fatto che sia possibile richiedere assistenza senza dover creare un account Stripe, a differenza di molte altre aziende che richiedono l’iscrizione obbligatoria anche se ancora non hai deciso se acquistare il servizio e ti serve solo un’informazione. Inoltre, avrai accesso anche a una base di conoscenze abbastanza dettagliata.

Un altro vantaggio che offre Stripe è la possibilità di conoscere lo stato del servizio: basta andare su status.stripe.com per vedere se è disponibile.

Passiamo ora alle cattive notizie. Stripe non offre assistenza telefonica. Molti venditori si sono lamentati delle risposte generiche ricevute e di una generale mancanza di attenzione ai problemi. In un certo modo, mi ricorda la situazione in cui versava il servizio clienti di Square, in particolare nei primi tempi (e non è una bella cosa). Sono cosciente che l’assistenza telefonica sia difficile da gestire e rappresenti un investimento costoso, ma quando i venditori non possono accettare i pagamenti, hanno bisogno di una soluzione (o almeno di una risposta) immediata. E l’assistenza via mail non è abbastanza. Abbiamo visto questo problema con Square, che alla fine ha ceduto e ha attivato l’assistenza telefonica.

Fortunatamente, è possibile contattare Stripe anche via chat su Freenode (#stripe). In questo caso, il servizio è abbastanza efficiente ed è possibile parlare sia con gli operatori sia con altri utenti per ottenere consigli e soluzioni in tempi brevi. È un buon punto di partenza e offre una sorta di canale pubblico per segnalare un disservizio.

Recensioni negative e lamentele

Ad oggi, la pagina BBB di Stripe ha ancora un punteggio A+ con 394 lamentele chiuse in 3 anni, 106 delle quali negli ultimi 12 mesi. Sebbene il totale dei reclami sia aumentato dal nostro ultimo controllo (erano 384), quelle riscontrate negli ultimi 12 mesi sono diminuite (ammontavano a 117), non posso che esserne felice: due anni fa, Stripe ha visto un improvviso aumento delle lamentele, che immagino fosse dovuto ai problemi iniziali. È un sollievo vedere che il volume di reclami non stia raddoppiando o triplicando com’era successo in seguito agli ultimi aggiornamenti. Immagino che il peggio sia passato (speriamo!).

È difficile fare un confronto con PayPal da questo punto di vista, in cui la maggior parte delle lamentele proviene da acquirenti che attaccano venditori di eBay o da coloro che hanno problemi con i pagamenti P2P. In ogni caso, Stripe non raggiunge i livelli di Square, che ha ricevuto 1443 reclami negli ultimi 3 anni.

Un’altra cosa da considerare è che non sappiamo quanti venditori usino Stripe: oltre al fatto che l’azienda non abbia divulgato la cifra esatta, la sua collaborazione con Lyft, Kickstarter e altre piattaforme di massa rende ancora più difficile ottenere un risultato certo. Il miglior riferimento che ho trovato in merito è un articolo secondo cui Stripe viene usato da centinaia di migliaia di imprese (al contrario, sappiamo che Square ha all’attivo almeno due milioni di venditori e che PayPal Business conta più di 8 milioni di venditori). Lo stesso articolo afferma che Stripe abbia elaborato 4 carte su 5 a livello mondiale. Un traguardo molto ambizioso, ma non lo metto in dubbio.

Stripe ha anche 35 recensioni sulla sua pagina BBB, ma solo una è positiva. Per quanto sia una delusione, non dobbiamo sorprenderci.

Ecco un esempio di lamentela tratta dalla stessa pagina:

Stripe, Inc. è venuto all’attenzione di BBB nel luglio 2012. Nel mese di agosto 2015, è stata effettuata una revisione della società. Le lamentele affermano che i fondi dei clienti vengano trattenuti senza spiegazione e che i conti vengano chiusi senza motivo. Inoltre, i clienti lamentano il fatto che sia difficile mettersi in contatto con l’azienda.

Per comprendere i termini che vengono accettati, BBB consiglia di leggere attentamente le condizioni di servizio della società, in particolare, la Sezione C: “Trattamento delle operazioni a mezzo carta di credito e come ricevere i fondi” e la Sezione D: “Licenza, risoluzione e altri termini generali”.

Stripe, Inc., inoltre, ha informato BBB che il modo migliore per contattare l’impresa è inviare un’e-mail a support@stripe.com.

Purtroppo, dal gennaio 2016, nessuna delle denunce apparse su BBB è accessibile al pubblico (ad eccezione di una risalente a ottobre), per cui non possiamo analizzarle per vedere quali siano stati i problemi riscontrati e come abbia risposto Stripe. Dobbiamo esaminare altre fonti, ovvero i commenti sotto questa recensione e quelli trovati in rete.

Ripoff Report segnala 46 lamentele (prima erano 40) e la maggior parte riguarda i conti sospesi o eliminati.

Questi reclami si presentano più spesso se analizziamo le discussioni tra gli utenti:

  • Conti sospesi o eliminati: nel complesso, la critica che viene mossa più spesso nei confronti di Stripe riguarda l’improvvisa eliminazione e i repentini storni dei pagamenti senza che l’azienda fornisca un preavviso o una spiegazione. Inoltre, i fondi vengono improvvisamente sospesi perché il conto è “in revisione”. Questo genere di problemi si verifica spesso con questo genere di servizi che, sebbene consentano accesso immediato ai fondi, revisionano i conti e le modalità di elaborazione dei pagamenti fin dal primo utilizzo. Se vengono riscontrati dei problemi, veri o percepiti come tali, il conto viene eliminato. In molti si sono lamentati sia del fatto che Stripe si rifiuti di rimborsare i fondi sia dell’impossibilità di parlare con un operatore.
  • Assistenza clienti inefficiente: viene riscontrato in particolare modo quando si verifica un disservizio grave e difficile da risolvere (meno nel caso di problemi di poco conto), come fondi sospesi o conti eliminati. Più di un utente si è lamentato di essere stato ignorato o di aver aspettato giorni, se non settimane, prima di ricevere una risposta. Sebbene i commenti di Facebook vengano spesso ignorati, è possibile parlare con gli operatori su Twitter.
  • Riaddebiti: Ci tengo a precisare che questo problema non è colpa di Stripe. L’azienda si occupa di e-commerce, molti dei quali offrono prodotti ad alto rischio (consegna elettronica, prodotti venduti previo abbonamento, vendite internazionali, ecc.), quindi le probabilità di avere grattacapi sono alte. Quando si verifica un riaddebito, Stripe deve restituire i soldi al cliente, pertanto preleva i soldi dal suo conto, almeno fino a quando non viene chiusa l’indagine. La procedura non è stata inventata dall’azienda, la quale, in molti casi, non può fare niente per agevolarla. Inoltra, va detto che, in caso di contestazione del riaddebito, l’unico aiuto che fornisce Stripe sono gli strumenti di documentazione. Dopotutto, solo alcuni dei suoi competitor offrono assistenza diretta.
  • Mancanza di protezione anti-frode: è un problema legato ai riaddebito, ma merita un paragrafo a sé. I venditori lamentano il fatto che Stripe non fornisca loro i mezzi sufficienti per proteggersi da riaddebiti e addebiti fraudolenti. Questo non significa che non esistano, anzi, ma non vengono percepiti come un sistema sicuro ed è un punto di vista che capisco perfettamente.

La sicurezza non è un tema che va preso alla leggera, per cui ho fatto delle ricerche e questi sono i risultati: Stripe ha un algoritmo automatico che identifica e segnala le transazioni fraudolente. Non sono disponibili molte informazioni circa il suo funzionamento. Sappiamo solo che il sistema può generare falsi positivi, per cui se una transazione legittima viene bloccata, è possibile scavalcare l’algoritmo e ripeterla.

Inoltre, si può contrassegnare le transazioni come fraudolente e rimborsarle direttamente (ricorda di segnalarle a Stripe). In secondo luogo, si può abilitare il controllo sui codici CVC e AVS e declinare automaticamente le transazioni che non lo passano (si tratta di due operazione distinte). Questo fattore è importante perché una transazione potrebbe passare anche se i controlli falliscono. Tuttavia, va anche detto che spesso gli acquirenti stessi sbagliano a scrivere il proprio codice postale.

Penso che Stripe Radar stia ampliando questi strumenti inserendo più dati e migliorie vari, per cui sono curioso di vedere se effettivamente riuscirà a garantire una protezione maggiore contro le frodi. Se l’argomento incuriosisce anche te, puoi leggere alcuni casi di studio sulla prevenzione anti-frode di Stripe qui.

Nel frattempo, non stare con le mani in mano: controlla se hai già abilitato le giuste misure di sicurezza e facci sapere se hai degli aggiornamenti su questo tema.

Recensioni positive e testimonianze:

Stripe ha un elenco impressionante di clienti importanti, tra cui Foursquare, Squarespace, Shopify, Grooveshark, Evite, Reddit, Mashable, Volusion, eHow, Hubspot e Dribble. E la lista sembra crescere sempre di più. Stiamo parlando di colossi della rete e, a mio avviso, questo rappresenta sicuramente un fattore positivo, sebbene il loro unico pregio sia quello di essere su piazza da molto tempo.

Nel gennaio del 2015, Stripe è riuscito a rubare il gigante del crowdfunding, ovvero Kickstarter, al suo partner di lunga data, Amazon Payments, con la promessa di consentire ai creatori di avviare e finanziare i loro progetti con maggiore rapidità. Stripe collabora anche con il rivale di Kickstarter, IndieGoGo.

Inoltre, quando Flint ha inaspettatamente chiuso i battenti nel febbraio 2016, ha raccomandati ai suoi clienti di passare a Stripe. Anche Shopify (e non è certo l’unico) richiede ai propri venditori di aprire un account sulla piattaforma in questione. Quando ho dato un’occhiata per la prima volta a Shopify, onestamente mi aspettavo di riscontrare più problemi relativi ai servizi di pagamento a causa della sua partnership con Stripe, ma ne ho trovati ben pochi e la maggior parte proveniva da venditori freelance.

Sebbene Stripe non offra casi di studio approfonditi come Braintree, mette a disposizione una serie di loghi da scegliere e copie per marketing molto interessanti (dai un’occhiata qui). A parte questo, le recensioni positive sono scarse per il momento. Vorrei vedere più casi di studio circa la protezione anti-frode e leggere più testimonianze provenienti da piccole e medie imprese.

Lascia un commento qui sotto e condividi la tua esperienza (ma prima assicurati di aver letto attentamente la nostra politica sui commenti).

Verdetto finale:

Non ci sono dubbi: Stripe è un player importante nel settore dei pagamenti online. Insieme a Braintree e ad altri servizi che ancora non conosco, è in lizza per raggiungere una posizione dominante; ognuno di essi offre servizi leggermente differenti, ma tutti hanno più o meno le stesse tariffe e modelli di business simili. Anche PayPal e Square fanno parte del gruppo, ma rientrano in una categoria a sé stante.

In teoria, Stripe offre tutto ciò che richiedono le aziende, sia piccole che grandi, ma ha diverse pecche, come la stabilità dei conti e l’assistenza clienti. Purtroppo, questi problemi sono comuni a quasi tutti gli processori di pagamenti.

Inoltre, molti degli strumenti inclusi nella piattaforma sembrano essere rivolti esclusivamente agli sviluppatori, alle grandi aziende e ai marketplace. Ed è giusto così, perché sono risorse importanti. Se te ne intendi di informatica o hai uno sviluppatore nel tuo team, Stripe farà sicuramente al caso tuo. Tuttavia, se tutto quello che ti serve è un modo semplice per ricevere pagamenti sul tuo sito web, penso che dovresti puntare su altre opzioni. Lo stesso vale se hai bisogno di un servizio per gestire i pagamenti di persona.

Infine, sebbene i prezzi siano competitivi, ci sono alternative ancora più convenienti.

Per ora, Stripe ha guadagnato 4 stelle. Non è un processore perfetto, ma penso che l’azienda abbia superato i problemi iniziali. Per concludere, fatti due domande: (1) utilizzerò tutto ciò che Stripe ha da offrire? (2) Stripe ha tutto quello di cui ho bisogno? Se la risposta è sì, è il servizio che fa per te. Se così non fosse, ti conviene cercare altrove.

Consulta il nostro grafico per vedere le varie opzioni a tua disposizione e lasciaci un commento con le tue riflessioni sulla nostra recensione.

Stripe o PayPal: quale scegliere?

Stripe vs PayPal

Sicuramente avrete sentito parlare di Stripe, il nuovo processore di pagamento che ha subito conquistato la rete. Ma che ne è stato di PayPal? Dopotutto, nel corso della sua lunga storia, l’azienda si è sempre contraddistinta per la sua affidabilità.

In questo post, analizzeremo nel dettaglio e metteremo a confronto questi due servizi basandoci su cinque punti principali: tariffe per servizio e transazione, sicurezza, API, portabilità dei dati e assistenza clienti. Lo scopo non è eleggere un vincitore, ma mettere in luce alcune differenze importanti sperando che ti possano aiutare a prendere decisioni con cognizione di causa.

Tariffe per servizio e transazione

L’approccio di Stripe è molto lineare: applica una tariffa fissa di 2.9% + 0,30 $ per ogni addebito andato a buon fine se il tuo fatturato in volume è inferiore al milione di dollari all’anno. Per ogni paese, esiste una tariffa fissa differente. Tuttavia, non viene specificato se sono disponibili tariffe per un alto volume di commissioni.

La tariffa base di PayPal è la stessa di Stripe, 2,9% + 0,30 $, ma vengono aggiunte alcune commissioni per servizi extra che complicano un po’ le cose. Confrontiamo le tariffe di entrambi i processori di pagamento:

Service PayPal Stripe
Transaction fees [1] 2.9% + 30¢ 2.9% + 30¢
Charge cards from your website $30 / month [2] Free
Chargeback $20 $15
American Express 3.5% [3] Same flat rate
Micropayments (less than $10) 5% + .05¢ Same flat rate
Refund Fixed fee [4] Free
International cards 1% [5] Free [6]
Authorize card 30¢ [7] Free
Recurring Billing $10 / month Free
Advanced Fraud Protection $10 / month [8] Free [9]
Accept Apple Pay © Not available Free
  1. PayPal Pro consente agli utenti di pagare sul tuo sito e include il terminale virtuale.
  2. La commissione per l’uso di carte American Express viene addebitata solo per i pagamenti effettuati con PayPal Pro, PayPal Advanced e terminale virtuale, il quale è richiesto per determinate funzionalità (vedi nota 2).
  3. Parte fissa della tariffa per transazione (per esempio, la tassa di rimborso è di 0,30 $ per i pagamenti nazionali).
  4. Tariffe transfrontaliere di PayPal.
  5. Per le carte internazionali, non vengono applicate commissioni; tuttavia, il costo della conversione della valuta è del 2%. Ad esempio, se colleghi un conto bancario inglese a Stripe, ma ricevi un pagamento in USD, l’importo verrà automaticamente convertito in GBP (più una commissione del 2%) prima di essere depositato nel tuo conto. Se invece il pagamento ricevuto è in GBP (o hai collegato un conto statunitense), non verrà aggiunta nessuna commissione.
  6. PayPal addebita 0,30 $ sia per la mancata riscossione dell’importo dell’autorizzazione sia per le transazioni di verifica della carta.
  7. 10 $ al mese + 0,05 $ per transazione. Vengono escluse le transazioni effettuate con Pagamento express.
  8. Vedi Stripe Radar.

Come avrai notato, le tariffe di PayPal sono molto più complesse e variabili. Ad esempio, il servizio addebita una commissione extra solo se il pagamento viene effettuato tramite American Express e hai sottoscritto un piano a pagamento, il che sembra un po’ una contraddizione. In quasi tutti i casi, Stripe rappresenta l’opzione più economica in quanto le tariffe per servizio sono inferiori (a meno che non si ricevano esclusivamente micropagamenti).Tariffe per transazione valide per gli USA. Stripe e Paypal applicano tariffe diverse a seconda del paese.

Quando riceverò il pagamento?

PapyPal solitamente impiega un giorno lavorativo, mentre Stripe

richiede un periodo mobile di due giorni per gli USA e l’Australia, e di 7 giorni per la maggior parte degli altri paesi (vedi i tempi di versamento automatico di Stripe). Tieni presente questo fattore se devi accedere rapidamente ai tuoi fondi o se non vivi negli USA o in Australia.

Sicurezza

Sia Stripe che PayPal sono piattaforme estremamente sicure e stabili. Vediamo le differenze e cerchiamo di capire perché Stripe garantisca intrinsecamente una sicurezza maggiore.

La funzionalità più rivoluzionaria del servizio è Stripe.js, grazie alla quale i dati della carta di credito che gli utenti inseriscono nel modulo di pagamento presente sul tuo sito non vengono mai inviati al tuo server, bensì a Stripe. Perché questo fattore è importante?

  • Perché garantisce automaticamente la conformità agli standard PCI, in quanto non sei tu a gestire i dati sensibili della carta.
  • È un metodo più sicuro poiché, in caso di violazione del server, nessuno avrebbe accesso ai dati e non potrebbe rubare la carta dei tuoi clienti.
  • Non sei tentato di memorizzare i dati delle carte di credito sui tuoi server, cosa che non dovresti fare comunque, a meno che tu non sia una grande azienda disposta a pagare per ottenere la conformità alla PCI.

Se segui la procedura standard di Stripe, i dati verranno memorizzati in un luogo sicuro dove nessuno, neanche tu, potrà vederli. È per questo che il servizio garantisce maggiore sicurezza.

Ora anche PayPal memorizza i dati in un server sicuro, ma il processo è diverso da quello effettuato da Stripe.js. Infatti, i dati passano prima dal tuo server e, pertanto, l’onere della sicurezza grava anche sullo sviluppatore del software o sul cliente (vedi conformità agli standard PCI qui sopra).

In sintesi, Stripe.js incoraggia all’impiego di buone pratiche sulla sicurezza, mentre PayPal lascia carta bianca agli sviluppatori, che potrebbero prendere decisioni sbagliate. Ultimamente, sono stati fatti dei passi avanti per risolvere il problema, ma non è ancora stato raggiungo il livello di Stripe.js.

API

Quando Stripe è stato lanciato sul mercato, la sua API è stata vista come un elemento rivoluzionario. È chiara, offre una documentazione approfondita ed è estremamente facile da usare. In passato, le API dei processori di pagamento non garantivano sempre performance impeccabili e la loro documentazione era scarsa. Da questo punto di vista, PayPal ha molto peccato.

In un certo senso, Stripe ha costretto i competitor a migliorare il servizio. La documentazione e l’organizzazione della nuova API REST di PayPal sono notevolmente migliorate e sono basate (casualmente) su quelle di Stripe. Questo è un chiaro esempio di come la concorrenza favorisca gli interessi dei clienti: l’API di Stripe è diventata il nuovo standard e il resto dell’industria (compreso PayPal) si sta velocemente adeguando.

Portabilità dei dati

Questa è un’altra area in cui PayPal fa brutte figure. Immagina di essere il proprietario di un sito web ad abbonamento che richiede il pagamento dell’iscrizione tramite PayPal. Se volessi passare a un altro servizio (come Stripe), non potresti trasferire i dati delle carte di credito, perché PayPal non te li fornirebbe. Tutti i tuoi clienti dovrebbero registrarsi nuovamente e probabilmente finiresti per perderne alcuni.

Stripe, al contrario, garantisce il diritto alla portabilità dei dati. Qualora decidessi di passare a un altro servizio, ti aiuterà con la migrazione dei dati utilizzando processi conformi agli standard PCI. Sicuramente va ammirata questa posizione così accomodante sulla portabilità dei dati: è bello sapere di avere una scelta e di non dover rimanere per sempre con lo stesso servizio.

Assistenza clienti

Poiché non utilizziamo Paypal da più di due anni, non sappiamo come sia lo stato dell’assistenza clienti. Quando lo usavamo, l’assistenza tramite email era lenta e inaffidabile, ed era quasi impossibile contattarli per telefono. A un certo punto, la situazione è diventata una barzelletta, perché ogni volta che chiamavamo cadeva la linea prima di parlare con l’operatore. Siamo andati avanti così per due mesi. Girano anche tantissime storie al limite dell’horror che raccontano di come PayPal congeli i fondi senza motivo.

L’assistenza via email di Stripe, invece, è sempre efficiente e, grazie al canale IRC (#stripe su Freenode), gli sviluppatori hanno a disposizione una risorsa preziosissima se devono chiedere una mano agli ingegneri in chat, specialmente se incontrano problemi difficili. Stripe non fornisce ancora assistenza telefonica, ma sicuramente è una miglioria che rientra nei suoi piani. Infine, gli operatori sono stati sempre molti gentili.

In tutta onestà, PayPal viene penalizzato dalla sua stazza, dall’età e dalla burocrazia. Stripe, essendo appena arrivato, deve lavorare sodo per ritagliarsi una quota di mercato e cerca di differenziarsi dalla concorrenza fornendo un servizio di assistenza impeccabile. Tuttavia, col passare del tempo, sarà sempre più difficile mantenere gli standard, specialmente se l’azienda crescerà. Speriamo che da qui a cinque anni saremo ancora entusiasti del servizio che offre.

Viva la concorrenza

Per Memberful, abbiamo scelto Stripe e non potremmo essere più felici, sia perché ha reso il nostro lavoro più facile da un punto di vista ingegneristico, sia per la qualità del servizio e dell’assistenza. Detto ciò, PayPal ha provveduto a mettersi in pari con i nuovi arrivati come Stripe migliorando significativamente la propria API. Sarà interessante vedere come queste due aziende continueranno a evolversi e a competere. Alla fine, noi utenti ne beneficeremo, perché otterremo un servizio sempre migliore.

Buffer o Hootsuite: qual è lo strumento giusto per il tuo brand?

should you use buffer or hootsuite? there's only one way to find out: fight!

Se lavori nell’ambito del digital marketing o dei social media, è probabile che avrai sentito parlare di Buffer e Hootsuite. Sebbene molti marketer usino sia uno sia l’altro, questi due strumenti sono molto differenti e ognuno ha i suoi pregi e difetti. Ma in cosa differiscono? Possono essere usati in modo intercambiabile?

Prima di confrontarli, dobbiamo capire a che cosa servono davvero:

  • Hootsuite è una piattaforma per il social media management che permette di gestire i profili socia ed è uno strumento prezioso per il lavoro in team se devi delegare alcuni compiti ai tuoi collaboratori.
  • Buffer, invece, è una piattaforma di content publishing che consente di pubblicare e pianificare i contenuti che vuoi condividere nei tuoi canali social.

In termini di capacità, Hootsuite è più grande di Buffer: ha più funzionalità, più integrazioni, supporta più piattaforme e offre maggiori analitiche. Poiché Buffer non ha determinate caratteristiche (perché è stato creato per altri scopi), per essere più imparziali, confronteremo i due software solo in base a cinque funzionalità offerte da entrambi:

  1. Social media supportati: quali canali è possibile gestire?
  2. Pubblicare e pianificare contenuti: quali funzioni sono disponibili per agevolare questi due compiti?
  3. Analitiche: quali funzioni di reporting sono disponibili?
  4. Lavoro di squadra e sicurezza: il software è facile e sicuro da usare individualmente o in team?
  5. Integrazioni: quali altri tool, plugin e app si possono integrare?

1. Social media supportati

Buffer è compatibile con: Twitter, Facebook (profili, pagine, gruppi), LinkedIn (profili e pagine), Google+ (pagine) e, da poco, anche Pinterest.

Hootsuite, invece, supporta ufficialmente: Twitter, Facebook (profili, pagine, gruppi), Google+ (pagine), LinkedIn (profili, gruppi e pagine), WordPress. Tuttavia, integrando diverse app (reperibili nell’App Directory), è possibile integrare anche Instagram, YouTube, Vimeo, Reddit, Flickr, VK, Tumblr, Foursquare e altri ancora.

Se teniamo in considerazione solo il numero di reti supportate, il vincitore di questo round è Hootsuite. Tuttavia, è probabile che tu non abbia bisogno di uno strumento che si integri con tanti social, specialmente se ne gestisci solo uno o due. I fattori veramente importanti da tenere in considerazione sono: (1) se lo strumento supporta le piattaforme che usi, (2) se è compatibile con le reti che vorresti utilizzare in futuro in base alla tua strategia social di breve periodo (6-12 mesi).

2. Pubblicare e pianificare contenuti

Buffer e Hootsuite non presentano molte differenze sotto questo aspetto. Tuttavia, il secondo consente di gestire i contenuti nella timeline o negli stream (anche il primo in alcuni casi, come vedremo tra poco). A parte questo, Buffer offre più flessibilità in termini di automatizzazione dei compiti grazie a  IFTTT e Zapier.

  • Pubblicare contenuti: Hootsuite permette di pubblicare direttamente sulle tue piattaforme. Buffer, sebbene abbia lo stesso pregio, è pensato per programmare i post in anticipo. Entrambi gli strumenti consentono anche di pubblicare i contenuti su più canali contemporaneamente. Sebbene non mi piaccia il cross-posting, ci sono occasioni in cui questa funzionalità può risultare utile. Da questo punto di vista, Buffer non consente di interagire con i contenuti pubblicati, mentre con Hootsuite è possibile rispondere ai commenti, retweettare e mettere Mi piace. L’unica eccezione è data dai retweet, che possono essere pianificati attraverso i plugin di Buffer per browser (per smartphone e PC) o per app (per dispositivi mobili).
  • Pianificare i contenuti: entrambi i tool supportano questa funzione. È possibile impostare la data di pubblicazione, programmare l’invio dei post o lasciare che sia il software a decidere quando conviene pubblicare i contenuti. Entrambi gli strumenti usano degli algoritmi per stabilire il momento giusto, ma non sappiamo esattamente come vengano calcolati i tempi.
  • Social RSS: tutti e due i software consentono di integrare e pubblicare i contenti dei feed RSS. Per condividere i link da qualsiasi sito web, Buffer utilizza la funzione Feed, mentre Hootsuite dispone di Hootsuite Syndicator. Su entrambi gli strumenti, è possibile sia visualizzare gli ultimi feed pubblicati sia inviare o pianificare i post che desideri condividere.
  • Automatizzazione: si tratta di un fattore chiave in ogni strategia di social media ben programmata. Oltre a farti risparmiare tempo ed energie (specialmente se hai poche risorse), ti permette di gestire i tuoi account in maniera più efficiente. Le opzioni di automatizzazione di Hootsuite ruotano principalmente intorno alla funzione di auto-pianificazione, grazie alla quale puoi inserire una lista di post pianificati o lasciare che sia il programma a rilevare e pubblicare i contenuti provenienti dai tuoi feed RSS. Questa funzione è estremamente utile se stai cercando un sito di contenuti (un blog, un sito di notizie, ecc.) e vuoi tweettare ogni articolo che pubblica senza doverlo monitorare costantemente. Buffer, pur avendo più o meno gli stessi vantaggi, è uno strumento più efficace in quanto offre maggiore flessibilità ed è compatibile con altri strumenti di automatizzazione, ad esempio il noto IFTTT, che include più di 1.800 regole di automazione (dette “ricette”). La maggior parte di esse è stata creata dagli utenti della community e include una vasta gamma di processi che spesso ti sarai trovato a gestire manualmente. Buffer è compatibile con Instagram, Pocket, Feedly, Tumblr, Instapaper, Reddit, YouTube e molti altri ancora. Ecco alcune ricette che puoi utilizzare su Buffer grazie a IFTTT:
    • aggiunge le tue foto più recenti su Instagram alla lista di Buffer (collega Instagram a Buffer);
    • pubblica automaticamente le nuove recensioni positive della tua attività che appaiono su Fiverr (collega Fiverr a Buffer);
    • copia i tuoi messaggi LinkedIn e li aggiunge alla lista di Buffer (collega Buffer a LinkedIn);
    • aggiunge il tuo post di WordPress più recente alla lista di Buffer (collega WordPress a Buffer).

IFTTT permette anche di automatizzare altri strumenti grazie a Buffer:

    • salva i post pianificati su Buffer in un foglio di calcolo di Google Drive (collega Buffer a Google Drive);
    • pubblica i contenuti di Buffer su LinkedIn (collega Buffer a LinkedIn);
    • salva i post pianificati su Buffer su Google Calendar (collega Buffer a Google Calendar).

Inoltre, abbiamo a disposizione anche Zapier, un servizio di automazione che, proprio come IFTTT, gestisce trigger e azioni. Il software offre 150 regole di automazione (dette “zap”), molte delle quali sono perfette se gestisci software per imprese come Basecamp, Slack, Hubspot, Kissmetrics e Salesforce (troverai tutti gli zap qui.)

  • Accorciatori di URL: entrambi i programmi offrono questo servizio e monitorano i clic e la visibilità che ricevono i post quando il loro URL viene accorciato con buff.ly (Buffer) o ow.ly (Hootsuite). Se invece preferisci usare bit.ly, non riceverai le analitiche, ma puoi sempre reperirle sul sito di questo accorciatore. Per quanto riguarda gli altri servizi analoghi, come po.st, è possibile integrarli a Hootsuite solo si ha il piano Enterprise (purtroppo non sono compatibili con Buffer).
    • Curiosità: buff.ly e bit.ly sono lo stesso servizio. Ecco la prova: per vedere le statistiche di un link pubblico creato con bit.ly, basta aggiungere ‘+’ alla fine dell’URL abbreviato. Se fai la stessa procedura con un link di buff.ly, verrai reindirizzato alla pagina che contiene le sue statistiche su bit.ly.

3. Analitiche

HootSuite mette a disposizione le analitiche dei social network, mentre Buffer quelle dei post che hai pubblicato tramite la sua piattaforma. Il motivo è che Hootsuite è uno strumento di social media management, per cui monitora i contenuti pubblicati, la visibilità dei profili social, il traffico (grazie all’integrazione con Google Analytics) e così via. Al contrario, Buffer serve principalmente per pianificare i post, per cui fornirà analitiche che riguardano solo i contenuti inviati dalla piattaforma stessa, escludendo quelli pubblicati direttamente sui social o usando un altro tool.

La dashboard delle analitiche di Buffer è molto intuitiva ed è anche disponibile nell’app per i dispositivi mobili, così puoi sempre tenere d’occhio i tuoi canali. Le analitiche riguardano principalmente i contenuti e, grazie agli aggiornamenti più recenti, è possibile sapere quali post hanno riscosso maggiore o minore successo in termini di coinvolgimento (a seconda della categoria: retweet, favoriti, risposte, like, commenti, clic), portata e tipologia (ad esempio: pubblicazione di immagini, link, testi e retweet). Buffer consente di visualizzare tutti i dati in una panoramica semplice e chiara che può essere esportata qualora fosse necessario condurre ulteriori analisi.

Dal canto suo, Hootsuite offre molte analitiche e ciò potrebbe lasciare confusi alcuni utenti. Nel gennaio 2014, ha acquisito una società di socal media analytics chiamata uberVu back e, in seguito, l’ha integrata alla sua piattaforma. Per cui, ora è possibile accedere alle analitiche in due modi differenti: tramite Hootsuite Core Analytics (per le analitiche generali) o “uberVu via Hootsuite” (per le analitiche in tempo reale). Se hai il piano Free, hai a disposizione solo un numero limitato di rapporti; per ottenerne di più, devi diventare utente Pro (o Enterprise, se vuoi l’acceso a tutte le opzioni disponibili).

Se non sei soddisfatto delle analitiche di Buffer e Hootsuite, hai la possibilità di integrare un altro strumento. Molti tool di social media management offrono solo le analitiche per i post pubblicati con la loro piattaforma (ad esempio Buffer e, in alcuni casi, Hootsuite). Tuttavia, un programma di terze parti sarà in grado di analizzare tutti i contenuti sul tuo profilo. Ecco quelli che ti consiglio:

  1. Simply Measured: è forse la piattaforma più completa in termini di tipologie dei dati e numero di social media analizzati.
  2. Falcon Social: ha un approccio innovativo. Per ottenere il massimo dalle analitiche, il tool integra anche i dati provenienti da altre fonti e, oltre ad analizzare ogni singolo canale, fornisce una panoramica di tutte le tue piattaforme, tra cui Facebook, Twitter, Google+, Instagram e YouTube.
  3. SumAll: non solo fornisce le analitiche dei social media, ma consente anche di fare un confronto tra l’andamento dei tuoi social media con diversi punti dati. Infatti, SumAll è forse l’unico tool che offre una così ampia gamma di integrazioni che vanno oltre il social marketing: dalle piattaforme di e-commerce, come Paypal, Shopify e Square, a quelle di pubblicità online, come Adsense di Google e Facebook Ads; da quelle di enterprise marketing management, come Moz, a quelle di assistenza clienti, come Zendesk e Desk.com. Pertanto, ti consentirà di comparare il coinvolgimento degli utenti con il traffico del sito, le vendite e le iscrizioni.
  4. Socialbakers Analytics
  5. Unmetric

Se ti serve una guida per scegliere il software più adatto alle tue esigenze, leggi la guida completa alle analitiche del digital marketing.

4. Lavoro di squadra e sicurezza

Se gestisci i social media con dei collaboratori (ad esempio un team), sia Buffer che Hootsuite potranno esserti d’aiuto.

Entrambi i software sono molto affidabili in termini di sicurezza, poiché non richiedono di condividere la password. Tuttavia, Hootsuite consente di controllare in maniera più minuziosa le autorizzazioni degli utenti, così puoi aumentare la scalabilità verticale della piattaforma senza compromettere la sicurezza.

  • Condivisione dell’accesso: Buffer e Hootsuite richiedono di autenticarsi tramite un indirizzo e-mail o un account social (Twitter, Facebook e LinkedIn per Buffer; Twitter, Facebook e Google+ per Hootsuite). Il vantaggio di quest’ultimo tool è che supporta anche la SSO (single sign-on), che è spesso un requisito tecnico fondamentale per le grandi aziende. In altre parole, quando usi il computer/portatile aziendale, entrerai automaticamente nell’account. Questa funzione consente di impedire l’accesso non autorizzato agli “outsider”, incluse le persone che non lavorano più per l’azienda.
  • Lavoro di squadra e autorizzazioni: Buffer offre due tipi di autorizzazioni: “manager”, per l’amministratore, e “contributor”, per i collaboratori (ma sono disponibili solo con il piano Business). Un amministratore, proprio come il proprietario del dominio, può aggiungere nuovi contenuti e cambiare la pianificazione. Un collaboratore ha un accesso più limitato e, sebbene possa aggiungere post ai profili a cui ha accesso, i suoi messaggi dovranno essere approvati prima di essere inseriti in coda. Hootsuite, invece, consente un controllo più capillare, poiché puoi impostare le autorizzazioni e i ruoli di ciascun utente in base al tipo di organizzazione, team e membri. Da questo punto di vista, il programma è perfetto se hai molti collaboratori che utilizzano la piattaforma e ognuno ha una funzione specifica (per maggiori informazioni, leggi qui).
  • Sicurezza della piattaforma: Buffer offre maggiore sicurezza poiché supporta l’autenticazione a due fattori: quando accedi al tuo account, riceverai un codice di autenticazione tramite SMS; in alternativa, potrai usare un’app apposita (come Google Authenticator). In questo modo, avrai la sicurezza che solo gli utenti autorizzati potranno accedere (leggi qui). Inoltre, è possibile visualizzare l’elenco delle sessioni e dei dispositivi che hanno utilizzato il tuo account nelle ultime due settimane, così potrai revocare l’accesso agli utenti e alle API che non conosci. Hootsuite ritiene che la sicurezza sia un fattore molto importante e offre molte funzionalità che prevengono gli accessi non autorizzati: dai sistemi a doppia approvazione che impediscono di postare i contenuti sbagliati (o nell’account sbagliato), fino alle impostazioni HTTPS per mantenere le password al sicuro indipendentemente dalle connessioni Wi-Fi e dal dispositivo con cui si accede.

5. Integrazioni

Entrambi i tool offrono molti plugin ed estensioni, sia per browser sia per app, che consentono di condividere facilmente i contenuti, anche se si lavora da un altro canale social. Ad esempio, con l’estensione per il browser, puoi inviare tweet a Buffer o pianificare i retweet ogni volta che accedi a Twitter o Tweetdeck (delle funzionalità analoghe sono disponibili anche per Facebook). L’elenco completo delle estensioni di Buffer è disponibile qui. Hootsuite, invece, punta maggiormente sul suo plugin principale, Hootlet, che consente di condividere i contenuti da qualsiasi sito.

Come abbiamo già detto, sebbene Buffer offra maggiori funzioni per l’automatizzazione, Hootsuite si integra con molti più tool e applicazioni, permettendoti di risparmiare tempo in quanto verranno inseriti tutti in un’unica dashboard. Per scaricarli, basta andare nella  Directory App, che al momento ne include 140. Il vantaggio è che puoi gestirli tutti su Hootsuite: ad esempio, grazie all’integrazione con Chartbeat, puoi amministrare i tuoi profili social e, al contempo, controllare le analitiche del tuo sito web in tempo reale. Oppure, grazie all’apposita estensione, puoi inserire i rapporti e i flussi di Brandwatch in una scheda di Hootsuite. Sebbene non esista un limite al numero di applicazioni di Hootsuite che puoi usare, non tutte sono gratuite (il 26% è a pagamento), mentre altre sono esclusive dei piani Pro o Enterprise. In ogni caso, troverai tutte le informazioni rilevanti nella pagina di ogni app.

Suggerimenti e altre informazioni

  • Se hai il piano Free di Hootsuite, negli stream verranno inseriti anche degli annunci pubblicitari di Twitter che non sono gli stessi che visualizzi nelle app di questo social. Per rimuoverli, dovrai passare al piano Pro.
  • Sia Buffer che Hootsuite offrono strumenti extra che possono essere aggiunti alla piattaforma principale: Buffer include Pablo, un editor grafico online per social network che consente di creare immagini “in 30 secondi netti”. Al contrario, Hootsuite offre Hootsuite Campaigns, una valida alternativa al “compianto” Wildfire per creare compagne integrate con lotterie, gallerie e micrositi, che possono essere inserite anche su siti web.

Qual è il software migliore?

Se stai cercando una piattaforma per il social media management, allora Buffer non fa per te; non perché non sia valido, tutt’altro, ma perché non è stato concepito per questo scopo. Se invece cerchi uno strumento per pubblicare e pianificare contenuti che si possa connettere con altre utility, allora ti consiglio di provarlo: la sua facilità d’uso ti conquisterà.

I due software hanno varie caratteristiche in comune, come quelle che abbiamo evidenziato in questo post, ma sei tu a dover scegliere il “migliore” in base alle tue necessità e alle tue preferenze personali.

Magari li hai già provati e nessuno dei due fa al caso tuo, perché non hanno delle funzionalità che ti servono o perché vuoi provare qualcosa di diverso. In ogni caso, ti consiglio di fare un “giretto” in rete e provare vari tool per scoprire cosa fa al caso tuo. Se hai iniziato da poco e non sai come scegliere, leggi “La guida completa ai tool per il social e digital marketing”, un manuale che sviscera vari argomenti, tra cui il social media management, il social monitoring/listening e le analitiche dei social media.

E se non avessi budget da investire? Niente paura: sia Buffer che Hootsuite hanno dei piani gratuiti. Una volta che avrai riscontrato l’utilità di questi tool, potrai passare ai piani a pagamento, qualora includessero delle funzioni che ti servono. In alternativa, puoi pubblicare i contenuti direttamente dai tuoi profili: ad esempio, Facebook e Twitter ti consentono di pianificare i post. Inoltre, la maggior parte dei social media offre anche di monitorare le analitiche (da questo punto di vista, i migliori sono Facebook, Twitter e YouTube). Tuttavia, solo una piattaforma come Hootsuite o Buffer ti consente di risparmiare tempo, gestire con facilità più account, lavorare agevolmente in team e ottenere il massimo dalla tua strategia social.

La guida definitiva di SISTRIX, lo strumento per una SEO di successo

SISTRIX ha così tante funzionalità che potrei analizzarlo sotto molti punti di vista; tuttavia, oggi mi soffermerò sugli elementi che sono fondamentali per la SEO. Se stai cercando uno strumento per confrontare il tuo sito con quelli della concorrenza in base alla visibilità nella SERP, monitorando al contempo i cambiamenti delle parole chiave nei ranking e scoprendo potenziali backlink, SISTRIX farà sicuramente al caso tuo.

Dopo averlo provato per parecchio tempo, sono lieta di condividere con te le funzionalità che reputo più utili dal punto di vista della SEO.

Nella mia recensione analizzerò sei funzionalità ordinate per grado di utilità:

  • Divisione delle quote di mercato
  • SEO
  • Ricerca delle parole chiave
  • Come scalare la classifica SERP
  • Come trovare nuovi backlink
  • Origine dati dei link

Che cos’è SISTRIX?

Creata da un’azienda tedesca nel 2008, SISTRIX è una suite di strumenti per la SEO che sta diventando sempre più conosciuta in tutta Europa.

In qualità di membro del team SEO di Koozai, ho avuto la fortuna di partecipare ad alcuni corsi di formazione offerti da SISTRIX. Ho quindi deciso di scrivere un post per chi vuole sfruttare al massimo questo strumento. Ho selezionato solo le funzionalità che reputo più utili, anche se questo post potrebbe durare all’infinito perché ogni modulo è zeppo di caratteristiche molto interessanti!

L’indice di visibilità

Sebbene SISTRIX offra vari strumenti, la sua funzione principale riguarda l’indice di visibilità, ovvero un punteggio che determina quanto è visibile un dominio all’interno delle SERP di Google relative a un dato paese. Questo indice è particolarmente utile per valutare l’andamento delle attività di SEO, in quanto permette di confrontare il proprio dominio con quelli della concorrenza e di analizzare gli effetti degli aggiornamenti dell’algoritmo di Google su un dato dominio.

L’indice di visibilità viene calcolato due volte a settimana, una per le ricerche da dispositivi mobili e l’altra per quelle da PC, usando milioni di keyword differenti presenti nelle prime 100 posizioni della SERP. SISTRIX monitora i dati delle parole chiave per tutta la settimana; successivamente calcola i risultati durante il fine settimana e, infine, pubblica i dati il lunedì successivo. Il motivo per cui vengono monitorate milioni di parole chiave è il seguente:

Si tratta di un campione sufficiente per analizzare il comportamento di ricerca degli utenti in un dato paese. Il 10% del totale è composto da parole chiave correnti (ad esempio “Campionati europei 2016″), mentre il resto delle keyword rimane invariato. Una volta a settimana vengono analizzati 100 milioni di punti dati (1.000.000 x 100), i quali costituiscono la base dell’indice di visibilità”. Per maggiori informazioni sull’indice di visibilità, visita il sito di SISTRIX.

Per il momento, l’azienda si concentra esclusivamente su Google, ma ha annunciato che in futuro verranno aggiunti altri motori di ricerca. Quali sono le funzionalità principali di SISTRIX?

La toolbox è costituita da sei moduli:

SEO SISTRIX Tools

Non mi soffermerò su ognuno di essi, ma analizzerò solo le caratteristiche che ho trovato più utili per la SEO.

Uno dei motivi principali per utilizzare SISTRIX da questo punto di vista è la possibilità di conoscere il posizionamento delle keyword nella SERP e di visualizzare i dati dei link sia cronologicamente sia in tempo reale. La suite include una funzionalità molto utile che consente di sapere quando viene aggiornato l’algoritmo di Google e di vedere come varia di conseguenza la classifica, proprio come fa Panguin Tool (vedi il primo screenshot qui sotto) Nel grafico, sono presenti anche dei contrassegni detti “pin evento”; oltre a quelli creati automaticamente dal tool, gli utenti possono crearne di propri per indicare quando sono stati pubblicati nuovi contenuti, quando è stato rilanciato il sito, ecc.

A che cosa serve SISTRIX?

Sono molte le figure professionali che possono beneficiare di questo strumento, tra cui:

  • Seo executive
  • Content executive
  • Proprietari di siti web
  • PR
  • Brand Manager
  • Web developer

E il costo?

Da questo punto di vista, SISTRIX offre prezzi competitivi, poiché consente di acquistare solo i moduli che si desiderano.

Le informazioni complete sul tariffario sono disponibili sulla home page del sito, nella sezione “Sei moduli”. Il tool ha anche una versione di prova gratuita.

I moduli

Ogni modulo offre vari vantaggi:

  • SEO” consente, tra le varie cose, di analizzare e ottimizzare i risultati organici.
  • Universal” analizza i risultati della Ricerca Universale, come fotografie, notizie, video, ecc.
  • Link” indica i backlink del tuo sito e quelli dei tuoi competitor.
  • Ads” analizza le AdWords e le campagne banner di un sito web.
  • Social” analizza i social signal dei principali social media: Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest e Google+.
  • Optimizer” è un modulo di analisi on-page per i set di parole chiave.

Rapporti

Iniziamo da uno degli elementi più importanti di questa toolbox. SISTRIX consente di monitorare costantemente il proprio dominio sotto diversi punti di vista che l’utente può scegliere per avere un’idea generale della situazione settimana dopo settimana.

Una volta inseriti i parametri desiderati, verrà generata una panoramica che ci verrà inviata sotto forma di rapporto PDF a cadenza settimanale.

Se gestiamo più account contemporaneamente e non abbiamo tempo di seguirli individualmente, possiamo creare un modello a partire da un rapporto in cui inseriremo solo i parametri che intendiamo analizzare. Tuttavia, SISTRIX consente di generare un numero di rapporti limitato per gli utenti che hanno il piano Free. La Toolbox ne offre dieci ma, se abbiamo anche il modulo “Optimizer”, possiamo aggiungerne un extra pari al numero massimo di progetti che abbiamo a disposizione. Se ce ne servono ancora, basta contattare l’assistenza clienti tramite telefono o email. Per quanto riguarda le dimensioni dei rapporti, SISTRIX ha impostato il limite massimo di elementi che è possibile aggiungere a 25, pertanto conviene sceglierli bene. Chi deve monitorare più domini contemporaneamente, risparmierà sicuramente tempo e risorse, soprattutto perché i rapporti vengono inviati automaticamente tramite email).

In fondo alla pagina, sono presenti le impostazioni che consentono di eseguire varie azioni, tra cui rinominare un rapporto, eliminarlo, aggiungere le autorizzazioni e gli indirizzi e-mail di chi può visualizzarlo e cambiare la frequenza di invio.

Di seguito, viene riportato un rapporto che mostra l’evoluzione della SERP nel corso di un mese:

SISTRIX Asos Report

Nel resto del post, parlerò degli aspetti più importati di SISTRIX per un SEO, ovvero quali dati vengono mostrati e come analizzarli.

Come si usa SISTRIX?

Come accennato prima, spiegherò quali sono i vantaggi di questo strumento per un SEO o per il proprietario di un sito web. Cominciamo dalle basi. Il modo migliore per capire come funziona SISTRIX è il seguente: accediamo al servizio e digitiamo l’indirizzo del dominio (senza “www.”) da analizzare, inserendo anche la bandiera del paese che ci interessa. A questo punto verrà mostrata la panoramica:

Asos Overview

Per prima cosa, guardiamo il grafico più grande, che mostra l’indice di visibilità del dominio (in questo caso abbiamo scelto asos.com come esempio).

Visibility Index

L’indice di visibilità è basato su un milione di parole chiave, le quali mostrano il comportamento di ricerca degli utenti del paese di riferimento (nel nostro caso, il Regno Unito). Per ottenere il massimo da SISTRIX, consiglio di tenere d’occhio ogni settimana le prime 100 posizioni di ciascuna delle keyword analizzate al fine di capire, in primo luogo, se il sito ha un ranking alto e, in secondo luogo, qual è la frequenza mensile con cui vengono cercate le parole chiave in questione. Quest’ultima informazione è importante perché le keyword hanno un peso diverso all’interno del set in cui sono inserite a seconda del numero di ricerche effettuate.

Dai dati ottenuti è possibile ricavare una formula il cui risultato è l’indice di visibilità, che può essere inteso come un’unità di misura e ha numerose funzioni. Gli utenti possono vedere sia l’evoluzione sia il probabile andamento futuro della visibilità di un sito a partire dal 2010, data in cui è stato creato SISTRIX.

Nel nostro caso, vediamo che, nel Regno Unito, ASOS ha guadagnato terreno da ottobre 2010 al 2015 e ha subito una lieve riduzione nel 2016. Inoltre, notiamo che a novembre 2012, il brand ha rinnovato il template del sito aggiungendo la pubblicità nell’area sopra il fold. Questo evento viene indicato nel grafico con la lettera “A”.

La visibilità di ASOS è passata da 61,094 (ottobre 2010) a 120,47 (data attuale), generando un aumento piuttosto consistente. Il grafico mostra anche quale potrebbe essere, nei mesi a venire, l’andamento della visibilità del sito per determinate parole chiave presenti nella SERP.

Che cosa significa avere un indice di visibilità del 120,47?

Il passo successivo è confrontare l’indice di visibilità di ASOS con quello dei competitor per vedere se lo influenzano e se, in generale, si tratta di un buon risultato. A tale scopo, useremo l’indice che abbiamo ottenuto come punto di riferimento.

Facciamo clic sull’icona a forma di ingranaggio della sezione “Indice di visibilità” e selezioniamo “Aggiungi al rapporto”. La panoramica che visualizzeremo serve per capire dove si trova approssimativamente il nostro sito all’interno della SERP, per cui la salveremo come “Cockpit ASOS”. Non ci resta che aprire il rapporto che abbiamo generato.

Se torniamo alla sezione “Indice di visibilità” e selezioniamo “Confronta i dati nel grafico”, possiamo inserire un massimo di tre domini appartenenti alla concorrenza, sempre omettendo “www.” e “http”.

A questo punto, verrà generato un confronto come nell’esempio che segue:

Asos Competitors In Visibility Index

Al fine di contestualizzare i dati ottenuti, è importante confrontare il proprio indice con quello di più competitor possibili. L’asse Y mostra che ASOS ha un ranking compreso tra 0 e 146,07 (si tratta di una supposizione basata sul confronto con altri domini). Più domini aggiungiamo, più il risultato tende a cambiare; tieni a mente che il brand con maggiore visibilità genererà picchi più alti nel grafico. L’asse X, invece, indica come varia la quota di mercato di ASOS nella SERP nel corso del tempo.

Come si analizzano le quote di mercato

Se la quota di mercato di ASOS all’interno della SERP non è particolarmente alta, il nostro brand dovrà analizzare le strategie messe in atto dalla concorrenza, come topshop.com, per cercare di acquisire maggiore visibilità. Possiamo chiaramente vedere che ASOS ha una posizione dominante rispetto ai tre competitor che abbiamo scelto ma, come c’era da aspettarsi, ci sono stati degli alti e bassi. Sebbene il competitor verde sembri superare gli altri due, in realtà non è così: se guardiamo i dati sotto il grafico (vedi tabella che segue), ci accorgiamo che i suoi numeri sono compresi approssimativamente tra 10 e 30. A questo punto, possiamo anche dedurre che le attività della concorrenza influenzano la visibilità di ASOS e viceversa.

Sistrix Market Share

Tuttavia, queste quattro marche hanno un denominatore comune: tutte le parole chiave per cui sono in classifica e grazie alle quali riescono a parlare del proprio prodotto fanno parte delle stesse categorie. Inoltre, poiché le loro posizioni in top 10 sono poche, ASOS può vedersi penalizzato se un altro brand mette in atto delle strategie più efficaci. Nel nostro caso, un esempio di quanto detto finora è avvenuto a novembre 2012 e ad agosto 2015: ASOS aveva perso visibilità, innescando una reazione a catena che ha interessato tutta la concorrenza. Qui sotto possiamo vedere come questo calo abbia danneggiato il brand e, contemporaneamente, abbia favorito un competitor che aveva una visibilità maggiore.

Asos Competitor Visibilty Index

Ciò ha avuto delle ripercussioni sui domini meno visibili (tra cui quello di ASOS). Questo esempio ci fa capire che dobbiamo analizzare i competitor che sono più forti del nostro sito, tenendo in considerazione sia i loro backlink sia i loro contenuti, per vedere se possiamo emulare le loro strategie e riuscire ad aumentare la nostra quota di mercato.

Che altro possiamo fare con SISTRIX?

Se pensi che sia finita qui, ti sbagli. A questo punto, dobbiamo vedere se esiste un competitor che controlla una fetta di mercato ancora più grande di chi primeggia nella SERP.

In alternativa, se questo compito non è abbastanza specifico per la tua situazione, puoi creare il tuo set di parole chiave e calcolare l’indice di visibilità del tuo sito. Il modo migliore per arrivare a un risultato affidabile è quello di fare entrambe le cose, poiché avresti un set più rappresentativo.

Man mano che procediamo con l’analisi della toolbox, ti consiglio di aggiungere tutte le informazioni che vediamo al rapporto.

Che domande dobbiamo farci una volta che conosciamo l’indice di visibilità?

  • Qual è la differenza tra la nostra quota di mercato nella SERP e quella dei nostri competitor?
  • Come ci influenza la concorrenza?
  • E come la influenziamo noi?

SEO

Oltre ad utilizzare un punto di riferimento o un indicatore chiave di prestazione, è bene analizzare la propria situazione in base al posizionamento in classifica. A tal proposito, andiamo nella sezione “SEO” e selezioniamo “Cambiamenti di ranking”. Verrà visualizzata una schermata simile a questa:

Sistrix Ranking Changes

Facciamo subito una precisazione: le parole chiave che vengono presentate non sono tutte quelle per cui ASOS è in classifica, ma solo quelle che hanno contribuito a migliorarne il posizionamento.

Il grafico mostra le posizioni che hanno guadagnato le keyword; la sezione “Competitor”, invece, indica quanto siano volute dalla concorrenza; infine, il traffico ci fa capire quanto siano state ricercate. In un certo senso, anche queste informazioni rappresentano un indizio: se la nostra visibilità è aumentata, è bene sapere perché è successo. A questo punto, dovremo eseguire una serie di controlli ogni settimana: se abbiamo guadagnato posizioni nella SERP grazie a una keyword, dovremo ottimizzare le pagine in cui figura usandola il più possibile; sfruttando al massimo l’aumento di ricerche, saremo in grado di acquisire maggiore visibilità. SISTRIX permette anche di vedere se stiamo perdendo terreno, segnalandoci le aree in cui possiamo migliorare.

È qui che il software dà il meglio di sé, perché permette di vedere l’evoluzione di una determinata parola chiave all’interno della SERP a partire dal 2010. Questa funzionalità è assolutamente impagabile e rende SISTRIX superiore rispetto agli altri strumenti che ho provato, soprattutto perché gestisco più account contemporaneamente. La cosa più importante dal punto di vista della SEO è la funzionalità ‘Cambiamenti di ranking’, che ci permette di vedere quali pagine erano in classifica grazie alle parole più ricercate; qualora non lo fossero più, dovremo iniziare a chiederci perché. Facciamo un altro esempio:

Sistrix Ranking Changes

SISTRIX consente di cercare anche parole chiave specifiche in un dato sito e di vedere, tra le altre cose, i cambiamenti in classifica, le nuove keyword più popolari, quelle che non lo sono più, la nuova top 10 (vedi menu a tendina evidenziato nell’immagine qui sotto).

Anche queste informazioni possono essere aggiunte nel rapporto settimanale.

Sistrix Asos Ranking Changes

Ricerca delle parole chiave

Nella sezione precedente abbiamo spiegato come iniziare a cercare le keyword con SISTRIX. Ora è giunto il momento di vedere quali parole chiave usano i clienti per ricercare i nostri prodotti o servizi, mettendo in luce quali sono i nostri competitor più in vista. Possiamo dedurre questa informazione dal grafico dell’indice di visibilità di cui abbiamo parlato all’inizio di questo post.

Una volta identificato il nostro competitor, digitiamo il dominio del suo sito nella barra di ricerca che si trova nella panoramica. Come mostrato in precedenza, nel caso di ASOS si tratta di John Lewis. A questo punto, facciamo clic su “Keyword” nella sezione “SEO” per ordinare i dati in base al traffico. Otterremo una lista delle parole chiave grazie alle quali John Lewis si trova più in alto nella SERP del Regno Unito, alla quale aggiungeremo anche le keyword più ricercate. Queste sono le parole che ASOS dovrà usare per ottimizzare le sottopagine del sito e, conseguentemente, attrarre più clienti. La procedura che abbiamo appena svolto può essere effettuata contemporaneamente su un numero illimitato di domini.

E adesso?

Una volta ottimizzate le sottopagine, potremo monitorare il successo del nostro intervento utilizzando ancora una volta la funzionalità “Cambiamenti di ranking”. Con i dati che raccoglieremo, potremo fare varie cose, ad esempio creare una nuova strategia per salire ancora di più in classifica o vedere come aumenta il ranking delle keyword identificate in precedenza.

A questo punto, siamo pronti per una terza ricerca: identificare il potenziale delle parole chiave. Riprendendo l’esempio fatto in precedenza, digitiamo ancora una volta il dominio di ASOS nella barra di ricerca, selezioniamo la bandiera inglese e facciamo clic su “Panoramica” sotto la voce “SEO”. Concentriamoci sul grafico contrassegnato come “Cronologia delle parole chiave”.

L’area rossa mostra quante keyword occupano le prime 100 posizioni nella SERP; quella blu, le parole chiave che sono in top 10. La situazione ideale è avere una preponderanza di area blu. Nel nostro caso, ASOS è rilevato su più di 20.500 parole, ma solo 10.000 rientrano nei primi risultati mostrati da Google. Pertanto, sarà necessario apportare dei cambiamenti per ridurre l’area rossa e far sì che tutto il set di parole chiave rientri in quella blu.

Competitor Keyword History

Come possiamo salire in classifica?

Andiamo su “Keyword” nella sezione “SEO” e selezioniamo “Traffico” vicino alla voce “Concorrenza”. A questo punto, dobbiamo verificare che le parole chiave a sinistra siano collegate con l’URL giusto e, qualora non lo fossero, apportare delle modifiche. Come abbiamo detto in precedenza, una volta ottimizzate le pagine, è necessario monitorare la situazione con la funzione “Cambiamenti di ranking”. In sintesi, ecco cosa dobbiamo fare:

  • Ricercare le keyword
  • Controllare le nuove keyword
  • Lavorare sulle keyword correnti
  • Verificare che il dominio salga nella SERP grazie a queste keyword

Così facendo, identificheremo le potenziali parole chiave che non stiamo ancora usando. L’obiettivo finale è creare un processo che ci permetta di gestire più client e siti web contemporaneamente.

Come trovare nuovi backlink

Digitiamo l’URL del sito che ci interessa, selezioniamo la bandiera e facciamo clic su “Panoramica” sotto la voce “Links”; successivamente, selezioniamo “Attiva LinkPlus” per mostrare tutti i dati.

SISTRIX è in grado di visualizzare la struttura dei backlink in modo rapido, per cui l’operazione non richiederà molto tempo.

A questo punto, apparirà questa schermata:

Backlink Structure

Backlinks

Nell’angolo in alto a sinistra, viene indicato il numero di backlink (nel nostro esempio sono 1,42 milioni). Per visualizzare i risultati ordinati secondo l’indice di visibilità del dominio di riferimento, basterà andare su “Domini di riferimento” sotto “Links” e poi fare doppio clic su “Indice di visibilità”.

Referring Domains

Per il momento, possiamo ignorare WordPress e Tumblr, sebbene offrano informazioni preziose. Se facciamo clic sul segno più (+) accanto a ciascuno dei domini di riferimento, verranno mostrate le seguenti informazioni:

  • Che tipo di link è: si tratta di link testuali (nell’esempio, potrebbe essere The Telegraph).
  • Se ha valori follow, nofollow, ecc.
  • Da che pagina del dominio di riferimento proviene
  • A che pagina del sito rimanda
  • Informazioni sull’host
  • Informazioni sull’IP

L’analisi approfondita dei backlink ci permette di selezionare quelli migliori, sebbene sia un’attività che svolgeremo comunque per rimuovere quelli non naturali e quelli spam.

Credo che utilizzare l’indice di visibilità come filtro sia estremamente utile non solo perché facilita il processo di selezione e rende le informazioni più semplici da “digerire”, ma anche perché offre l’opportunità di fare link building, identificare i competitor, ecc.

Origine dati dei link

Oltre a quanto detto finora, è necessario controllare a cadenza regolare il funzionamento dei backlink. Per controllare i codici di stato delle pagine che ricevono più collegamenti, basterà andare su “Pagine collegate” e selezionare “Controlla reperibilità”.

Il motivo principale per cui apprezzo questo modulo è che permette di vedere le pagine che mostrano un codice di errore 404. Ad esempio, qui sotto possiamo vedere che www.asos.com/es/ASOS-Colecci%C3%B3n-de-moda-de-mujer-y-ropa-de-hombre-Entrega-gratuita-y-devoluciones/ mostra un codice 404 e riceve 101 collegamenti da altre pagine. Quest’ultimo dato ci permette di capire quanto è urgente il problema rilevato. Di seguito, possiamo vedere altri codici: 301 indica un reindirizzamento (in giallo); 200 significa che la pagina funziona correttamente (in verde); 404 è un errore (in rosso);

Link Data Source

Le informazioni che abbiamo appena visto vengono raccolte dai crawler di SISTRIX che, monitorando costantemente i backlink, riescono ad analizzare 250 miliardi di link al mese. Va specificato che non stiamo parlando del numero massimo di collegamenti che il programma è in grado di analizzare, ma solo della media mensile. Per maggiori informazioni, consulta la sezione dedicata agli indici dei link sul sito di SISTRIX.

Optimizer

Il modulo “Optimizer” ha due funzioni principali. In primo luogo, ospita un crawler che, valutando la conformità di un sito alle istruzioni generali della Search Console di Google, indica le aree che richiedono un intervento di ottimizzazione, sia dal punto di vista strutturale sia tecnico. Inoltre, è in grado di specificare l’area in cui ha incontrato tali problemi e il tipo di intervento richiesto. Ad esempio, segnala gli “Errori”, ovvero ciò che può confondere, intralciare o escludere i bot di Google (ad esempio le pagine 404), nonché le “Avvertenze”, vale a dire le buone pratiche per la SEO (come inserire più intestazioni H1 nelle pagine) che rendono più chiara la struttura e i contenuti del sito per i bot. Inoltre, “Optimizer” permette di creare fino a cinque account, il che rappresenta un vantaggio per chi, come i web developer, vuole collegarsi con più indirizzi email.

Infine, consente di creare i propri set di keyword, con cui si possono monitorare fino a 1.000 parole a settimana in 50 paesi diversi. I set vengono tenuti in considerazione per calcolare l’indice di visibilità e possono essere messi a confronto con le parole chiave di altri sei competitor al fine di capire cosa possiamo migliorare.

Conclusioni

In quanto SEO, mi è piaciuto molto SISTRIX perché consente di analizzare nel dettaglio la concorrenza, cercare continuamente nuove parole chiave e monitorare moltissimi altri fattori. Tuttavia, devo dire che non mi sembra adatto a un principiante alla ricerca di uno strumento facile e intuitivo, a meno che non padroneggi già alcune nozioni di SEO. Inoltre, per comprenderne a pieno il funzionamento, bisogna fare una full-immersion.

Detto questo, SISTRIX offre numerosi vantaggi che elencherò di seguito.

  • In primo luogo, la possibilità di scegliere solo i moduli che si desiderano.
  • Il modulo “Social” viene fornito gratuitamente se si è già attivato un altro modulo.
  • Le sezioni della toolbox possono essere usate tutte insieme, se si deve analizzare un sito, o singolarmente, se va risolto un problema specifico.
  • Il grafico dell’indice di visibilità, che permette di vedere quanto è visibile il proprio sito rispetto a quelli della concorrenza, è uno strumento molto completo, oserei dire unico, per analizzare i propri competitor e per monitorare i progressi raggiunti.
  • I “pin” consentono di vedere quando viene aggiornato l’algoritmo di Google e che effetti ha sulla visibilità del proprio sito web.
  • Il modulo “Optimizer” è in grado di analizzare fino a 1.000 parole, che possono essere catalogate in base al progetto o all’area del sito che si sta analizzando.
  • Infine, SISTRIX è lo strumento perfetto per identificare le aree in cui i nostri competitor, attuali e potenziali, potrebbero acquisire più visibilità.

Tuttavia, ho riscontrato anche degli svantaggi:

  • Per un webmaster che non fa parte di un’agenzia o di una grande azienda, il prezzo per ogni modulo potrebbe risultare proibitivo.
  • Come ho accennato in precedenza, ci vuole un po’ di tempo per acquisire familiarità con lo strumento, soprattutto se non si conosce la SEO, quindi potrebbe essere meglio avere un sito demo ed esplorare SISTRIX solo quando si avranno maggiori informazioni.
  • Il modulo “Social” non è come mi aspettavo: non analizza i profili social ma mostra solo quanto sono visibili le pagine del proprio sito sui social.
  • Il crawler, sebbene non offra un’analisi approfondita come Screaming Frog, consente di eseguire le ricerche nel codice HTML delle pagine analizzate.

Con il tempo, sono sicura che troverò altri vantaggi e svantaggi di questo software; per ora, SISTRIX mi offre varie funzionalità molto utili: una panoramica che monitora vari siti web, le keyword e i competitor; il controllo del funzionamento dei backlink e l’analisi on-page. Inoltre, cosa più importante, indica le aree che stanno andando bene (sia dal punto di vista dei miei client sia dei siti dei competitor), per cui è impossibile non notare un miglioramento continuo.

Scrivetemi nei commenti o su Twitter se avete delle domande su SISTRIX e fatemi sapere se avete apprezzato altre funzionalità della toolbox!

Aggiornamento del 28/04/16: Questa settimana, SISTRIX ha annunciato che ha aumentato il database link inserendo i dati provenienti da una fonte autorevole, ovvero Majestic, che si aggiungeranno alle informazioni ricavate dal crawler del programma. La parte più succosa di questa notizia è che i dati saranno accessibili gratuitamente a chiunque abbia attivato il modulo “Links”. Ciò renderà SISTRIX uno strumento ancora più utile per i SEO e i proprietari di un sito web.

Aggiornamento del 30/04/16: SISTRIX ha anche  annunciato che il database di keyword per il Regno Unito è passato da un milione di parole monitorate settimanalmente alla vertiginosa cifra di 12 milioni , che ora verranno monitorate una volta al mese. Sebbene non potremo visualizzare la cronologia di questo nuovo set presente nella nuova sezione “Dati estesi”, saremo in grado di eseguire analisi più approfondite sui domini piccoli. Ad esempio, potremo identificare e monitorare più facilmente la posizione nella SERP delle parole chiavi correnti, agevolando ancora di più l’analisi dei competitor e la ricerca delle keyword.

Visita il blog di SISTRIX per maggiori informazioni sugli aggiornamenti o contattaci per scoprire come possiamo aiutarti con i nostri servizi di SEO.

Oberlo: la soluzione per fare milioni con il dropshipping

Oberlo è una nota app per la piattaforma e-commerce Shopify e consente di importare articoli direttamente dal superstore cinese AliExpress.

Questo servizio è il sogno di ogni dropshipper: in pochi minuti, è possibile importare migliaia di prodotti mirati nel proprio negozio Shopify da proporre ai clienti diretti.

Oberlo

Oberlo riduce drasticamente il tempo necessario per aggiungere nuovi prodotti a Shopify.

In questo articolo, esaminerò tutte le funzionalità di Oberlo. Se vuoi, puoi saltare direttamente alla fine del post per vedere la mia video-recensione.

Che cos’è il dropshipping?

Il dropshipping è una modalità di vendita online che è sempre esistita ma che ha riscosso maggior successo solo negli ultimi anni. Oltre a spopolare su marketplace come eBay e Amazon, esistono anche migliaia di negozi “stand-alone” che rivendono articoli provenienti dalla Cina.

Il concetto alla base del dropshipping è semplice.

In questo modello di business, il negozio non possiede un magazzino e gli articoli vengono spediti direttamente dal produttore o da un grossista. Vista l’assenza di magazzino, un dropshipper può gestire la propria attività dovunque ci sia un computer.

Questa modalità è diventata una via privilegiata per entrare nel mondo dell’e-commerce poiché non comporta costi generali iniziali e il rischio di fallimento è quasi nullo. Un altro fattore che fa gola ai venditori è la possibilità di far crescere rapidamente la propria attività.

Ovviamente, il dropshipping non è esente da inconvenienti. La possibilità di far gestire il magazzino e le spedizioni a un’altra agenzia è sicuramente un vantaggio perché permette di risparmiare tempo ed evita problemi di stoccaggio. Tuttavia, ciò significa che il successo della propria attività dipende da terzi e, se il distributore sbaglia consegna o spedisce un prodotto rotto, chi ne pagherà le conseguenze sarà il venditore. Ecco perché è fondamentale scegliere un fornitore affidabile.

Shopify è una piattaforma di hosting per e-commerce molto apprezzata dai dropshipper. Offre un piano base a partire da 29 $ al mese e un tasso d’interesse per le carte di credito a partire da 2,9% + 0,30 $ per transazione.

Installazione

Oberlo è una soluzione per il dropshipping che permette di aggiungere al proprio negozio i prodotti di AliExpress in poco tempo. Nell’app store di Shopify, questo servizio vanta più di trecento recensioni positive e viene usato da oltre 6.500 negozi, i quali generano vendite per 36 milioni di dollari.

Chi non conosce il mondo del dropshipping potrebbe chiedersi come mai Oberlo funziona esclusivamente su AliExpress. La risposta è Alibaba, la società madre di AliExpress e un vero e proprio colosso della rete.

Statista, portale web di statistiche, riporta che Alibaba è il principale hosting provider di e-commerce in Asia. A partire dal terzo quarto del 2015, il gruppo ha generato vendite per 713 miliardi di yuan cinesi. Ad oggi, l’importo totale ammonta alla cifra stratosferica di 106 miliardi di dollari.

AliExpress

AliExpress è un marketplace dove le aziende cinesi offrono prodotti ai clienti internazionali.

È possibile iscriversi a Oberlo tramite il suo sito ufficiale o l’app store di Shopify.

Quando si crea il proprio negozio tramite la pagina dedicata a Oberlo sul sito di Shopify, sulla home page del nuovo sito apparirà un link per l’installazione.

Shopify Home Page

La dashboard principale di Shopify.

Per attivare il servizio, basterà semplicemente cliccare sul link. Come per tutte le app di Shopify, sarà necessario registrare una carta di credito per accedere alla versione di prova.

Installing Oberlo

Il processo di installazione di Oberlo è uguale a quello delle altre app di Shopify.

Oberlo mette a disposizione una prova gratuita di 30 giorni del piano più costoso. Una volta scaduta, si passerà al piano più economico per un costo di 4,90 $ al mese.

Approving the Charge

È necessario approvare l’addebito per attivare l’app sul proprio e-commerce.

Dopo aver approvato l’addebito, sarà possibile usare Oberlo sul proprio negozio di Shopify.

Vantaggi di Oberlo

Dopo aver attivato il servizio, si potrà accedere alla dashboard tramite la sezione “Apps” presente nell’area admin dell’e-commerce.

La dashboard include una sezione introduttiva denominata “Get started” in cui verrà richiesto di inserire il tariffario e i primi articoli da vendere. Inoltre, sono presenti dei video tutorial che spiegano come gestire le funzioni principali di Oberlo, ad esempio come si importano, personalizzano e collegano i prodotti.

Oberlo Dashboard

La dashboard di Oberlo

Il fulcro del negozio sono i prodotti, per cui è importante scegliere quelli giusti.

Oberlo offre varie soluzioni per trovare gli articoli più adatti. Dal menu di navigazione a sinistra, è possibile collegarsi alla pagina “Search products”. A questo punto, basterà cercare i prodotti inserendo le parole chiave e specificando le categorie desiderate. I risultati possono essere filtrati in base al prezzo, al punteggio e alle unità vendute nei trenta giorni precedenti.

Search AliExpress Products

Il processo di ricerca dei prodotti mi è sembrato facile e intuitivo.

Inoltre, è possibile importare un prodotto utilizzando l’URL o l’ID; in alternativa, si può ricorrere all’estensione di Oberlo per Google Chrome , che consente di selezionare gli articoli quando si sta navigando sul sito di AliExpress. Per chi ha bisogno di suggerimenti, esiste anche una pagina che mostra i prodotti in primo piano.

Per trovare i prodotti giusti, è necessario fare una scrematura basandosi sulle informazioni che vengono presentate, come il prezzo, il punteggio, il numero di unità vendute e la reputazione del fornitore.

Una volta trovati, andranno inseriti nella “Import list”

Product Search Results

Un esempio dei risultati mostrati nella pagina “Search products”

A questo punto, prima di aggiungere l’articolo al negozio, è possibile personalizzarlo, ad esempio cambiando il titolo, inserendolo in una collezione, attribuendogli una categoria e definendo i tag. Si possono modificare anche la descrizione e le immagini.

Terminata questa fase, i prodotti verranno inviati al negozio singolarmente o tutti insieme.

Product Import List

Ricordati di modificare i dettagli del prodotto prima di pubblicarlo

Tutti gli elementi importati vengono visualizzati nella pagina “My Products”, dalla quale è anche possibile eliminare un prodotto da Shopify e smettere di ricevere i relativi aggiornamenti da AliExpress.

Un’altra funzionalità interessante consente di sostituire un articolo con un altro.

Managing Your Products

Tutti i prodotti possono essere gestiti dalla pagina “My Products”.

Tutti gli elementi importati possono essere aperti su Shopify tramite il pulsante “Open in Shopify” presente nella pagina “My Products”. In questa sezione, sarà possibile modificare tutte le informazioni relative a ciascun prodotto, come la descrizione, la disponibilità, il prezzo, le spedizioni, ecc.

Shopify Product Modification Page

Ogni prodotto può essere modificato su Shopify.

Una volta modificata la pagina, è possibile duplicarla e verificare come viene visualizzata nel negozio.

Product Example

Recensione di Perkville

Panoramica:

Perkville Inc. è un’azienda SaaS (software as a service) che offre una piattaforma per la gestione dei punti fedeltà.

Creato da Sunil Saha (ex PM di LinkedIn) ed Eric Bollman (ex UX director di Yahoo!), il servizio è basato su un’idea semplice ma efficace: oltre ad essere gratuito, non richiede tessere, codici o app, ma solo l’indirizzo email degli utenti, a cui i commercianti hanno già accesso. Finora, Perkville ha raccolto più di 1,2 milioni di dollari di finanziamenti da amici e investitori, viene utilizzato da circa 2.000 attività commerciali in tutto il mondo e conta oltre un milione di utenti. Dalla nostra ultima recensione, Perkville ha modificato alcune delle sue funzionalità e ha migliorato le integrazioni con aziende come ABC Financial e Lightspeed per garantire un’esperienza più gradevole.

Il programma di fedeltà di Perkville è facile da installare, si integra bene con diversi sistemi POS, è personalizzabile e si estende anche ai social media. I costi sono accessibili e richiede poca manutenzione. Perkville promette risultati molto interessanti per i commercianti e, se abbinato all’attività giusta, può rappresentare una grande risorsa. Vuoi sapere se è lo strumento che fa per te? Leggi la nostra recensione qui sotto.

Prezzi:

Perkville offre due piani di abbonamento mensili per centri fitness e un unico piano per tutte le altre attività. Per le transazioni, non ci sono né limiti né tariffe. È possibile richiedere una demo prima di aderire al servizio.

Piano Fitness 1

  • 99 $ per sede
  • meno di 3.000 membri per sede

Piano Fitness 2

  • 149 $ per sede
  • più di 3.000 membri per sede

Tutte le altre attività

  • 99 $ per sede

Politica di cancellazione: le iscrizioni di Perkville vengono fatte di mese in mese e possono essere cancellate in qualsiasi momento inviando un’email a cancel@perkville.com.

Basato sul web o installato in loco?

Basato sul web.

Requisiti hardware e software:

Il software Perkville può essere utilizzato attraverso sistemi POS, tablet o PC.

A chi è rivolto?

Perkville è più adatto alle piccole e medie imprese e viene usato principalmente dai gestori di palestre e centri di fitness, nonché dai piccoli rivenditori. A seconda del tipo di sistema POS usato, potrebbero essere disponibili opzioni aggiuntive per le integrazioni web e mobile. In linea di massima, il programma non è particolarmente adatto per i commercianti che si occupano solo di e-commerce.

Facilità d’uso:

  • Installazione. Guarda il video promozionale per vedere come funziona il programma. Con Perkville, è facile impostare il tuo account. Per prima cosa, registra la tua attività sul sito. Se utilizzi già uno dei sistemi POS elencati, seleziona il nome dall’elenco, compila le caselle adatte al tuo programma di premi, scegli il piano e inserisci i dati di pagamento. Le impostazioni del programma di premi possono essere modificate in qualsiasi momento; in un secondo momento, potrai anche inserire ulteriori parametri relativi alle testimonianze, alle email e ai social media. Per connetterti a Perkville, dovrai inserire le credenziali di accesso del tuo sistema POS; se non utilizzi uno dei sistemi elencati, puoi utilizzare un’integrazione. Qualora non fosse disponibile, non preoccuparti: il software è basato sul web, per cui può essere usato anche da computer, kiosk o tablet.
  • Come iscrivere i clienti. Una volta che avrai registrato il loro indirizzo email, gli utenti dovranno iscriversi sul sito web di Perkville utilizzando lo stesso indirizzo: solo così potranno riscattare i punti.
  • Interfaccia. La sezione admin del programma è semplice e chiara. La struttura è organizzata in tabelle che presentano font leggibili e colori tenui. Le impostazioni sono user-friendly e le informazioni sono facili da leggere. Anche la sezione dedicata ai clienti presenta la stessa grafica e include un mini tutorial che spiega come utilizzare il programma. Inoltre, gli utenti possono sapere quanti punti hanno a disposizione e quanti ne mancano per ottenere un premio grazie a una pratica barra.
  • Come ottenere i premi. I clienti dovranno semplicemente collegarsi al sito web di Perkville e stampare un voucher con un codice a barre, che dovrai scansionare o inserire nel tuo sistema. Ricorda di timbrare i voucher usati per impedire che vengano usati più volte. Per vedere come funziona la procedura, clicca qui. In alternativa, in base al tuo sistema POS e alle regole che hai stabilito, i clienti possono ottenere i premi in sede, in automatico o tramite un dispositivo mobile.

Servizio clienti e assistenza tecnica:

  • Vendite e assistenza. Contatta il 866.510.5967. Se sei interessato a utilizzare il software, puoi contattare l’ufficio vendite di Perkville o richiedere una demo, ovvero un webinar che dura circa 30 minuti. Per l’assistenza tecnica, puoi utilizzare una delle seguenti opzioni.
  • Email. Se hai ulteriori domande, puoi inviare una email al info@perkville.com. Le richieste di assistenza, invece, devono essere inviate a support@perkville.com. Il servizio è abbastanza efficiente e i clienti ricevono risposta in un tempo compreso tra 30 minuti e 24 ore. Gli operatori sono sempre a disposizione per soddisfare le esigenze di tutti i clienti, indipendentemente dal fuso orario in cui si trovano.
  • Web. Perkville offre supporto online ai clienti e ai commercianti tramite il centro assistenza. Gli argomenti degli articoli presenti in questa sezione riguardano le integrazioni con i sistemi POS, le domande frequenti, i punti fedeltà e come riscattarli. Il  blog viene aggiornato di frequente con consigli e notizie e sulle nuove funzionalità e integrazioni.
  • Demo e tutorial. Il sito include demo e tutorial per comprendere come funziona il software. È disponibile anche una guida che spiega come promuovere i propri programmi fedeltà.

Recensioni negative e lamentele:

Perkville non ha una pagina BBB e, in generale, le recensioni negative sono poche. La maggior parte dei problemi elencati nella nostra precedente recensione sono stati risolti. Tuttavia, nessun software è perfetto.

  • Mancano alcuni strumenti per il marketing. Perkville offre molte interazioni con i social media, ma lascia a desiderare dal punto di vista dell’email marketing e vorrei che in futuro aggiungessero più funzionalità di questo genere.
  • È pensato per una nicchia. Non è necessariamente una cosa negativa, ma il software è progettato per un settore molto specifico: il fitness. Le imprese che operano in un ambito differente potrebbero comunque trarne benefici ma, in linea di massima, il software non è per tutti.
  • Non ha un’app dedicata. Il programma fedeltà di Perkville è disponibile su dispositivi mobili solo se si utilizza l’app del POS di MindBody (l’alternativa è il sito web del servizio). Considerando quanto tempo la maggior parte di noi passa ogni giorno al cellulare (da 90 minuti a più di 10 ore, secondo alcuni studi), l’introduzione di un’app sarebbe una mossa molto azzeccata.

Recensioni positive e testimonianze:

Il programma offre molti vantaggi, per cui non c’è da stupirsi se le recensioni siano generalmente positive. Ecco i vantaggi che vengono messi in luce:

  • ROI positivo. Il caso di studio di Fitness 02 indica un ROI del 2054% nel corso di 12 mesi in 12 sedi. Kerry Joy Reinbold di Funky Buddha Yoga Hothouse afferma:

Adoriamo Perkville. Lo utilizziamo nel nostro centro yoga, Funky Buddha Yoga Hothouse, e abbiamo riscontrato risultati simili a quelli di Charm City, come viene accennato nel post. Oltre al programma di premi, stiamo offrendo anche sconti per gli studenti e un’offerta Win Back che ha avuto un grande successo …”

Kevin Gregor scrive:

“…Per noi, il vantaggio è stato il secondo punto della vostra lista, ovvero nuove opportunità di business. In poco più di due anni, abbiamo guadagnato quasi 4.800 nuovi clienti che probabilmente non avremmo mai visto se non avessimo utilizzato Perkville”.

  • Amato dai clienti. Un fattore veramente importante è che la facilità d’uso di Perkville non è un vantaggio solo per i commercianti, ma anche per i loro clienti. Non c’è bisogno di tessere o di codici da ricordare. Se a questo aggiungiamo un programma fedeltà ben fatto, il successo è assicurato.

Mi piace Perkville. E non sono l’unica: anche i miei bar e centri yoga preferiti lo adorano. Che bello ricevere un latte macchiato gratis ogni tanto! Il bello è che non serve la tessera punti e posso accedere al servizio senza dover imparare a memoria un codice…” – sue_kim3

Grazie Perkville e grazie Marty! Lo scorso agosto, abbiamo iniziato a utilizzare Perkville nella nostra palestra in Pennsylvania, MultiSport Fitness, ed è stato un successo. In quanto proprietaria e amministratrice, posso assicurare che il programma di premi è molto efficace e facile da usare (grazie anche all’aiuto di Marty). Per quanto riguarda i nostri clienti… ne sono entusiasti. Non vedono l’ora di riscattare il loro buono gratuito da Perkville…” – Jennifer Flatt Fleischer

Ottimo lavoro! Perkville è l’unico programma di premi che utilizziamo a The Sandwich Spot (Marina Discrict, Los Angeles) e i nostri clienti lo adorano…” – Hank Minkey

… abbiamo utilizzato questo programma fedeltà nel nostro centro fitness (Circuit Works, Los Angeles) da quasi un anno e non potremmo essere più felici: è facilissimo da usare e piace molto anche ai nostri clienti…” – Circuit Works

  • Integrazione perfetta. I commercianti non hanno riscontrato problemi al momento di integrare Perkville con i sistemi POS e i social media. Ecco cosa dicono in merito al POS di Mindbody:

Grazie a Perkville, i nostri studenti possono facilmente gestire i loro conti e riscattare punti per i premi in palio. L’integrazione con MindBodyOnline è fantastica perché consente di ricevere automaticamente i punti guadagnati. Anche le altre funzionalità, come l’integrazione con Facebook e Twitter, non sono da meno e consentono agli studenti di guadagnare ancora più punti se condividono la nostra pagina con i loro amici…” – YogaBrad

Perkville è un servizio formidabile. Lo utilizziamo da circa due anni e i clienti lo adorano. È facilissimo da installare e non richiede manutenzione da parte nostra. I clienti devono solo cliccare su “Riscatta” e i punti ottenuti in base al servizio o al prodotto acquistato vengono visualizzati automaticamente su Mindbody. Tutto qui. È impareggiabile…” – Superman

Funzionalità:

  • Programma fedeltà. Ti permette di decidere quanti punti vengono guadagnati in base al tipo di azione che compie il cliente. Per gestire il programma, usa la dashboard presente sul sito web di Perkville: da qui, potrai selezionare e personalizzare una serie di azioni predefinite che i clienti devono compiere per guadagnare punti.
    • Come guadagnare punti. Puoi inventare le tue regole per riscattare i punti, i bonus e i premi. Ecco alcuni esempi:
      • Condividi un post su Facebook
      • Scrivi un messaggio su Twitter
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  • Come guadagnare punti e ottenere premi in base alla sede. Le attività che sono dislocate in più sedi possono offrire bonus diversi a seconda del punto vendita.
  • Social Media. Perkville consente di premiare i clienti che ti seguono e parlano della tua attività su Twitter e Facebook. Ultimamente, sono stati introdotti anche i premi per le foto condivise. Gli utenti dovranno scrivere un messaggio sulla tua azienda e pubblicarlo sui loro profili social. Queste operazioni vengono gestite tramite il sito web di Perkville, il quale ti invierà una notifica per ogni messaggio condiviso.
  • Testimonianze. Il programma consente anche di premiare i clienti che recensiscono la tua attività. Tutto quello che dovranno fare sarà collegare il loro account Gmail, Y!Mail o Hotmail a Perkville. Successivamente, dovranno inviare un messaggio che parli della tua azienda a un loro contatto: i punti verranno concessi solo se quest’ultimo decide di acquistare un tuo prodotto o servizio. Puoi anche creare promozioni speciali pensate appositamente per gli amici che vengono invitati dai tuoi clienti.
  • Bonus per ricorrenze e numero di visite. Perkville ha aggiunto una nuova funzionalità che consente di ricevere automaticamente dei bonus sia in base al numero di visite effettuate dall’utente sia in occasione di ricorrenze specifiche.
  • Notifiche email per i punti guadagnati. I tuoi clienti riceveranno le email con gli aggiornamenti quando guadagnano o riscattano i punti presso la tua sede.
  • Dati e rapporti. Perkville ti consente generare rapporti ed esportare le email dei clienti. Inoltre, fornisce rapporti giornalieri relativi alle transazioni e ai dati degli utenti.
  • Profilo aziendale. Nell’abbonamento viene incluso un profilo aziendale che contiene le seguenti informazioni: i bonus offerti, la tua posizione, i social media integrati, il sito web della tua attività e le clausole in piccolo del programma di premi.

Integrazioni e add-on:

Integrazioni

  • ABC Financial
  • ASF International
  • Club Ready
  • Erply
  • Ez Facility
  • Jonas Fitness
  • Lightspeed Cloud
  • Lightspeed Retail
  • CSI
  • Twin Oaks
  • LivePOS
  • Front Desk
  • Shopify
  • Mindbody
  • Motionsoft
  • Vend
  • POS di Visual Touch
  • Add-On
  • Listen360
  • Yiftee

Sicurezza:

Il tuo account è protetto con password e crittografia SSL.

La prova di fedeltà:

Ma allora, Perkville…

Aumenta la continuità degli affari? Sì, i casi di studio dimostrano un aumento significativo. Il programma è facile da utilizzare e la barra che indica i punti guadagnati è una strategia di gamification molto intelligente che motiva i clienti all’acquisto.

Genera nuove opportunità di business?  Sì. Grazie ai premi per le testimonianze e le condivisioni sui social, i clienti sono spinti a condividere messaggi positivi sulla tua attività con amici e collaboratori. Tuttavia, il servizio non comprende né dei messaggi predefiniti, né una guida che spieghi quali informazioni il cliente dovrebbe includere.

Dà un vantaggio sulla concorrenza? Sì, il programma è intuitivo e facile da usare, sia per i commercianti sia per i clienti: niente tessere, nessun hardware supplementare da acquistare e niente codici da memorizzare. A seconda del tipo di attività che gestisci, puoi scegliere di utilizzare un kiosk o monitorare l’attività dalla sezione dedicata allo staff. Il software è così versatile che si adatterà perfettamente alle tue esigenze.

Verdetto finale:

Perkville si è ritagliato una nicchia nel settore del fitness e ha avviato partnership con i sistemi POS pensati per palestre e benessere centri. Questo programma unico nel suo genere ha avuto successo anche tra i rivenditori e le catene di piccole dimensioni, i centri estetici e i ristoranti. Tuttavia, non è la soluzione migliore per i negozi più grandi che usano sistemi POS o strutture commerciali più complessi.

Finora, Perkville si è rivelato essere un servizio affidabile, per cui non posso che consigliarlo ai proprietari di centri fitness.