Lindsey Ballingall

AWeber-vs-Mailchimp

AWeber contro Mailchimp: la Grande Sfida dell’Email Marketing.

AWeber contro Mailchimp: un confronto dettagliato. In questa recensione comparativa verranno valutati AWeber e Mailchimp, due popolari fornitori di servizi smail (Email Service Provider, ESP), in termini di funzionalità, facilità di utilizzo, prezzo e opinione generale sui prodotti.

L’email marketing è uno degli strumenti più potenti nelle mani di un promotore digitale e può contribuire alla generazione di nuove lead che potranno a loro volta diventare nuovi clienti.

Secondo HubSpot, l’email marketing ha un ritorno sugli investimenti o ROI (return on investment) del 4300%. Questo è un risultato che può però essere ottenuto solo grazie ad un impegno costante.

Affinché l’email marketing sia efficace, è necessario inviare le email alle persone giuste al momento giusto e creare una mailing list regolarmente aggiornata.

Di conseguenza, avere un affidabile fornitore di servizi di posta elettronica (ESP) è di fondamentale importanza. AWeber e Mailchimp sono due degli strumenti di posta elettronica più diffusi e affidabili sul mercato e in questo articolo verranno confrontati per aiutarvi a decidere quale sia il più adatto alle vostre esigenze.

AWeber contro Mailchimp: un confronto dettagliato

Abbiamo recentemente pubblicato sul nostro blog una recensione dettagliata di Aweber ed è ora di confrontare AWeber con uno dei pesi massimi dell’email marketing, Mailchimp.

Sia AWeber che Mailchimp hanno i propri punti di forza e caratteristiche uniche che li rendono così popolari sia tra i promotori esperti che i blogger professionisti. Inoltre, entrambe le aziende sono veterane dell’industria dell’email marketing e vantano una leadership sempre pronta ad innovare e fornire le migliori soluzioni alla loro crescente base di clienti.

AWeber è stata fondata nel 1998 da Tom Kulzer ed è ora il servizio di email marketing preferito per oltre 120.000 aziende, blogger e imprenditori di tutto il mondo.

Mailchimp è stata fondata nel 2001 da Ben Castagneto. L’azienda ha iniziato come progetto secondario finanziato da vari lavori di sviluppo web. In origine si sarebbe dovuta chiamare Chimpmail, nome che è stato successivamente cambiato in quanto l’azienda aveva scoperto che non era possibile ottenerlo. Mailchimp è iniziato come un servizio di marketing a pagamento ed una versione gratuita è stata aggiunta nel 2009. Ora inviano più di un miliardo di email ogni giorno.

In questo articolo confronteremo AWeber e Mailchimp utilizzando i seguenti parametri:

  1. Prezzo
  2. Funzionalità
  3. Modelli di posta elettronica
  4. Strumenti analitici e di report
  5. Assistenza clienti
  6. Feedback degli utenti e recensioni

AWeber vs Mailchimp Detailed Comparison: In this comparison review of AWeber and Mailchimp, we'll evaluate these 2 popular ESPs in terms of features, ease of use, pricing, and overall sentiment around the products.

Prezzo

I prezzi di AWeber sono basati sull’entintà della vostra mailing list. Offre una prova gratuita di 30 giorni per mailing list fino a 500 iscritti. Una volta terminato il periodo di prova, si può scegliere fra uno dei seguenti piani:

  • Fino a 500 iscritti– $19/mese
  • Fino a 2,500 iscritti– $29/mese
  • Fino a 5,000 iscritti– $49/mese
  • Fino a 10,000 iscritti– $69/mese
  • Fino a 25,000 iscritti– $149/mese
  • Over 25,000 iscritti– Contattare AWaber

ARTICOLO CORRELATO  Recensione diAWeber: è ancora il miglior fornitore di servizi di email marketing?

La parte migliore del periodo di prova di AWeber è che tutte le caratteristiche fondamentali del prodotto sono sbloccate, ciò significa che è possibile utilizzare da subito funzionalità come risposta automatica, test A/B, broadcast di blog, ecc.

Iscriviti per una prova gratuita di 30 giorni di AWeber qui

I prezzi di Mailchimp hanno una struttura leggermente diversa: a differenza di AWeber, Mailchimp non offre una prova gratuita. Opta invece per un piano gratuito senza limiti temporali chiamato Forever Free Plan.

Mailchimp Pricing - AWeber vs Mailchimp: The Great Email Marketing Debate

Con il piano Forever Free di Mailchimp, si possono inviare fino a 12.000 email a 2.000 iscritti ed è questo il punto su cui Mailchimp ha un leggero vantaggio su Aweber, poiché il piano gratuito non ha una data di scadenza e non è necessario inserire i dettagli della carta di credito. Come suggerisce il nome, è gratuito per sempre. La versione gratuita non offre tuttavia alcune funzioni importanti, come le email automatiche e l’invio di posta elettronica a seconda del fuso orario, nonché una delle funzionalità migliori offerte da Mailchimp chiamata Send Time Optimization (ottimizzazione dell’orario di invio).

Nel confronto sul prezzo di questi due ESP, vince Mailchimp semplicemente grazie al piano Forever Free. È assolutamente fantastico. Se siete solo agli inizi nell’email marketing ed avete bisogno di una piattaforma di posta elettronica che sia facile da configurare e non costi un centesimo, allora scegliete Mailchimp.

Vincitore: Mailchimp

Funzionalità

Entrambi gli ESP sono carichi di funzioni fondamentali come moduli di registrazione, segmentazione di mailing list, campagne, broadcast, ecc. Detto questo, le due piattaforme hanno i propri pro e contro.

La posta elettronica automatica è più facile da impostare su AWeber, che consente inoltre di inviare email a più elenchi contemporaneamente. Con Mailchimp è necessario replicare la campagna se si intende inviare la stessa email a più mailing list e l’operazione può diventare un po’ frustrante.

Detto questo, Mailchimp ha una caratteristica brillante chiamata Send Time Optimization o ottimizzazione dell’orario di invio, grazie alla quale Mailchimp invia automaticamente la vostra posta elettronica in un momento in cui è più probabile che venga letta. Questa funzionalità è purtroppo mancante su AWeber.

Ecco un confronto tra le migliori funzionalità offerte da entrambi gli ESP:

  • Posta elettronica automatica – sia Mailchimp che AWeber consentono di creare un insieme di campagne di posta elettronica automatica. Ciò può essere particolarmente utile durante l’invio di un messaggio di benvenuto ai nuovi iscritti. Le email automatiche sono più facili da configurare ed eseguire su Aweber ed il piano Forever Free di Mailchimp non offre affatto le funzionalità di posta elettronica automatica.
  • Moduli di iscrizione – Sebbene entrambi i provider abbiano una serie di moduli di iscrizione tra cui scegliere, quelli di Mailchimp hanno un’impostazione più professionale ed appaiono più eleganti.
  • Libreria di immagini gratuite– AWeber offre più di 6000 immagini gratuite che è possibile utilizzare liberamente nelle vostre campagne di posta elettronica.
  • Send Time Optimization – Questa è un’intelligente funzione a pagamento di Mailchimp. Una delle sfide maggiori nell’email marketing è decidere il momento migliore per inviare le proprie email. Con Mailchimp questo non è più un problema, perché l’ottimizzazione dell’orario di invio consente alla piattaforma di inviare automaticamente la posta elettronica in un momento in cui è più probabile che venga letta.
  • Report – Copriremo quest’argomento più in dettaglio in seguito, possiamo dire per il momento che AWeber possiede migliori capacità di monitoraggio e report.
  • Integrazione – Mailchimp offre un maggior livello di integrazione rispetto ad AWeber. È possibile connettere l’account Mailchimp con centinaia di servizi web come WordPress, Salesforce, Zapier, ecc.
  • Assistenza clienti – Qui nessuna competizione: AWeber batte senza dubbio Mailchimp in quanto a servizio clienti. Mailchimp non fornisce supporto telefonico o live chat. Inoltre, il supporto via email è fornito solo se la vostra domanda non ha già ricevuto una risposta nella sezione delle risorse o le FAQ.
  • Affiliate Marketing – Se avete bisogno di un ESP principalmente per affiliate marketing, allora dovreste usare AWeber. Mailchimp non è infatti molto amichevole con gli utenti che effettuano queste operazioni. Benché non sia proibita la presenza di link di affiliazione nelle campagne di posta elettronica, c’è la possibilità che il vostro account venga disattivato se siete beccati a promuovere un marchio elencato nella blacklist della piattaforma.
  • Blog e risorse: il blog di AWeber è di gran lunga migliore con un’abbondanza di informazioni sull’email marketing e anche i social media sono presi con molta più serietà da AWeber che da Mailchimp. AWeber ha anche decine di utili video su YouTube ed organizza webinar settimanali a cui dovreste assolutamente assistere per affinare le vostre abilità nell’email marketing.
  • App: sia AWeber che Mailchimp dispongono di applicazioni iOS e Android da cui è possibile inviare campagne, gestire le mailing list, aggiungere nuovi iscritti e visualizzare i report.

Overall, in an AWeber vs Mailchimp debate concerning product features, AWeber comes out as the winner.

Vincitore: Aweber

Template per email

AWeber offers substantially more email templates than Mailchimp: around 700+ compared to Mailchimp's 300+ free templates.Esempio di template da AWeber

Sia AWeber che Mailchimp offrono un’ampia gamma di modelli di posta elettronica predefiniti, adatti a diversi tipi di aziende e siti web – generici, per agenzie immobiliari, blog, servizi di consulenza, viaggi, ecc. Tutti i template sono mobile-friendly e personalizzabili in base alle proprie esigenze e sebbene.

AWeber offra molti più modelli gratuiti, oltre 700 rispetto ai circa 300 di Mailchimp, quest’ultimo a guadagna un punto a suo favore grazie al look più professionale dei propri template.

È difficile scegliere un vincitore per questa categoria in quanto entrambi gli ESP offrono modelli di posta elettronica reattivi e di facile utilizzo. AWeber offre quantità e varietà mentre Mailchimp dispone di modelli meglio impastati. Possiamo quindi concludere che siamo di fronte ad un pareggio.

Vincitore: Pareggio

Strumenti analitici e di report

L’analisi della posta elettronica è fondamentale per il successo dell’email marketing. Il monitoraggio delle metriche riguardanti le email aiuta a perfezionare e migliorare l’intera strategia di marketing.

Entrambe le piattaforme offrono ottime funzionalità di monitoraggio e creazione di report che consentono di acquisire una comprensione più approfondita dei vostri iscritti. Vediamone alcune:

  • Tasso di email aperte e clic
  • Numero di cancellazioni dalla mailing list
  • Totale delle email aperte e dei clic
  • Numero di aperture di email e clic unici
  • URL cliccate
  • Performance sui social media
  • Altri dati come gli iscritti con il maggior numero di email aperte e link cliccati, monitoraggio dell’e-commerce, ecc.

Sebbene il servizio di analisi su Mailchimp sia facile da capire, analisi e report su AWeber sono semplicemente fenomenali. Questo perché AWeber offre opzioni di targeting per persone specifiche per ragioni che riguardano le email ricevute. Per coloro che ad esempio non hanno aperto l’email o cliccato sui link proposti, Aweber vi permette di inviare una campagna modificata appositamente per loro: se avete inserito un’offerta specifica nella prima email ed il rapporto analitico mostra che ci sono alcune persone che hanno aperto l’email, ma non hanno cliccato sul link dell’offerta, è possibile inviare a queste persone una seconda email che le incoraggi ulteriormente a fare clic sull’offerta.

Vincitore: Aweber

Assistenza clienti

L’assistenza clienti di Mailchimp lascia molto a desiderare. La società infatti non fornisce né supporto telefonico, citando il controllo dei costi come motivo, né live chat. Detto questo, l’assistenza via posta elettronica è piuttosto buona e la maggior parte dei vostri quesiti hanno probabilmente già ricevuto una risposta nella sezione delle risorse e nelle FAQ del sito.

Il servizio clienti di AWeber è invece eccellente. Il team è super amichevole, efficiente e di grande aiuto nel risolvere ogni tipo di problema. I servizi di supporto includono e-mail, telefono e live-chat. Sono anche attivi sui social media e di solito rispondono a tutte le domande entro poche ore ed è in generale una compagnia più attenta all’aspetto social, rispetto a Mailchimp.

AWeber vs Mailchimp - AWeber Customer Support

Per quanto riguarda quindi il livello di assistenza al cliente, qui veramente non c’è partita, AWeber è meglio di Mailchimp.

Vincitore: Aweber

Feedback degli utenti e recensioni

Il feedback dagli utenti di Mailchimp è per la maggior parte positivo e la maggior parte degli utenti si dice soddisfatta delle seguenti funzionalità:

  • Facilità di utilizzo
  • Interfaccia intuitiva
  • Fantastici modelli per email
  • Buona segmentazione e Test A/B
  • Installazione rapida
  • Piano gratuito Forever Free

Ciò di cui gli utenti di Mailchimp sembrano lamentarsi su G2Crowd.com è principalmente legato a problemi di migrazione e di confusione riguardo ai piani di pagamento. Nonostante alcune recensioni negative, Mailchimp si aggiudica un buon 4,3 su 5 sulla base di 332 voti.

Il feedback per AWeber è invece in larghissima parte estremamente positivo. La maggior parte delle opinioni negative sui siti di recensioni come BBB.org e G2Crowd.com sono correlate al prezzo. Il sito fornisce diversi testimonial autentici e la maggior parte degli utenti ama le seguenti caratteristiche:

  • Facile da usare
  • Email automatiche
  • Grande varietà di modelli email
  • Assistenza clienti eccellente
  • Tra le altre funzionalità spesso citate troviamo inoltre segmentazione delle mailing list, strumenti avanzati di monitoraggio e report, integrazione, ecc.

Il punteggio di AWeber su G2Crowd.com è leggermente più alto di Mailchimp con 4,5 su 5, ma ha meno recensioni (175) rispetto a Mailchimp.

Vincitore: Pareggio

AWeber vs Mailchimp: verdetto finale

Sia AWeber che Mailchimp hanno i propri punti di forza e debolezze.

La scelta tra i due dipenderà dalle vostre esigenze. Se siete ancora alle prime armi con l’email marketing e state creando la vostra mailing list da zero, allora Mailchimp, con il suo piano gratuito Forever Free, è probabilmente il provider più adatto a voi. Se poi avete bisogno di modelli di posta elettronica ben progettati e facili da configurare, sarete probabilmente soddisfatti di Mailchimp.

Detto questo, arriverà tuttavia il momento in cui il piano Forever Free inizierà ad apparire inadeguato per le vostre esigenze di marketing. E quando sarà il momento di fare un upgrade, potrebbe essere utile esaminare le alternative. Se avete bisogno di analisi avanzate, scegliete AWeber. Se apprezzate un servizio clienti eccezionale, scegliete AWeber. Infine, se l’automazione della posta elettronica ricopre un ruolo importante nella vostra attività, scegliete AWeber.

Spero che quest’articolo di confronto tra AWeber e Mailchimp vi sia piaciuto. Di seguito sono riportate alcune risorse fornite da AWeber e Mailchimp che è possibile scaricare gratuitamente.

Prova AWeber gratis per 30 giorni

Iscriviti al piano gratuito Forever Free di Mailchimp

Condividi la tua opinione su AWeber contro Mailchimp nella sezione commenti.

La ricerca di parole chiave con SEMrush

La ricerca di parole chiave può rivelarsi particolarmente impegnativa per gli addetti di Search Engine Optimization (SEO) ed in questo tutorial vi mostrerò come utilizzare la funzione Keyword Research di SEMrush per trovare le parole chiave perfette.

SEMrush keyword research
SEMrush Keyword Research

Tutto dipende dalle parole chiave: keyword poco competitive e con alto volume di ricerca vi assicureranno una miriade di clienti. Il problema è come trovarle.

In questo articolo vi mostrerò come utilizzare SEMrush per la ricerca di parole chiave.

Cos’è SEMrush?

Come probabilmente già saprete, tutti gli addetti di SEO e blogger usano SEMrush per le proprie attività di Search Engine Optimization. Perché? Scopriamo insieme.

SEMrush è uno strumento di Search Engine Marketing (SEM), utilizzato da molti professionisti e grandi aziende per facilitare notevolmente le attività di SEO.

Ad un prezzo contenuto, con SEMrush potrete facilmente recuperare il vostro investimento grazie ai maggiori introiti del vostro sito.

SEMrushQuesto strumento può essere utilizzato per diversi scopi, tra cui eseguire una serie di analisi che consentono di risparmiare giorni di ricerca “manuale”; spiare la concorrenza; facilitare notevolmente le ricerche; ecc.

Questo è un elenco di ciò che è possibile fare con SEMrush:

  • Spiare il rating dei competitor
  • Scoprire keyword e backlink dei competitor
  • Fare ricerche
  • Controllare la keyword difficulty
  • Ricevere rapporti di SEO dettagliati

Altro aspetto importante di SEMrush è la sua estrema facilità d’uso, quindi non abbiate paura se siete dei principianti. In questo tutorial scopriremo come utilizzare questo fantastico strumento di SEO, focalizzandoci sulla funzione Keyword Research che, come ho già accennato, rappresenta il miglior tool di ricerca di parole chiave.

Proviamo, allora, ad usarlo insieme.

SEMrush Keyword Research

È arrivato il momento di dominare il web con SEMrush. In questo articolo scopriremo come usare il Keyword Research in tre piccoli passi:

  1. trovare Long Tail Keyword
  2. agguantare le parole chiave dei competitor
  3. Keyword Difficulty

1: Usare Seed Keyword

Avete mai eseguito ricerche di long tail keyword con Keyword Planner di Google Adwords? Lasciate che mostri un metodo migliore per trovare chiavi di ricerca lunghe. Come vi ho già accennato, la ricerca di long tail keyword con SEMrush è molto semplice: ve lo dimostrerò utilizzando il mio account.

Innanzitutto, effettuiamo il login alla dashboard di SEMrush.
SEMrush Login

Ora inseriamo la nostra seed keyword nella barra di ricerca in basso e premiamo invio. La seed keyword non è altro che la parola chiave primaria che scegliamo per il nostro sito. Ad esempio blogging è la seed keyword di Blogging House. SEMrush vi mostrerà una panoramica dettagliata di tutto ciò che riguarda la parola chiave. Possiamo esaminarne trend, distribuzione del CPC e molto altro ancora.

Overview of a keyword in SEMrush

Scorriamo ora in basso e prestiamo attenzione a due specifici campi:“PHRASE MATCH KEYWORDS” e “RELATED KEYWORDS”.

SEMrush phrase and related keywords

 

“Phrase Match Keywords” elenca una serie di chiavi di ricerca contenenti la nostra parola chiave primaria, consegnandoci, a tutti gli effetti, una lunga lista di long tail keyword per la nostra seed keyword.

SEMrush phrase match keywords

Cliccando su “View full report” si aprirà la pagina mostrata sopra. Queste sono tutte le nostre long tail keyword, che possiamo riordinare come preferiamo (ad esempio secondo la competitività). Come vedete, abbiamo ottenuto la nostra lista di long tail keyword in solo una manciata di secondi. Possiamo ora esportare questa lista cliccando sul pulsante “Export”. Apparirà il seguente pop-up.Export in SEMrush

È possibile esportare il file in tre diversi formati, ma per questo tutorial ho scelto un file Excel: il download verrà completato in pochi minuti.

Apritelo per riordinare le parole chiave secondo le vostre esigenze di ricerca.

Passiamo ora a “RELATED KEYWORDS”. Torniamo alla panoramica iniziale e clicchiamo su “RELATED KEYWORDS”. Qui vedremo una lunga serie di parole chiave attinenti alla nostra seed keyword. In questo caso chiavi come blog, site, website sono ovviamente relazionate a Blogging.Related Keywords SEMrush

Tra queste chiavi di ricerca troveremo anche diverse long tail keywords o idee per nuove parole chiave primarie ed anche in questo caso potremo esportare l’elenco in un file.

In pochi minuti, abbiamo quindi rintracciato decine di nuove keyword da usare nelle nostre ricerche, con Keyword Planner di Google Adwords ci avremmo messo delle ore.

Un altro consiglio per voi: quando notate una buona parola chiave, ricercatela con SEMrush per individuare long tail keyword aggiuntive e ripetete il processo fino a quando ne avrete raccolte a sufficienza.

2: Le parole chiave dei Competitor

Giungiamo ora alla sezione più importante di questo articolo, avete mai pensato di poter comparire nella prima pagina dei risultati di Google semplicemente spiando i vostri competitor?

Lasciate che vi riveli un segreto, la vostra concorrenza è la vostra più grande risorsa!

Nella ricerca di parole chiave si possono impiegare delle ore, o addirittura giorni, per trovare delle buone keyword. Ora però sappiamo come poterlo fare semplicemente con pochi clic e risparmiare così un’infinità di tempo.

Supponiamo che il blog di un competitor abbia un rating uguale o simile al nostro, è possibile, in questo caso, superarlo facilmente conoscendone le parole chiave: scoprendo le keyword utilizzate dai siti concorrenti, potremo creare contenuti rilevanti e sottrarre porzioni del loro mercato. In altre parole, i nostri competitor possono fornirci le parole chiave migliori, che porteranno maggiori visite al nostro sito e, di conseguenza, maggiori vendite.

SEMrush permette di fare tutto questo. Vediamo come nei seguenti passaggi.

Per prima cosa effettuiamo il login alla nostra SEMrush Dashboard, inseriamo quindi l’indirizzo web di un competitor nella barra e premiamo invio. Si aprirà una pagina con un’analisi estremamente dettagliata del dominio inserito.

Domain Overview SEMrush

Cliccate su “ORGANIC RESEARCH” per aprire un’ulteriore pagina.

Organic option in SEMrush sidebar

Qui vedrete le parole chiave de sito in questione, con la possibilità di filtrarle in base a percentuale di traffico, Volume, CPC, ecc.

Keywords of a competitor domain in SEMrush

Cliccate quindi sul pulsante Export per salvare l’elenco in un file Excel.

Analizzate tutti i vostri competitor ed esportate le keyword, in questo modo otterrete migliaia di parole chiave in pochi minuti. Come vi ho già detto, i nostri competitor sono la nostra più grande risorsa.

Ora avete a disposizione parole chiave a cui non avevate mai avuto accesso, ma che i vostri competitor conoscevano bene. Sarete in grado di attrarre molte di esse.

3: Keyword Difficulty

Ora che abbiamo esportato le nostre liste di parole chiave grazie alla ricerca organica e dei competitor, è giunto il momento di scegliere le migliori su cui puntare.

La keyword difficulty indica la percentuale di competitività di una parola chiave: è basata su diversi fattori e determina, nella pratica, quanto sia difficile ottenere un buon posizionamento nei risultati di ricerca. Le chiavi altamente competitive sono le più difficili da attrarre efficacemente. Dobbiamo quindi puntare su parole chiave con una BASSA keyword difficulty.

Esistono diversi strumenti che consentono di calcolare la keyword difficulty di una parola chiave, ma SEMrush ha recentemente introdotto una nuova funzionalità.

Nei due capitoli precedenti abbiamo visto come ricercare parole chiave ed esportare i risultati in un file Excel, ora controlliamo la loro keyword difficulty.

Prendiamo una qualsiasi parola chiave relativa al nostro sito, quindi facciamo il login su SEMrush e clicchiamo su “Keyword Difficulty” .

SEMrush Keyword Difficulty

Inseriamo la parola chiave e clicchiamo sul pulsante “Show Difficulty”.

Keyword Difficulty in SEMrush

Ed ecco la keyword difficulty della nostra parola chiave grazie a SEMrush Keyword Difficulty.

Conclusioni

Grazie per aver letto questo post e complimenti, ora sapete come ricercare facilmente nuove parole chiave con SEMrush e ad un prezzo veramente contenuto se pensiamo a tutte le sue funzionalità.

Per qualsiasi domanda, utilizzate pure la sezione commenti.

Non avete ancora un account SEMrush? Provatelo gratis cliccando su http://www.semrush.com/

semrush-vs-ahrefs

SEMrush contro Ahrefs, recensione definitiva: qual è il miglior tool per SEO?

BlueHost WordPress and Website Hosting

La mia raccomandazione quando si fatica ad aumentare le proprie vendite è di concentrarsi sul miglioramento del traffico proveniente dai motori di ricerca: più traffico da Google verso i vostri siti, farà anche aumentare facilmente le vendite globali.

La domanda è, come si può aumentare il traffico da ricerca senza sforzi?

Suggerisco a chiunque stia lottando per ottenere più traffico dai motori di ricerca di provare alcuni dei migliori strumenti per Search Engine Optimization (SEO), che possono risultare di grande aiuto nell’aumentare rapidamente il traffico e le vendite. E se non sapete quale scegliere, ho per voi due raccomandazioni: SEMrush e Ahrefs

Se state cercando un confronto onesto tra SEMrush e Ahrefs, questa è la pagina che fa per voi. Se state anche cercando il giusto strumento di SEO che vi aiuti a potenziare il traffico dai motori di ricerca, questo è, di nuovo, il post che fa per voi.

Iniziamo quindi con la nostra recensione di confronto tra SEMrush e Ahrefs e scopriamo quale sia lo strumento giusto per le vostre esigenze di SEO.

Indice

  • SEMrush contro Ahrefs: qual è il miglior strumento SEO?
  • Cosa rende SEMrush così incredibile
    • Alcune caratteristiche straordinarie di SEMrush
    • Quanto costa SEMrush?
  • Cosa rende Ahrefs un grande strumento?
    • Quanto costa Ahrefs?

SEMrush contro Ahrefs: qual è il miglior strumento SEO?

semrush vs ahrefs review

Cosa rende SEMrush così incredibile?

Ad un certo punto un nuovo strumento arriva sul mercato e stravolge completamente il campo di gioco e SEMrush è uno di questi strumenti di SEO game changer, uno dei più usati e altamente raccomandati sul web.

Vediamo quindi perché dovreste usare SEMrush anziché altri strumenti di SEO, ma prima di discutere dettagliatamente delle sue caratteristiche, scopriamo rapidamente alcuni dei suoi vantaggi più incredibili.

È infatti possibile:

  • Effettuare un’analisi dei competitor
  • Trovare le parole chiave più redditizie in qualsiasi nicchia di mercato
  • Individuare e risolvere tutti i problemi del vostro sito
  • Effettuare analisi approfondite di siti web
  • Comparare domini
  • Trovare opportunità di link building
  • Monitorare il traffico di qualsiasi sito ed altro ancora

Parliamo ora di alcune delle funzioni principali offerte da SEMrush in modo che possiate facilmente scoprire se questo sia lo strumento che fa per voi.

Ma prima, un piccolo appunto.

Offerta esclusiva per i lettori di BloggersPassion: per un periodo limitato, offriamo una prova gratuita di 30 giorni di SEMrush solo per voi! Non troverete questa offerta straordinaria altrove sul web. Assicuratevi quindi di afferrare questa offerta prima che sia troppo tardi (un valore di circa 100 euro).

Alcune caratteristiche straordinarie di SEMrush

Ricerca di parole chiave: se curate un blog già da diverso tempo, sarete sicuramente a conoscenza di quanto sia importante condurre ricerche di parole chiave e sebbene esistano numerosi strumenti che vi permettono di farlo, nulla si avvicina a SEMrush.

Potrete valutare il valore delle vostre parole chiave e confrontarle con i principali indicatori di prestazioni web come traffico, volume di ricerca, stima del CPC, concorrenza, numero di risultati di ricerca ecc.

Tutte queste metriche possono esservi di grande aiuto nell’individuare le parole chiave più redditizie nella vostra nicchia in modo da aumentare traffico e vendite.

Analisi dei competitor: l’aspetto migliore di SEMrush è la possibilità di effettuare un’analisi dei competitor senza sforzi. Potrete scoprirne traffico, parole chiave più efficaci, fonti di backlink e tutte le altre informazioni necessarie per analizzare accuratamente qualsiasi sito web del mondo.

E se vi state chiedendo a cosa serva spiare la concorrenza, eccovi tre motivi:

  • l’analisi della concorrenza fornisce un’idea più chiara su quali parole chiave utilizzare per aumentare il traffico e le vendite;
  • potrete scoprire ciò che il vostro pubblico di destinazione sta cercando;
  • dà una buona idea delle tematiche più calde nel vostro settore.

Controllo approfondito del sito: una delle ragioni principali per cui amo tanto SEMrush è la funzionalità Site Audit.

Questa permette di individuare e risolvere tutti i problemi correlati alla SEO del vostro sito in modo da poter migliorare la performance nei risultati di ricerca. La funzione Site Audit presenta i seguenti vantaggi:

  • controlla la “salute” del vostro sito con lo strumento di analisi SEO;
  • dà priorità ai problemi di SEO, dandovi la facoltà di decidere cosa risolvere prima;
  • traccia il progresso di ottimizzazione SEO.

Ed ecco come appare generalmente la funzione Site Audit.

site audit

La funzionalità Site Audit permette anche di risolvere tutti i problemi di SEO, tra cui:

  • ottimizzare collegamenti interni ed esterni;
  • aggiungere tag mancanti;
  • creare titoli, meta-description e altri tag HTML univoci e comprensibili da utenti e motori di ricerca;
  • correggere immagini corrotte con aggiunta degli alt tag;
  • rilevare e correggere errori nelle pagine web;
  • trovare pagine dal contenuto duplicato e molto altro ancora.

Nel complesso, SEMrush è un ottimo strumento per Search Engine Optimization di grande aiuto non solo nello spiare la concorrenza, ma anche nell’aumentare il traffico dalle ricerche e le vendite.

Quanto costa SEMrush?

SEMrush offre attualmente diversi 3 piani mensili:

  1. Pro – $99,95 al mese, adatto a principianti;
  2. Guru – $199,95 al mese, adatto a piccole imprese;
  3. Business – $399,95 al mese, adatto ad agenzie di marketing.

Non esitate!

Cosa rende Ahrefs uno strumento grandioso?

Proprio come SEMrush, anche Ahrefs dispone di una vasta collezione di strumenti per SEO che è possibile utilizzare per migliorare la posizione nei risultati di ricerca ed aumentare le vendite complessive del sito.

Al momento Ahrefs offre i seguenti strumenti:

  • Site Explorer
  • Positions explorer
  • Content explorer
  • Position tracker
  • Domain comparison
  • Crawling reports
  • Ahrefs alerts

Ahrefs è utilizzato principalmente per uno scopo: costruire backlink di qualità e trovare illimitate opportunità di link building ed è considerato il maggiore e più accurato database di backlink attivi.

Questo strumento analizza oltre 5 miliardi di pagine web ogni singolo giorno e viene utilizzato da oltre 600.000 persone in tutto il mondo per le loro attività di Search Engine Optimization.

Se state cercando uno strumento per l’analisi di backlink e per trovare opportunità di link building, Ahrefs dispone dei dati più accurati e renderà l’analisi di backlink un gioco da ragazzi.

Ma passiamo ora ad analizzare alcune delle sue caratteristiche chiave per sapere se questo strumento fa per voi.

Site Explorer: Questa funzionalità consente di effettuare un esame completo dei backlink, del traffico e delle parole chiave di qualsiasi pagina web, che si tratti del vostro sito o di quello di un competitor. Non solo fornisce un’analisi dettagliata di tutti i backlink del dominio desiderato, ma ne indicherà anche il numero di referring domain e link dofollow.

Site Explorer include i seguenti 3 strumenti per fornire un’analisi dettagliata di un qualsiasi sito web:

  • Backlink Checker tool
  • Organic Traffic Research tool
  • Paid Traffic Research tool

Date un’occhiata allo screenshot in basso per avere un’idea di come appaia il Site Explorer di Ahrefs.

Site Explorer: Ahrefs

Come si può vedere, fornisce un’analisi dettagliata da utilizzare per trovare un numero illimitato di opportunità di backlink e migliorare nei risultati di ricerca e nelle vendite.

Content Explorer: questa funzionalità vi permette di scoprire quali siano i contenuti più popolari per qualsiasi argomento, mostrandovi informazioni su backlink, traffico e condivisioni sui social.

Vi starete ora domandando a cosa serva trovare i contenuti più popolari nella vostra nicchia. La risposta è semplice: non importa in quale settore specifico operiate, conoscerne i post più popolari significa poter determinare facilmente il tipo di contenuti da creare per attirare più backlink e condivisioni.

Ecco dove il Content Explorer di Ahrefs entra in gioco: se, ad esempio, il vostro argomento è “email marketing” e desiderate trovarne i contenuti più popolari, otterrete questi risultati.

content explorerQuesto screenshot dimostra quanto il Content Explorer renda facile analizzare il numero di backlink e delle condivisioni sui social dell’argomento che vi interessa. Con queste informazioni riuscirete a creare contenuti che attrarranno un maggior numero di link nel vostro settore di riferimento.

Keyword Explorer: uno dei metodi più semplici per aumentare il traffico proveniente dai motore di ricerca è di eseguire ricerche di keyword.

Questo risulta, tuttavia, inutile se si scovano solo parole chiave altamente competitive nel proprio settore: quello che vi occorre sono solo quelle keyword con cui è più facile ottenere una buona posizione nei risultati di ricerca e che hanno allo stesso tempo un buon volume di ricerca mensile. Analizzando i risultati dei vostri concorrenti, potrete facilmente escogitare tutta una serie di idee per nuove parole chiave che vi aiuteranno a dirottare traffico e vendite.

Con il Keyword Explorer di Ahrefs è possibile individuare potenziali parole chiave e controllare la loro keyword difficulty in modo da poter facilmente scartare quelle indesiderate.

Esaminate il prossimo screenshot e saprete di cosa sto parlando
keywords explorer: Ahrefs

Come potete notare, il Keyword Explorer fornisce una lista di tutte le parole chiave relative alla vostra keyword di partenza, insieme ad una serie di informazioni come keyword difficuly (KD) e volume mensile di ricerca, in modo da individuare quelle su cui puntare per apparire più in alto possibile nei risultati di Google.

È possibile filtrare i risultati secondo i seguenti parametri:

  • Keyword Difficulty;
  • Volume di ricerca mensile;
  • Cost Per Click (CPC);
  • Numero di risultati di ricerca;
  • Numero di parole della keyword.

I dettagli sopra elencati saranno sufficienti a trovare migliaia di idee per potenziali parole chiave da utilizzare per incrementare le visite provenienti dai motori di ricerca.

Crawl Report: questo tool vi aiuterà a scovare e risolvere tutti i problemi di SEO del vostro sito. Potrete eseguirlo, ogni volta che vorrete, per identificare facilmente link difettosi o corrotti, meta description non valide, errori nei title tag, ecc.

Nel complesso, Ahrefs è un’ottima suite di strumenti per SEO che consente di migliorare rapidamente le prestazioni globali del vostro sito.

Quanto costa Ahrefs?

Ahrefs offre attualmente i seguenti piani mensili, tutti comprensivi di 14 giorni di prova gratutita:

  • Lite ($99 al mese)
  • Standard ($179 al mese)
  • Advanced ($399 al mese)
  • Agency ($999 al mese)

È necessario scegliere un pacchetto per avviare i 14 giorni di prova gratuita ed occorre anche inserire i dati della propria carta di credito per accedere a tutte le funzionalità di Ahrefs.

Se non siete soddisfatti, potrete disdire l’abbonamento entro i 14 giorni senza spese e successivamente con l’addebito della prima mensilità del pacchetto che avete scelto. È però anche possibile richiedere un rimborso entro 7 giorni.

Conclusioni

Se state cercando lo strumento per SEO migliore, assicuratevi di scegliere quello con tutte le funzionalità di cui avete bisogno. Non è necessario utilizzare molteplici software per gestire la vostra attività di Search Engine Optimization: meglio scegliere un singolo strumento che possegga tutte le funzionalità necessarie.

Ecco dove le suite tutto in uno come Ahrefs e SEMrush diventano utili: offrono una serie completa di funzionalità per aumentare traffico e vendite, come la ricerca di keyword, l’analisi di backlink, il controllo approfondito del vostro sito, ecc.

Questa recensione di confronto tra SEMrush ed Ahrefs è stata scritta principalmente per una ragione: presentarvi gli strumenti di SEO migliori per consentirvi di aumentare il traffico del vostro sito.

Quale pensi sia il migliore tra SEMrush ed Ahref? Condividi la tua opinione nei commenti.

semrush-vs-moz

Moz contro SEMRush: un confronto tra due dei migliori strumenti per SEO

È passato un po’ di tempo dall’ultimo aggiornamento a questo articolo di confronto tra SEMrush e Moz. Da allora, ci sono stati alcuni piccoli cambiamenti e caratteristiche introdotte da entrambi questi strumenti ed ho quindi pensato di aggiornare il post con un elenco di tutte le nuove modifiche per aiutarvi ad utilizzare lo strumento SEO migliore tra di loro.

Avete deciso di iniziare ad utilizzare strumenti per SEO per migliorare il vostro rating nei risultati di ricerca e non riuscite a decidere tra SEMrush e Moz? Allora, siete nel posto giusto.

  • Cliccate su questo link per Provare SEMrush Pro gratis per 30 giorni

La Search Engine Optimization è completamente cambiata negli ultimi tempi e tattiche di SEO che funzionavano 2 anni fa, oggi non hanno più effetto.

La SEO si sta evolvendo e Google aggiorna il suo sistema di classificazione più di 500 volte l’anno, ovvero uno o due aggiornamenti ogni singolo giorno. Questo ovviamente influenza il traffico del vostro sito web.

Purtroppo, non siamo tutti esperti di SEO e non tutti disponiamo di grandi somme di denaro da investire in questa attività per aumentare il nostro rating. Esistono però molte alternative su cui fare affidamento per migliorare il nostro posizionamento nei risultati di ricerca.

Con solo un piccolo investimento, è infatti possibile aggiudicarsi strumenti premium come SEMrush o Moz, risorse straordinarie che consentono di aumentare velocemente il traffico di ricerca. Se vi state chiedendo quale scegliere, questo è il post che fa per voi.

Which is Best SEO Tool? SEMrush Pro Moz Standard
30 Days Free Trial SEMrush 30 Days Free Trial Moz 30 Days Free Trial
Pricing $99.95/Month $99/Month
Number of Sites Tracked 5 5
User Access 2 Users 2 Users
No. of Keywords Tracked 500 Keywords 300 Keywords
No. of Pages Crawled 100,000 250,000

In questo post, scopriremo come questi strumenti possano esservi d’aiuto nell’aumentare il vostro traffico, rating e anche le vendite.

Indice

  • Moz contro SEMrush: qual è il miglior strumento per SEO?
    • Perché acquistare uno strumento per SEO?
  • Pro e contro degli strumenti Moz
  • Pro e contro di SEMrush
    • Conclusioni: Moz contro SEMrush

Moz contro SEMrush: qual è il miglior strumento per SEO?

semrush vs moz review

Iniziamo quindi il confronto fra questi due strumenti sorprendenti, SEMrush e Moz. Se già avete anche solo un po’ d’esperienza nel mondo dei blog, potreste essere già a conoscenza di questi due incredibili pacchetti.

Li definisco incredibili per una ragione: a differenza di altri strumenti per SEO, questi sono stati creati da esperti di SEO (Moz è sviluppato dall’esperto di SEO Rand Fishkin) ed entrambi i team sono veramente determinati ad aiutare i propri clienti a migliorare il proprio posizionamento sui motori di ricerca.

Questi due strumenti di SEO valgono ogni singolo centesimo. Sono così semplici da usare che anche i principianti possono facilmente aumentare il proprio rating, vendere di più e spiare i propri competitor.

Perché acquistare uno strumento per SEO

Potreste chiedervi ora per quale motivo spendere i vostri soldi per acquistare strumenti di SEO, quando esistono decine di opzioni gratuite.

Ottima domanda, vi spiegherò brevemente il perché.

Se utilizzate la piattaforma WordPress siete fortunati perché esiste già una vasta gamma di plug-in e strumenti gratuiti. Scegliete una categoria e troverete uno strumento pertinente su WordPress: è la bellezza di usare WordPress come piattaforma di blogging, è strutturata meglio di qualsiasi altra (Blogger, Tumblr ecc.).

Personalmente mi piacciono gli strumenti per SEO gratuiti come WordPress SEO di Yoast, Google Analytics, XML sitemap, ecc. Sono ampiamente utilizzati e funzionano senza problemi. Bisogna riconoscere, tuttavia, che la maggior parte dei plug-in e degli strumenti WordPress gratuiti disponibili sul web non funziona come i plugin di cui si parla qui. I plug-in gratuiti sono gratuiti per un motivo: non offrono numerose funzionalità in grado di aiutarvi veramente a raggiungere i vostri obiettivi.

Questo è il motivo per cui gli sviluppatori investono migliaia di dollari nella creazione di strumenti a pagamento. Gli strumenti avanzati di SEO come Moz e SEMrush valgono veramente il loro costo, grazie a tutte le funzionalità premium e agli aggiornamenti costanti che offrono.

Ma quando si sceglie uno strumento per SEO, è necessario fare molta attenzione, ecco perché ho deciso di fare questo confronto tra Moz e SEMrush.

Ogni plug-in e strumento sul mercato è diverso dagli altri; ognuno ha i propri vantaggi e non è detto che ciò che funziona per un blogger nella vostra nicchia, funzionerà necessariamente anche per voi. Potreste infatti ottenere risultati migliori utilizzando un plug-in alternativo: dovete quindi assicurarvi di trascorrere del tempo a conoscere gli strumenti prima di spendere soldi. Leggete quindi questo confronto imparziale tra i due strumenti di SEO, SEMrush contro Moz. Parliamo ora dei loro pro e contro e del perché dovreste usarli.

Pro e Contro degli strumenti Moz

Cos’è Moz e come i suoi strumenti per SEO possono aiutarvi

Moz è un software per SEO che fornisce diversi tipi di metriche su parole chiave, consigli on-page, opportunità di link building, errori di crawl, riferimenti al vostro brand sul web e molto altro ancora.

Ecco alcuni esempi su come gli strumenti di Moz vi consentono di ottenere una migliore SEO.

Moz Analytics: desiderate migliorare il traffico dai risultati di ricerca, il rating e la visibilità delle parole chiave? Moz Analytics è lo strumento pensato esclusivamente per voi. Vi aiuta ad ispezionare il vostro sito, a verificare l’attuale rating per parole chiave e a scoprire cosa stiano combinando i vostri competitor. Uno strumento perfetto per blogger di tutti i livelli che vogliano migliorare la propria visibilità nelle ricerche.

Competitor rank tracking: permette di monitorare il rating di parole chiave in oltre 200 paesi, scoprire facilmente chi siano i vostri concorrenti principali e confrontare le loro prestazioni nei risultati di ricerca. Ciò consente di superare facilmente i competitor in ogni aspetto di SEO.

Mobile rankings: questa funzionalità è una delle più recenti aggiunte effettuate dal team di Moz Pro. Con Mobile Rankings è possibile confrontare facilmente il rating della versione desktop e mobile, nonché facilmente tracciare i vostri tag “mobile friendly”. Se il vostro sito non è particolarmente reattivo in modalità mobile, assicuratevi prima che lo sia, altrimenti sia le posizioni nei risultati di ricerca che il traffico andranno a scendere.

Find link opportunities: con Moz Pro è anche possibile scoprire facilmente citazioni non linkate, recuperare collegamenti corrotti, trovare buone opportunità di link building e ottenere i contatti di qualsiasi sito web concorrente. Questo consente di scoprire numerose fonti per link building di qualità in modo da aumentare il traffico sul vostro blog o sito. Il loro Open Site Explorer vi aiuta poi ad individuare facilmente in pochi secondi la Domain Authority (DA), Page Authoirty, metriche di link di pagina, ecc. di qualsiasi dominio inserito.

mozCrawl test tool: permette di eseguire il crawl, ovvero una scansione approfondita, di qualsiasi sito web allo scopo di rilevare errori, codici di stato HTTP e altri dati utili. Potrete esplorare fino a 3000 link su qualsiasi URL ed esportare i report nelle email. Se desiderate identificare i problemi del vostro sito, come contenuti duplicati, titoli mancanti, problemi di crawl ecc., questo strumento vi fornirà informazioni istantanee.

Fresh Web Explorer: volete scoprire chi sta linkando chi? Uno dei modi più semplici per aumentare il traffico dalle ricerche è quello di ottenere più link. Analizzando le parole chiave e i collegamenti dei vostri concorrenti, avrete un buon vantaggio su dove trovare opportunità per link building di qualità per i vostri siti. Questo strumento vi aiuta ad analizzare riferimenti al vostro blog, ai competitor ed alle parole chiave.

Rank Tracker: se volete aumentare il vostro rating nelle ricerche, dovete prima sapere in quale posizione le vostre pagine appaiono attualmente nei risultati di ricerca di Google. Conoscendo le vostre posizioni rispetto alle parole chiave, diventa facile impostare degli obiettivi per migliorare il vostro rating. Questo strumento vi aiuta a ricevere rapporti istantanei su dove le vostre pagine siano classificate in Google per qualsiasi parola chiave.

On-Page Grader: la SEO on-page è la chiave per costruire un sito web dal traffico elevato, ma la maggior parte dei blogger esegue questa attività nel modo sbagliato. Ecco dove L’On-Page Grader di Moz entra in gioco: esamina istantaneamente la vostra SEO on-page e fornisce ottimi spunti su come modificare le vostre pagine per migliorare le vostre posizioni nei motori di ricerca. L’On-Page Grader dà un punteggio alle vostre pagine web su oltre 30 criteri, poi classifica le raccomandazioni per importanza e difficoltà.

Keyword Difficulty & SERP Analysis Tool: chiunque abbia lavorato nel campo della Search Engine Optimization per un po’ di tempo, conosce l’importanza della ricerca di parole chiave. Quando si cercano nuove parole chiave per aumentare il proprio traffico, è importante conoscerne le reali potenzialità. Si finisce altrimenti col perdere tempo e denaro scegliendo parole chiave altamente competitive e, di conseguenza, impossibili da attrarre. Fortunatamente, con lo strumento di keyword difficulty di Moz, è possibile scegliere le parole chiave giuste per ridurre al minimo il tempo e gli sforzi e massimizzare i risultati.

Spam analysis: ancora una volta, questa è una nuova funzionalità aggiunta di recente a Moz Pro. Questo strumento vi aiuterà a trovare i potenziali link spam sul vostro sito web. Una volta trovati e corretti questi collegamenti, noterete un incremento di traffico e potrete anche evitare penalizzazioni da parte di Google e controllare in modo approfondito il vostro sito in cerca di collegamenti nocivi.

Page Optimization Checklist: Moz Pro ha iniziato a fornire una lista di controllo per ottimizzare le posizioni del vostro sito web, permettendovi facilmente di migliorare il rating delle vostre pagine o post. Non importa che siate ai primi passi nella SEO,con il Page Optimization Checklist sarà veramente facile ottenere risultati.

Moz offre anche strumenti gratuiti come Open Site Explorer (per identificare le opportunità di link building), Followerwonk (per monitorare account Twitter), MozBar (per eseguire ricerche di parole chiave e analisi delle pagine) e MozCast (per monitorare i cambiamenti quotidiani nelle ricerche Google).

Pro:

  • Comunità e forum utili. Per qualsiasi problema nell’utilizzo degli strumenti Moz, basta porre una domanda sul forum della piattaforma ed otterrete sempre risposte accurate: una risorsa essenziale soprattutto per i principianti.
  • Moz offre 30 giorni di prova gratuita a tutti gli abbonati. Assicuratevi di provarlo, vi innamorerete di tutte le sue funzionalità.
  • Gli strumenti di Moz attualmente disponibili vengono regolarmente aggiornati e nuove funzionalità aggiunte alla lista. Questo è sicuramente di grande aiuto agli addetti di SEO per aumentare i propri rating.

Contro: il prezzo è l’unico lato negativo con $99 al mese per l’account standard. Non è però un grosso problema se si considera il valore degli strumenti di Moz: migliaia di agenti di marketing ed appassionati di SEO li utilizzano per aumentare gli introiti ed aiutare i propri clienti a migliorare la loro SEO.

Vale la pena abbonarsi a Moz?

Uso gli strumenti di Moz da lungo tempo e sono abbastanza soddisfatto di ciò che offrono. Ogni strumento è distinto dagli altri ed avrete accesso alla maggior parte di essi semplicemente accedendo al vostro account dopo l’iscrizione. Ne vale la pena se il vostro obiettivo è quello di portare la la Search Engine Optimization al livello successivo.

Verdetto: se utilizzate il content marketing per accrescere il vostro business online e il traffico del sito web, provate gli strumenti di Moz. Vi aiuteranno ad ottimizzare correttamente i contenuti del vostro sito ed aumentare il traffico dai motori di ricerca.

Pro e contro di SEMrush

Cos’è SEMrush e come può aiutarvi

SEMrush è uno strumento per SEO tutto in uno che consente di individuare parole chiave redditizie e schiacciare la concorrenza spiandone keyword, backlink, traffico e strategie.

È l’unico strumento che consiglio per superare i competitor.

Potrei trascorrere delle ore intere a parlarvi di come sia possibile utilizzare SEMrush per migliorare la propria SEO. Uso questo tool da un paio di mesi e ne sono decisamente soddisfatto: SEMrush non solo mi ha aiutato ad incrementare il traffico dalle ricerche del 15% in soli 30 giorni, è anche di grande aiuto nell’analizzare correttamente il posizionamento rispetto alle parole chiave.

I database di SEMrush vengono aggiornati con frequenza e questo è il motivo per cui si ottengono dati precisi.

Ecco alcuni modi in cui SEMrush può esservi d’auito.

Se dovessi descrivere SEMrush in una singola frase, direi che si tratta di una suite di strumenti SEO a tutto tondo. Se volete schiacciare la concorrenza, dovreste decisamente dargli una chance. E l’aspetto migliore è che non vi verrà nemmeno a costare più di tanto.

Con soli $99,95 al mese, potrete infatti individuare fino a 500 nuove parole chiave ogni mese ed avrete accesso a tutte le seguenti funzionalità che rendono SEMrush uno degli strumenti SEO più abbordabili.

che rendono SEMrush uno degli strumenti SEO più abbordabili.

Trovate le parole chiave dei competitor: SEMrush vi permette di spiare la concorrenza in relazione a backlink, traffico del sito web e persino le loro parole chiave più efficaci. Ciò permette di comprendere meglio i concorrenti e il loro pubblico di riferimento: conoscere le keyword dei propri concorrenti, è un vantaggio in qualsiasi settore.

Ricerca di parole chiave efficaci: se desiderate scovare le parole chiave con meno concorrenza, questo è lo strumento giusto per voi: potrete trovare le parole chiave più redditizie in qualsiasi nicchia di mercato. Scoprite come è possibile raccogliere parole chiave redditizie con SEMrush. SEMrush offre senza dubbio le migliori funzionalità di ricerca di keyword a prescindere dalla vostra nicchia e fornisce anche dati completi sulle parole chiave da utilizzare, compreso il loro volume di ricerca mensile.

Oltre a questo, il rapporto “Phrase Match” fornisce un’analisi completa sul CPC della parola chiave a cui puntate insieme al volume mensile e al suo andamento nel tempo.

Ad esempio, date un’occhiata alla schermata qui sotto per la parola chiave “blogging tips”.

phraseAnalisi approfondita dei backlink: i baclink sono come voti: più ne avete, migliore sarà il vostro rating. È però necessario trovare un modo per analizzare in profondità i backlink dei concorrenti se si desidera scoprire strategie di link building, ecco in cosa questo strumento vi è d’aiuto!

Scoprite le strategie pubblicitarie dei competitor: se vi concentrate sulla pubblicità per aumentare il traffico, le lead e le vendite, dovete prima testare le acque. Usate SEMrush per controllare le strategie pubblicitarie dei concorrenti senza costi.

Provate Site Audit per individuare e correggere i problemi del vostro sito: una delle ragioni principali per cui amo SEMrush è la funzionalità Site Audit. Questa vi aiuta a trovare e risolvere facilmente tutti i problemi del vostro sito web. L’aspetto migliore è che vi mostrerà la “percentuale di salute” del vostro sito oltre che i problemi. In questo modo potrete migliorarlo ogni volta correggendone problematiche come errori di crawl, immagini senza alt tag, meta description o con titoli lunghi, troppi collegamenti interni ecc.

Strumento di monitoraggio del rating: conoscere l’effettiva efficacia delle nostre parole chiave nei risultati di ricerca è fondamentale, ma la maggior parte di noi non sa come farlo. SEMrush vi permette di tenere traccia del vostro posizionamento in relazione a qualsiasi keyword e di esportare tutti i dati in un’email in modo da potervi accedere in qualsiasi momento e apportare i miglioramenti necessari.

Creazione di progetti: Con la funzionalità Projects di SEMrush è possibile creare progetti includendo i dettagli del dominio del proprio blog. Una volta creato il progetto con l’indirizzo di un blog esistente, SEMrush compilerà automaticamente tutti i dati ad esso relativi e vi fornirà report giornalieri sul posizionamento rispetto alle parole chiave, sul traffico giornaliero dalle ricerche, ecc. Può essere estremamente utile per migliorare il traffico globale dai motori di ricerca e il rating del vostro sito web.

Prova SEMrush gratis per 30 giorni

Pro:

  • Con oltre 128 milioni di domini ed oltre 120 milioni di parole chiave nei suoi 29 database, questo è il miglior strumento di Search Engine Optimization per migliorare la vostra strategia di SEO.
  • Dispone di tutti gli strumenti per il miglioramento della SEO, per la ricerca di parole chiave, per l’analisi dei backlink, per il monitoraggio del posizionamento relativo alle parole chiave. Copre ogni aspetto.
  • Consente di confrontare le metriche di due domini, davvero utile per competere con la concorrenza.

Contro: Alcuni dati non sono accurati. Ad esempio, a volte dirà che un sito ottiene 100.000 visite al mese, quando in realtà ne ottiene 150.000.

Vale la pena pagare per SEMrush?

Questo confronto tra SEMrush e Moz è stato compilato per scoprire se valga la pena pagare per uno di questi strumenti. La risposta è sì, SEMrush vale ogni singolo centesimo. Provatelo gratis per 30 giorni e fatemi sapere cose ne pensate, non ve ne pentirete.

Verdetto: SEMrush è lo strumento Numero 1, altamente raccomandato dalla maggior parte degli esperti di SEO. Se avete un budget ridotto ma desiderate comunque accedere ad uno strumento di SEO che vi consenta di eseguire quasi tutto, dalla ricerca di parole chiave a spiare i backlink dei vostri competitor, dovete assolutamente provarlo.

Conclusioni: Moz contro SEMrush

È veramente difficile fare un confronto tra SEMrush e Moz, poiché sono entrambi grandi strumenti di SEO con le loro caratteristiche uniche e relativi costi.

Moz e SEMrush sono strumenti perfettamente ottimizzati per la SEO e offrono eccellenti funzionalità ai propri clienti. Ai piccoli imprenditori consiglierei Moz per le sue funzionalità, mentre a blogger e agenti di marketing direi di dare una chance a SEMrush, lo troverete essenziale per aumentare il traffico di ricerca.

Ad ogni modo, la scelta tra Moz e SEMrush non sarà di certo condizionata dal vostro budget, il pacchetto Starter di Moz inizia da $99 al mese, mentre SEMrush costa$99.95 al mese. Prima di prendere una decisione definitiva,su quale strumento SEO utilizzare, il mio consiglio è di provarli entrambi.

 

Allora, cosa state aspettando? Provateli gratuitamente e fatemi sapere quale sia lo strumento SEO più adatto a voi.

Spero che questo confronto tra SEMrush e Moz vi sia piaciuto. Condividete questo articolo in modo che tutti possano beneficiarne e postate ogni dubbio o domanda nei commenti prima di provarli.

Vendite online con Shopify – Una guida per principianti

Lavorando con migliaia di negozi su Shopify, quello che ho imparato dal 90% di loro è che tutti iniziano da zero, con poche conoscenze su come costruire un negozio online, senza abilità di coding o di come ottenere i primi acquirenti e come ottimizzare i cosiddetti tassi di conversione e-Commerce. Chi decide di avviare un negozio online non è, nella maggior parte dei casi, un esperto di informatica: codificare di un bel sito web che sia reattivo sui dispositivi mobili? Io non ne sarei assolutamente in grado, eppure ho il mio negozio ed aiuto ogni singolo giorno altri commercianti online ad ottimizzare il proprio sito web ed aumentare le entrate.

Vi starete chiedendo come. La risposta è che la vendita online non è mai stata così facile, ora che disponiamo di efficienti strumenti per la creazione di negozi online come Shopify. Che ci crediate o meno, si può diventare un imprenditore digitale in pochi minuti, proprio come fanno centinaia di persone in tutto il mondo. Ed è proprio questo il motivo dietro questo articolo, aiutare voi e chiunque sia interessato a diventare un imprenditore, guidandovi attraverso il processo di base per l’avviamento di un negozio online con Shopify e proponendovi alcuni semplici strumenti gratuiti per ottenere le vostre prime vendite.

Un’occhiata a Shopify

Prima di imparare a vendere su Shopify, andiamo a vedere alcuni elementi di base in modo che possiate decidere se Shopify è la scelta giusta per voi.

Cos’è Shopify?

Shopify è un una piattaforma che fornisce tutto il necessario per la costruzione di negozi online, dall’hosting, al dominio e via dicendo, in modo che chiunque possa vendere in linea. Con Shopify, non dovrete preoccuparvi di server, sicurezza o qualsiasi altra questione tecnica: tutto ciò che c’è da fare è creare un account per aprire un negozio e curare il contenuto del negozio stesso. Attualmente esistono oltre 250.000 negozi online costruiti con Shopify.

Detto questo, anche molti sviluppatori esperti scelgono Shopify poiché li libera da tutti i problemi tecnici dando loro la possibilità di investire tutte le risorse su prodotti, marketing e vendita.

Ciò che potrebbe farvi storcere un po’ il naso è però il prezzo: si tratta infatti di un servizio premium, il che significa che l’azienda non offre un piano gratuito, ma solo un periodo di prova di 14 giorni al termine del quale dovrete acquistare uno dei pacchetti. Inoltre, per i negozi Basic Shopify, vi verrà addebitato il 2% su ogni transazione.

Shopify-pricing

Detto questo, se ora state pensando che, non avendo un background in programmazione, e gestendo un negozio da soli senza l’aiuto di un tecnico, il prezzo per disporre di tutti questi vantaggi non non dovrebbe preoccuparvi, allora Shopify è la strada da percorrere.

Come vendere su Shopify

  1. Creazione dell’account.Se avete deciso di affidarvi a Shopify per dare inizio alla vostra attività, è ora di esaminare i passi fondamentali per la creazione da zero di un negozio Shopify completo e pronto alla vendita.Per prima cosa visitate www.shopify.com e create un account: l’iscrizione richiede letteralmente pochi secondi e per cominciare potrete attivare un account di prova gratuita della durata di 14 giorni per familiarizzare con la piattaforma.

Dopo aver creato il negozio, vi verrà chiesto di selezionare una tipologia:

  • Negozio online: un sito web completamente ospitato per vendere qualsiasi cosa (questo articolo si concentra su questa opzione).
  • POS di Shopify: possibilità di associare un POS per pagamenti via smartphone ad un negozio esistente. Questa opzione aggiornerà il vostro inventario in tempo reale a prescindere dal metodo di vendita: online, in negozio o dal vostro telefono.

Dopo aver scelto la vostra tipologia, resterà solo aggiungere il vostro indirizzo per impostare tasse e valuta e verrete quindi reindirizzati alla vostra dashboard di amministrazione Shopify.

  1. Impostazione dell’indirizzo internet.

Nella dashboard di Shopify, cliccate su Negozio Online>>Domini per impostare l’indirizzo web del vostro negozio. Se non disponete già di un indirizzo, potete semplicemente usare il dominio di base di Shopify (www.vostro-negozio.myshopify.com) oppure visitare fornitori di domini come Bluehost o Godaddy per acquistare quello che più vi piace, o più si addice alla vostra attività.

  1. Scelta di un tema.

Il prossimo passo è scegliere un tema e potete farlo cliccando di nuovo su Negozio Online>>Tema. Avrete due opzioni:

  • Personalizzare il vostro tema (per designer capaci e con qualche abilità di codifica)
  • Scegliere un modello preimpostato dalla galleria di temi Shopify (opzione consigliata se si desidera dare un aspetto professionale al negozio, risparmiare tempo e avere supporto tecnico dal team di sviluppo dei temi).

Posso suggerire questi due temi molto popolari tra i miei clienti in quanto leggeri e reattivi sui dispositivi mobili:

  1. Aggiungere prodotti

Ora bisogna aggiungere i propri prodotti ed iniziare a vendere. Questa è probabilmente fase più lunga ed impegnativa, ma d’altronde i prodotti sono l’aspetto più importante di un negozio.

Cercate il pulsante “Aggiungi Prodotti” sulla vostra dashboard e vi verranno proposte due opzioni:

  • Aggiunta manuale con compilazione dei dettagli del prodotto: nome, descrizione, immagini, tipo, venditore, prezzo, varianti (dimensione, colore, ecc.).
  • Upload di massa importando un file CSV. Per maggiori dettagli su questo metodo, è possibile consultare il manuale di Shopify.

  1. Le app migliori per supportare la vostra attività

Avrete bisogno di ulteriori applicazioni per iniziare a vendere efficacemente con Shopify, questo è certo. L’App-store ufficiale della piattaforma ne ha a centinaia in diverse categorie: Marketing, Vendite, Assistenza clienti, Spedizione, Rendicontazione, Inventario, ecc.

La maggior parte dei nuovi arrivati sceglie di solito le migliori app gratuite di ciascuna categoria che dispongono di un gran numero di recensioni, per testarle sul proprio negozio prima di essere disposti a pagare per le applicazioni non gratuite.

(Qui abbiamo raccolto le 10 migliori app gratuite di Shopify che la maggior parte dei negozi dovrebbe installare nel 2016)

  1. Trovare i primi clienti

 Uno dei maggiori grattacapi per i commercianti online alle prime armi è come fare marketing, promuovere il negozio e aumentare le vendite. Le possibilità a vostra disposizione sono molteplici, tuttavia i modi più popolari ed efficaci per ottenere traffico all’inizio sono i seguenti:

  • Email marketing, in assoluto il miglior canale
  • Promuovere l’attività utilizzando servizi pubblicitari: Facebook Ads e Google Ads
  • Sfruttare i social media: utilizzate Pinterest per l’e-Commerce, ottimizzate Instagram per aumentare le vendite, create la perfetta pagina Facebook per aziende, ecc.
  • Lanciare offerte speciali per attirare visitatori sul vostro sito e, allo stesso tempo, raccogliere iscrizioni alla mailing list o follower sui social in cambio di codici promozionali

Siete pronti ad avviare la vostra attività online? Questo tutorial di base dovrebbe essere sufficiente per aiutarvi ad iniziare, ma non preoccupatevi se doveste avere altri quesiti: è sempre possibile trovare una risposta da sé, se si lavora seriamente con la piattaforma, e potete trovare ulteriore supporto sul blog di Beeking con tutorial, suggerimenti e trucchi per aumentare le vendite con negozi Shopify.

Beeketing.

chatbot

Come sviluppare un chatbot per Facebook Messenger con Chatfuel

Chatfuel è una delle piattaforme per la creazione di chatbot più utilizzate e facili da usare. Il servizio è stato lanciato nel 2015 dagli sviluppatori russi Dmitry Dumik e Artem Ptashnik e permette, al momento, di creare chatbots per Facebook Messenger e Telegram.

I chatbot sono diventati la nuova grande innovazione nel settore della tecnologia e delle informazioni e la maggior parte delle applicazioni di instant messaging ha già integrato funzioni che permettono di rilasciare chatbot sulle proprie piattaforme. Questi possono avere scopi differenti come la distribuzione di contenuti, il servizio clienti o  l’e-commerce ed esistono già alcune start-up che spalancano la porta ai non esperti di programmazione offrendo servizi per la creazione di bot in pochi semplici passi.

Una di queste piattaforme è Chatfuel, forse una delle più utilizzate sul mercato nonostante stia ancora testando le acque. L’obiettivo di questa società è di consentire ad ogni utente di creare un chatbot con un certo livello di intelligenza artificiale, per generare conversazioni con utenti in applicazioni come Facebook Messenger o Telegram, e presto anche WhatsApp, Kik, Viber o altri servizi o strumenti di comunicazione tra utenti come il noto Slack. La realtà è che molti di loro usano i bot come un veicolo per dirottare utenti lontano dai rivali o per avvicinarsi alla comunità degli sviluppatori.

Come con quasi tutto ciò che circonda il mondo degli smartphone, anche in questa partita Facebook è il giocatore favorito. Non solo attraverso Facebook Messenger, un’app di messaggistica per la quale l’azienda di Mark Zuckerberg ha grandi speranze, ma anche attraverso WhatsApp, stella del settore acquisita dalla società di Menlo Park nel 2014. Questo grafico di Statista mostra il volume di utenti attivi ogni mese sull’app: la crescita di Facebook Messenger è davvero sorprendente.

I bot nelle applicazioni di chat sono la nuova tendenza

Il boom dei chatbot è un trend logico e naturale all’interno dell’ecosistema smartphone: sempre più utenti, soprattutto quelli più giovani, spendono molto tempo nell’utilizzo di applicazioni mobili, con una grande capacità di adattamento ai cambiamenti e agli sviluppi tecnologici. Il 49% dei giovani tra i 18 e i 29 anni che possiedono uno smartphone utilizza applicazioni di messaggistica: una media di 200 minuti a settimana e circa 7000 miliardi di messaggi nel 2015 per WhatsApp e quasi un miliardo di messaggi al mese per Facebook Messenger.

Uno dei grandi vantaggi mostrati dai chatbot è l’accessibilità a servizi nello spazio e nel tempo corretti, nonché il fatto che ogni utente possa tornare al servizio utilizzato in passato in un’interfaccia user-friendly. I robot consentono sistemi di notifiche push e messaggi in-app che sono d’interesse per l’utente: l’idea è che un’applicazione possa fornire molti servizi simultanei in un’unica interfaccia.

Chatfuel, la piattaforma per la creazione di bot.

Chatfuel è probabilmente il progetto più ambizioso nel panorama degli strumenti per la creazione di bot basilari. È attualmente disponibile per Facebook Messenger e Telegram ed i suoi fondatori intendono ora espandersi ad altre applicazioni di messaggistica. La piattaforma è stata lanciata nel 2015 dagli sviluppatori russi Dmitry Dumik e Artem Ptashnik con finanziamenti da Yandex ed è basata sull’originale Paquetbot. Oltre ad essere alla portata di principianti, Chatfuel è anche gratuito, tutto ciò che dovrete fare sarà vreare un account. Grandi testate come Forbes e TechCrunch si affidado già a questo strumento per i loro chatbots.

Questo è ciò che dovrete fare per creare un bot per Facebook Messenger utilizzando Chatfuel:

●  Chatfuel dispone di un tutorial con cui gli utenti possono iniziare a sviluppare il proprio prodotto con aiuto aggiuntivo e senza dover partire da zero. Semplicemente selezionate l’opzione per creare un bot in Facebook Messenger, quindi scegliete un nome per il bot (può essere modificato più tardi) e scegliete Bot Tutorial come modello.

● L’interfaccia iniziale per la programmazione dei diversi percorsi di conversazione con gli utenti futuri potrebbe essere qualcosa di simile:

Sul lato sinistro i clienti di Chatfuel disporranno di un menu con un campo chiamato “Build” per la programmazione del bot, uno chiamato “Settings” per modificare le voci di configurazione del prodotto e un altro chiamato “Analyze” dove vengono accumulate diverse metriche sul bot come attività, conservazione degli utenti e livelli di popolarità dei pulsanti e dei menu del bot stesso.

● Inoltre, Chatfuel dispone di un campo (“Set up AI”) che può essere molto utile per conferire al bot caratteristiche più umane. Il livello di intelligenza artificiale introducibile nell’applicazione non è particolarmente elevato, ma rappresenta comunque un miglioramento: è basato su un sistema di parole chiave e sulla creazione di risposte automatiche basate su di esse. L’utente sceglie una lingua (più di 50 disponibili, tra cui italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco e persino latino), inserisce una parola o una frase e genera una risposta per quella sequenza specifica. Tutto funziona in modo davvero efficace.

● È possibile testare il bot all’interno di Facebook Messenger e può anche essere reso pubblico collegandolo alla piattaforma di messaggistica. L’accesso alle funzioni di test e alla pubblicazione si trova nella parte in alto a destra dell’interfaccia iniziale.

Come creare conversazioni in Chatfuel

La programmazione del bot, cioè la creazione della struttura e dei messaggi che saranno distribuiti attraverso la piattaforma, in questo caso Facebook Messenger, è abbastanza semplice e flessibile. Chatfuel fornisce un tutorial in cui gli elementi chiave vengono illustrati agli utenti, questi sono carte, blocchi e gruppi.

● Blocchi: questo è il nome che Chatfuel dà a ciascuna delle componenti di base di un bot. Ogni blocco è composto da una o più carte, ognuna con un messaggio (con un massimo di 320 caratteri, tre diversi campi per il menu e possibilità di inserire gallerie di foto, video di YouTube o immagini in formato GIF). Inoltre, ognuno di questi blocchi può essere collegato con altri: prima si crea il nuovo blocco da collegare, successivamente si genera un pulsante in un blocco esistente che verrà riempito con il nome del blocco da collegare. A questo punto, cliccando sul pulsante, verrà richiamato il blocco collegato.

Tra i blocchi esistenti due rivestono particolare importanza: il messaggio di benvenuto e la risposta predefinita. Il primo sarà sempre visualizzato da tutti i nuovi utenti che aggiungono il bot ai propri contatti di Facebook Messenger. La risposta predefinita è ciò che consente alla conversazione con l’utente di non terminare in presenza di una linea di dialogo inaspettata: se, ad esempio, l’utente invia una parola o una frase non prevista nel campo dell’intelligenza artificiale, è necessario disporre di una risposta che soddisfi l’obiettivo di proseguire la conversazione.

Gruppi: il creatore del chatbot può organizzare i blocchi del bot in gruppi e dare maggiore struttura alla conversazione. È possibile spostare blocchi tra i diversi gruppi e muovere i blocchi all’interno di ciascun gruppo o creare, eliminare e rinominare blocchi, ad eccezione di quelli del gruppo predefinito.

Ahrefs, Recensione & Tutorial: come creare contenuti memorabili e costuire link di qualità

Utilizzo: SEO e analisi dei social media

Efficacia

Imparerete MOLTISSIMO e prenderete decisioni migliori

Prezzo

Non è economico, ma ne vale la pena

Facilità d’utilizzo

Bisogna adattarsi un po’, ma ottima interfaccia

Supporto

Ottime soluzioni, ma con un po’ di ritardo.

Cosa ci piace:

  • Potente Site Explorer
  • Content Explorer per trovare nuove idee
  • Monitoraggio del rating e crawl report
  • Miglior strumento per parole chiave sul mercato

Cosa non ci piace:

  • Un po’ troppo caro

Riepilogo: Ahrefs è quanto di più vicino possibile ad uno strumento
“essenziale” se lavorate seriamente nei settori del content marketing e
SEO: vi fornirà una quantità eccezionale di informazioni sui vostri

competitor e vi permetterà di adottare migliori strategie di marketing.

Ho quindi messo insieme questa recensione per aiutarvi a capire come
lo studio della concorrenza possa aiutarvi a trovare nuove opportunità:
andremo attraverso tutte le funzionalità di Ahrefs e se siete determinati
ad avere successo nel marketing, avrete molto da imparare da questa
recensione. Buona lettura.

 

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È noto che la creazione di contenuti sia essenziale per ottenere
traffico. Come mostrano i dati forniti da HubSpot, maggiore il numero
di contenuti pubblicati, maggiora sarà il traffico:

fonte Hubspot

La verità è però che non tutti i contenuti hanno successo, anzi tutt’altro.
E se già operate nel settore, siete ben a conoscenza che creare
(buoni) contenuti non è economico. Eppure svariati post vengono
continuamente pubblicati nella speranza che di 20 di essi, solo un paio
abbiano successo; come per molte altre cose, il Principio di Pareto
vige infatti anche in questo campo: circa l’80% del vostro traffico verrà
generato dal 20% dei vostri contenuti. Lo dico per esperienza
personale: anche dopo aver generato decine di post per Health
Ambition, solo una manciata di articoli è responsabile della maggior
parte del nostro traffico.

In qualità di agenti di marketing, il vostro compito è di migliorare l’hit
rate o tasso di successo dei vostri contenuti. Non si può mai prevedere
con certezza quali post avranno successo, ma con informazioni
accurate è possibile generare contenuti con maggiori probabilità di
ottenere condivisioni e traffico dalle ricerche. Ed è proprio questo che
rende Ahrefs uno strumento così utile.

Ahrefs è una suite completa di strumenti per social media e Search
Engine Optimization (SEO) che vi aiuterà a meglio interpretare i vostri
contenuti e quelli dei vostri competitor.

Lo uso da diverso tempo ed è uno dei miei strumenti di marketing
preferiti tra quelli in circolazione e visto che qui ad Authority Hacker
siamo sempre pronti ad aiutarvi a sfruttare al meglio il vostro tempo e
denaro, pensavo fosse opportuno recensire per voi questo strumento
di intelligence marketing.

Come sempre, il mio obiettivo non è quello di vendervi il prodotto; farò
invece un’approfondita analisi del perché avete bisogno di
comprendere meglio i vostri contenuti e quelli dei vostri competitor. Allo
stesso tempo farò un approfondimento su tattiche individuali che
potrete applicare ai vostri siti sfruttando queste funzionalità e
concluderò con alcuni casi studio reali sui risultati ottenuti con l’utilizzo
del software.

Benvenuti sulla vostra nuova dashboard per Inbound Marketing 🙂

I collegamenti ad Ahrefs contenuti in questa recensione sono
comunque link affiliati, se quindi avete scoperto qualcosa di utile e
siete interessati al programma, potete comprarlo cliccando sui nostri
link e così facendo aiuterete il nostro sito.
Cominciamo!

Perché è importante “capire” il marketing

Cosa succederebbe se vi chiedessi di colpire un bersaglio da bendati?

E se prima vi facessi girare su voi stessi in modo che alla fine non
abbiate la minima idea della direzione in cui siete rivolti?

Queste sono esattamente le condizioni in cui si opera se non si
possiede una profonda comprensione del marketing. Si può
certamente continuare a generare contenuti su contenuti basati su
parole chiave, ma non si ha alcuna idea di cosa realmente funzioni per
voi ed i vostri competitor.

Le motivazioni per “imparare a capire” il marketing sono innumerevoli,
ma trovo che le quattro seguenti siano le più importanti:

​1. Tenere d’occhio la concorrenza

Che tipo di contenuti stanno generando i vostri competitor? Qual è la
loro performance nelle ricerche e sui social media? Quali parole chiave
stanno portando loro profitti?

Trovare risposte a tutte queste domande vi aiuterà a creare contenuti
che ottengano realmente traffico. Se una specifica parola chiave porta
tonnellate di visitatori ai vostri competitor, potete essere sicuri che
l’utilizzo di parole chiave simili produrrà lo stesso risultato.

2. Trovare nuove idee per contenuti

Sapere che tipo di contenuti effettivamente produca condivisioni e
traffico dalle ricerche vi aiuterà a trovare idee per il vostro sito.

Per esempio, se notate che contenuti indirizzati a gruppi di interesse
specifici (post come “Le 10 cose che solo i gamer capiranno” che
appaiono su Buzzfeed) ottengono tonnellate di condivisioni, sarà
possibile crearne di simili e ottenere un fetta del traffico.

Ho personalmente utilizzato questa tattica in diverse occasioni sia qui
che su Health Ambition.

3. Costruire link ed aumentare le condivisioni

Quali siti stanno inserendo collegamenti ai vostri competitor? Quali
contenuti ricevono il maggior numero di backlink? Chi sta condividendo
sui social media i contenuti dei vostri competitor?

Una volta trovate le risposte a queste domande, diventa molto più
facile costruire backlink. Ad esempio, se un concorrente ha ottenuto un
collegamento da una pagina di “Risorse”, c’è una buona probabilità
che possiate inserirvi ed ottenere un backlink.

4. Entrare in contatto con chi promuove i vostri
contenuti

Le persone che condividono, ritwittano e cliccano like ai vostri
contenuti rappresentano la vostra risorsa più importante: scoprire di chi
si tratti ed entrarci in contatto può accrescere l’entità del vostro network
di svariate volte. ​

I pericoli dell’investire negli strumenti di
informazione

Ahrefs è uno strumento fantastico, al punto che è l’unico strumento di
SEO e content marketing utilizzato qui ad Authority Hacker perché fa
tutto ciò che desideriamo. Ma c’è una cosa che non fa: non svolge il
lavoro al vostro posto.

Questo è il problema principale di chi investe in strumenti di analisi e di
ricerca di mercato: tutto ciò che questi software fanno è fornire
informazioni e dati di cruciale importanza per chi sa come interpretarli
e, ancor più importante, come prendere decisioni a riguardo.

So di moltissime persone che hanno acquistato questi strumenti con
grandi progetti nei loro piani ma che non hanno poi mai sfruttato i dati
raccolti. Queste persone hanno investito enormi quantità di denaro
senza che la loro attività ne ricevesse i vantaggi. Non fatelo!

If you buy Ahrefs or any analytics / market research tool, you ALSO need to set time aside to train yourself (and/or your team) at using it and more time to execute on the information extracted.

Se si decide di acquistare Ahrefs o un qualsiasi altro strumento di
analisi o ricerca di mercato, bisogna ANCHE dedicare del tempo al
training (il vostro e/o quello del vostro team) e ancor di più all’utilizzo
delle informazioni estratte.

Questi sono alcuni dei trucchi che vi insegnerò in questo post:

  • Moltiplicare dalle 5 alle 10 volte l’hit rate dei vostri contenuti
  • facilitare enormemente la ricerca di parole chiave
  • Trovare decine di opportunità di link building etico (e smetterla
    una buona volta con i dannati PBN)
  • Capire come i vostri competitor siano arrivati dove sono e come
    imitarli… e altro ancora

Ricordate però che se non dedicherete abbastanza tempo a mettere in

pratica quello che state per imparare, tutto ciò che Ahrefs farà per voi
sarà addebitarvi la quota dell’abbonamento mensile.
Se state ancora leggendo allora volete scoprire tutti questi trucchi.
Cominciamo subito (dopo alcuni avvertimenti).


Chi NON dovrebbe acquistare Ahrefs

Ahrefs è uno strumento eccezionale, ma non è per tutti. Se rientrate in
una delle seguenti quattro categorie, fareste meglio a starne alla larga.

1

Se non siete particolarmente attivi sul vostro blog, non riceverete
decisivi vantaggi da analisi approfondite dei vostri contenuti e sarà
improbabile che possiate trarne profitto.

2

Pionieri in un Mercato

Non è possibile raccogliere dati su una nicchia che neppure esiste. Se
muovete i primi passi in un mercato completamente nuovo (ad
esempio Uber alcuni anni fa), non farete buon uso di Ahrefs.

3

Operazioni Low-Budget

A $99 al mese per il piano Lite, Ahrefs non è esattamente economico.
Se operate con un budget ridotto, potreste vedere risultati migliori
investendo nei contenuti.

4

Siti con pochi update

Se siete uno di quei webmaster che aggiornano il proprio sito molto
saltuariamente, Ahrefs non fa per voi.


Ahrefs: Recensione e Panoramica

Cosa c’è dentro Ahrefs?

Tutti gli altri strumenti che abbiamo esaminato fino ad ora – Buzzsumo,
Buzzstream e Thrive Content Builder – sono strumenti stand-alone con
un’unica funzione, Ahrefs è un po’ diverso.

Tutti gli altri strumenti che abbiamo esaminato fino ad ora – Buzzsumo,
Buzzstream e Thrive Content Builder – sono strumenti stand-alone con
un’unica funzione, Ahrefs è un po’ diverso.

Sono abbastanza sicuro che abbiano copiato molte idee da compagnie
concorrenti, ma è così che funziona il mercato e Google o Apple non
avrebbero nulla da ridire.

Oggi, Ahrefs è uno dei soli due strumenti per SEO che utilizziamo per
tutti i nostri siti, ha sostituito tutto tranne quello che Buzzstream fa per
la gestione delle campagne.

Permettetemi di mostrarvi cosa c’è dentro questo strumento e,
soprattutto, come lo sfruttiamo nel content marketing per i nostri siti.

Leggete la guida!


1. Crawl Report

Dopo aver aggiunto il vostro sito su Ahrefs, sarà possibile consultare
un crawl report o rapporto di indicizzazione che farà luce sulle
prestazioni del vostro sito dalla prospettiva di un motore di ricerca.

Si può ad esempio cliccare su “Performance” nel pannello a sinistra e
ordinare le pagine secondo il tempo richiesto dall’indicizzazione, un
tempo di crawl elevato significa che c’è qualcosa che non va nella
pagina web. Questo è sia un male per i vostri utenti che per le attività
di SEO, in quanto Google premia la velocità dei siti.

 

Leggi anche: Giada facile all’ottimizzazione di siti web

Si può anche usare il crawl report per trovare pagine con errori 4xx
(per esempio errori 404) e risolverli facilmente.

Pagine mancanti e
codici di errore sono un male per gli utenti e se questi non riescono a
trovare il contenuto che stanno cercando, potete scommettere che
nemmeno Google ne sarà troppo felice.

Un gran numero di pagine con
errori 404 può avere un impatto negativo in termini di SEO, è quindi
sempre una buona idea rimuoverli o risolverli il più rapidamente
possibile.

La caratteristica più utile è però la capacità di analizzare l’intero
contenuto in una sola volta. Questa funzionalità vi aiuta a trovare titoli
duplicati, meta-description mancanti, tag H1 multipli in una pagina: una
serie di minimi interventi sulle pagine web che possono risultare in
piccoli incrementi supplementari nel rating.

Pensate insomma al crawl report delgi Strumenti per Webmaster di
Google, ma sotto steroidi e con utili opzioni di filtraggio ed
esportazione che accelerano straordinariamente le cose.

 


2. Monitoraggio del rating

Recensione approfondita delle funzioni di monitoraggio rating di Ahrefs

Questo strumento vi aiuterà a tenere traccia di un elenco di parole
chiave chiave (fino a 250 con il piano Lite e 750 con il piano standard)
e monitorare i progressi del vostro sito.

È possibile ad esempio controllare come il posizionamento del vostro
sito cambi nel tempo in relazione ad una determinata parola chiave ed
impostare Ahrefs affinché produca un rapporto settimanale o
quotidiano sul vostro rating facendovi risparmiare ore di lavoro ogni
mese.

Questo servizio si dimostra particolarmente utile se si possiedono
svariati siti web o si offrono servizi di SEO. Inoltre, Ahrefs vi permette
anche di tenere traccia del vostro rating in diverse aree geografiche
(ad esempio in diversi Paesi) e sia per desktop che mobile.

Non è ancora perfetto, ma data la scarsa qualità degli altri servizi di
monitoraggio del rating presenti sul mercato, questo è certamente al
pari degli altri e trovo la divisione mobile e desktop particolarmente
utile, soprattutto dopo il nuovo aggiornamento mobile.


3. Site Explorer

Il Site Explorer è lo strumento principale offerto da Ahrefs e quello su
cui spenderete la maggior parte del vostro tempo, poiché fornisce una
visione approfondita dei principali contenuti del vostro sito, dei
backlink, ecc.

Vediamo cosa il Site Explorer abbia da offrire.

Dashboard

La dashboard fornisce una singola panoramica sui dati relativi ad un
sito, consentendovi di acquisire informazioni relative al vostro domain
rank (la versione di Ahrefs di Domain Authority), al numero di backlink
e referring domain, ecc.

Questo risulta particolarmente utile anche per effettuare una rapida
analisi dei competitor, come ad esempio la crescita nel tempo dei loro
backlink e del loro traffico. Una crescita limitata è infatti segnale di un
concorrente poco attivo nella promozione del proprio sito: questa è la
vostra opportunità per colpire e dominare il mercato!

Scorrendo questa sezione troverete una miriade di informazioni utili
come:

  • ​Il numero e i tipi di backlink che puntano ad un sito web
  • La velocità con cui vengono generati nuovi link a domini e
    pagine specifiche
  • Una stima del rating delle vostri domini e URL
  • Una stima del traffico e della crescita del traffico di un sito
  • Un elenco dei primi cinque contenuti in termini di link e
    condivisioni
  • Una mappa della distribuzione dei domini di livello nazionale dei
    link che puntano ad un sito
  • Una nuvola di anchor text con percentuale di utilizzo
  • La distribuzione del rating delle URL dei link che indirizzano a
    tale sito e molto altro

Potrete utilizzare i dati contenuti in questa sezione per ottenere un’idea
rapida di dove il sito che state analizzando si trovi in termini di SEO,
contenuti, ecc.

Se state facendo un’analisi al volo per un cliente al telefono o siete
semplicemente in cerca di competitor da analizzare, questa è la
panoramica che userete per avere un giudizio sulla situazione
complessiva di un sito.

Top Pages

​La sezione Top Pages, come suggerisce il nome, consente di
visualizzare le pagine migliori di un determinato dominio in base ai loro
backlink e alla performance sui social network, permettendovi di
ordinare i risultati secondo questi due parametri.

Questa sezione offre l’opportunità di capire come uno specifico
concorrente costruisca la maggior parte dei propri backlink e con quale
tipo di contenuti (in modo da poterne replicare le metodologie o trovare
ispirazione).

Io uso questo strumento per il nostro Skyscraper funnel e per creare
contenuti sui quali sarà possibile costruire link per aumentare la nostra
domain authority e per monitorare il nostro traffico nel tempo.

Top Grossing Pages

Questa funzionalità analizza un sito web e determina quali pagine
stiano, in questo momento, guadagnando il maggior numero di link.
Dovete sapere infatti, che i contenuti online ricevono attenzione in
modo sporadico con esplosioni di link seguite da periodi più tranquilli.

La funzione Top Grossing Pages rileva queste esplosioni
permettendovi di identificare senza ulteriori distrazioni i contenuti che
al momento funzionano per i vostri concorrenti.

Questa funzione identifica quali contenuti dei vostri competitor stiano
ricevendo traffico come conseguenza di notizie o articoli riportati dalla
stampa, così che possiate replicarli in modo tempestivo, seguiti da una
campagna di outreach mirata ad ottenere collegamenti simili.

È un ottimo complemento alla sezione Top Pages di cui ho parlato in
precedenza.

Di seguito un video su come utilizziamo il Site & Link Explorer per
analizzare competitor e adattare le strategie di Authority Hacker:

Links

Questa è la funzionalità che ha reso Ahrefs famoso, ma è anche la sua
maledizione. Nonostante rappresenti una grande alternativa a
strumenti tutto in uno come Moz, la gente continua infatti a percepire
Ahrefs solo come un semplice link checker.

Per avere un’idea di quello che può fare, immaginate un Open Site
Explorer sotto steroidi: la quantità di dati che riceverete sui nuovi link
acquisiti da un sito è eccezionale e rappresenta un ottimo modo per
individuare nuove opportunità. C’è poi uno strumento che permette di
disattivare link, ottimo se ricevete un sacco di collegamenti difettosi.

Ma esaminiamo più in dettaglio le varie sezioni del Link Explorer.​

Disavow Tool, uno strumento per disattivare link
difettosi

Google raccomanda ufficialmente di ripulire i “collegamenti difettosi”
che puntano al vostro sito in quanto potrebbero influenzare
negativamente i risultati della ricerca. Se la rimozione di questi link non
è possibile, Google offre un modo per “disattivarli” in modo che non
abbiano un impatto negativo sul rating del vostro sito. Si tratta tuttavia
di una procedura avanzata da utilizzare con molta cautela, come
avvisa Google sulla sua pagina di supporto per i webmaster.

Un’altra funzionalità offerta da Ahrefs consente di creare un file di
disattivazione che è possibile inviare agli strumenti per webmaster.
Conserverà inoltre una scheda dedicata ai collegamenti e domini già
disattivati che non verranno quindi visualizzati nei vostri risultati, in
modo da avere una visione accurata di come Google visualizza il
vostro sito.

Tutto ciò che dovete fare per disattivare un link in Ahrefs è selezionarlo
e fare clic sul pulsante “Disavow URL”.

Se poi volete farlo in blocco, è
disponibile l’opzione “Upload Disavowed Links”: basta caricare un file
di testo con i link da disattivare ed Ahrefs farà in modo che non lascino
un impatto negativo in termini di SEO.

Opzioni di filtraggio

​Con Ahrefs potrete organizzare i link secondo diverse categorie, come
mostrato:

Questa sezione vi permette di filtrare l’elenco di link di qualsiasi sito
web in base a criteri come:

  • ​Nofollow contro Dofollow
  • Redirects
  • Sitewide contro Non Sitewide
  • Link a pagine EDU / GOV
  • Link per tipo di piattaforma (WordPress, forum ecc …)
  • Link per lingua della pagina collegata (nuova funzionalità)

Trovo che questo strumento sia particolarmente utile per scoprire quali
link di un determinato sito facciano realmente la differenza.

Nuovi collegamenti e link scomparsi

Questa sezione vi darà una lista dei link che il sito ha recentemente
acquisito e perso: con le sue approfondite opzioni di filtraggio Ahrefs vi
permette di trovare facilmente collegamenti in un determinato periodo
o ordinare quelli acquisiti nell’ultima settimana, mese o 60 giorni.

Oltre che per evitare, quando possibile, la perdita di link, io uso questa
funzionalità per mettermi in contatto con persone che inseriscono
collegamenti alle nostre pagine e costruire con loro un vero rapporto.

  • Nuovi link: Ogni volta che qualcuno crea un link ad uno dei
    nostri contenuti, si presenta l’opportunità di creare una nuova
    collaborazione che potrà portare ad ulteriori link, promozioni ecc.
    (leggete la nostra recenzione di Buzzstream per suggerimenti
    sull’outreach)
  • Link persi: Se ne parla raramente, ma è così: i link possono
    scomparire. Molto spesso basta inviare una semplice email alla
    persona che ci aveva originariamente linkato per risolvere il
    problema e mantenere la nostra link equity.

In basso vi propongo alcuni modelli per email da usare nei relativi casi:

Nuovi collegamenti

Caro/a [Nome destinatario]

Stavo controllando le mie statistiche ed ho notato che recentemente
hai inserito sul tuo sito un link ad un mio contenuto ([link]) e volevo
ringraziarti!

Ci fa immenso piacere ed un giorno vorremmo poter ricambiare il
favore. Facci sapere se possiamo aiutarti in qualche modo.

Cordiali saluti,

[Vostro nome]

L’obiettivo di questa email è quello esortare una risposta ed avviare
così una conversazione, niente di più. La prossima volta che avrete
qualcosa che loro potrebbero linkare, avrete l’opportunità per
chiederglielo.

Link scomparsi

Caro/a [Nome destinatario],

Il mio nome è [Vostro nome] e sono l’editor principale di
[vostro_sito.com].

Ti invio questa mail per farti sapere che uno dei tuoi link (o una delle
tue pagine) è irraggiungibile. Questo è l’indirizzo ([inserire qui l’url]) nel
caso in cui vorresti risolvere il problema.

Spero di esserti stato d’aiuto.

[Vostro nome]

Come prima, anche qui l’obiettivo è quello di invitare ad una risposta o
per lo meno far sì che l’errore venga corretto in modo da riottenere il
vostro link. Se poi dovessero rispondere, avrete il pretesto per
chiedere loro di inserire ulteriori collegamenti al vostro dominio.

Link corrotti

Ahrefs svolge anche un ottimo lavoro nell’individuare tutti i link corrotti
in un sito, sia in entrata che in uscita.

Questa è un’altra grande opportunità di link building. Se veramente
desiderate che i vostri link appaiano su un determinato sito, ciò che
dovete fare è individuare collegamenti corrotti su pagine che
potrebbero ospitare i vostri link ed inviare un’email all’editor
informandolo dei collegamenti difettosi sul suo sito. Dopo aver ricevuto
una risposta, potrete chiedere di sostituire i link corrotti con i vostri.

Ecco alcuni template di posta elettronica consigliati per questo:

Email 1 – Esca

Caro/a [Nome destinatario],

Ero sul tuo sito oggi ed ho trovato diversi collegamenti non funzionanti
su alcune pagine, posso inviarteli se lo desideri.

Cordiali saluti,

[Vostro nome]

Abbiamo lanciato l’esca, ora speriamo in una risposta.

Email 2 – Pitch

Ciao [Nome destinatario],

Certo, ecco i collegamenti corrotti che ho trovato:

[Link 1] su [pagina 1]

[Link 2] su [pagina 2]

[Link 3] su [pagina 3]

Inoltre, mentre stavo navigando, ho pensato che forse questo link
([URL]) potrebbe essere inserito su questa pagina ([URL]). Cosa ne
pensi?

[Vostro nome]

Allo stesso tempo, backlink corrotti sul vostro sito sono un problema
dal punto di vista dell’esperienza di navigazione, rimuoverli è sempre
una buona idea.


4. Content Explorer

Il Content Explorer di Ahrefs mostra i contenuti più condivisi su un
argomento. Funziona un po’ come Buzzsumo (che abbiamo esaminato
in precedenza) e rappresenta un ottimo modo per trovare idee su
nuovi contenuti.

Esistono tre modi per utilizzare il Content Explorer:

  • Trovare idee su nuovi contenuti: cercate la vostra parola
    chiave per trovare i contenuti correlati più condivisi. Potete quindi
    utilizzare questi dati per ideare contenuti simili.
  • Trovare sharer e influrncer: Ahrefs vi mostrerà tutti coloro che
    hanno condiviso uno specifico post su Twitter. Si può utilizzare
    questa informazione per creare un elenco di influencer e sharer a
    cui twittare un contenuto simile nella speranza che venga
    ricondiviso.
  • Trovare contenuti da condividere: creare contenuti rilevanti e
    di alta qualità sui social media è un modo per stabilirvi come opinion
    leader: potete infatti utilizzare il Content Explorer per individuare
    contenuti nuovi e popolari da condividere. Coniugando poi il Content
    Explorer con Sniply, questa attività può anche diventare un’ottima
    opportunità di lead generation e generazione di traffico per il vostro
    business online.

Esaminiamo quindi tutte le funzionalità del Content Explorer che vi
aiuteranno a fare quanto detto sopra.

Ricerca

Questo sarà il vostro pane quotidiano nelle ricerche generali ed Ahrefs
vi mostrerà i contenuti più popolari.

Ricerca avanzata

L’opzione di Ricerca Avanzata di Ahrefs è molto simile a quella di
Google: è infatti disponibile una serie di operatori di ricerca per
eseguire ricerche più precise.

Questa funzionalità diventa particolarmente utile quando siamo in
cerca di contenuti su un argomento specifico. Ad esempio, se abbiamo
bisogno di contenuti su “content marketing” che non menzionino SEO,
possiamo fare qualcosa di simile a questo:

“content marketing” -seo

Filtraggio

Mi piacciono moltissimo le opzioni di filtraggio di Ahrefs, in particolare
la capacità di filtrare i risultati in base ad uno specifico periodo
temporale. Questo si rivela particolarmente utile quando si cerca di
fare newsjacking, ovvero cavalcare l’onda delle notizie virali.

È possibile identificare un argomento di cui tutti parlano su Facebook o
Twitter, creare un breve articolo basato su di esso, a volte basta
semplicemente incorporare un video che ne parli, ed attrarre quindi
traffico e condivisioni dai vostri follower.

Usato insieme a Sniply, diventa un ottimo modo per attrarre maggiori
clic sul vostro sito.

Trovare Sharers

Questa è una delle funzioni più utili del Content Explorer: cliccando sul
pulsante “View” (situato sotto l’icona di Twitter), si vedrà per qualsiasi
link un elenco delle persone che lo hanno condiviso. È anche possibile
ordinare la lista per numero di retweet: un numero più elevato significa
maggiori probabilità che il vostro link venga ricondiviso.

Ci sono tre modi per utilizzare questa funzionalità:

  • Trovare persone da seguire: Nella nostra guida su Twitter
    abbiamo parlato di quanto sia importante seguire persone
    mirate. Un modo per farlo è quello di trovare persone che
    abbiano condiviso contenuti simili su un argomento simile al
    vostro.
  • Ricerca demografica: Dopo aver dato un’occhiata al profilo di
    alcuni sharer, avrete un’idea più chiara di che tipo di persone
    condividano contenuti come i vostri. Non si tratta di un metodo
    obiettivo, ma è utile quando si cerca di ottenere una migliore
    comprensione del proprio pubblico di destinazione.
  • Ottenere retweet: Trovate persone che retwittano
    costantemente, quindi richiedete loro un retweet tramite email,
    messaggio diretto o un tweet. Se il vostro contenuto merita,
    sarete sorpresi da quante persone saranno felici di aiutarvi.

Ecco cosa scriverei ad uno sharer affinché ritwitti un mio contenuto:

Ciao @username, ho appena pubblicato questo post su X, penso che
lo troverai molto interessante: [URL], condividilo pure se ti piace 🙂

Il problema principale di questa funzionalità è che fa purtroppo
affidamento solo sulla API “nuovi tweet” fornita da Twitter e, di
conseguenza, mostra solo le persone che hanno di recente condiviso il
contenuto. Ciò significa che se il contenuto che stiamo analizzando è
più datato, probabilmente non individueremo molti influencer.

Sarebbe molto meglio se Ahrefs salvasse l’elenco di queste persone in
ordine cronologico piuttosto che semplicemente richiamare l’API,
operazione che renderebbe queste funzioni molto più utili. *occhiolino
agli sviluppatori*

La risposta di Ahrefs

Ho avuto modo di parlare con Tim di Ahrefs e mi ha spiegato che la
raccolta di questi dati rappresenterebbe una violazione dei termini di
servizio di Twitter ed è per questo motivo che non è stato fatto. Ad
Ahrefs stanno però lavorando ad una soluzione alternativa che sembra
altrettanto buona. Rimanete sintonizzati sul loro blog per sapere
quando verrà rilasciata 🙂

Analisi dettagliata dei contenuti

Questa è una delle mie funzioni preferite nel Content Explorer, la
capacità di controllare con un colpo d’occhio le prestazioni nel tempo di
un contenuto.

Cliccando sulla freccetta all’estrema destra di un link apparirà una
schermata che mostra: il numero di domini o pagine di riferimento nel
tempo, i backlink esatti, il numero di condivisioni e tutte le parole
chiave associate al contenuto oltre che al progresso nel tempo.
È un ottimo modo per vedere se un contenuto fortemente condiviso
abbia una buona performance anche nei risultati dei motori di ricerca.
Un intenso traffico associato a backlink significa che dovreste inserire
sul vostro sito più contenuti di quel tipo per aumentare la vostra
domain authority.

Come usare Content Explorer per trovare
idee per contenuti

Content Explorer di Ahrefs contro BuzzSumo

​Il Content Explorer fornito da Ahrefs è molto simile a Buzzsumo:
entrambi mostrano il contenuto più cliccato su un argomento, chi lo ha
condiviso e danno la possibilità di filtrare i risultati. La domanda sorge
spontanea: su quale dei due investire?

Ahrefs

  • $179 al mese per Ahrefs Standard
  • Dati sui backlink oltre che sui social media
  • Grafici di performance temporale migliori
  • Verifica del rating dei contenuti su Google

Tutti gli altri strumenti inclusi nel pacchetto Ahrefs

Buzzsumo

  • $99 al mese per la versione Pro
  • Opzione di filtraggio per tipo di contenuti (infografica, video ecc.)
  • Dati più accurati sugli influencer
  • Integrazione con Twitter: segui profili ed invia tweet direttamente
    dall’app

Un importante dettaglio da considerare è che il Content Explorer è solo
uno degli strumenti offerti da Ahrefs mentre Buzzsumo fa solo quello.

C’è una specifica funzionalità di Buzzsumo di cui sento enormemente
la mancanza in Ahrefs: mi riferisco al filtraggio per tipi di contenuto
(infografica, video ecc.), nonostante sia possibile compensare con
ricerche avanzate.

In generale, considerati la differenza di prezzo, gli straordinari
strumenti per Search Engine Optimization (SEO) e la sua complessiva
utilità, Ahrefs vince senza alcun dubbio questo faccia a faccia.

Il Positions Explorer fornisce informazioni su parole chiave e rating di
un dominio. Digitando un dominio nella casella di ricerca, si otterrà
un’analisi approfondita dei principali competitor, delle singole pagine,
dei contenuti e della crescita in termini di rating e parole chiave nel
corso del tempo.

Una funzione molto interessante che si rivela particolarmente utile nel
trovare idee per parole chiave ed individuare opportunità. Vediamo in
dettaglio.

Dashboard

Questa è la schermata che vi accoglierà dopo aver digitato un dominio
nella casella di ricerca.

 

Otterrete una stima del numero di parole chiave alle quali il dominio è
associato e del traffico mensile proveniente da tali parole chiave.
Vedrete anche i maggiori competitor, le pagine web, la crescita nei
rating ed un’analisi della performance del sito nei risultati dei motori di
ricerca.
La Dashboard fornisce quindi una panoramica completa grazie alla
quale è possibile determinare se le strategie di un sito funzionino o
meno e se sia il caso di ispirarsi ad esse.

Top Pages

Un clic sul link “Top Pages” nel riquadro a sinistra vi mostrerà le pagine
di primo livello del sito in termini di visite o di numero di parole chiave
associate.

Questo è un buon metodo per scoprire quali tipi di contenuto
ottengono effettivamente buone posizioni nei risultati di ricerca e per
trovare idee. Ad esempio, il nostro post sui top 23 blogger di tutti i
tempi è una delle pagine più visitate di questo sito, di conseguenza un
eventuale competitor dovrebbe creare contenuti su un argomento
simile per cercare di superarci nei rating.

A rendere questa sezione straordinaria è poi la capacità di tener conto
dell’intera frase ricercata.

Molte pagine ottengono infatti la maggior parte delle proprie visite da
chiavi di ricerca composte da parole multiple; queste chiavi di ricerca
dette “a coda lunga” verranno però ignorate dalla maggior parte degli
strumenti di analisi perché questi ultimi lavorano solo con parole
chiave singole. Con Ahrefs sarà invece facile individuare queste chiavi
a coda lunga e modificare i propri contenuti di conseguenza.

Ecco un video che ho recentemente prodotto per Ahrefs in cui mostro
come noi usiamo questa funzione per ideare molti dei nostri contenuti:

Recent Changes

Questo strumento mostra i recenti cambiamenti in termini di
performance nei risultati di ricerca per i contenuti del sito, indicando
con quali parole chiave il sito ha migliorato il proprio rating e quelle che
gli hanno fatto perdere traffico.

Utilizzo questa funzionalità in gran parte per monitorare i nostri siti e
farmi un’idea delle loro prestazioni quotidiane senza dover aggiungere
tutte le parole chiave a coda lunga al tracker.

Pay Per Click (PPC)

Volete sapere quali parole chiave sono effettivamente redditizie per un
sito web? Semplice: controllate con quali parole chiave si sta
effettivamente promuovendo.

Questo strumento vi consente di eseguire esattamente questa
operazione: vi mostrerà un elenco di parole chiave utilizzate da un sito
su Google, insieme alle sue pagine più visitate ed una selezione di
annunci pubblicitari. Potrete quindi utilizzare questi dati per trovare
parole chiave redditizie.

Ad esempio, Airbnb dispone di annunci per parole chiave come
“appartamenti in affito a Dublino” e “weekend all’estero”.

Se fossi un
competitor di Airbnb, creerei quindi contenuti per queste parole chiave
allo scopo di dirottare parte del traffico.

Questo strumento consente inoltre di scoprire il testo pubblicitario e
l’indirizzo delle landing page, un ottimo modo per determinarne le
AdWords dei competitor ed approfittarsi di tutto il denaro che la vostra
concorrenza ha certamente speso per ottimizzare le proprie
campagne.

Positions Explorer di Ahrefs contro SEMRush

In quanto a funzionalità, il Positions Explorer è molto simile a ciò che
SEMRush ha da offrire, ma quale comprare dei due?

Ahrefs

  • A partire da $99 al mese
  • I migliori dati sui backlink
  • Nessun site crawling
  • Trovare fino a tre volte più parole chiave rispetto a SEMrush
  • Aggiornamenti quotidiani sul rating

SEMrush

  • A partire da $99 al mese
  • Pessimi dati sui backlink
  • Analisi dei siti soddisfacente
  • Strumenti per PPC unici nel loro genere

Nel complesso, per lo stesso prezzo nel 2017, Ahrefs è semplicemente
migliore: i vari strumenti appaiono più “ponderati”; la mole di dati forniti
è più ampia nella maggior parte dei casi ed a meno che non abbiate
assolutamente bisogno di alcuni strumenti per PPC specifici di
SEMRush, vi consiglio decisamente la suite di Ahrefs.

Leggete la nostra recensione completa di SEMRush per una visione
approfondita del loro pacchetto.

 


  • Keywords Explorer

    Il Keywords Explorer è stato, fino al 2016, uno degli strumenti meno
    utilizzati del pacchetto Ahrefs, ma molto è cambiato con la recente
    release “Keywords Explorer 2.0”.

    Come gli sviluppatori hanno giustamente ammesso, aggiungere alcune
    nuove funzionalità al prodotto esistente non avrebbe risolto il
    problema: c’era bisogno di ripartire da zero e ricostruire dalle
    fondamenta lo strumento di ricerca per parole chiave definitivo.

    Ahrefs è già considerato un’arma indispensabile da parte di molti
    esperti di SEO e di online marketing. Ora il team di sviluppo sostiene di
    aver creato “il miglior strumento di ricerca per parole chiave nel
    settore”.

    Ai posteri l’ardua sentenza.

    Come ottenere più suggerimenti da
    Seed Keywords multiple

    Proprio come per qualsiasi strumento di ricerca per parole chiave, è
    necessario fornire ad Ahrefs Keywords Explorer alcune chiavi primarie
    o seed keyword con cui lavorare.

    Ahrefs porta la ricerca per parole chiave primarie ad un nuovo livello e
    permette di inserire fino a dieci seed keyword allo stesso tempo.

    Una volta eseguita la ricerca, sarete portati ad una schermata
    panoramica su cui troverete una serie di dati specifici per le parole
    chiave.

     

    Basta poi cliccare su una delle opzioni in “Keyword Ideas” per
    visualizzare suggerimenti correlati. Personalmente, penso che avrebbe
    più senso se la ricerca del Keyword Explorer portasse direttamente
    alla sezione Keyword Ideas anziché alla panoramica. Ma questo è solo
    il mio parere.

    Ad ogni modo, le opzioni fornite sono straordinariamente utili. Anziché
    mostrare tutti i suggerimenti, si può scegliere fra quattro categorie che
    sostanzialmente agiscono come diverse opzioni di ricerca, simili a
    quelle trovate in KW Finder

    Ecco come funziona:

    – “Phrase match” mostra solo suggerimenti contenenti
    corrispondenze esatte
    – “Having same terms” mostra solo suggerimenti contenenti le
    seed keywords in qualsiasi ordine
    – “Also rank for” mostra solo suggerimenti per keyword
    associate ai dieci siti più cliccati
    – “Search suggestions” mostra solo suggerimenti generati dalla
    funzione suggerimenti automatici di Google

    Quello che succede dopo mette in evidenza l’enormità del database di
    parole chiave di Ahrefs: cliccando sul pulsante per mostrare tutti i
    suggerimenti si possono ottenere oltre 30.000 keyword ideas
    partendo da sole tre seed keyword.

    Ahrefs Keywords Explorer contiene infatti circa 3,1 miliardi di parole chiave, ovvero 10 volte più
    della precedente versione. Gente, è semplicemente immenso.

    Ho poi usato le stesse seed keyword in altri strumenti di ricerca di
    parole chiave per confrontarne il numero di suggerimenti forniti.

  • Keyword Research Tool Suggestions
    Ahrefs Keywords Explorer 34,859
    Long Tail Platinum Cloud 2,706
    KW Finder 200 or 700
  • Trovare la “pepita d’oro” delle keyword

    Abbiamo quindi stabilito che il Keywords Explorer è alimentato da un
    database mostruoso, il che è fantastico. Ma per quanto
    impressionante, non rappresenta la caratteristica decisiva per uno
    strumento di ricerca di parole chiave. D’altronde, ciò che conta non
    sono le dimensioni, ma ciò che si può fare con il database.

    È infatti assolutamente inutile disporre di una quantità infinita di dati se
    non è possibile filtrarli correttamente e scovare così le autentiche
    pepite d’oro, quelle succulenti keyword con cui le ondate di visite al
    vostro sito saranno quasi garantite.

    Parliamo quindi delle opzioni di filtraggio. A fare la differenza in questo
    caso è la disponibilità di parametri analizzabili e la loro precisione:
    maggiore la mole di dati con i quali lavorare e più efficacemente sarà
    possibile filtrare grandi quantità di parole chiave suggerite.

    Il Keywords Explorer consente di filtrare in base a tutti i parametri più
    comuni, tra cui il volume di ricerca mensile, il CPC ed il keyword
    difficulty score, il nuovo standard nel settore delle parole chiave.

    Cominciamo dal parametro più ovvio, il volume di ricerca.

    Sarete lieti di sapere che Ahrefs utilizza dati clickstream per misurare
    volumi di ricerca accurati, in modo da non essere influenzato dalle
    recenti modifiche di Google.

    Ma diciamoci la verità: questo è il minimo
    che ci si aspetta da una suite con costi a partire da $99 al mese. Non è
    con questo che Ahrefs guadagna i suoi punti.
    Ahrefs fa un passo avanti e permette di filtrare attraverso metriche
    aggiuntive che, per quanto ne so, sono un’esclusiva del Keywords
    Explorer.

    La prima è Clicks Per Search o CPS ed indica il numero di risultati su
    cui la gente tende a cliccare per un determinato termine di ricerca.

    In sostanza, un CPS superiore implica una maggiore esposizione nelle
    posizioni più basse della prima pagina dei risultati di Google, in quanto
    gli utenti tenderanno a cliccare su più risultati per trovare una risposta.

     

    Se per esempio, scarto i suggerimenti con un CPS inferiore a “1:1”
    ottengo solo 125 parole chiave, ma so che queste ricevono in media
    più di un clic, il che significa che hanno un potenziale di traffico più
    elevato.

    Successivamente, abbiamo Return Rate o RR.

    Questo parametro indica quanto spesso le persone eseguono la stessa ricerca nel corso
    di un mese: un punteggio di 1 significa che la ricerca non verrà più
    effettuata, mentre un punteggio di 2 significa che la chiave di ricerca
    verrà riutilizzata piuttosto spesso.

    Per fare un esempio pratico, dopo aver cercato ed individuato una
    nuova dieta, è molto probabile che ci si attenga ad essa e non se ne
    cerchi un’altra per un po’. La misurazione del BMI, al contrario,
    potrebbe essere per qualcuno un termine di ricerca abbastanza
    frequente.

    Ha senso, giusto?

    Bisogna riconoscere che la scala in sé è un po’ confusa e
    probabilmente andrebbe meglio misurata in relazione agli altri
    suggerimenti di parole chiave. In ogni caso, si tratta di informazioni utili
    che non si ottengono con altri strumenti di ricerca di keyword.

    Queste aggiunte non sono esattamente rivoluzionarie, ma questi sono
    quei miglioramenti che rendono la ricerca di parole chiave più profonda
    dei semplici volume di ricerca e keyword difficulty ed è bello vedere
    aziende in questo campo che ancora spingono sull’innovazione in
    quello che è diventato, in ultima analisi, un mercato di “copia e incolla”.

    I vantaggi delle metriche avanzate e
    memorizzate in cache

    Avrete probabilmente già notato che alcune delle metriche avanzate
    all’interno del Keywords Explorer sono nascoste per impostazione
    predefinita… o per lo meno, sembrano essere nascoste.

    In realtà, Ahrefs utilizza dati memorizzati nella cache per ottimizzare le
    prestazioni ed impedire agli utenti di sottoporre il sistema ad inutili
    sforzi. In altre parole, la maggior parte dei dati è presente ed è anche
    completamente filtrabile… semplicemente non è così aggiornata.

    Ad esempio, nonostante il numero di clic sia non visibile, è comunque
    possibile filtrare in base a tale parametro lavorando con i dati
    memorizzati nella cache.

    Del tutto comprensibile, considerato il numero enorme di risultati
    ottenuti da questo strumento e gli elevati costi coinvolti nella raccolta di
    dati a questo livello. D’altronde, nella maggior parte dei casi, la cache è
    vecchia solo di pochi giorni.

    Per richiedere un aggiornamento, basta poi cliccare sul pulsante “Get
    metrics” accanto a ciascuna parola chiave oppure selezionare keyword
    multiple per farlo in blocco.

    L’aggiornamento impiegherà da un paio di
    secondi a un paio di minuti a seconda del numero di parole chiave
    selezionate: un tempo molto ragionevole considerata la quantità di dati
    che lo strumento vi fornirà.

    Una volta terminato l’update, i dati avanzati
    saranno disponibili insieme al keyword difficulty score aggiornato.

    Questo ha però un prezzo: a seconda del vostro piano di pagamento,
    avrete un numero limitato di “crediti” da utilizzare per richiedere
    metriche avanzate.

    Una volta esauriti i crediti, sarà comunque
    possibile utilizzare il Keywords Explorer limitandosi al difficulty score e
    ai volumi di ricerca salvati nella cache.

    Ma come ho già accennato, la cache resta comunque piuttosto
    recente.

    I Keyword Difficulty Score più affidabili

    È difficile al giorno d’oggi recensire uno strumento di ricerca di parole
    chiave senza dedicare un’intera sezione al keyword difficulty score.

    Si tratta di un argomento così altamente discusso, poiché in molti
    contano su di esso per essere guidati nelle ricerche, tanto che alcune
    persone basano la propria intera strategia di ricerca di keyword su
    questo singolo parametro.

    Esaminiamo quindi il funzionamento del difficulty score nel Keywords
    Explorer.

    Il nostro Perrin ha in realtà pubblicato un intero post, in cui confronta
    l’affidabilità di questi punteggi su diversi strumenti di ricerca di parole
    chiave. Ovviamente, Ahrefs Keywords Explorer era incluso e riporterò
    qui brevemente alcuni dei punti principali.

    La Keyword difficulty viene mostrata accanto a ciascuna delle parole
    chiave e, nella maggior parte dei casi, proverrà dalla memoria cache
    (verrà visualizzata in grigio se memorizzata in cache, su sfondo
    colorato se aggiornata).

    Come ho già detto, la cache risale solo a
    pochi giorni prima nella maggior parte dei casi ed è quindi ancora
    molto affidabile.

    Detto questo, è importante sapere che Ahrefs calcola la keyword
    difficulty puramente in base ai dati dei backlink, più specificatamente, il
    numero medio di referring domain nella prima pagina di Google.

    Questo è il modo in cui tutto viene correlato con il loro keyword
    difficulty score:

    Ciò che noterete immediatamente è che funziona su una scala
    esponenziale e non è equilibrato: nonostante vada infatti da 0 a 100,
    un punteggio di 50 non indica un livello medio di difficoltà.

    E come si può immaginare, questi risultati vengono calcolati in modi molto diversi
    dagli altri strumenti di ricerca di parole chiave.

  • Abbiamo infatti utilizzato nuovamente le stesse keyword su strumenti
    multipli per mostrarvi la differenza nei risultati:

 

Keyword Research Tool “Bicep Curl” “Bench Press” ”Barbell Squats”
Ahrefs Keywords Explorer 24 44 32
Long Tail Platinum Cloud 51 50 45
KW Finder 51 48 32

Guardando la tabella, si può sicuramente notare una certa
correlazione tra LTP Cloud e KW Finder, mentre si comincia già ad
avere un’idea di quanto Ahrefs si allontani da essi quando si tratta di
keyword difficulty. Si potrebbe pensare che si tratti inevitabilmente di
un difetto, ma non lo è.

Sebbene Ahrefs si scosti dal branco, troviamo che sia in realtà lo
strumento più preciso per determinare la keyword difficulty nel nostro
test.Se proprio volessimo cercare il pelo nell’uovo, allora sarebbe la
mancanza di un sistema personalizzato di raccomandazioni sulla
difficulty basato sulla forza del nostro sito, come già avviene in Long
Tail Platinum Cloud.

Da quanto ci risulta, il team di Ahrefs starebbe già lavorando a
qualcosa di simile. Restate sintonizzati.

Come associare keyword extra senza
creare nuovi contenuti

Parent Topics è una nuova utile funzionalità che emula alcune
caratteristiche di Ahrefs Site Explorer; nello specifico, lo strumento
“Top Pages”.

Man mano che Google diventa sempre più smart, la Search Engine
Optimization dipende sempre meno dalle singole chiavi di ricerca e più
da argomenti nel loro complesso.

Non molto tempo fa, saremmo stati tentati di scrivere un articolo per
ogni parola chiave, nonostante si riferissero pressappoco alla stessa
cosa.

Prendiamo come esempio la keyword “blog con più successo”.
Avremmo potuto creare un articolo completamente nuovo per puntare
a questa chiave di ricerca, ma ce n’era bisogno. Invece, un post che
avevamo pubblicato si concentrava su veri esempi di blog molto
visitati, e provate ad indovinare: abbiamo comunque attratto la parola
chiave.

È qui che Parent Topics entra in gioco: consente di analizzare il primo
risultato di Google per una chiave di ricerca, e determinare se sia
possibile raggruppare più keyword in un unico articolo. In altre parole,
vi aiuta ad ottenere una visione generale e complessiva, dandovi la
possibilità di concentrarvi su altre attività (per visualizzare i Parent
Topics per ciascuno dei vostri suggerimenti, dovrete prima cliccare sul
pulsante “Get metrics”).

Ed è proprio qui che le cose si fanno davvero interessanti.

Dopo aver
individuato un argomento promettente, potete cliccare su di esso per
trovare una vera e propria miniera d’oro di potenziali sottogruppi.

Ed è proprio qui che le cose si fanno davvero interessanti. Dopo aver
individuato un argomento promettente, potete cliccare su di esso per
trovare una vera e propria miniera d’oro di potenziali sottogruppi.

Giusto per darvi un’idea, utilizzando questi dati per strutturare i vostri
contenuti, potreste potenzialmente attrarre DECINE di parole chiave
aggiuntive che altrimenti vi sarebbero sfuggite. E questa è solo la
punta dell’iceberg.

Se volete davvero andare in profondità e scoprire migliaia di parole
chiave correlate da utilizzare con i vostri contenuti, dovete provare
anche l’analisi “Also ranks for”. A differenza di “Parent Topics” che
analizza solo il primo risultato, questa piccola gemma estrae dati da
tutti i primi 10 risultati di Google.

Devo ammettere di essere un grande fan di queste due funzionalità e
credo che possano essere usate da molti addetti di SEO in cerca di più
traffico per i propri contenuti. E siamo onesti, chi non lo desidera?

Come analizzare i movimenti nei risultati
di ricerca con “Positions History”

Con Positions History, il Keywords Explorer porta ancora una volta la
ricerca di parole chiave oltre i soli volumi di ricerca e keyword difficulty
score.

Con questa funzionalità è possibile esaminare una cronologia
dell’andamento dei primi cinque risultati di Google per una determinata
parola chiave.

Utilizzando Positions History è possibile ottenere una visione del tutto
nuova del movimento dei risultati di ricerca, che ci fa capire quanto sia
difficile penetrare nelle prime 5 posizioni.

Molto movimento (come nell’immagine sopra) sta ad indicare che Google non ha ancora
determinato quali siano i risultati “migliori”: una buona opportunità per
farvi avanti con qualche killer content ed assicurarvi un posto.

Facile revisione dei competitor nei
risultati di ricerca

Sebbene la keyword difficulty sia migliorata notevolmente negli ultimi
anni, è sempre una buona idea fare una revisione manuale delle
vostre parole chiave.

Con questo intendo semplicemente identificare la
forza complessiva di una data keyword sulla base dei risultati sulla
prima pagina di Google, ovvero quello che chiamiamo SERP Analysis.

Vediamo quindi come questa viene gestita da Keywords Explorer.
Per analizzare il suggerimento di una parola chiave, dovrete prima
cliccare su “Get metrics” e questo richiamerà l’analisi SERP.

 

Se proprio volessi essere puntiglioso a tutti i costi, direi che l’interfaccia potrebbe
essere abbellita con una pennellata di colore.

Le colonne principali a cui prestare attenzione, come evidenziato in
precedenza, sono Rank Domain e Rank URL, oltre che alle metriche ai
livelli di pagina e di dominio.

Disponendo di un indice così esaustivo, Aherfs rende veramente affidabile questo tipo di analisi manuale.
Un’altra metrica utile mostrata qui (disponibile su pochi altri strumenti di ricerca di keyword) è il numero di keuword a cui un sito è associato:

questo vi permette di passare con un solo clic dalla ricerca tradizionale
di parole chiave a un approccio basato sui competitor.

Non saprei dirvi quante volte, scavando in un elenco di keyword, mi sia
capitato di scovare competitor veramente deboli in alto nelle nei
risultati di ricerca e questo è esattamente lo strumento che ho sempre
desiderato per scoprire rapidamente tutto ciò che c’è da sapere sul loro
sito.

Conclusioni

Ahrefs è la spina dorsale delle nostre operazioni di SEO. Lo uso ogni
giorno per tenere traccia del rating de nostro sito, trovare idee per
contenuti, ricercare keyword e trovare nuove opportunità di
backlinking. È il “coltellino svizzero” del marketing ed uno strumento
pressapoco indispensabile qui ad Authority Hacker.

Certo con un listino prezzi a partire da $99 al mese non è affatto
economico, ma bisogna ricordare che Ahrefs può sostituire diversi
strumenti. Con un unico abbonamento ad Ahrefs, potrete infatti fare a
meno di Moz, SEMRush, Buzzsumo, Long Tail Pro e Rank Tracker:
acquistando tutti questi strumenti separatamente, si arriverebbe
facilmente ad un totale di oltre $300.

Quello che mi piace di più di Ahrefs è che la squadra è veramente
dedicata al miglioramento del prodotto. Il Keywords Explorer, per
esempio, è stato recentemente ricostruito dalle fondamenta ed è
tornato più grande, più bello e più forte di qualsiasi altro strumento di
ricerca di parole chiave in circolazione.
E poiché sono regolarmente in contatto con il loro settore marketing
posso confermarvi che hanno un bel po’ di interessanti novità
prossimamente in uscita. Di questo passo dovrò continuamente
aggiornare questa recensione.
Per concludere, se prendete il marketing sul serio, dovreste investire in
un abbonamento ad Ahrefs. Recupererete il vostro denaro, se non di
più, entro alcune settimane, se saprete agire adeguatamente con le
informazioni raccolte

Con Domain Comparison, è possibile confrontare fino a 5 siti
contemporaneamente ottenendo dati più approfonditi sul loro dominio,
i followers sui social, i referring domain, i backink, ecc. e potete usarlo
per verificare i vostri progressi in relazione alla concorrenza (catturate
uno screenshot ogni sei mesi e confrontateli nel tempo).

Ahrefs dispone anche di uno strumento di analisi batch per raccogliere
informazioni su un elenco di siti: basta inserire una lista di domini o
URL e Ahrefs vi mostrerà le loro statistiche al livello del dominio. Lo
uso costantemente per creare liste di competitor nella mia gamma di
Domain Rating, da analizzare successivamente.

 


Oltre a quanto sopra, Ahrefs dispone anche di una propria barra degli
strumenti per SEO compatibile con Chrome e Firefox. È simile ad altre
barre degli strumenti per SEO che potreste aver usato in precedenza,
con la differenza che utilizza i dati di Ahrefs.

Ci sono due modi per ottenere dati su un sito web con la toolbar:
I. Sovrapposizione su SERP: per ogni ricerca su Google, verranno
visualizzate le statistiche chiave dell’URL direttamente nei risultati della
ricerca, molto utile per sostituire gli strumenti di keyword difficulty.

Tutto
ciò che dovrete fare è ricercare roba su Google e guardare le metriche
dei primi 10 risultati per avere un’idea della competitività della parola
chiave.

II. Statistiche sul livello di dominio o pagina: durante la navigazione
sul web, verrà visualizzata un piccola barra nella parte superiore della
pagina con statistiche dettagliate sull’URL tra cui il rating, i backlink, i
referring domain, le condivisioni sui sociali e le statistiche a livello di
dominio.

Utilizzate la barra degli strumenti al posto del software principale
durante le ricerche iniziali sulla concorrenza, risparmiando così
moltissimo tempo.

Conclusioni

Ahrefs è la spina dorsale delle nostre operazioni di SEO. Lo uso ogni
giorno per tenere traccia del rating de nostro sito, trovare idee per
contenuti, ricercare keyword e trovare nuove opportunità di
backlinking. È il “coltellino svizzero” del marketing ed uno strumento
pressapoco indispensabile qui ad Authority Hacker.

Certo con un listino prezzi a partire da $99 al mese non è affatto
economico, ma bisogna ricordare che Ahrefs può sostituire diversi
strumenti. Con un unico abbonamento ad Ahrefs, potrete infatti fare a
meno di Moz, SEMRush, Buzzsumo e Rank Tracker: acquistando tutti
questi strumenti separatamente, si arriverebbe facilmente ad un totale
di oltre $300.

Quello che mi piace di più di Ahrefs è che la squadra è veramente
dedicata al miglioramento del prodotto. Il Keywords Explorer, per
esempio, è stato recentemente ricostruito dalle fondamenta ed è
tornato più grande, più bello e più forte di qualsiasi altro strumento di
ricerca di parole chiave in circolazione.

E poiché sono regolarmente in contatto con il loro settore marketing
posso confermarvi che hanno un bel po’ di interessanti novità
prossimamente in uscita. Di questo passo dovrò continuamente
aggiornare questa recensione.

Per concludere, se prendete il marketing sul serio, dovreste investire in
un abbonamento ad Ahrefs. Recupererete il vostro denaro, se non di
più, entro alcune settimane se saprete agire adeguatamente con le
informazioni raccolte.

  • Summary
    • Efficacia
    • Prezzo
    • Facilità d’uso
    • Supporto

    Commento finale

    Ahrefs è uno strumento di marketing veramente indispensabile qui ad
    Authority Hacker, un must per qualsiasi content marketer o addetto di
    SEO. L’unica ragione per le quattro stelle, il prezzo!

    4.3

Explorer non solo riporta più risultati di qualsiasi altro
strumento testato, ma supera anche il suo concorrente più vicino (LTP
Cloud) di oltre 12 volte. Questi numeri parlano chiaro.

 

ecommerce merchants

11 app per creare il vostro negozio online per dispositivi mobili

Esistono diverse soluzioni per commercianti interessati a stabilire o migliorare la loro presenza mobile. Per le piccole imprese che si accingono ad entrare nel mercato, sono disponibili opzioni fai da te a prezzi accessibili con tutte le funzioni basilari per il commercio mobile. Per commercianti già stabiliti, ci sono invece soluzioni ricche di funzionalità che forniscono negozi completi.

Ecco un elenco di applicazioni per la creazione di negozi online. Molte di queste offrono sia opzioni fai da te, che soluzioni personalizzate dai propri sviluppatori.

DudaMobile

DudaMobile website

DudaMobile

DudaMobile offre due opzioni per la creazione del vostro sito mobile: potrete raccogliere automaticamente i contenuti dal vostro sito desktop per avviare il sito mobile, o scegliere tra i diversi modelli disponibili da personalizzare con il costruttore drag-and-drop. Prezzo: $9 al mese.

 

bMobilized

bMobilized website

bMobilized

bMobilized offre fai da te e servizi personalizzati per costruire un sito web mobile. Consente di utilizzare gli strumenti di sviluppo mobile e di scegliere tra più di 30 plug-in per aggiungere funzionalità, o scegliere tra modelli esistenti di siti web. È inoltre possibile integrare automaticamente eventuali negozi Amazon o creare un negozio di m-commerce personalizzato. Prezzo: $15,20 al mese per l’opzione fai da te con un supplemento di $399 una tantum per siti creati dai loro designer.

 

Landr

Landr website

Landr

Landr è uno strumento di facile utilizzo per creare landing page mobili (o pagine di destinazione) semplici ed efficaci. Si tratta di una soluzione economica e conveniente per piccole imprese che necessitano solo di funzionalità di base, quali click-to-call, galleria, video, moduli o pulsanti personalizzati. Prezzo: $9 al mese.

 

goMobi

goMobi website

goMobi

goMobi è una piattaforma di facile utilizzo per creare siti web mobili con una varietà di funzionalità, inclusi voucher, moduli, richieste di prenotazione, click-to-call e carrello. È possibile convertire un sito desktop esistente o utilizzare un modello predefinito per dispositivi mobili. Prezzo: I piani iniziano a $4,50 al mese, con una tassa di iscrizione di 150 dollari.

 

Wapple

Wapple website

Wapple

Wapple è una società di cross-screen marketing che fornisce una gamma di soluzioni per app e siti web per smartphone e tablet. Wapple combina una piattaforma di e-commerce dal design personalizzato e “ultra” reattivo, con dimensioni contenute e rapida velocità di download. Wapple offre anche modelli per cataloghi e negozi mobili. Prezzo: contattare la compagnia.

 

SignalMind

SignalMind website

SignalMind

SignalMind è una piattaforma mobile di engagement che consente alle aziende di gestire facilmente programmi di fedeltà e di potenziare la propria presenza sul web mobile. Il suo costruttore di siti web offre funzionalità di m-commerce, moduli, analisi e integrazione con strumenti di marketing e di relazione con i clienti di terze parti. Prezzo: I piani partono da $15 al mese.

 

SproutMobi

SproutMobi website

SproutMobi

Dopo aver scelto il design di base, uno degli sviluppatori di SproutMobi creerà fino a 10 pagine per il vostro sito, con due revisioni di progettazione. Le pagine possono includere funzionalità specifiche per smartphone come l’integrazione di RSS, funzionalità di Google Maps, click-to-call e moduli di contatto personalizzati. Prezzo: $99 una tantum e $ 9,99 al mese.

 

MoFuse

MoFuse website

MoFuse

MoFuse è una soluzione semplice e poco costosa per costruire un sito web mobile con una varietà di funzionalità, tra cui m-commerce, moduli personalizzati e click-to-call. È possibile utilizzare la sua piattaforma fai da te o affidarsi al team di sviluppo per una soluzione personalizzata. MoFuse offre anche un piano di marketing via SMS. Prezzo: I piani di hosting iniziano a $9 al mese.

 

Mobify

Mobify website

Mobify

Mobify fornisce un’integrazione di e-commerce personalizzata, riorganizzando in modo intelligente la visualizzazione del vostro sito web per una migliore esperienza di acquisto attraverso smartphone. Mobify Design Suite offre una collezione di strumenti avanzati per l’adattamento e la verifica del design del vostro sito web mobile. Mobify Performance Suite offre invece una raccolta di funzionalità automatizzate per rendere il sito reattivo e sensibilmente più veloce nella versione mobile. Prezzo: contattare la compagnia.

 

mShopper

mShopper website

mShopper

mShopper è una piattaforma per il commercio mobile ricca di funzionalità che consente di lanciare facilmente un negozio mobile completo. Basta importare i dati dei prodotti, personalizzare il design, selezionare le funzionalità, scegliere come elaborare gli ordini e indicare un codice di redirect in modo che i clienti che visitano il negozio da smartphone e tablet possano essere automaticamente reindirizzati alla versione mobile. Prezzo: 1.500 dollari per lo sviluppo del sito, $99 al mese e 5% di commissione sulle prestazioni.

 

Shopgate

Shopgate website

Shopgate

Shopgate è una piattaforma di shopping mobile che offre negozi con una vasta gamma di funzionalità e API per il carrello. Le caratteristiche includono offerte quotidiane, ricerca di prodotti da dispositivi mobili, stato degli ordini, elaborazione delle restituzioni, preferiti, lista dei prodotti recentemente visualizzati e molto altro ancora. È possibile selezionare l’opzione fai da te per una tariffa più bassa o scegliere piani con assistenza tecnica per ricevere supporto nella creazione del sito. È possibile, in fine, stabilire la spesa complessiva, trovando un equilibrio tra le commissioni sulle transazioni e le tariffe mensili. Prezzo: Visitare il sito web.

 

Compressor.io riduce la dimensione delle immagini fino al 90% senza perdita di qualità

Screen Shot 2014-05-27 at 8.06.48 AM

Chi segue PetaPixel da un po’, già saprà che l’idea di un’applicazione web per ridurre la dimensione dei file di immagine senza una perdita “evidente” di qualità non è nulla di nuovo: JPEGmini lo fa da anni. Quindi cos’è che fa emergere la nuova applicazione web Compressor.io?

Il grande vantaggio che Compressor.io ha nei confronti della sua controparte, è il tipo di file che è in grado di gestire: JPEGmini lavora solo con (sorpresa!) file JPEG, mentre Compressor.io può gestire file JPEG, PNG, GIF e SVG. È anche possibile scegliere tra la compressione lossless e lossy, sebbene la conversione lossless (ovvero senza perdita di qualità) sia limitata ai file JPG e PNG.

Screen Shot 2014-05-27 at 8.21.03 AM

Ci sono però alcuni aspetti negativi, ad esempio la dimensione dei file caricabili è limitata a 10 MB e, da quello che mi è sembrato di vedere, non è possibile caricare più file contemporaneamente, come invece accade con JPEGmini. Ma se nessuno di questi due difetti rappresenta per voi un problema e state cercando di risparmiare un po’ banda sul vostro blog o sito web, Compressor.io potrebbe fare per voi.

Non tutte le immagini però si ridimensioneranno di molto: sebbene infatti il loro slogan parli di una “riduzione della dimensione dei file fino al 90%”, ho personalmente avuto un’immagine che è diminuita esattamente dello 0%, indipendentemente dall’uso di conversione lossless o lossy. D’altro canto, ogni byte conta.

Se invece volete saperne di più su JPEGmini, che abbiamo citato più volte in questo post, controllate la nostro precedente articolo cliccando qui.

(via Lifehacker)

olark review

Recensione di Olark, un’app di live chat per assistenza clienti

olark review

Se siete coinvolti nella gestione di un negozio online, non avete di certo bisogno che vi parli dell’importanza e del valore della chat live come metodo di supporto clienti, poiché non solo agevola l’assistenza in sé, ma può anche contribuire ad aumentare le vendite.

Se siete in procinto di aprire un negozio online, o se già ne avete uno attivo senza live chat, sarebbe una mossa prudente incorporare questa funzionalità nel vostro negozio non appena possibile.

Se siete interessati a quest’argomento, leggete anche i seguenti articoli:

  • Recensione di BoldChat, un’app di live chat per assistenza clienti
  • Recensione di Comm100, un’app di live chat per assistenza clienti
  • Recensione di Helloify, un’app di live chat per assistenza clienti

Esistono diverse buone applicazioni di live chat disponibili sul mercato che è possibile integrare nel proprio negozio senza troppi sforzi. Una di queste è Olark ed andremo ad esaminarla in questo articolo. Prima di iniziare con la recensione, vorrei però menzionare brevemente un altro aspetto importante da cui è possibile trarre grandi benefici.

Sebbene la live chat sia un modo molto utile per aumentare le vendite online, esistono molti altri metodi di promozione delle vendite che è possibile utilizzare a proprio vantaggio e di cui si discute nella sezione consigli sull’e-commerce.

Passiamo ora alla recensione di Olark.

Caratteristiche

Funzionalità di base – Olark è un’applicazione completa per live chat e fornisce tutte le funzionalità di base necessarie.

Olark design

Struttura della finestra di chat personalizzabile – Le opzioni di personalizzazione consentono di dare un tocco di autenticità alla finestra di chat.

Targeted Chat – un’utile funzione di chat pensata per le aziende, disponibile con Olark, che consente alle discussioni in arrivo di essere indirizzate a specifici operatori o dipartimenti.

Chat Ratings – una funzionalità che consente ai visitatori e/o clienti di valutare la propria esperienza alla fine di una sessione di chat. Questa funzionalità è disponibile con l’applicazione.

Messaggistica off-line – un’altra funzione di chat essenziale per le aziende, fornita da Olark, con cui gli utenti possono lasciare messaggi anche quando nessun operatore è in linea.

Integrazione con CRM – una funzionalità particolarmente utile se si considera che il supporto via chat rappresenta una delle pratiche di gestione dei rapporti con la clientela (Customer Relationship Management o CRM). Olark supporta l’integrazione con molte delle principali applicazioni e piattaforme CRM, tra cui SugarCRM, ZenDesk, SalesForce, Highrise, ecc.

Co-Browsing – una funzionalità estremamente utile e vantaggiosa per un’applicazione di chat aziendale che consente all’operatore e all’utente di condividere la finestra del browser. Questa funzione è supportata da Olark.

Try-ShopifyIntegrazione con piattaforme di e-commerce – dal momento che quasi tutti i negozi online sono ospitati su una delle tante piattaforme di e-commerce, le relative opzioni di integrazione rappresentano una funzionalità essenziale per un’applicazione di live chat. Olark fornisce integrazione con le piattaforme più popolari come BigCommerce, Magento, WordPress e altre.

Analytics – un’altra funzione davvero utile in un’applicazione di chat, disponibile con Olark. Diversi esempi di conversazioni con gli utenti vengono monitorati, salvati ed analizzati direttamente dall’applicazione che supporta anche l’integrazione con Google Analytics.

Olark reviewApp per smartphone e tablet – nessuna app proprietaria è al momento offerta da Olark ad operatori o utenti. Tuttavia, client di chat di terze parti possono essere utilizzati con l’applicazione

Strumenti per gli sviluppatori – Olark fornisce API con cui gli sviluppatori possono integrare le funzioni di live chat nelle proprie applicazioni.

Abbonamenti e tariffe

Olark offre i seguenti quattro piani mensili:

  • Bronze Plan a $15 al mese
  • Gold Plan a $44 al mese
  • Platinum Plan a $116 al mese
  • Ultimate Plan a $219 al mese

Il 10% e 30% di sconto sono offerti rispettivamente ai piani di fatturazione annuale e biennale, come mostrato nella schermata qui sotto:

Olark pricing

Piano e prova gratuiti

Olark offre anche un piano gratuito con funzionalità limitate. I piani a pagamento prevedono un periodo di prova gratuita della durata di 14 giorni.

Per iniziare la prova gratuita di Olark, clicca qui.

Conclusion

Olark risulta un’applicazione di chat per aziende matura e dotata della maggior parte degli elementi essenziali. La mancanza di un’app per dispositivi mobili ufficiale (offerta da molti concorrenti) è forse l’unico maggior difetto, se potete farne a meno vale la pena provare Olark.

Iniziate la vostra prova gratuita cliccando qui.

Voto Finale: 4.2 – Recensione di Catalin Zorzini