Come scegliere le giuste parole chiave per il tuo negozio online con Semrush

Grazie a strumenti come Semrush, possiamo scoprire quali sono le parole chiave che risultano interessanti per il nostro negozio online al fine di ottenere una migliore posizione

Oggi vedremo un esempio pratico di come estrarre idee di parole chiave per il tuo negozio online per poter applicarle, per esempio, in una campagna SEM con uno dei nostri strumenti preferiti, come può essere SEMRUSH.

Il tuo cliente, un e-commerce che si occupa di vendita di libri, ti chiede di portar avanti una campagna SEM per il suo marchio e tu ovviamente, hai bisogno di tempo per effettuare ricerche su tutto il necessario per il negozio, raccogliere informazioni sui competitor e sulla situazione attuale rispetto al SEO, al SEM e soprattutto sulla terminologia, vero?

Forse ti starai chiedendo perché il SEO. Beh, questo tipo di informazione è molto importante in quanto può apportarti delle idee per creare le tue campagne e i tuoi annunci che probabilmente non avresti considerato.

Stiamo facendo CPC attualmente? Lo abbiamo fatto prima?

A prescindere dal fatto che il tuo cliente abbia fatto CPC o no, l’importante è sapere da dove iniziare perché, anche se non sempre è stato fatto, il procedimento di analisi e ricerca è molto simile.

Vediamo che sta facendo la concorrenza. Analizziamo, per esempio, la casadellibro.com

Inserire il dominio e selezionare il mercato geografico di interesse

Nel nostro caso abbiamo selezionato come mercato geografico “Spagna”. Il passo successivo è accedere al menu “advertising”.

Fin da subito, possiamo vedere dove investe La Casa del Libro con le parole che SEMrush ha indicizzato, il traffico stimato e persino un’approssimazione del bilancio. E non solo, ci mostra anche un grafico per monitorare l’andamento temporale, riscontrando nel mese di gennaio 2014 uno dei picchi più alti.

Uno sguardo all’analisi di pubblicità con SemrushCi concentreremo su tre sotto-sezioni: #1 PosizioniQuesto termine ci dice che tutte queste parole chiave hanno influenza su google.es.Essendo un dominio con un gran numero di parole chiave possiamo filtrare, per esempio, solo la stringa “libri raccomandati” (è sufficiente inserire la parola chiave desiderata nel motore di ricerca prima dell’elenco di tutte le parole senza filtro)Esempio di filtro per la parola chiave “libri raccomandati” con SemrushAbbiamo incontrato, nel nostro caso, 16 risultati. Questo elenco ci rivelerà quali termini sono importante e quali no. Vi raccomandiamo di trattare i dati, per quanto possibile, in Excel.Abbiamo adesso i dati delle nostre parole chiave.

Qual è la più rilevante delle parole chiave?

  • La posizione e i suoi rispettivi cambi di posizionamento
  • Il volume
  • Il costo per clic che si sta pagando
  • L’URL (occhio ad assicurarsi di indirizzare gli alle URL corrette, e quando una campagna ha scarsa conversione pur avendo un ottimo CTR)

#2 Testi pubblicitari

Possiamo vedere la creatività per la rete di ricerca, però non si dimentichi di applicare il filtro proprio come in “posizioni” al fine di avere solo i dati rilevanti per “libri raccomandati”.

Ciò che viene mostrato di seguito è una griglia con gli annunci che SEMrush registra per quella determinata parola chiave.

Anche se il formato è molto simile a quello di Google Adwords, è molto interessante vedere quante e quali sono le parole chiave che attivano l’annuncio.

Annunci di testo per ricerche di Google, filtrati dalla parola chiave “libri raccomandati” in Semrush

Risulta essere anche molto utile per raccogliere i propri dati e per lo studio della concorrenza. Soprattutto da quando Google ha cambiato il layout degli annunci nelle SERPs.

#3 Video e Display

Queste sotto-sezioni sono in fase beta, infatti il Video per il nostro esempio non è disponibile però possiamo notare alcuni dati interessanti come la creatività della nostra concorrenza, l’ora e il giorno di visualizzazioni in funzione dei diversi dispositivi.

Analisi della pubblicità display con Semrush

Aspetti da tenere in considerazione quando si analizza la concorrenza

Ascolta il tuo cliente

Il tuo cliente dovrebbe avere bene in mente chi è la sua concorrenza, il referente di mercato o qualunque essa sia.

I competitor nel CPC

È possibile che alcune marche con le quali il tuo cliente compete per le offerte, non figurino nella lista precedente.

I competitor nel SEO

Molte imprese commettono l’errore di dimenticarsi della concorrenza con una posizione complessiva ottimizzata. Stanno guardando a quote di mercato e se non puoi competere per la posizione all’inizio, puoi creare campagne impiegando quelle parole chiave in CPC.

Possiamo vedere la tua posizione rispetto a un competitor concreto per una parola chiave specifica in ““advertising”-> “competitor”

Schema della concorrenza con Semrush

Semrush ti offre due tipi di informazione: quella delle parole chiave di coincidenza di frase che si modificheranno in base alla concordanza della frase e quella delle parole chiave relative. In quest’ultimo rientrano gli errori di ortografia che risultano lo stesso un extra per le nostre campagne SEM.

Una volta esportati, devi “pulirli” dato che in molti casi incontrerai parole chiave per cui non si vuole effettuare l’offerta e puoi avere clic non rilevanti e perdere quelli importanti.

In fin dei conti, si deve tenere sott’occhio sia la concorrenza nel SEO che SEM poiché, come dicevamo, la concorrenza complessiva può utilizzare parole chiave molto interessanti per te.

Così puoi cogliere l’occasione offerta da questo strumento, SEMRUSH, e apparire nelle prime posizioni rispetto ai tuoi competitor.

La ricerca di parole chiave con SEMrush

La ricerca di parole chiave può rivelarsi particolarmente impegnativa per gli addetti di Search Engine Optimization (SEO) ed in questo tutorial vi mostrerò come utilizzare la funzione Keyword Research di SEMrush per trovare le parole chiave perfette.

SEMrush keyword research
SEMrush Keyword Research

Tutto dipende dalle parole chiave: keyword poco competitive e con alto volume di ricerca vi assicureranno una miriade di clienti. Il problema è come trovarle.

In questo articolo vi mostrerò come utilizzare SEMrush per la ricerca di parole chiave.

Cos’è SEMrush?

Come probabilmente già saprete, tutti gli addetti di SEO e blogger usano SEMrush per le proprie attività di Search Engine Optimization. Perché? Scopriamo insieme.

SEMrush è uno strumento di Search Engine Marketing (SEM), utilizzato da molti professionisti e grandi aziende per facilitare notevolmente le attività di SEO.

Ad un prezzo contenuto, con SEMrush potrete facilmente recuperare il vostro investimento grazie ai maggiori introiti del vostro sito.

SEMrushQuesto strumento può essere utilizzato per diversi scopi, tra cui eseguire una serie di analisi che consentono di risparmiare giorni di ricerca “manuale”; spiare la concorrenza; facilitare notevolmente le ricerche; ecc.

Questo è un elenco di ciò che è possibile fare con SEMrush:

  • Spiare il rating dei competitor
  • Scoprire keyword e backlink dei competitor
  • Fare ricerche
  • Controllare la keyword difficulty
  • Ricevere rapporti di SEO dettagliati

Altro aspetto importante di SEMrush è la sua estrema facilità d’uso, quindi non abbiate paura se siete dei principianti. In questo tutorial scopriremo come utilizzare questo fantastico strumento di SEO, focalizzandoci sulla funzione Keyword Research che, come ho già accennato, rappresenta il miglior tool di ricerca di parole chiave.

Proviamo, allora, ad usarlo insieme.

SEMrush Keyword Research

È arrivato il momento di dominare il web con SEMrush. In questo articolo scopriremo come usare il Keyword Research in tre piccoli passi:

  1. trovare Long Tail Keyword
  2. agguantare le parole chiave dei competitor
  3. Keyword Difficulty

1: Usare Seed Keyword

Avete mai eseguito ricerche di long tail keyword con Keyword Planner di Google Adwords? Lasciate che mostri un metodo migliore per trovare chiavi di ricerca lunghe. Come vi ho già accennato, la ricerca di long tail keyword con SEMrush è molto semplice: ve lo dimostrerò utilizzando il mio account.

Innanzitutto, effettuiamo il login alla dashboard di SEMrush.
SEMrush Login

Ora inseriamo la nostra seed keyword nella barra di ricerca in basso e premiamo invio. La seed keyword non è altro che la parola chiave primaria che scegliamo per il nostro sito. Ad esempio blogging è la seed keyword di Blogging House. SEMrush vi mostrerà una panoramica dettagliata di tutto ciò che riguarda la parola chiave. Possiamo esaminarne trend, distribuzione del CPC e molto altro ancora.

Overview of a keyword in SEMrush

Scorriamo ora in basso e prestiamo attenzione a due specifici campi:“PHRASE MATCH KEYWORDS” e “RELATED KEYWORDS”.

SEMrush phrase and related keywords

 

“Phrase Match Keywords” elenca una serie di chiavi di ricerca contenenti la nostra parola chiave primaria, consegnandoci, a tutti gli effetti, una lunga lista di long tail keyword per la nostra seed keyword.

SEMrush phrase match keywords

Cliccando su “View full report” si aprirà la pagina mostrata sopra. Queste sono tutte le nostre long tail keyword, che possiamo riordinare come preferiamo (ad esempio secondo la competitività). Come vedete, abbiamo ottenuto la nostra lista di long tail keyword in solo una manciata di secondi. Possiamo ora esportare questa lista cliccando sul pulsante “Export”. Apparirà il seguente pop-up.Export in SEMrush

È possibile esportare il file in tre diversi formati, ma per questo tutorial ho scelto un file Excel: il download verrà completato in pochi minuti.

Apritelo per riordinare le parole chiave secondo le vostre esigenze di ricerca.

Passiamo ora a “RELATED KEYWORDS”. Torniamo alla panoramica iniziale e clicchiamo su “RELATED KEYWORDS”. Qui vedremo una lunga serie di parole chiave attinenti alla nostra seed keyword. In questo caso chiavi come blog, site, website sono ovviamente relazionate a Blogging.Related Keywords SEMrush

Tra queste chiavi di ricerca troveremo anche diverse long tail keywords o idee per nuove parole chiave primarie ed anche in questo caso potremo esportare l’elenco in un file.

In pochi minuti, abbiamo quindi rintracciato decine di nuove keyword da usare nelle nostre ricerche, con Keyword Planner di Google Adwords ci avremmo messo delle ore.

Un altro consiglio per voi: quando notate una buona parola chiave, ricercatela con SEMrush per individuare long tail keyword aggiuntive e ripetete il processo fino a quando ne avrete raccolte a sufficienza.

2: Le parole chiave dei Competitor

Giungiamo ora alla sezione più importante di questo articolo, avete mai pensato di poter comparire nella prima pagina dei risultati di Google semplicemente spiando i vostri competitor?

Lasciate che vi riveli un segreto, la vostra concorrenza è la vostra più grande risorsa!

Nella ricerca di parole chiave si possono impiegare delle ore, o addirittura giorni, per trovare delle buone keyword. Ora però sappiamo come poterlo fare semplicemente con pochi clic e risparmiare così un’infinità di tempo.

Supponiamo che il blog di un competitor abbia un rating uguale o simile al nostro, è possibile, in questo caso, superarlo facilmente conoscendone le parole chiave: scoprendo le keyword utilizzate dai siti concorrenti, potremo creare contenuti rilevanti e sottrarre porzioni del loro mercato. In altre parole, i nostri competitor possono fornirci le parole chiave migliori, che porteranno maggiori visite al nostro sito e, di conseguenza, maggiori vendite.

SEMrush permette di fare tutto questo. Vediamo come nei seguenti passaggi.

Per prima cosa effettuiamo il login alla nostra SEMrush Dashboard, inseriamo quindi l’indirizzo web di un competitor nella barra e premiamo invio. Si aprirà una pagina con un’analisi estremamente dettagliata del dominio inserito.

Domain Overview SEMrush

Cliccate su “ORGANIC RESEARCH” per aprire un’ulteriore pagina.

Organic option in SEMrush sidebar

Qui vedrete le parole chiave de sito in questione, con la possibilità di filtrarle in base a percentuale di traffico, Volume, CPC, ecc.

Keywords of a competitor domain in SEMrush

Cliccate quindi sul pulsante Export per salvare l’elenco in un file Excel.

Analizzate tutti i vostri competitor ed esportate le keyword, in questo modo otterrete migliaia di parole chiave in pochi minuti. Come vi ho già detto, i nostri competitor sono la nostra più grande risorsa.

Ora avete a disposizione parole chiave a cui non avevate mai avuto accesso, ma che i vostri competitor conoscevano bene. Sarete in grado di attrarre molte di esse.

3: Keyword Difficulty

Ora che abbiamo esportato le nostre liste di parole chiave grazie alla ricerca organica e dei competitor, è giunto il momento di scegliere le migliori su cui puntare.

La keyword difficulty indica la percentuale di competitività di una parola chiave: è basata su diversi fattori e determina, nella pratica, quanto sia difficile ottenere un buon posizionamento nei risultati di ricerca. Le chiavi altamente competitive sono le più difficili da attrarre efficacemente. Dobbiamo quindi puntare su parole chiave con una BASSA keyword difficulty.

Esistono diversi strumenti che consentono di calcolare la keyword difficulty di una parola chiave, ma SEMrush ha recentemente introdotto una nuova funzionalità.

Nei due capitoli precedenti abbiamo visto come ricercare parole chiave ed esportare i risultati in un file Excel, ora controlliamo la loro keyword difficulty.

Prendiamo una qualsiasi parola chiave relativa al nostro sito, quindi facciamo il login su SEMrush e clicchiamo su “Keyword Difficulty” .

SEMrush Keyword Difficulty

Inseriamo la parola chiave e clicchiamo sul pulsante “Show Difficulty”.

Keyword Difficulty in SEMrush

Ed ecco la keyword difficulty della nostra parola chiave grazie a SEMrush Keyword Difficulty.

Conclusioni

Grazie per aver letto questo post e complimenti, ora sapete come ricercare facilmente nuove parole chiave con SEMrush e ad un prezzo veramente contenuto se pensiamo a tutte le sue funzionalità.

Per qualsiasi domanda, utilizzate pure la sezione commenti.

Non avete ancora un account SEMrush? Provatelo gratis cliccando su http://www.semrush.com/

4 plug-in WordPress di qualità per GetResponse

GetResponse è uno dei molti servizi utilizzati da blogger ed editori per gestire le mailing list. È possibile utilizzare questo servizio per creare email, gestire le risposte automatiche e mantenere aggiornata la vostra comunità con le ultime novità e promozioni. Si tratta di un servizio premium e, per usufruirne, sarà necessario pagare un abbonamento mensile. Integrare GetResponse in WordPress non è difficile, ma questi plug-in per GetResponse rendono il processo ancora più semplice:

  • Aggiornamento Temi: Temi Top Per Agenti Immobiliari

getresponse

GetResponse Integration: il plugin ufficiale per questo servizio di newsletter. Permette di aggiungere rapidamente moduli di iscrizione al vostro sito ed anche ai vostri commenti.

ninja

Ninja Popups: un plug-in pop-up piuttosto buono per WordPress. Usatelo per promuovere la vostra newsletter, far conoscere le offerte speciali ai vostri visitatori e incrementare in numero di persone che vi seguono sui social network.

getresponse

GetResponse Footer SlideUp: ancora un altro modo per attirare l’attenzione dei vostri visitatori e spingerli ad iscriversi alla mailing list. Questo plug-in è anche disponibile per AWeber.

Temi più popolari

3 Temi Accattivanti & Script Per Negozi Di Temi

cf7

Contact Form 7 AutoResponsder: questo plug-in incoraggia le persone, che vi inviano messaggi, utilizzando il modulo CF7, ad iscriversi alla mailing list… ma meglio non lasciarsi prendere la mano.

Costruire, accrescere e mantenere una newsletter di qualità richiede molti sforzi, ma alla fine ne varrà la pena. Se avete intenzione di utilizzare GetResponse per aumentare la vostra mailing list, i plug-in sopra elencati vi torneranno molto utili.

8 motivi per aprire il vostro negozio online con Shopify

// Nota dell’editore //

Questo post del 2012 è in fase di aggiornamento al 2017. Sebbene risulti ancora piuttosto utile, ha bisogno di una rinfrescata.

Si prega di leggere i seguenti post correlati:

    • Recensione di Shopify: pro e contro
    • Shopify contro WordPress più WooCommerce
    • Shopify contro Etsy
    • Shopify contro BigCommerce
    • Piattaforme di e-commerce: guida alla scelta
  • Test: qual è la piattaforma di e-commerce adatta a te?

// Fine nota //

Vi ho recentemente parlato di come scegliere una piattaforma di e-Commerce e delle ragioni per cui utilizzare WordPress a tale riguardo. E come ho detto in entrambi i casi, a volte la soluzione preconfezionata e pronta all’uso è la migliore.

Fra le tre maggiori piattaforme di e-Commerce BigCommerce, Volusion, e Shopify, amo davvero lavorare con l’ultimo di questi, tanto che ho anche avuto un negozio Shopify per circa un anno.

Ecco perché dovreste scegliere una soluzione preconfezionata usando Shopify come esempio e/o raccomandazione. 8 motivi per scegliere una soluzione preconfezionata come Shopify

1. Tutto funziona alla perfezione

Poiché Shopify (come altre piattaforme) è interamente costruito da un’unica compagnia, tutte le sue componenti lavorano insieme perfettamente. Simile a come Apple progetta e produce software e hardware in modo che tutto funzioni all’unisono, Shopify costruisce il sito web, il carrello, il sistema di pagamento e l’inventario e tutto viene sincronizzato senza problemi.

2. Dimenticate la parte tecnica

A meno che non si utilizzi WPengine per l’installazione di WordPress, sarete voi responsabili di sicurezza, velocità di navigazione e hosting. Con Shopify tutto questo è già incluso e preconfigurato da professionisti: il vostro negozio sarà veloce, sicuro e ben progettato.

3. Decine di gateway di pagamento

La gestione dei pagamenti è di gran lunga il maggior grattacapo di ogni amministratore di negozi online. Se il vostro negozio è ospitato da WordPress, o da un’altra piattaforma come Magento, è di solito necessario comprare estensioni aggiuntive per ogni gateway.

Con Shopify l’inserimento di quasi tutti i gateway di pagamento sarà un gioco da ragazzi.

4. Procedure di amministrazione facili

Shopify BackendIn qualità di proprietario di un negozio, spenderete la maggior parte del vostro tempo nell’amministrazione del sito web, impostando le componenti, aggiungendo prodotti e servendo i clienti. Shopify ha un sistema di gestione incredibilmente semplice che rende le vostre mansioni amministrative facili e intuitive.

Personalmente, sono un grande fan della funzione che permette di incollare dati analitici, delle impostazioni a tendina e della lista di controllo di set-up. Cliccate sull’immagine sopra per visualizzarla a dimensioni originali.

5. Assistenza professionale

A differenza di WordPress e altre piattaforme open-source che fanno affidamento sulla comunità degli utenti per il supporto (il che può implicare tempi molto lunghi), Shopify ha un team di assistenza dedicato che, a giudicare dai commenti sulla loro pagina Facebook, fornisce un supporto tecnico rapido, efficace ed esaustivo.

6. Grande comunità di sviluppatori e professionisti di terze parti

Shopify incoraggia ed incentiva sviluppatori, designer e consulenti a conoscere la piattaforma (come ShivarWeb).

Che abbiate bisogno di un’applicazione specializzata aggiuntiva, di un progetto personalizzato o di migliorare il marketing, Shopify dispone di esperti selezionati per aiutarvi.

7. Prezzi competitivi

Sul lungo periodo, Shopify può essere costoso, ma è un ottimo affare a breve termine e per negozi emergenti. Non avrete infatti grossi costi di sviluppo da sostenere all’avvio del sito, le uniche spese che affronterete riguardano l’abbonamento mensile che partirà da soli 29 dollari.

È prevista però una commissione sulle transazioni per i negozi più piccoli, che viene però rimossa quando il negozio raggiunge maggiori dimensioni e passa a tariffe mensili più elevate. Nel complesso, è però strutturato in modo da non costringere mai ad un grosso investimento una tantum, consentendovi di destinare il vostro budget all’inventario. Un ottimo compromesso, senza la necessità di un contratto cartaceo.

Per esperienza personale infatti, quando io e mio fratello abbiamo deciso di trasformare il nostro negozio online in un sito di divulgazione, non abbiamo perso alcun enorme costo anticipato per lo sviluppo, abbiamo semplicemente annullato il nostro abbonamento mensile.

8. Strumenti integrati per ogni esigenza

Che si tratti di blog, codici promozionali, up-sell, cross-sell, analisi o gestione dell’inventario, Shopify dispone di una suite di strumenti completa per aiutarvi a concentrare l’intero processo di vendita in un unico luogo. Non dovrete più andare alla caccia dello strumento adatto,è molto probabile che sia già disponibile.

Iniziate subito

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Non siete sicuri che Shopify sia la scelta giusta? Leggete gli 8 motivi per scegliere WordPress come piattaforma di e-commerce e scoprite come mettere a punto in vostro negozio online con WordPress.

 

Sette buoni motivi per utilizzare Hootsuite

Reasons why you SHOULD use Hootsuite

Recensione

Tempo fa, ho pubblicato un articolo piuttosto controverso, 7 buoni motivi per NON utilizzare Hootsuite, che è diventato uno dei post più visitati del mio blog e che ha perfino ricevuto una risposta dal Vice Presidente della Community di Hootsuite nei commenti.

Sebbene abbia fatto del mio meglio per fare un’analisi equilibrata, inserendo anche i vantaggi del servizio, alla fine è diventata più una recensione negativa, un elenco dei problemi che avevo riscontrato con Hootsuite. Da allora, ho sempre voluto aggiungere alla lista anche i vantaggi che questo strumento offre ai privati e alle imprese. A dispetto degli inconvenienti che ho sottolineato in passato, Hootsuite rimane uno dei sistemi più completi per il social media management e ancora oggi, in alcuni casi, lo raccomando a chi gestisce un’attività.

Che cos’è Hootsuite e come funziona?

Hootsuite è uno dei tanti sistemi (o strumenti) per il social media management ed è in grado di gestire vari profili sui social network. In pratica, permette di monitorare ciò che viene detto in rete di un determinato brand. È compatibile con vari social network, come Facebook, Twitter e Google; inoltre, consente di aggiornare il proprio status e rispondere istantaneamente ai messaggi ricevuti. Vista la gran quantità di profili da gestire, gli strumenti per il social media management sono diventati rapidamente popolari e indispensabili per molte aziende.

Chi gestisce i social network della propria impresa avrà sicuramente sentito parlare di Hootsuite. In un sondaggio realizzato da Pingdom(strumento di analisi), Hootsuite è stato classificato come il miglior sistema per il social media management, in quanto usato da più del 20% delle imprese intervistate. TweetDeck si è piazzato al secondo posto e SocialEngage al terzo. Per maggiori informazioni, leggi il post sul sondaggio effettuato da Pingdom.

Hootsuite è stato lanciato nel 2008 da Invoke Media e, da allora, si è arricchito di un impressionante assortimento di funzionalità.

Di seguito, elencherò sette buoni motivi per cui vale la pena utilizzare Hootsuite come strumento di social media management.

1) Gestisce vari stream in un’unica bacheca

hootsuite featuresUna delle ragioni più valide per usare Hootsuite è la possibilità di gestire contemporaneamente vari social network:

  • Twitter
  • Profili e pagine Facebook
  • Profili e pagine LinkedIn
  • Pagine Google+ (non profili personali)
  • Foursquare
  • Instagram
  • Blog di WordPress
  • Vimeo, Tumblr, Evernote, Flickr, Mailchimp, Slideshare, Storify (tramite app di terze parti) e altri ancora.

È anche possibile aggiungere più profili dello stesso social network, ad esempio se si gestiscono vari canali Twitter o pagine Facebook. Sebbene Hootsuite permetta di pubblicare aggiornamenti su più profili contemporaneamente, è bene tenere bene a mente qual è il target di ogni canale. I follower di Twitter sono diversi dagli iscritti di Facebook: nel primo caso, possono leggere solo messaggi di soli 140 caratteri, mentre nel secondo hanno modo di visualizzare post più lunghi corredati di foto e video.

2) Consente a più utenti di gestire il tuo impero sui social media

Se i social network della tua attività vengono gestiti da più utenti o addirittura da un’azienda di social media management, è possibile che si siano verificati i seguenti problemi.

In primo luogo, la sicurezza: chi utilizza il tuo account Twitter ha anche accesso alla password, il che non è mai auspicabile.

In secondo luogo, come si gestiscono efficacemente i vari social all’interno di un team? Come si fa a sapere se un collaboratore ha già risposto o sta rispondendo a un messaggio?

La ragione principale per cui consiglio Hootsuite alle imprese è perché facilita il lavoro di squadra, poiché permette di delegare le risposte ai vari membri. Ad esempio, se si ricevono 20 menzioni in un giorno, l’amministratore può ripartirle tra i vari collaboratori. Quando un membro del team è connesso, vedrà quali attività gli sono state assegnate e ignorerà i messaggi che hanno già ricevuto una risposta.

Un altro vantaggio di Hootsuite è la possibilità di inviarsi messaggi privati, che si rivela particolarmente utile se alcuni membri del team non si trovano in ufficio ma, ad esempio, lavorano da casa.

Tuttavia, più utenti useranno l’account e più lieviteranno i costi. Le aziende medio-grandi con un buon budget destinato al marketing non dovrebbero avere problemi, ma per le imprese più piccole potrebbe rappresentare uno svantaggio. In primo luogo è necessario acquistare un account Pro a 9,99 $ al mese, che all’inizio è valido per due utenti. In seguito, il prezzo sale con ogni collaboratore che viene aggiunto e, quando sono più di 10, si dovrà passare all’account Enterprise. Il tariffario non è stato reso pubblico, ma probabilmente si aggira intorno ai 1.500 dollari al mese. Nella tabella che segue, vengono indicati i prezzi per i team (tratti da questo post)
(I prezzi sono stati aggiornati a maggio 2013)

Total Users Description Cost/mth Cost/yr

(If paying mthly)

Cost/yr

(If paying yrly)

1 Included in Free Plan $0 $0 $0
2 Included in Pro Plan $9.99 $119.88 $107.88
3 2 are included in Pro Plan + 1 extra user at $9.99/mth $19.99 $239.88 $215.88
4 2 are included in Pro Plan + 1 extra user at $9.99/mth + 1 user at $14.99/mth $34.99 $419.88 $377.88
5 2 are included in Pro Plan + 1 at $9.99/mth + 2 users at $14.99/mth $49.99 $599.88 $539.88
6 2 are included in Pro Plan + 1 at $9.99/mth + 3 users at $14.99/mth $64.99 $779.88 $701.88
7 2 are included in Pro Plan + 1 at $9.99/mth + 4 users at $15/mth $79.99 $959.88 $863.88
8 2 are included in Pro Plan + 1 at $9.99/mth + 5 users at $14.99/mth $94.99 $1139.88 $1025.88
9 2 are included in Pro Plan + 1 at $9.99/mth + 6 users at $14.99/mth $109.99 $1319.88 $1187.88
10 2 are included in Pro Plan + 1 at $9.99/mth + 7 users at $14.99/mth $124.99 $1499.88 $1349.88
11+ The maximum number of users in Hoostuite Pro is 10, to add more users you will need a Hootsuite Enterprise account.

Hootsuite don’t publish the prices for Enterprises, so this is the last known price. Hopefully it should be cheaper than this.

$1499 (?) $17,988 $17,988 (?)

I prezzi sono stati convertiti da GBP a USD

I prezzi di Hootsuite sono disponibili anche in altre valute (ad esempio chi vive nel Regno Unito li visualizzerà in sterline) ma, sfortunatamente, sono più alti rispetto a quelli in dollari.

Total Users Description Cost/mth
(in £ onUK Hootsuite)
Cost/mth
(converted to $ fromUK Hootsuite)
Cost/mth)

(in $ for US users on

US Hootsuite)

1 Included in Free Plan £0 $0 $0
2 Included in Pro Plan £7.99 $12.38 $9.99
3 2 are included in Pro Plan + 1 extra user at £7.99/mth £15.98 $24.77 $19.99
4 2 are included in Pro Plan + 1 extra user at £7.99/mth + 1 user at £11.99/mth £27.97 $43.35 $34.99
5 2 are included in Pro Plan + 1 at £7.99/mth + 2 users at £11.99/mth £39.96 $61.94 $49.99
6 2 are included in Pro Plan + 1 at £7.99/mth + 3 users at £11.99/mth £51.95 $80.52 $64.99
7 2 are included in Pro Plan + 1 at £7.99/mth + 4 users at £11.99/mth £63.94 $99.11 $79.99
8 2 are included in Pro Plan + 1 at £7.99/mth + 5 users at £11.99/mth £75.93 $117.69 $94.99
9 2 are included in Pro Plan + 1 at £7.99/mth + 6 users at £11.99/mth £87.92 $136.28 $109.99
10 2 are included in Pro Plan + 1 at £7.99/mth + 7 users at £11.99/mth £99.91 $154.86 $124.99

3) Facilita la gestione del servizio clienti su Twitter

La scelta di utilizzare Hootsuite dipende sia dal tipo di impresa che si amministra sia dai motivi per cui si è presenti sui social network. Per chi è principalmente interessato alla gestione dell’assistenza clienti su Twitter, allora Hootsuite è forse lo strumento più utile. Gli operatori di telefonia mobile e le aziende di servizi pubblici apprezzano questo servizio perché permette all’amministratore dell’account di gestire i messaggi dei clienti e assegnarli ai vari operatori. Un altro vantaggio di Hootsuite è la possibilità di memorizzare le risposte predefinite da usare quando si ricevono domande frequenti, ad esempio gli orari di apertura o come raggiungere la sede dell’attività.

 

hootsuite draft messages

4) Permette di pubblicare anche su Google+

google plus page management in Hootsuite

Google+ Icon

Google+, il social network di Google, sta finalmente diventando una rete molto usata dalle aziende. Oltre a facilitare il SEO e l’authorship del proprio blog o sito web, include anche funzionalità utilissime per interagire con i clienti, come le Community e gli Hangout.

Al momento, l’unico modo per pubblicare contenuti sul proprio profilo è quello di usare il sito web o l’app di Google+. Per quanto riguarda le pagine aziendali, invece, sono disponibili anche altre soluzioni ed è qui Hootsuite ci viene in aiuto. L’API di Google+ è molto limitata perché non supporta i profili personali, ma solo le pagine, e pochi partner ne hanno completamente accesso. Uno di essi è proprio Hootsuite.

In passato, questo servizio consentiva di gestire l’account Google+ solo se si acquistava il piano Enterprise per 1.500 $ al mese. La buona notizia è che ora tale funzionalità è disponibile per tutti, anche per gli utenti Free.

Hootsuite supporta quasi tutte le funzionalità di Google+: ad esempio, è possibile pianificare i post e condividere con le proprie cerchie sia la posizione sia i link. Se il post viene aggiunto manualmente a Hootsuite, vengono generati anche il riepilogo completo e la thumbnail del link. Ciò rende la propria condivisione più visibile, permettendo di generare un tasso di click-through più elevato. Anche se non apprezzo molto ow.ly, sui post pubblicati non sarà presente il link al sito di questo abbreviatore di url, ma verrà solamente specificato che sono stati generati con Hootsuite. Attenzione: se si caricano elementi in massa o si collega un feed RSS alla propria pagina Google+, non verranno generati né il riepilogo né la thumbnail. Per questo motivo, sarebbe meglio evitare di pubblicare aggiornamenti solo attraverso Hootsuite e usarlo solo in circostanze particolari.

5) È multipiattaforma

hootsuite mobile apps

Credo fermamente che sia importante rendere i servizi multipiattaforma, sebbene mi renda conto che non sempre sia facile. Da questo punto di vista, uno dei vantaggi di Hootsuite è quello di essere una web app e, in quanto tale, è compatibile con Mac OSX, Windows, Linux e le piattaforme mobili. Inoltre, funziona su tutti i browser (ovviamente è necessaria una connessione internet!) e include una miriade di app mobili dedicate disponibili per iPhone, iPad, Andorid e Blackberry (l’unica che manca all’appello è la versione per Windows Mobile).

Devo ammettere che non mi piace molto usare le applicazioni mobili di Hootsuite (almeno la versione per Android che ho provato), ma credo che possano tornare utili se un team deve gestire vari social network, in particolare Twitter. A differenza dell’app di Facebook, che consente all’amministratore della pagina di non dover condividere le password, Twitter non mette a disposizione tutte le funzionalità di amministrazione e quindi se un profilo viene gestito da più utenti è necessario usare una password condivisa. Questa soluzione non è la migliore dal punto di vista della sicurezza e potrebbe mettere a rischio l’account, specialmente nel caso in cui uno dei membri del team dovesse lasciare l’azienda. Grazie all’app di Hootsuite, non è necessario condividere le password, perché ogni membro del team utilizzerà esclusivamente il proprio account di Hootsuite.

6) Invia rapporti gratuiti tramite email

hootsuite email reportChi usa Hootsuite principalmente per gestire i social network, troverà molto utili le analitiche settimanali. Ogni settimana, viene inviata un’email con un allegato in formato PDF contenente il riepilogo dei clic ricevuti. Nel documento viene incluso un grafico che mostra:

  1. Il numero di clic giornalieri
  2. La posizione degli utenti che hanno cliccato su un elemento del sito
  3. I migliori referrer
  4. I link più popolari

La buona notizia è che il servizio è gratuito per tutti gli utenti e può far comodo se si vuole avere una breve panoramica della situazione settimana dopo settimana.

La cattiva notizia è che funziona solo si usa sempre Hootsuite per gestire tutti i social media, in quanto i clic ricevuti vengono conteggiati da ow.ly, l’abbreviatore di url di proprietà della piattaforma stessa. Se si utilizzano altre app come Twitter o Facebook, Buffer, IFTTT o TweetDeck, i clic ricevuti non verranno mostrati. Dal momento che uso raramente Hootsuite, il riepilogo che ho ricevuto era completamente vuoto.

7) Consente di collegare un sacco di servizi

Una delle caratteristiche di Hootsuite che preferisco è la moltitudine di social network e app che supporta. Anche se sconsiglio di pubblicare regolarmente i contenuti su più profili, questa soluzione può far risparmiare parecchio tempo, soprattutto alle piccole imprese. Ad esempio, è possibile condividere un rapido aggiornamento sull’account Twitter, sul profilo e la pagina Facebook, la pagina Google+, il profilo LinkedIn, il sito e i gruppi dell’impresa e chi più ne ha più ne metta! Una strategia del genere è perfetta per comunicare con i propri clienti in caso di emergenza. La pianificazione delle attività (utilizzando la nuova funzionalità Hootlet) può far risparmiare tempo e permette anche di pubblicare lo stesso messaggio su più piattaforme contemporaneamente.

101 TATTICHE DI CONVERSIONE CON SHOPIFY

In presenza di un problema sul proprio sito, è possibile tentare diverse strade per migliorare la situazione. Di seguito sono elencate una serie di sintomi e le possibili soluzioni da tentare per aumentare le conversioni. Ogni negozio e relativa clientela sono unici, per questo motivo consigliamo a tutti di apportare modifiche basate su dati certi. L’utilizzo di prodotti come Optimizely o Visual Website Optimizer consente di testare facilmente queste modifiche in modo sistematico e a basso rischio.

 

Due principi di base:

  • Avere un esperto di conversion marketing nel vostro team, o trovarne uno. Il marketing è fantastico, ma se i visitatori non si trasformano in clienti paganti, state solo sprecando soldi. Avere qualcuno che gestisca il pacchetto di analisi e che esegua costantemente Test A/B, aumenterà considerevolmente i vostri tassi di conversione globali.
  • La vostra clientela è unica e non esiste una formula esatta che funzioni per ogni negozio. Utilizzando una combinazione di psicologia e dati, è possibile aumentare gradualmente le entrate.

Problemi e relative soluzioni

Carrello abbandonato – Check-out mai iniziato

Sperimentare con Call-to-Action

Provate a fare degli esperimenti per vedere cosa funziona meglio con i vostri clienti. Ad esempio “Ordina adesso” invece di “Acquista ora”.

Indicare le date di consegna previste

Amazon è incredibile perché permette di scoprire esattamente quando aspettarsi la consegna, prima di concludere l’acquisto: “Ordina entro 3 ore per ricevere l’articolo in 2 giorni”. Spesso i clienti hanno bisogno dei prodotti acquistati entro una data specifica: questo li rassicurerà che l’ordine arriverà in tempo.

Sperimentare con il testo della garanzia

Ricordate gli utenti delle vostre garanzie. Rendetele prominenti e ben visibili per scoprire se questo incoraggia gli utenti ad avviare il processo di pagamento.

Dimostrare di essere affidabili

Per quanto possiamo essere abituati a vedere accreditamenti ovunque, questi hanno ancora un effetto psicologico importante. Sperimentate inserendo accreditamenti presso associazioni popolari come i vari enti per la tutela dei consumatori ecc.

Re-targeting con Adroll

Dopo aver ricevuto una visita sul vostro negozio online, è possibile mostrare agli utenti i vostri annunci su molti altri siti. Questa operazione è chiamata re-targeting ed è probabile che l’abbiate già sperimentata voi stessi. Adroll è una delle principali piattaforme per re-targeting e dispone di un’app per Shopify con cui iniziare. La compagnia rivendica un ritorno sull’investimento del 1000%. Buono, direi!

Reindirizzare utenti al carrello

Neil Patel ha avuto un buon successo nel re-targeting riuscendo a reindirizzare gli utenti direttamente al proprio carrello abbandonato, raggiungendo un tasso di conversione a doppia cifra.

Rendere le garanzie più prominenti

Per rassicurare ulteriormente gli utenti, ricordate loro tutte le garanzie che offrite prima di passare al check-out.

Provare la wishlist

Anziché costringere l’utente a prendere una decisione immediata riguardo all’acquisto di un prodotto, perché invece non consentire loro di aggiungerlo ad una lista di prodotti desiderati? In questo modo otterrete il loro indirizzo email per successive operazioni di re-marketing. Amazon lo fa con grande successo (la mia wishlist contiene circa 200 libri ed è costantemente aggiornata). È possibile aggiungere la funzione wishlist al carrello di Shopify utilizzando l’applicazione Wishlist @ $2.


Check-out iniziato, ma non completato

Nota: il sistema di pagamento di Shopify è abbastanza lineare e i titolari di negozi non dispongono di un raggio d’azione tale da cambiarne la struttura o creare problemi. Alcuni dei punti che seguono potrebbero quindi non applicarsi a tutti i proprietari di negozi Shopify.

Giustificare prezzi più elevati

È possibile che i vostri prodotti siano disponibili altrove, ed è estremamente semplice per qualunque utente fare una ricerca per trovare il prodotto ad un prezzo più conveniente. Se i vostri prezzi non sono i migliori, devote giustificarne il motivo. Spedizione gratuita? Eccezionale assistenza clienti? Grandi bonus con l’acquisto? Offerte fedeltà? A voi la scelta.

Rimuovere i codici promozionali

Le persone si sono fatte furbe: se vedono una casella per l’inserimento di un codice promozionale, faranno una ricerca su Google per scoprire tale codice e, anche se non dovessero trovarlo, spenderanno almeno alcuni minuti nella ricerca, permettendo loro di distrarsi. Il sito Bionic Gloves ha rimosso i codici promozionali ed ha aumentato gli introiti di oltre il 24,7%.

Check-out per utenti non registrati

Consentite ai clienti di effettuare il pagamento senza dover creare un account. Meno pagine e campi da compilare possono ridurre il numero di utenti che abbandonano il sito prima dell’acquisto. Leggete quest’articolo che riporta un caso di incremento del 21% nei pagamenti completati.

Nessuna tariffa nascosta

La stragrande maggioranza degli utenti odia le tariffe nascoste. Se è necessario applicare dei costi aggiuntivi, assicuratevi di farlo in modo chiaro e trasparente, affinché l’utente non ne sia sorpreso al momento del pagamento.

Esperienza con il gateway di pagamento

Com’è l’esperienza d’acquisto con il vostro gateway di pagamento? Se già utilizzate il nuovo e reattivo sistema di pagamento integrato di Shopify, siete probabilmente apposto. L’utilizzo di Paypal o un diverso provider di terze parti, al contrario, può aggiungere ulteriori passaggi, creando più possibilità per l’utente di abbandonare l’acquisto.

Promozioni sui carrelli abbandonati

Se un utente aggiunge dei prodotti al proprio carrello senza però concludere l’acquisto, inviate un’email poche ore dopo con un’offerta valida solo per breve tempo.

Carrello persistente

Cosa succede ad un carrello contente prodotti una volta che il browser viene chiuso? Cosa succede se un utente cambia browser o passa dal proprio telefono al computer? Mantenere i prodotti nel carrello finché non vengono effettivamente rimossi può essere estremamente utile. Amazon, ad esempio, mantiene i prodotti nel carrello per lunghissimo tempo (se non per sempre). Esiste un’ottima app gratuita per Shopify chiamata, appunto, Persistent Cart.

Auto-riempimento dei moduli di pagamento

Shopify lo fa automaticamente ma per altre piattaforme potrebbe non essere così. Se l’utente ha già un account, i campi vengono precompilati per l’inserimento dei dati al fine di accelerare il processo di pagamento.

Accesso attraverso social network

Spesso gli utenti preferiscono non dover creare un nuovo account per ogni sito web o negozio che visitano. È possibile far risparmiare tempo ai vostri clienti, fornendo l’opzione di log-in attraverso Twitter, Facebook o altri social network. Per fortuna, c’è un’applicazione progettata esattamente per tale scopo: Social Login.

Rendere le notifiche email più accattivanti

Inviare un’email di ringraziamento con informazioni ad un utente appena registratosi, non è molto utile. È possibile invece trasformare questa banale attività in una grande opportunità di marketing. Perché non chiedere agli utenti di valutare la propria esperienza e stimolare così una conversazione? Questo diventerà un modo automatico per ricevere feedback importanti per il miglioramento del vostro negozio e del vostro marketing. È possibile modificare questa opzione cliccando su “Settings=>Notifications=>New Order Notifications”.

Testare accuratamente la procedura di pagamento

Moltissime cose possono andare storte: errori con il gateway di pagamento, carte non configurate per un determinato paese, carte non supportate, ecc. Avere  qualcuno che dedichi del tempo alla ricerca di ogni possibile problema nel processo di pagamento, può farvi risparmiare migliaia di euro in acquisti non andati a buon fine. Molto meglio individuare i problemi all’inizio, che rischiare che sia un cliente a farlo.

Offrire metodi di pagamento alternativi

Alcuni acquirenti (come grandi aziende o enti) hanno difficoltà a fare ordini online utilizzando una carta di credito: devono spesso, ad esempio, andare attraverso un processo formale per l’emissione di ordini d’acquisto. Rendete il vostro negozio usufruibile a clientele alternative consentendo di ordinare per telefono o fax e pagare tramite bonifico.

Paypal contro carta di credito

Alcune persone si sentono più a proprio agio usando Paypal anziché fornire il proprio numero di carta di credito a una varietà di siti. D’altro canto, ad altre non piace l’esperienza d’acquisto attraverso Paypal e preferiscono utilizzare la propria carta di credito direttamente. Offrire entrambe le opzioni può incrementare le conversioni.

Rendere il pagamento più semplice possibile

Se non è necessario che un modulo vanga compilato, eliminatelo. Riducete al minimo la quantità di dati che l’utente deve personalmente inserire: leggete quest’articolo in cui viene riportato un caso di incremento delle conversioni del 10,48% con la rimozione di 3 soli campi.

Rimuovere ogni distrazione

Avere molti link sulle pagine di check-out è un errore. Non lasciate che i clienti vangano distratti, teneteli concentrati su ciò che conta: l’acquisto!

Rimuovere parole ambigue come “Continua”

Pulsanti o link dal nome ambiguo come un semplice “Continua” nelle pagine di pagamento, possono confondere gli utenti. Un pulsante del genere può infatti essere interpretato sia come “continua il processo di pagamento”, che come “continua a fare acquisti”, causando possibili inconvenienti con gli utenti e riducendo potenzialmente il tasso di conversione complessivo.

Formato della data di scadenza non ambiguo

Nel caso di un singolo campo per la scadenza della carta di credito, non è talvolta scontato sapere come riempirlo. Meglio avere due campi separati per mese ed anno, o inserire un testo di esempio sbiadito sullo sfondo della casella di testo per rendere chiaro il formato di inserimento.

Usare automaticamente l’indirizzo di fatturazione

La stragrande maggioranza di chi effettua acquisti online avrà lo stesso indirizzo di fatturazione e spedizione. Per evitare di irritare i clienti con una doppia quantità di campi da compilare, lasciate selezionata la casella di controllo “Spedire all’indirizzo di fatturazione”.


Utenti che non ritornato sul sito

Aggiungere pop-up di sottoscrizione alla mailing list

La maggior parte degli utenti visiterà il vostro sito e non vi farà più ritorno. Perché non offrire loro di essere aggiunti a una mailing list per informazioni sui prodotti più interessanti che potrebbero fare al caso loro? Leggete quest’articolo in cui si esamina un caso di incremento delle sottoscrizioni del 1300%.


Utenti che abbandonano la landing page

Titolo o Call-To-Action?

Leggete quest’articolo.

Dare prova di credibilità

Leggete quest’articolo in cui, al primo punto, si discute di un aumento del CTR dell’11%.

Sostituire la garanzia con simboli affidabili

Questi simboli possono essere attestati di sicurezza da parte del vostro provider di hosting, provider di certificati SSL, gateway di pagamento, associazioni di cui fate parte: tutto ciò che può conferirvi reale credibilità. Al sesto punto di quest’articolo, un caso di aumento delle conversioni del 107%. In quest’altro caso si riporta invece il 7,6%.

Provare a rimuovere simboli affidabili

In alcuni casi, la rimozione di immagini potrebbe risultare la scelta migliore. Il sito iCouponblog ha rimosso, ad esempio, un logo di accreditamento “sicuro”, sperimentando un amento delle conversioni del 400%. Può sembrare poco intuitivo, ma funzionava e rinforza l’idea che ogni situazione è unica. Leggete l’articolo.

Layout dei contenuti

Leggete quest’articolo su un caso di incremento del CTR del 52%.

Sostituire immagini con video

In quest’articolo si riporta un caso di aumento del 12% in aggiunte al carrello.

Provare con slide automatiche invece dei video

Sebbene talvolta i video funzionino meglio, altre volte si rivelano meno efficaci. In questo caso riportato da Visual Website Optimizer, si riscontra che la galleria di immagini abbia convertito meglio dell’opzione video.

Disfarsi delle slide

Come proprietari di un negozio, siete ovviamente entusiasti di tutti i vostri prodotti, tuttavia, una sequenza di slide automatiche potrebbe non essere il modo migliore per rappresentarli. Erik Runyon ha raccolto numerosi dati sulla conversione da slide automatiche ed ha scoperto che, in molti casi, esse hanno un effetto negativo sull’esperienza del cliente e sulle conversioni. Come ho già detto più volte, è necessario sperimentare cosa esattamente funzioni con la vostra specifica clientela.

Immagine di sfondo contro Landing page

Sfondi monotoni danno un aspetto antiquato al vostro sito. Quest’articolo riporta un caso in cui la semplice introduzione di un’immagine di sfondo più accattivante sia risultata in un incremento del CTR tra i 17 e i 25 punti percentuali.

Inserire immagini relative al risultato finale desiderato

Se il prodotto che vendete è la soluzione ad un problema, mostrate un’immagine del risultato finale, magri una foto del prima e dopo. Leggete qui come il sito di un’agenzia immobiliare abbia registrato un incremento del 89% nelle sottoscrizioni, semplicemente sostituendo le foto del personale con l’immagine di un cartello “Venduto”.

Provare moduli di lunghezza diversa

Sperimentate con la lunghezza dei moduli da compilare, provando a fornire più ragioni per l’acquisto. Il sito 37signals ha riscontrato una diminuzione nelle conversioni dopo aver aggiunto immagini ai moduli, al contrario l’utilizzo di moduli più lunghi ma privi di immagini è risultato in un incremento del 37,5% (leggete qui). Questo è un ulteriore caso in cui moduli più lunghi risultano più efficaci. D’altro canto, in quest’altro caso l’utilizzo di moduli più corti ha portato ad un aumento del 25% nelle conversioni. Cosa dovreste fare? Ogni situazione è unica. Provate entrambe le soluzioni!

Inserire foto di persone

Nell’articolo sopra citato, 37signals ha anche provato ad usare immagini di persone felici e sorridenti di entrambi i sessi e con diverse condizioni di illuminazione. Il risultato è stato straordinario. Leggete qui.

Offrire la consegna gratuita

Quest’articolo riporta un caso di aumento del 7,32% del valore medio degli ordini.

Testimonianze dei clienti

Sebbene le recensioni dei prodotti siano utili, avere testimonianze dirette sull’esperienza con il vostro negozio può esserlo molto di più. Se possibile, cercate di ottenere una foto del cliente e mettetela in mostra, rendendo il tutto molto più personale. In questo caso si è ottenuto un miglioramento del 34%. Leggete anche il terzo punto di quest’articolo.

Rimuovere il maggior numero di link possibile

Troppi link sul vostro sito possono distrarre gli utenti: rimuoverne il più possibile rende meno probabile che passino ad altre attività! Mostrate il vostro negozio a qualcuno e chiedete loro “qual è la cosa ovvia da fare?”. Se non riescono a rispondere immediatamente, ripensate la vostra call-to-action.

Provare l’introduzione di una finestra di chat

Se il vostro potenziale cliente ha delle domande, è un po’ troppo pretendere che prendano il telefono o vi inviino un’email. Avere un semplice pop-up (come Olark) può essere un modo molto efficace per iniziare una conversazione con i vostri clienti. Quest’articolo dimostra come il sito Intuit abbia incrementato le conversioni del 211% con l’introduzione di una “chat pop-up”. Scarica Olark app per Shopify.

Rendere il sito coerente agli annunci

Avete una landing page per diversi annunci? Assicuratevi che il messaggio sia coerente su entrambi, in modo che le aspettative dei visitatori circa ciò che hanno visto nell’annuncio siano soddisfatte una volta raggiunta la pagina di destinazione.

Esporre i prodotti più popolari

L’influenza sociale è molto potente. Se un utente nota che molti altri hanno comprato un particolare prodotto, verrà influenzato nell’acquisto. Create una collezione dei prodotti più popolari ed esponeteli sulla pagina di destinazione.

Ottimizzazione della versione mobile

Come viene visualizzato il vostro sito sui dispositivi mobili? È molto importante che il testo sia leggibile, le eventuali immagini siano di dimensioni proporzionate e la call-to-action immediata. Se il vostro sito mobile non possiede tutte queste caratteristiche, prendete in considerazione la scelta di un tema preconfigurato.

Mettersi nei panni del cliente ideale

Probabilmente i vostri prodotti attraggono una particolare fascia demografica più di ogni altra: provate a mettervi al loro posto e visitate la vostra landing page. Apportate qualche ritocco per renderla più accattivante.

Proponete un’offerta “unica nel suo genere”

I visitatori devono capire rapidamente perché dovrebbero acquistare da voi. Dire semplicemente che siete il “posto migliore in cui acquistare il prodotto X”, senza fornire un motivo valido, non è particolarmente convincente. Negozi di successo mettono sempre in bella mostra il proprio punto di forza, come “Spedizione rapida e gratuita su tutti gli ordini”. Qual è il vostro?

Follower sui social network

Se avete un grosso seguito sui social network, considerate di mostrare l’apposito logo sul vostro sito. Questo indicherà all’utente che molti altri sono a conoscenza del vostro negozio e hanno probabilmente acquistato da voi. Se il vostro numero di follower è ancora piuttosto basso (ad esempio meno di mille), il primo passo, prima di pubblicizzarlo, è di assicurarsi che aumentino.

Assumere un esperto in usabilità

Alcuni problemi del vostro sito potrebbero non essere subito ovvi: esperti nella revisione di esperienza e usabilità di siti web possono fornire feedback importante su dettagli poco ideali. UserTesting mette a disposizione una persona qualificata e obiettiva ad un costo competitivo.

Ottimizzare il JavaScript

Pagine altamente interattive sono spesso rese inefficienti da numerosi errori di codice JavaScript. Se avete scelto un tema personalizzato, chiedete al vostro sviluppatore di controllare accuratamente il codice del tema per essere sicuri che le cose funzionino il più efficacemente possibile. Sui dispositivi mobili, tipicamente dotati di processori meno potenti, le transizioni e l’interattività potrebbero risultare lente, restituendo una scarsa esperienza generale.

Fare attenzione alle immagini

Sebbene siti dotati di molta grafica possano essere estremamente belli, troppe immagini di alta qualità possono richiedere lunghi tempi di caricamento. La situazione peggiora poi se si raggiunge il sito da un cellulare. Meno immagini sulla versione per dispositivi mobili può rendere le cose più efficaci.

Cronometrare la velocità di caricamento

Kissmetrics presenta un’interessante infografica che mostra come il tempo di caricamento influenzi il tasso di perdita di utenti. Un risultato interessante: se il caricamento del sito richiede più di 4 secondi, perderete il 25% degli utenti prima che questi abbiano visitato il vostro sito! La maggior parte degli utenti mobili aspetta invece dai 6 ai 10 secondi. Utilizzate strumenti come il Website Speed Test di Pingdom per ottenere una stima obiettiva dei tempi di caricamento del vostro sito.

Provare regolarmente diversi browser

Il vostro browser preferito non è l’unico in circolazione. Assicuratevi di testare il vostro sito in diversi browser su ognuno dei maggiori quattro sistemi operativi: Windows, Mac, Android e iOS. È probabile che la vostra suite di analisi consenta di segmentare gli utenti per sistema operativo e browser. Se un determinato gruppo presenta tassi di conversione meno elevati, prendete in considerazione un’analisi approfondita per scoprire se c’è qualcosa che non va.

Landing page per fonti di traffico specifiche

Se siete in grado di individuare esattamente da dove venga generato il traffico sul vostro sito (PPC, mailing list,  ecc.), sperimentate con pagine di destinazione mirate direttamente agli utenti provenienti da quella specifica fonte. In questo modo è possibile controllare e testare messaggi ed immagini in modo accurato, visitatori provenienti da Instagram avranno probabilmente caratteristiche molto diverse da quelli provenienti da un articolo su GQ.

Landing page per fonti geografiche specifiche

Dato che è possibile rilevare il paese di provenienza degli utenti, prendete in considerazione di inviarli ad una pagina specifica fatta apposta per loro. Ad esempio, avete molti clienti dagli Stati Uniti? Mettete una bandiera americana nello sfondo.

Aggiornare il design

99designs propone il caso di un negozio che ha ottenuto un aumento delle conversioni del 33% ammodernando il design del proprio sito. Fatelo però con cautela, assicuratevi di effettuare una verifica in parallelo con il sito esistente per ottenere risultati accurati. Leggete qui.

Rendere la Call-To-Action primaria più ovvia possibile

Da proprietari del negozio potrà sembrarvi ovvio cosa offriate, ma potrebbe non essere così per gli utenti. Rendendo la CTA più evidente, il sito Nature Air ha registrato un incremento del 591% nelle conversioni. Leggete qui.

Non coprire le immagini

È facile essere tentati di inserire qualsiasi tipo di testo convincente sul proprio sito, ma non fatelo se finisce col coprire immagini interessanti. Quest’articolo riporta come un sito abbia avuto un incremento del 35,6% nelle conversioni, spostando il testo dai punti focali delle immagini.

Tradurre il sito

Se si desidera raggiungere nuovi mercati, è possibile sperimentare con nuove lingue in quanto alcune aree geografiche potrebbero portare più conversioni di altre. Potete assumere un traduttore da siti come ODesk e utilizzare strumenti per la gestione di traduzioni come l’applicazione Langify per Shopify.


Utenti che abbandonano le pagine dei prodotti

Investire in immagini di qualità

Molti utenti sono estremamente visivi. Investire in immagini di qualità professionale può davvero fare la differenza. Sperimentate in primo luogo con immagini di qualità solo per pochi prodotti per vedere come i clienti rispondono.

Cambiare l’immagine predefinita

Qual è la prima immagine ad essere visualizzata quando si visita la pagina del prodotto? Provate a sostituirla.

Provare ad estendere la garanzia

Il limite per la restituzione dei prodotti è solitamente di 30 giorni, ma in quanti effettivamente restituiscono i prodotti? Pochissimi. Provate ad estendere la garanzia a 60 o 90 giorni per far sentire i clienti più tutelati.

Lanciare promozioni a tempo limitato

Non mi riferisco ai falsi “chiamate entro i prossimi 45 minuti per ricevere questo bonus extra…” che si vedono nelle televendite in TV. Sto parlando di una vera e propria promozione limitata per attirare acquisti impulsivi. Potrebbe trattarsi ad esempio di un’offerta valida 24 ore che avete promosso durante i precedenti sette giorni, spiegate esattamente perché sia valida solo per un breve periodo di tempo per rassicurare gli utenti sulla sua autenticità.

Indicatore di prodotti in esaurimento

Un altro modo per generare urgenza d’acquisto è mostrare quando un prodotto è prossimo all’esaurimento scorte. Questo obbligherà il visitatore a decidere in modo relativamente rapido se acquistare il prodotto o meno.

Anticipare possibili obiezioni

Visitatori che stanno visualizzando un prodotto, avranno probabilmente delle domande a riguardo. Se potete anticipare queste domande, rispondete ad esse direttamente sulla pagina del prodotto. Questo darà all’utente meno ragioni per non proseguire con l’acquisto. Quest’articolo presenta il caso di un negozio che, così facendo, ha aumentato le vendite del 27%.

Rendete la descrizione dei prodotti interessante

In generale, le persone non amano descrizioni troppo lunghe; è necessario renderle interessanti in modo che il visitatore rimanga interessato. Assicurarsi di utilizzare elenchi puntati invece di lunghi blocchi di testo. Cercare di suddividere il testo in sezioni con intestazioni per far sì che gli utenti possano trovare facilmente i dettagli che stanno cercando. Se avete bisogno di aiuto, leggete quest’articolo un po’ datato ma ancora molto rilevante E-Commerce Copywriting: The Guide to Selling More.

Incoraggiare recensioni utili

Come sono le recensioni dei vostri prodotti? Sono genuine, utili e descrittive? Quando chiedete ai clienti di scrivere una recensione, fate in modo che delineino il problema iniziale, l’azione intrapresa e il risultato ottenuto. Questo illustra facilmente ai potenziali clienti come il prodotto potrà aiutarli.

Inserire citazioni sui media

Ai clienti piace sempre essere rassicurati del fatto che stiano prendendo una buona decisione. Quando una qualsiasi testata giornalistica menziona il vostro negozio, mostrate un logo e un collegamento all’articolo sul vostro sito. Sapere che qualcun altro abbia una buona opinione del vostro negozio vi conferisce autorità e, di conseguenza, accresce la fiducia dei visitatori.

Avere recensioni positive e negative

Avere recensioni dei i vostri prodotti è un ottimo modo per rassicurare gli utenti, ma cosa fare con quelle negative? Questa ricerca dimostra che gli utenti che cercano attivamente recensioni negative hanno l’85% di probabilità in più di convertirsi in clienti paganti rispetto al visitatore medio. Quindi non preoccupatevi di avere alcune recensioni negative sul vostro sito: anche queste contribuiscono ad accrescere la vostra autenticità.

Investire in video-recensioni

Chiedere agli utenti di filmare la video-recensione di un prodotto. Gli utenti sono estremamente scettici delle recensioni testuali, un video può renderle molto più genuine.

Mostrate un video su come i prodotti sono creati

Aziende come Apple si sono differenziate raccontando la storia dell’amore e della cura messi in ciascuno dei loro prodotti. Guardate come Apple promuoveva il Macbook alcuni anni fa.

Condividere la vostra storia

La gente ama una buona storia. Se è stata una motivazione unica e sincera a spingervi ad aprire il vostro negozio, create la pagina “La nostra storia” per aiutare i visitatori ad identificarsi con voi.

Mostrare un video del prodotto

Invece di immagini statiche, provate ad inserire un video che mostri le caratteristiche del prodotto e persone che lo usano. Questo sarà molto più efficace di poche semplici foto. Il sito Monoprice ha video per la maggior parte dei prodotti più popolari. Ecco un ottimo video che ho visto quando ho effettuato il mio primo acquisto sul loro sito.

Calcolatore di taglie e dimensioni

Se si dispone di più varianti di un particolare prodotto, i visitatori dovranno in qualche modo capire quale versione sia la migliore per loro. Quante volte vi siete chiesti se la taglia media proposta dal negozio X sia la stessa del negozio Y? Rendete le cose facili agli utenti: fornite loro uno strumento che determini chiaramente quale sia la soluzione migliore.

Notifiche di rifornimento delle scorte esaurite

Quando un utente vuole comprare qualcosa che non è al momento disponibile, un buon modo per recuperare la vendita è di ricontattarlo non appena il prodotto sia nuovamente in stock. Impostate uno strumento di raccolta di indirizzi email come Back in Stock per avviare questa operazione.

Dare risalto agli sconti

Se offrite uno sconto su un prodotto, rendetelo prominente anziché mostrarlo veramente piccolo o non affatto.

Provare a rimuovere i pulsanti di condivisione sui social network

Proprio così, vale la pena provarci. Quest’articolo riporta il caso di un negozio che ha raggiunto un incremento di quasi il 12% nel numero di aggiunte al carrello, rimuovendo i pulsanti “Mi piace” dalle pagine dei prodotti. Due motivi: 1) sono ingombranti e distraggono dall’obiettivo primario, ovvero procedere con l’acquisto; 2) prodotti con pochi “Mi piace” possono dare una prova negativa di riconoscimento ed alcuni clienti potrebbero pensare che il prodotto non abbia ricevuto abbastanza like perché ad altra gente non piace. Detto questo, l’aggiunta di pulsanti “Mi piace” e “Condividi” può aumentare visite ed introiti: provate entrambe le opzioni.

Mostrare i prezzi nella valuta del cliente

Se parte delle visite al vostro sito proviene dall’estero, fate in modo di mostrare i prezzi nella valuta nazionale dei clienti ed evitate loro la scocciatura di dover convertire, per fare un esempio, da Euro a Corona Norvegese. Ovviamente c’è un’app anche per questo, il suo nome è  Auto Currency Switcher.


Utenti che abbandonano la ricerca

Procedura di ricerca guidata

Se il vostro sito dispone di una notevole quantità di prodotti diversi, potrebbe risultare difficile all’utente valutare quale sia l’opzione che meglio si addice alle sue esigenze. Provate a rendere il sistema di ricerca più facile e intuitivo, creando una semplice procedura guidata in grado di selezionare il prodotto più adeguato attraverso delle semplici domande. Oltre a far risparmiare tempo ai vostri clienti, li farete sentire unici ed apprezzati.

Rimuovere i filtri

Se avete posto dei filtri di ricerca sulla pagina dei prodotti, provate a rimuoverli. In questo caso, la rimozione dei filtri ha aumentato le conversioni del 27%, probabilmente perché gli utenti erano meno distratti e sopraffatti.

Introdurre filtri

Come ho già detto diverse volte, ogni negozio e clientela sono unici nel proprio genere. Introducendo filtri, questo sito è riuscito ad aumentare gli introiti del 76,1%! Leggete l’articolo.


Utenti che non acquistano alle visite successive

Identificazione del cliente per pagina personalizzata

Quando i visitatori arrivano sul vostro sito per la prima volta, chiedete loro di identificarsi in un segmento demografico per portarli su una landing page specifica. Memorizzando i dati raccolti, alle prossime visite potrete reindirizzarli direttamente all’adeguata pagina di destinazione.

Pop-up di Bentornato/a

Accogliete gli utenti di ritorno sul vostro sito, che avevano abbandonato il proprio carrello all’ultima visita, con un pop-up di Bentornato/a e ricordate loro del carrello ancora attivo. In questo caso, l’uso del pop-up ha ridotto il tasso di abbandono del carrello del 17%.


Pagine d’errore

Call-To-Action nella pagina d’errore

È inevitabile che gli utenti incappino in pagine d’errore una volta tanto, saranno comprensibilmente frustrati e, probabilmente, lasceranno il sito. Invece di una faccina triste che chiede loro di premere il tasto indietro, ponete un pulsante per tornare alla pagina della categoria del prodotto; o un numero di telefono su cui possono raggiungervi immediatamente; o un pop-up di chat Olark con cui offrire aiuto immediato in qualsiasi cosa stessero cercando di fare.


Utenti che esplorano il catalogo senza aggiungere prodotti al carrello

Pop-up con filtri a proprietà singola

Caso di aumento delle conversioni del 58%.

Sperimentare con il pulsante “Aggiungi al carrello”

Al quinto paragrafo di quest’articolo, il caso di un sito che ha incrementato del 49% le aggiunte al carrello modificando lo stile del pulsante.

Consentire lo zoom delle immagini

Per i prodotti che hanno un gran numero di dettagli, consentite all’utente di ingrandire l’immagine con l’utilizzo di un plug-in di lente di ingrandimento, o, per lo meno, permettete loro di visualizzare un’immagine di grandi dimensioni. Questo è un esempio del potere delle grandi immagini nel caso di prodotti con numerosi dettagli. Ed ecco a voi due opzioni di plug-in: OKZoom e loupe.

Messaggi d’uscita

Utenti che danno un’occhiata al catalogo e lasciano il sito senza aver acquistato nulla, sono probabilmente persi per sempre. Provate ad offrire loro una piccola promozione da usare prima di abbandonare il negozio. È possibile infatti rilevare quando stanno per uscire ed inviare loro un piccolo pop-up, leggete qui. Il rapporto tra le conversioni esplorate e riagganciate va dal 7 all’80%.

Agganciare diverse tipologie di acquirenti

Alcune persone prendono decisioni basate sulle emozioni, altre in un modo molto più logico e razionale. Assicuratevi che le pagine dei vostri prodotti facciano appello a entrambi questi tipi di persone.

Video illustrativi

Mostrare agli utenti come scegliere il prodotto giusto aumenta la loro fiducia nel vostro negozio.

Sperimentare con diversi video dei prodotti

Se già avete dei video di presentazione dei vostri prodotti, provate a cambiarli. Utilizzando Visual Website Optimizer (per i Test A/B) e Wistia (per l’host dei video), è possibile scoprire la durata di visualizzazione di ciascun video ed a che punto gli utenti hanno smesso di guardarli. Questo vi fornirà dati importanti per capire in cosa è possibile migliorare i video stessi. Ecco il caso di un rivenditore di gioielli che ha massicciamente aumentato le proprie entrate con video di presentazione.

Cambiare il colore dei pulsanti

Questo è un test di facile esecuzione, ma con grandi potenzialità. Il semplice cambiamento del colore dei pulsanti d’azione può risultare di grande aiuto nell’aumento delle conversioni. Leggete di questo sito che, passando dal verde al rosso, ha incrementato le conversioni del 21%!

Cambiare le dimensioni dei pulsanti

Un altro test di facile esecuzione. In questo caso, cambiare le dimensioni dei pulsanti d’azione è risultato in un incremento delle conversioni del 32%. Tuttavia, in quest’altro caso le conversioni si sono ridotte. Fate una prova.

Utilizzo della casella di ricerca

Se gli utenti devono utilizzare la funzione di ricerca, significa che non sono in grado di rintracciare facilmente il prodotto che desiderano dalla pagina in cui si trovano e attraverso la navigazione.

Eseguire test sulle pagine dei risultati di ricerca

Leggete di questo sito che ha ottenuto un risultato del 12% nei clic da pagine di ricerca.

Mostrare immagini nelle ricerche

Avere solo descrizioni nei risultati di ricerca, non attrae gli utenti che reagiscono in modo più reattivo ad input visivi. Questo sito ha riscontrato un aumento delle conversioni del 15% grazie all’introduzione di immagini nelle ricerche.

 

Conversioni dalle mailing list

Provate titoli alternativi

Il secondo punto di quest’articolo, cita un sito che ha aumentato il proprio CTR del 2,57%.

 

Fare leva sugli acquirenti

Creare un rapporto

Fate sentire i vostri clienti valorizzati, contattandoli per chiedere della loro esperienza d’acquisto: sarà una piacevole sorpresa. Non solo il cliente instaurerà un rapporto personale con il vostro brand (aumentando le probabilità di acquisti ripetuti), ma parlerà anche di voi ad altre persone. Se non siete ancora convinti, Paul Graham (famoso investitore in start-up) ha scritto un interessante articolo su quest’argomento.

Farsi seguire sui social network

Dopo un acquisto andato a buon fine, chiedete ai clienti di seguirvi sulle varie piattaforme di social media: fatelo nell’email di conferma dell’ordine e nella pagina di ringraziamento. Dal momento che si fidano già di voi ed apprezzano i vostri prodotti, saranno più propensi a condividere i vostri post.

Pulsante “Inscriviti alla newsletter” nella fase di registrazione

Le leggi sullo spam stanno diventando sempre più rigide in molti paesi. Un acquisto andato a buon fine rappresenta, però, una motivazione sufficiente per l’annessione di un cliente alla vostra mailing list. Per essere sicuri che il cliente sia felice di ricevere i vostri ultimi aggiornamenti, ponete una casella di controllo al check-out.

Inviare email di up-selling

Inviare email regolari, con idee per nuovi prodotti a cui i clienti potrebbero essere interessati, può incoraggiare nuovi acquisti. È possibile determinare con successo cosa potrebbe interessare un cliente, vedendo quello che altre persone con gusti simili hanno comprato. Un software chiamato Rare.io utilizza un’avanzata intelligenza artificiale che analizza dati relativi a tutti i vostri utenti per inviare raccomandazioni personalizzate su prodotti potenzialmente interessanti. Dategli un’occhiata: Rare.io.

Personalizzare il testo

Al terzo punto di quest’articolo, un caso di miglioramento del CTR del 6%.

Sfruttare la pagina di ringraziamento

La conclusione dell’acquisto è il momento di maggiore entusiasmo nell’esperienza del cliente. Invece di una tipica pagina di ringraziamento, chiedete di condividere il loro ultimo acquisto sui social network (o magari di vantarsene). Questo può innescare una conversazione con amici e follower, una grande occasione per attirare nuovi clienti.

Avviare un programma di premi fedeltà

Incoraggiate gli utenti a ripetere gli acquisti: incentivateli  avviando un programma di premi e ricompense. Come al solito, esiste un’app fatta per lo scopo: S Loyalty.

 

Stripe o PayPal: quale scegliere?

Stripe vs PayPal

Sicuramente avrete sentito parlare di Stripe, il nuovo processore di pagamento che ha subito conquistato la rete. Ma che ne è stato di PayPal? Dopotutto, nel corso della sua lunga storia, l’azienda si è sempre contraddistinta per la sua affidabilità.

In questo post, analizzeremo nel dettaglio e metteremo a confronto questi due servizi basandoci su cinque punti principali: tariffe per servizio e transazione, sicurezza, API, portabilità dei dati e assistenza clienti. Lo scopo non è eleggere un vincitore, ma mettere in luce alcune differenze importanti sperando che ti possano aiutare a prendere decisioni con cognizione di causa.

Tariffe per servizio e transazione

L’approccio di Stripe è molto lineare: applica una tariffa fissa di 2.9% + 0,30 $ per ogni addebito andato a buon fine se il tuo fatturato in volume è inferiore al milione di dollari all’anno. Per ogni paese, esiste una tariffa fissa differente. Tuttavia, non viene specificato se sono disponibili tariffe per un alto volume di commissioni.

La tariffa base di PayPal è la stessa di Stripe, 2,9% + 0,30 $, ma vengono aggiunte alcune commissioni per servizi extra che complicano un po’ le cose. Confrontiamo le tariffe di entrambi i processori di pagamento:

Service PayPal Stripe
Transaction fees [1] 2.9% + 30¢ 2.9% + 30¢
Charge cards from your website $30 / month [2] Free
Chargeback $20 $15
American Express 3.5% [3] Same flat rate
Micropayments (less than $10) 5% + .05¢ Same flat rate
Refund Fixed fee [4] Free
International cards 1% [5] Free [6]
Authorize card 30¢ [7] Free
Recurring Billing $10 / month Free
Advanced Fraud Protection $10 / month [8] Free [9]
Accept Apple Pay © Not available Free
  1. PayPal Pro consente agli utenti di pagare sul tuo sito e include il terminale virtuale.
  2. La commissione per l’uso di carte American Express viene addebitata solo per i pagamenti effettuati con PayPal Pro, PayPal Advanced e terminale virtuale, il quale è richiesto per determinate funzionalità (vedi nota 2).
  3. Parte fissa della tariffa per transazione (per esempio, la tassa di rimborso è di 0,30 $ per i pagamenti nazionali).
  4. Tariffe transfrontaliere di PayPal.
  5. Per le carte internazionali, non vengono applicate commissioni; tuttavia, il costo della conversione della valuta è del 2%. Ad esempio, se colleghi un conto bancario inglese a Stripe, ma ricevi un pagamento in USD, l’importo verrà automaticamente convertito in GBP (più una commissione del 2%) prima di essere depositato nel tuo conto. Se invece il pagamento ricevuto è in GBP (o hai collegato un conto statunitense), non verrà aggiunta nessuna commissione.
  6. PayPal addebita 0,30 $ sia per la mancata riscossione dell’importo dell’autorizzazione sia per le transazioni di verifica della carta.
  7. 10 $ al mese + 0,05 $ per transazione. Vengono escluse le transazioni effettuate con Pagamento express.
  8. Vedi Stripe Radar.

Come avrai notato, le tariffe di PayPal sono molto più complesse e variabili. Ad esempio, il servizio addebita una commissione extra solo se il pagamento viene effettuato tramite American Express e hai sottoscritto un piano a pagamento, il che sembra un po’ una contraddizione. In quasi tutti i casi, Stripe rappresenta l’opzione più economica in quanto le tariffe per servizio sono inferiori (a meno che non si ricevano esclusivamente micropagamenti).Tariffe per transazione valide per gli USA. Stripe e Paypal applicano tariffe diverse a seconda del paese.

Quando riceverò il pagamento?

PapyPal solitamente impiega un giorno lavorativo, mentre Stripe

richiede un periodo mobile di due giorni per gli USA e l’Australia, e di 7 giorni per la maggior parte degli altri paesi (vedi i tempi di versamento automatico di Stripe). Tieni presente questo fattore se devi accedere rapidamente ai tuoi fondi o se non vivi negli USA o in Australia.

Sicurezza

Sia Stripe che PayPal sono piattaforme estremamente sicure e stabili. Vediamo le differenze e cerchiamo di capire perché Stripe garantisca intrinsecamente una sicurezza maggiore.

La funzionalità più rivoluzionaria del servizio è Stripe.js, grazie alla quale i dati della carta di credito che gli utenti inseriscono nel modulo di pagamento presente sul tuo sito non vengono mai inviati al tuo server, bensì a Stripe. Perché questo fattore è importante?

  • Perché garantisce automaticamente la conformità agli standard PCI, in quanto non sei tu a gestire i dati sensibili della carta.
  • È un metodo più sicuro poiché, in caso di violazione del server, nessuno avrebbe accesso ai dati e non potrebbe rubare la carta dei tuoi clienti.
  • Non sei tentato di memorizzare i dati delle carte di credito sui tuoi server, cosa che non dovresti fare comunque, a meno che tu non sia una grande azienda disposta a pagare per ottenere la conformità alla PCI.

Se segui la procedura standard di Stripe, i dati verranno memorizzati in un luogo sicuro dove nessuno, neanche tu, potrà vederli. È per questo che il servizio garantisce maggiore sicurezza.

Ora anche PayPal memorizza i dati in un server sicuro, ma il processo è diverso da quello effettuato da Stripe.js. Infatti, i dati passano prima dal tuo server e, pertanto, l’onere della sicurezza grava anche sullo sviluppatore del software o sul cliente (vedi conformità agli standard PCI qui sopra).

In sintesi, Stripe.js incoraggia all’impiego di buone pratiche sulla sicurezza, mentre PayPal lascia carta bianca agli sviluppatori, che potrebbero prendere decisioni sbagliate. Ultimamente, sono stati fatti dei passi avanti per risolvere il problema, ma non è ancora stato raggiungo il livello di Stripe.js.

API

Quando Stripe è stato lanciato sul mercato, la sua API è stata vista come un elemento rivoluzionario. È chiara, offre una documentazione approfondita ed è estremamente facile da usare. In passato, le API dei processori di pagamento non garantivano sempre performance impeccabili e la loro documentazione era scarsa. Da questo punto di vista, PayPal ha molto peccato.

In un certo senso, Stripe ha costretto i competitor a migliorare il servizio. La documentazione e l’organizzazione della nuova API REST di PayPal sono notevolmente migliorate e sono basate (casualmente) su quelle di Stripe. Questo è un chiaro esempio di come la concorrenza favorisca gli interessi dei clienti: l’API di Stripe è diventata il nuovo standard e il resto dell’industria (compreso PayPal) si sta velocemente adeguando.

Portabilità dei dati

Questa è un’altra area in cui PayPal fa brutte figure. Immagina di essere il proprietario di un sito web ad abbonamento che richiede il pagamento dell’iscrizione tramite PayPal. Se volessi passare a un altro servizio (come Stripe), non potresti trasferire i dati delle carte di credito, perché PayPal non te li fornirebbe. Tutti i tuoi clienti dovrebbero registrarsi nuovamente e probabilmente finiresti per perderne alcuni.

Stripe, al contrario, garantisce il diritto alla portabilità dei dati. Qualora decidessi di passare a un altro servizio, ti aiuterà con la migrazione dei dati utilizzando processi conformi agli standard PCI. Sicuramente va ammirata questa posizione così accomodante sulla portabilità dei dati: è bello sapere di avere una scelta e di non dover rimanere per sempre con lo stesso servizio.

Assistenza clienti

Poiché non utilizziamo Paypal da più di due anni, non sappiamo come sia lo stato dell’assistenza clienti. Quando lo usavamo, l’assistenza tramite email era lenta e inaffidabile, ed era quasi impossibile contattarli per telefono. A un certo punto, la situazione è diventata una barzelletta, perché ogni volta che chiamavamo cadeva la linea prima di parlare con l’operatore. Siamo andati avanti così per due mesi. Girano anche tantissime storie al limite dell’horror che raccontano di come PayPal congeli i fondi senza motivo.

L’assistenza via email di Stripe, invece, è sempre efficiente e, grazie al canale IRC (#stripe su Freenode), gli sviluppatori hanno a disposizione una risorsa preziosissima se devono chiedere una mano agli ingegneri in chat, specialmente se incontrano problemi difficili. Stripe non fornisce ancora assistenza telefonica, ma sicuramente è una miglioria che rientra nei suoi piani. Infine, gli operatori sono stati sempre molti gentili.

In tutta onestà, PayPal viene penalizzato dalla sua stazza, dall’età e dalla burocrazia. Stripe, essendo appena arrivato, deve lavorare sodo per ritagliarsi una quota di mercato e cerca di differenziarsi dalla concorrenza fornendo un servizio di assistenza impeccabile. Tuttavia, col passare del tempo, sarà sempre più difficile mantenere gli standard, specialmente se l’azienda crescerà. Speriamo che da qui a cinque anni saremo ancora entusiasti del servizio che offre.

Viva la concorrenza

Per Memberful, abbiamo scelto Stripe e non potremmo essere più felici, sia perché ha reso il nostro lavoro più facile da un punto di vista ingegneristico, sia per la qualità del servizio e dell’assistenza. Detto ciò, PayPal ha provveduto a mettersi in pari con i nuovi arrivati come Stripe migliorando significativamente la propria API. Sarà interessante vedere come queste due aziende continueranno a evolversi e a competere. Alla fine, noi utenti ne beneficeremo, perché otterremo un servizio sempre migliore.

Come trovare Snippet in primo piano di Google con SEMrush e Google Search Console (GSC)

I grandi publisher si staranno domandando se, e come, gli snippet in primo piano abbiano un effetto sul traffico proveniente dalle ricerche. L’editorialista Glenn Gabe spiega il suo processo per identificare e misurare l’impatto di queste risposte dirette nei risultati della ricerca.

La tendenza è chiara: Google fornisce sempre più risposte direttamente nella pagina dei risultati di ricerca (SERP, Search Engine Results Page). Le risposte nelle SERP sono disponibili in molte forme: alcune forniscono contenuti provenienti da un sito web, insieme a un link per trovare ulteriori informazioni. Questi sono in realtà chiamati “snippet in primo piano”, come Gary Illyes di Google ha spiegato.

Ad esempio, questo è uno snippet dal sito web Bose.com:

Example of a Featured SnippetMolte persone coinvolte in Search Engine Optimization (SEO) hanno emozioni contrastanti sugli snippet. Questi possono infatti risultare molto utili per gli utenti e contribuire ad incrementare la credibilità di un sito; allo stesso tempo, è anche inquietante vedere i propri contenuti esportati e posizionati direttamente nelle SERP. Ho personalmente visto alcuni post del mio blog resi disponibili in snippet, e posso confermare che è una strana sensazione. È eccitante e un po’ spaventoso allo stesso tempo.

Ad esempio, ottenendo uno snippet in primo piano, è possibile distinguersi dalla folla e se Google fornisce un link al vostro sito per ulteriori informazioni, lo snippet può produrre tonnellate di traffico mirato. D’altro canto, se Google semplicemente espone una risposta senza un collegamento o un’attribuzione, allora si potrebbe finire con perdite considerevoli di traffico. Il confine è molto sottile.

Come trovare snippet in primo piano

Man mano che gli snippet diventano sempre più prominenti, le domande su come trovarli per specifici siti web si fanno sempre più pressanti. Per i siti di grandi dimensioni in particolare, può essere difficile sapere quando Google sta fornendo una risposta esportata dai propri contenuti. D’altronde, con traffico proveniente da decine di migliaia di ricerche (o più), potreste non sapere quali di queste forniscano snippet dal vostro sito.

Gary Illyes di Google ha dichiarato che l’azienda potrebbe aggiungere funzionalità a Google Search Console per aiutare i webmaster nell’utilizzo degli snippet, ma nessuno sa se e quando ciò accadrà.

In generale, dovreste volerne sapere di più sui vostri snippet. Scoprendo il motivo per cui Google espone un vostro contenuto, avrete maggiori possibilità di replicare tale effetto. A seconda della ricerca in questione, uno snippet in primo piano ha le potenzialità di portare quantità considerevoli di traffico mirato al vostro sito. E se questo traffico si converte in clienti paganti, allora un importante aumento nelle entrate può assere alla porta, come io stesso ho sperimentato lavorando per alcuni clienti.

Strumenti per investigare gli snippet in primo piano

L’approccio che descriverò qui di seguito per l’individuazione di snippet coinvolge sia SEMrush che Google Search Console (precedentemente nota come “Strumenti per webmaster di Google”). Utilizzando entrambi gli strumenti in congiunzione, è possibile scoprire quali ricerche generano snippet dal vostro sito, a quali pagine di destinazione portano e l’impatto che tali snippet stanno avendo. Cominciamo.

Usare SEMrush per trovare snippet

SEMrush è uno dei miei strumenti preferiti per la ricerca di parole chiave attratte da un dominio, per analizzare i posizionamenti nelle SERP di quel dominio e per visualizzare posizionamenti persi o guadagnati.

Enter Domain in SEMrushUna volta aperto SEMrush, inserite il dominio del vostro sito nel campo di ricerca, poi cliccate su “Positions” sotto “Organic Research”. Qui verranno elencate tutte le parole chiave per le quali il vostro dominio si posiziona nei primi 20 risultati (secondo SEMrush).

Positions Report in SEMrushOra, vogliamo trovare snippet presenti in Google per il dominio inserito. Gli snippet in primo piano vengono spesso visualizzati quando le chiavi di ricerca iniziano per “come (fare…)”; cominciate pertanto ad utilizzare i filtri di SEMrush per visualizzare esclusivamente le parole chiave che conducono al vostro sito contenenti la parola “come”.

Al di sopra dell’elenco delle parole chiave nella sezione Positions, digitate “come” (senza virgolette) e premete il tasto Invio o cliccate sulla lente di ingrandimento per filtrare i risultati: ora vedrete solo le parole chiave che includono “come”.

Filter Keywords in SEMrushDal momento che Google spesso estrae gli snippet da siti di alto spessore, è possibile filtrare ulteriormente i risultati per mostrare solo le parole chiave, tra quelle contenenti “come”, per cui il vostro sito appare nei primi cinque risultati. Per farlo, aggiungete un altro filtro per posizioni inferiori a sei.

Filter by Rank in SEMrushOra passiamo alla fase più interessante: non solo SEMrush fornisce le parole chiave, pagine di destinazione e posizionamenti per paese, è anche possibile visualizzare le SERP in base a mese ed anno. Ciò significa che potrete visualizzare screenshot reali delle SERP in cui appare il vostro sito (per la parola chiave selezionata). Come potete immaginare, vedrete anche le risposte nelle SERP e sarà quindi possibile scoprire se provengono dal vostro sito.

View Featured Snippet in SERPQuesta operazione può richiedere tempi diversi, a seconda del numero di parole chiave disponibili per il vostro sito, ma prometto che vi piacerà farlo. Non è improbabile trovare uno o più snippet durante la ricerca, assicuratevi quindi di annotare la parola chiave e la pagina di destinazione per ognuno di essi.

Dopo aver trovato degli snippet, vorrete sicuramente scavare più a fondo e capire perché sia stato usato il vostro sito, oltre a determinare l’impatto sulle visite alle pagine di destinazione in essi esposte. Questo ci porta a Google Search Console (GSC).

Usare GSC per determinare l’impatto sul traffico degli snippet

Dovreste avere a questo punto un elenco di parole chiave e pagine di destinazione ottenute grazie alla ricerca SEMrush. Ora, accedete a Google Search Console e cliccate su “Seach Analytics” nel menu “Search Traffic”.

Search Analytics Reporting in GSCPotete cominciare controllando il rapporto “Queries”, che sarà attivo per impostazione predefinita. Assicuratevi di utilizzare un riferimento temporale accurato basato sulla vostra ricerca. Potete quindi filtrare le chiave di ricerca per isolare keyword specifiche: potete farlo cliccando sul menu a tendina sotto “Queries”, facendo clic su “Filter queries” e inserendo una parola chiave che richiama uno snippet.
Filter Queries in GSCUna volta fatto, vedrete l’andamento in base alle metriche selezionate (Clicks, Impressions, CTR e Position). Il valore predefinito sarà Clicks, un buon punto da cui iniziare. È possibile visualizzare fino a 90 giorni di dati in GSC, quindi assicuratevi di selezionare l’opzione per visualizzare un totale di 90 giorni. Fatelo cliccando sul menu a tendina sotto “Dates”, quindi fate clic su “Set date range” e “Last 90 days”.
View 90 Days of TrendingSe, a questo punto, vedete un picco nel grafico, c’è una buona probabilità che lo snippet sia nuovo.
Trending for Queries in GSCSe è possibile determinare la data in cui Google ha inserito lo snippet, potrete isolarla e confrontare dati relativi ai periodi di tempo prima e dopo tale data. Ad esempio, se avete notato un cambiamento il primo giugno, la comparazione dei periodi temporali rivelerà cambiamenti nelle “Impressions”, nel traffico e così via dopo il primo giugno rispetto al periodo precedente a quella data.

Questo può aiutare a comprendere l’impatto che uno snippet può avere sul traffico, GSC fornirà i totali di prima e dopo per ogni metrica in modo da poterlo fare rapidamente.

Compare Dates in GSCÈ anche possibile ripetere questo procedimento per le pagine di destinazione. Potete facilmente isolare una landing page specifica in base alla vostra ricerca per identificare l’impatto che lo snippet ha avuto sul traffico. Cliccate su “Pages” e quindi filtrate per URL. Una volta fatto, sarà possibile visualizzare l’andamento di “Clicks”, “Impressions” ecc. per l’indirizzo web inserito.
Filter by URL in GSCNota: se lo snippet non è stato inserito negli ultimi 90 giorni, potete controllare i rapporti di Google Analytics per una landing page e vedere quando il traffico è aumentato. Successivamente, usate SEMrush per vedere quando lo snippet in primo piano è comparso nelle SERP. Basta usare il menu a tendina nell’angolo in alto a destra di SEMrush per scegliere il mese e l’anno che si desidera controllare. Visualizzate quindi gli screenshot delle SERP, come fatto in precedenza, per vedere se lo snippet è presente.
Historical Selection in SEMrush


Riepilogo. Trovate i vostri snippet ed aumentate i vostri sforzi

L’impatto di uno snippet può essere significativo, è quindi importante sapere quando il vostro sito ne stia fornendo uno o più. Utilizzando l’approccio descritto, è possibile ottenere una panoramica degli snippet estratti dal vostro dominio e del loro impatto sul traffico. Fatto questo, potrete provare a replicare gli effetti.

Ora speriamo solo che Google continui a inserire link ai nostri siti sugli snippet…