Ahrefs, Recensione & Tutorial: come creare contenuti memorabili e costuire link di qualità

Utilizzo: SEO e analisi dei social media

Efficacia

Imparerete MOLTISSIMO e prenderete decisioni migliori

Prezzo

Non è economico, ma ne vale la pena

Facilità d’utilizzo

Bisogna adattarsi un po’, ma ottima interfaccia

Supporto

Ottime soluzioni, ma con un po’ di ritardo.

Cosa ci piace:

  • Potente Site Explorer
  • Content Explorer per trovare nuove idee
  • Monitoraggio del rating e crawl report
  • Miglior strumento per parole chiave sul mercato

Cosa non ci piace:

  • Un po’ troppo caro

Riepilogo: Ahrefs è quanto di più vicino possibile ad uno strumento
“essenziale” se lavorate seriamente nei settori del content marketing e
SEO: vi fornirà una quantità eccezionale di informazioni sui vostri

competitor e vi permetterà di adottare migliori strategie di marketing.

Ho quindi messo insieme questa recensione per aiutarvi a capire come
lo studio della concorrenza possa aiutarvi a trovare nuove opportunità:
andremo attraverso tutte le funzionalità di Ahrefs e se siete determinati
ad avere successo nel marketing, avrete molto da imparare da questa
recensione. Buona lettura.

 

Da $99/mese

È noto che la creazione di contenuti sia essenziale per ottenere
traffico. Come mostrano i dati forniti da HubSpot, maggiore il numero
di contenuti pubblicati, maggiora sarà il traffico:

fonte Hubspot

La verità è però che non tutti i contenuti hanno successo, anzi tutt’altro.
E se già operate nel settore, siete ben a conoscenza che creare
(buoni) contenuti non è economico. Eppure svariati post vengono
continuamente pubblicati nella speranza che di 20 di essi, solo un paio
abbiano successo; come per molte altre cose, il Principio di Pareto
vige infatti anche in questo campo: circa l’80% del vostro traffico verrà
generato dal 20% dei vostri contenuti. Lo dico per esperienza
personale: anche dopo aver generato decine di post per Health
Ambition, solo una manciata di articoli è responsabile della maggior
parte del nostro traffico.

In qualità di agenti di marketing, il vostro compito è di migliorare l’hit
rate o tasso di successo dei vostri contenuti. Non si può mai prevedere
con certezza quali post avranno successo, ma con informazioni
accurate è possibile generare contenuti con maggiori probabilità di
ottenere condivisioni e traffico dalle ricerche. Ed è proprio questo che
rende Ahrefs uno strumento così utile.

Ahrefs è una suite completa di strumenti per social media e Search
Engine Optimization (SEO) che vi aiuterà a meglio interpretare i vostri
contenuti e quelli dei vostri competitor.

Lo uso da diverso tempo ed è uno dei miei strumenti di marketing
preferiti tra quelli in circolazione e visto che qui ad Authority Hacker
siamo sempre pronti ad aiutarvi a sfruttare al meglio il vostro tempo e
denaro, pensavo fosse opportuno recensire per voi questo strumento
di intelligence marketing.

Come sempre, il mio obiettivo non è quello di vendervi il prodotto; farò
invece un’approfondita analisi del perché avete bisogno di
comprendere meglio i vostri contenuti e quelli dei vostri competitor. Allo
stesso tempo farò un approfondimento su tattiche individuali che
potrete applicare ai vostri siti sfruttando queste funzionalità e
concluderò con alcuni casi studio reali sui risultati ottenuti con l’utilizzo
del software.

Benvenuti sulla vostra nuova dashboard per Inbound Marketing 🙂

I collegamenti ad Ahrefs contenuti in questa recensione sono
comunque link affiliati, se quindi avete scoperto qualcosa di utile e
siete interessati al programma, potete comprarlo cliccando sui nostri
link e così facendo aiuterete il nostro sito.
Cominciamo!

Perché è importante “capire” il marketing

Cosa succederebbe se vi chiedessi di colpire un bersaglio da bendati?

E se prima vi facessi girare su voi stessi in modo che alla fine non
abbiate la minima idea della direzione in cui siete rivolti?

Queste sono esattamente le condizioni in cui si opera se non si
possiede una profonda comprensione del marketing. Si può
certamente continuare a generare contenuti su contenuti basati su
parole chiave, ma non si ha alcuna idea di cosa realmente funzioni per
voi ed i vostri competitor.

Le motivazioni per “imparare a capire” il marketing sono innumerevoli,
ma trovo che le quattro seguenti siano le più importanti:

​1. Tenere d’occhio la concorrenza

Che tipo di contenuti stanno generando i vostri competitor? Qual è la
loro performance nelle ricerche e sui social media? Quali parole chiave
stanno portando loro profitti?

Trovare risposte a tutte queste domande vi aiuterà a creare contenuti
che ottengano realmente traffico. Se una specifica parola chiave porta
tonnellate di visitatori ai vostri competitor, potete essere sicuri che
l’utilizzo di parole chiave simili produrrà lo stesso risultato.

2. Trovare nuove idee per contenuti

Sapere che tipo di contenuti effettivamente produca condivisioni e
traffico dalle ricerche vi aiuterà a trovare idee per il vostro sito.

Per esempio, se notate che contenuti indirizzati a gruppi di interesse
specifici (post come “Le 10 cose che solo i gamer capiranno” che
appaiono su Buzzfeed) ottengono tonnellate di condivisioni, sarà
possibile crearne di simili e ottenere un fetta del traffico.

Ho personalmente utilizzato questa tattica in diverse occasioni sia qui
che su Health Ambition.

3. Costruire link ed aumentare le condivisioni

Quali siti stanno inserendo collegamenti ai vostri competitor? Quali
contenuti ricevono il maggior numero di backlink? Chi sta condividendo
sui social media i contenuti dei vostri competitor?

Una volta trovate le risposte a queste domande, diventa molto più
facile costruire backlink. Ad esempio, se un concorrente ha ottenuto un
collegamento da una pagina di “Risorse”, c’è una buona probabilità
che possiate inserirvi ed ottenere un backlink.

4. Entrare in contatto con chi promuove i vostri
contenuti

Le persone che condividono, ritwittano e cliccano like ai vostri
contenuti rappresentano la vostra risorsa più importante: scoprire di chi
si tratti ed entrarci in contatto può accrescere l’entità del vostro network
di svariate volte. ​

I pericoli dell’investire negli strumenti di
informazione

Ahrefs è uno strumento fantastico, al punto che è l’unico strumento di
SEO e content marketing utilizzato qui ad Authority Hacker perché fa
tutto ciò che desideriamo. Ma c’è una cosa che non fa: non svolge il
lavoro al vostro posto.

Questo è il problema principale di chi investe in strumenti di analisi e di
ricerca di mercato: tutto ciò che questi software fanno è fornire
informazioni e dati di cruciale importanza per chi sa come interpretarli
e, ancor più importante, come prendere decisioni a riguardo.

So di moltissime persone che hanno acquistato questi strumenti con
grandi progetti nei loro piani ma che non hanno poi mai sfruttato i dati
raccolti. Queste persone hanno investito enormi quantità di denaro
senza che la loro attività ne ricevesse i vantaggi. Non fatelo!

If you buy Ahrefs or any analytics / market research tool, you ALSO need to set time aside to train yourself (and/or your team) at using it and more time to execute on the information extracted.

Se si decide di acquistare Ahrefs o un qualsiasi altro strumento di
analisi o ricerca di mercato, bisogna ANCHE dedicare del tempo al
training (il vostro e/o quello del vostro team) e ancor di più all’utilizzo
delle informazioni estratte.

Questi sono alcuni dei trucchi che vi insegnerò in questo post:

  • Moltiplicare dalle 5 alle 10 volte l’hit rate dei vostri contenuti
  • facilitare enormemente la ricerca di parole chiave
  • Trovare decine di opportunità di link building etico (e smetterla
    una buona volta con i dannati PBN)
  • Capire come i vostri competitor siano arrivati dove sono e come
    imitarli… e altro ancora

Ricordate però che se non dedicherete abbastanza tempo a mettere in

pratica quello che state per imparare, tutto ciò che Ahrefs farà per voi
sarà addebitarvi la quota dell’abbonamento mensile.
Se state ancora leggendo allora volete scoprire tutti questi trucchi.
Cominciamo subito (dopo alcuni avvertimenti).


Chi NON dovrebbe acquistare Ahrefs

Ahrefs è uno strumento eccezionale, ma non è per tutti. Se rientrate in
una delle seguenti quattro categorie, fareste meglio a starne alla larga.

1

Se non siete particolarmente attivi sul vostro blog, non riceverete
decisivi vantaggi da analisi approfondite dei vostri contenuti e sarà
improbabile che possiate trarne profitto.

2

Pionieri in un Mercato

Non è possibile raccogliere dati su una nicchia che neppure esiste. Se
muovete i primi passi in un mercato completamente nuovo (ad
esempio Uber alcuni anni fa), non farete buon uso di Ahrefs.

3

Operazioni Low-Budget

A $99 al mese per il piano Lite, Ahrefs non è esattamente economico.
Se operate con un budget ridotto, potreste vedere risultati migliori
investendo nei contenuti.

4

Siti con pochi update

Se siete uno di quei webmaster che aggiornano il proprio sito molto
saltuariamente, Ahrefs non fa per voi.


Ahrefs: Recensione e Panoramica

Cosa c’è dentro Ahrefs?

Tutti gli altri strumenti che abbiamo esaminato fino ad ora – Buzzsumo,
Buzzstream e Thrive Content Builder – sono strumenti stand-alone con
un’unica funzione, Ahrefs è un po’ diverso.

Tutti gli altri strumenti che abbiamo esaminato fino ad ora – Buzzsumo,
Buzzstream e Thrive Content Builder – sono strumenti stand-alone con
un’unica funzione, Ahrefs è un po’ diverso.

Sono abbastanza sicuro che abbiano copiato molte idee da compagnie
concorrenti, ma è così che funziona il mercato e Google o Apple non
avrebbero nulla da ridire.

Oggi, Ahrefs è uno dei soli due strumenti per SEO che utilizziamo per
tutti i nostri siti, ha sostituito tutto tranne quello che Buzzstream fa per
la gestione delle campagne.

Permettetemi di mostrarvi cosa c’è dentro questo strumento e,
soprattutto, come lo sfruttiamo nel content marketing per i nostri siti.

Leggete la guida!


1. Crawl Report

Dopo aver aggiunto il vostro sito su Ahrefs, sarà possibile consultare
un crawl report o rapporto di indicizzazione che farà luce sulle
prestazioni del vostro sito dalla prospettiva di un motore di ricerca.

Si può ad esempio cliccare su “Performance” nel pannello a sinistra e
ordinare le pagine secondo il tempo richiesto dall’indicizzazione, un
tempo di crawl elevato significa che c’è qualcosa che non va nella
pagina web. Questo è sia un male per i vostri utenti che per le attività
di SEO, in quanto Google premia la velocità dei siti.

 

Leggi anche: Giada facile all’ottimizzazione di siti web

Si può anche usare il crawl report per trovare pagine con errori 4xx
(per esempio errori 404) e risolverli facilmente.

Pagine mancanti e
codici di errore sono un male per gli utenti e se questi non riescono a
trovare il contenuto che stanno cercando, potete scommettere che
nemmeno Google ne sarà troppo felice.

Un gran numero di pagine con
errori 404 può avere un impatto negativo in termini di SEO, è quindi
sempre una buona idea rimuoverli o risolverli il più rapidamente
possibile.

La caratteristica più utile è però la capacità di analizzare l’intero
contenuto in una sola volta. Questa funzionalità vi aiuta a trovare titoli
duplicati, meta-description mancanti, tag H1 multipli in una pagina: una
serie di minimi interventi sulle pagine web che possono risultare in
piccoli incrementi supplementari nel rating.

Pensate insomma al crawl report delgi Strumenti per Webmaster di
Google, ma sotto steroidi e con utili opzioni di filtraggio ed
esportazione che accelerano straordinariamente le cose.

 


2. Monitoraggio del rating

Recensione approfondita delle funzioni di monitoraggio rating di Ahrefs

Questo strumento vi aiuterà a tenere traccia di un elenco di parole
chiave chiave (fino a 250 con il piano Lite e 750 con il piano standard)
e monitorare i progressi del vostro sito.

È possibile ad esempio controllare come il posizionamento del vostro
sito cambi nel tempo in relazione ad una determinata parola chiave ed
impostare Ahrefs affinché produca un rapporto settimanale o
quotidiano sul vostro rating facendovi risparmiare ore di lavoro ogni
mese.

Questo servizio si dimostra particolarmente utile se si possiedono
svariati siti web o si offrono servizi di SEO. Inoltre, Ahrefs vi permette
anche di tenere traccia del vostro rating in diverse aree geografiche
(ad esempio in diversi Paesi) e sia per desktop che mobile.

Non è ancora perfetto, ma data la scarsa qualità degli altri servizi di
monitoraggio del rating presenti sul mercato, questo è certamente al
pari degli altri e trovo la divisione mobile e desktop particolarmente
utile, soprattutto dopo il nuovo aggiornamento mobile.


3. Site Explorer

Il Site Explorer è lo strumento principale offerto da Ahrefs e quello su
cui spenderete la maggior parte del vostro tempo, poiché fornisce una
visione approfondita dei principali contenuti del vostro sito, dei
backlink, ecc.

Vediamo cosa il Site Explorer abbia da offrire.

Dashboard

La dashboard fornisce una singola panoramica sui dati relativi ad un
sito, consentendovi di acquisire informazioni relative al vostro domain
rank (la versione di Ahrefs di Domain Authority), al numero di backlink
e referring domain, ecc.

Questo risulta particolarmente utile anche per effettuare una rapida
analisi dei competitor, come ad esempio la crescita nel tempo dei loro
backlink e del loro traffico. Una crescita limitata è infatti segnale di un
concorrente poco attivo nella promozione del proprio sito: questa è la
vostra opportunità per colpire e dominare il mercato!

Scorrendo questa sezione troverete una miriade di informazioni utili
come:

  • ​Il numero e i tipi di backlink che puntano ad un sito web
  • La velocità con cui vengono generati nuovi link a domini e
    pagine specifiche
  • Una stima del rating delle vostri domini e URL
  • Una stima del traffico e della crescita del traffico di un sito
  • Un elenco dei primi cinque contenuti in termini di link e
    condivisioni
  • Una mappa della distribuzione dei domini di livello nazionale dei
    link che puntano ad un sito
  • Una nuvola di anchor text con percentuale di utilizzo
  • La distribuzione del rating delle URL dei link che indirizzano a
    tale sito e molto altro

Potrete utilizzare i dati contenuti in questa sezione per ottenere un’idea
rapida di dove il sito che state analizzando si trovi in termini di SEO,
contenuti, ecc.

Se state facendo un’analisi al volo per un cliente al telefono o siete
semplicemente in cerca di competitor da analizzare, questa è la
panoramica che userete per avere un giudizio sulla situazione
complessiva di un sito.

Top Pages

​La sezione Top Pages, come suggerisce il nome, consente di
visualizzare le pagine migliori di un determinato dominio in base ai loro
backlink e alla performance sui social network, permettendovi di
ordinare i risultati secondo questi due parametri.

Questa sezione offre l’opportunità di capire come uno specifico
concorrente costruisca la maggior parte dei propri backlink e con quale
tipo di contenuti (in modo da poterne replicare le metodologie o trovare
ispirazione).

Io uso questo strumento per il nostro Skyscraper funnel e per creare
contenuti sui quali sarà possibile costruire link per aumentare la nostra
domain authority e per monitorare il nostro traffico nel tempo.

Top Grossing Pages

Questa funzionalità analizza un sito web e determina quali pagine
stiano, in questo momento, guadagnando il maggior numero di link.
Dovete sapere infatti, che i contenuti online ricevono attenzione in
modo sporadico con esplosioni di link seguite da periodi più tranquilli.

La funzione Top Grossing Pages rileva queste esplosioni
permettendovi di identificare senza ulteriori distrazioni i contenuti che
al momento funzionano per i vostri concorrenti.

Questa funzione identifica quali contenuti dei vostri competitor stiano
ricevendo traffico come conseguenza di notizie o articoli riportati dalla
stampa, così che possiate replicarli in modo tempestivo, seguiti da una
campagna di outreach mirata ad ottenere collegamenti simili.

È un ottimo complemento alla sezione Top Pages di cui ho parlato in
precedenza.

Di seguito un video su come utilizziamo il Site & Link Explorer per
analizzare competitor e adattare le strategie di Authority Hacker:

Links

Questa è la funzionalità che ha reso Ahrefs famoso, ma è anche la sua
maledizione. Nonostante rappresenti una grande alternativa a
strumenti tutto in uno come Moz, la gente continua infatti a percepire
Ahrefs solo come un semplice link checker.

Per avere un’idea di quello che può fare, immaginate un Open Site
Explorer sotto steroidi: la quantità di dati che riceverete sui nuovi link
acquisiti da un sito è eccezionale e rappresenta un ottimo modo per
individuare nuove opportunità. C’è poi uno strumento che permette di
disattivare link, ottimo se ricevete un sacco di collegamenti difettosi.

Ma esaminiamo più in dettaglio le varie sezioni del Link Explorer.​

Disavow Tool, uno strumento per disattivare link
difettosi

Google raccomanda ufficialmente di ripulire i “collegamenti difettosi”
che puntano al vostro sito in quanto potrebbero influenzare
negativamente i risultati della ricerca. Se la rimozione di questi link non
è possibile, Google offre un modo per “disattivarli” in modo che non
abbiano un impatto negativo sul rating del vostro sito. Si tratta tuttavia
di una procedura avanzata da utilizzare con molta cautela, come
avvisa Google sulla sua pagina di supporto per i webmaster.

Un’altra funzionalità offerta da Ahrefs consente di creare un file di
disattivazione che è possibile inviare agli strumenti per webmaster.
Conserverà inoltre una scheda dedicata ai collegamenti e domini già
disattivati che non verranno quindi visualizzati nei vostri risultati, in
modo da avere una visione accurata di come Google visualizza il
vostro sito.

Tutto ciò che dovete fare per disattivare un link in Ahrefs è selezionarlo
e fare clic sul pulsante “Disavow URL”.

Se poi volete farlo in blocco, è
disponibile l’opzione “Upload Disavowed Links”: basta caricare un file
di testo con i link da disattivare ed Ahrefs farà in modo che non lascino
un impatto negativo in termini di SEO.

Opzioni di filtraggio

​Con Ahrefs potrete organizzare i link secondo diverse categorie, come
mostrato:

Questa sezione vi permette di filtrare l’elenco di link di qualsiasi sito
web in base a criteri come:

  • ​Nofollow contro Dofollow
  • Redirects
  • Sitewide contro Non Sitewide
  • Link a pagine EDU / GOV
  • Link per tipo di piattaforma (WordPress, forum ecc …)
  • Link per lingua della pagina collegata (nuova funzionalità)

Trovo che questo strumento sia particolarmente utile per scoprire quali
link di un determinato sito facciano realmente la differenza.

Nuovi collegamenti e link scomparsi

Questa sezione vi darà una lista dei link che il sito ha recentemente
acquisito e perso: con le sue approfondite opzioni di filtraggio Ahrefs vi
permette di trovare facilmente collegamenti in un determinato periodo
o ordinare quelli acquisiti nell’ultima settimana, mese o 60 giorni.

Oltre che per evitare, quando possibile, la perdita di link, io uso questa
funzionalità per mettermi in contatto con persone che inseriscono
collegamenti alle nostre pagine e costruire con loro un vero rapporto.

  • Nuovi link: Ogni volta che qualcuno crea un link ad uno dei
    nostri contenuti, si presenta l’opportunità di creare una nuova
    collaborazione che potrà portare ad ulteriori link, promozioni ecc.
    (leggete la nostra recenzione di Buzzstream per suggerimenti
    sull’outreach)
  • Link persi: Se ne parla raramente, ma è così: i link possono
    scomparire. Molto spesso basta inviare una semplice email alla
    persona che ci aveva originariamente linkato per risolvere il
    problema e mantenere la nostra link equity.

In basso vi propongo alcuni modelli per email da usare nei relativi casi:

Nuovi collegamenti

Caro/a [Nome destinatario]

Stavo controllando le mie statistiche ed ho notato che recentemente
hai inserito sul tuo sito un link ad un mio contenuto ([link]) e volevo
ringraziarti!

Ci fa immenso piacere ed un giorno vorremmo poter ricambiare il
favore. Facci sapere se possiamo aiutarti in qualche modo.

Cordiali saluti,

[Vostro nome]

L’obiettivo di questa email è quello esortare una risposta ed avviare
così una conversazione, niente di più. La prossima volta che avrete
qualcosa che loro potrebbero linkare, avrete l’opportunità per
chiederglielo.

Link scomparsi

Caro/a [Nome destinatario],

Il mio nome è [Vostro nome] e sono l’editor principale di
[vostro_sito.com].

Ti invio questa mail per farti sapere che uno dei tuoi link (o una delle
tue pagine) è irraggiungibile. Questo è l’indirizzo ([inserire qui l’url]) nel
caso in cui vorresti risolvere il problema.

Spero di esserti stato d’aiuto.

[Vostro nome]

Come prima, anche qui l’obiettivo è quello di invitare ad una risposta o
per lo meno far sì che l’errore venga corretto in modo da riottenere il
vostro link. Se poi dovessero rispondere, avrete il pretesto per
chiedere loro di inserire ulteriori collegamenti al vostro dominio.

Link corrotti

Ahrefs svolge anche un ottimo lavoro nell’individuare tutti i link corrotti
in un sito, sia in entrata che in uscita.

Questa è un’altra grande opportunità di link building. Se veramente
desiderate che i vostri link appaiano su un determinato sito, ciò che
dovete fare è individuare collegamenti corrotti su pagine che
potrebbero ospitare i vostri link ed inviare un’email all’editor
informandolo dei collegamenti difettosi sul suo sito. Dopo aver ricevuto
una risposta, potrete chiedere di sostituire i link corrotti con i vostri.

Ecco alcuni template di posta elettronica consigliati per questo:

Email 1 – Esca

Caro/a [Nome destinatario],

Ero sul tuo sito oggi ed ho trovato diversi collegamenti non funzionanti
su alcune pagine, posso inviarteli se lo desideri.

Cordiali saluti,

[Vostro nome]

Abbiamo lanciato l’esca, ora speriamo in una risposta.

Email 2 – Pitch

Ciao [Nome destinatario],

Certo, ecco i collegamenti corrotti che ho trovato:

[Link 1] su [pagina 1]

[Link 2] su [pagina 2]

[Link 3] su [pagina 3]

Inoltre, mentre stavo navigando, ho pensato che forse questo link
([URL]) potrebbe essere inserito su questa pagina ([URL]). Cosa ne
pensi?

[Vostro nome]

Allo stesso tempo, backlink corrotti sul vostro sito sono un problema
dal punto di vista dell’esperienza di navigazione, rimuoverli è sempre
una buona idea.


4. Content Explorer

Il Content Explorer di Ahrefs mostra i contenuti più condivisi su un
argomento. Funziona un po’ come Buzzsumo (che abbiamo esaminato
in precedenza) e rappresenta un ottimo modo per trovare idee su
nuovi contenuti.

Esistono tre modi per utilizzare il Content Explorer:

  • Trovare idee su nuovi contenuti: cercate la vostra parola
    chiave per trovare i contenuti correlati più condivisi. Potete quindi
    utilizzare questi dati per ideare contenuti simili.
  • Trovare sharer e influrncer: Ahrefs vi mostrerà tutti coloro che
    hanno condiviso uno specifico post su Twitter. Si può utilizzare
    questa informazione per creare un elenco di influencer e sharer a
    cui twittare un contenuto simile nella speranza che venga
    ricondiviso.
  • Trovare contenuti da condividere: creare contenuti rilevanti e
    di alta qualità sui social media è un modo per stabilirvi come opinion
    leader: potete infatti utilizzare il Content Explorer per individuare
    contenuti nuovi e popolari da condividere. Coniugando poi il Content
    Explorer con Sniply, questa attività può anche diventare un’ottima
    opportunità di lead generation e generazione di traffico per il vostro
    business online.

Esaminiamo quindi tutte le funzionalità del Content Explorer che vi
aiuteranno a fare quanto detto sopra.

Ricerca

Questo sarà il vostro pane quotidiano nelle ricerche generali ed Ahrefs
vi mostrerà i contenuti più popolari.

Ricerca avanzata

L’opzione di Ricerca Avanzata di Ahrefs è molto simile a quella di
Google: è infatti disponibile una serie di operatori di ricerca per
eseguire ricerche più precise.

Questa funzionalità diventa particolarmente utile quando siamo in
cerca di contenuti su un argomento specifico. Ad esempio, se abbiamo
bisogno di contenuti su “content marketing” che non menzionino SEO,
possiamo fare qualcosa di simile a questo:

“content marketing” -seo

Filtraggio

Mi piacciono moltissimo le opzioni di filtraggio di Ahrefs, in particolare
la capacità di filtrare i risultati in base ad uno specifico periodo
temporale. Questo si rivela particolarmente utile quando si cerca di
fare newsjacking, ovvero cavalcare l’onda delle notizie virali.

È possibile identificare un argomento di cui tutti parlano su Facebook o
Twitter, creare un breve articolo basato su di esso, a volte basta
semplicemente incorporare un video che ne parli, ed attrarre quindi
traffico e condivisioni dai vostri follower.

Usato insieme a Sniply, diventa un ottimo modo per attrarre maggiori
clic sul vostro sito.

Trovare Sharers

Questa è una delle funzioni più utili del Content Explorer: cliccando sul
pulsante “View” (situato sotto l’icona di Twitter), si vedrà per qualsiasi
link un elenco delle persone che lo hanno condiviso. È anche possibile
ordinare la lista per numero di retweet: un numero più elevato significa
maggiori probabilità che il vostro link venga ricondiviso.

Ci sono tre modi per utilizzare questa funzionalità:

  • Trovare persone da seguire: Nella nostra guida su Twitter
    abbiamo parlato di quanto sia importante seguire persone
    mirate. Un modo per farlo è quello di trovare persone che
    abbiano condiviso contenuti simili su un argomento simile al
    vostro.
  • Ricerca demografica: Dopo aver dato un’occhiata al profilo di
    alcuni sharer, avrete un’idea più chiara di che tipo di persone
    condividano contenuti come i vostri. Non si tratta di un metodo
    obiettivo, ma è utile quando si cerca di ottenere una migliore
    comprensione del proprio pubblico di destinazione.
  • Ottenere retweet: Trovate persone che retwittano
    costantemente, quindi richiedete loro un retweet tramite email,
    messaggio diretto o un tweet. Se il vostro contenuto merita,
    sarete sorpresi da quante persone saranno felici di aiutarvi.

Ecco cosa scriverei ad uno sharer affinché ritwitti un mio contenuto:

Ciao @username, ho appena pubblicato questo post su X, penso che
lo troverai molto interessante: [URL], condividilo pure se ti piace 🙂

Il problema principale di questa funzionalità è che fa purtroppo
affidamento solo sulla API “nuovi tweet” fornita da Twitter e, di
conseguenza, mostra solo le persone che hanno di recente condiviso il
contenuto. Ciò significa che se il contenuto che stiamo analizzando è
più datato, probabilmente non individueremo molti influencer.

Sarebbe molto meglio se Ahrefs salvasse l’elenco di queste persone in
ordine cronologico piuttosto che semplicemente richiamare l’API,
operazione che renderebbe queste funzioni molto più utili. *occhiolino
agli sviluppatori*

La risposta di Ahrefs

Ho avuto modo di parlare con Tim di Ahrefs e mi ha spiegato che la
raccolta di questi dati rappresenterebbe una violazione dei termini di
servizio di Twitter ed è per questo motivo che non è stato fatto. Ad
Ahrefs stanno però lavorando ad una soluzione alternativa che sembra
altrettanto buona. Rimanete sintonizzati sul loro blog per sapere
quando verrà rilasciata 🙂

Analisi dettagliata dei contenuti

Questa è una delle mie funzioni preferite nel Content Explorer, la
capacità di controllare con un colpo d’occhio le prestazioni nel tempo di
un contenuto.

Cliccando sulla freccetta all’estrema destra di un link apparirà una
schermata che mostra: il numero di domini o pagine di riferimento nel
tempo, i backlink esatti, il numero di condivisioni e tutte le parole
chiave associate al contenuto oltre che al progresso nel tempo.
È un ottimo modo per vedere se un contenuto fortemente condiviso
abbia una buona performance anche nei risultati dei motori di ricerca.
Un intenso traffico associato a backlink significa che dovreste inserire
sul vostro sito più contenuti di quel tipo per aumentare la vostra
domain authority.

Come usare Content Explorer per trovare
idee per contenuti

Content Explorer di Ahrefs contro BuzzSumo

​Il Content Explorer fornito da Ahrefs è molto simile a Buzzsumo:
entrambi mostrano il contenuto più cliccato su un argomento, chi lo ha
condiviso e danno la possibilità di filtrare i risultati. La domanda sorge
spontanea: su quale dei due investire?

Ahrefs

  • $179 al mese per Ahrefs Standard
  • Dati sui backlink oltre che sui social media
  • Grafici di performance temporale migliori
  • Verifica del rating dei contenuti su Google

Tutti gli altri strumenti inclusi nel pacchetto Ahrefs

Buzzsumo

  • $99 al mese per la versione Pro
  • Opzione di filtraggio per tipo di contenuti (infografica, video ecc.)
  • Dati più accurati sugli influencer
  • Integrazione con Twitter: segui profili ed invia tweet direttamente
    dall’app

Un importante dettaglio da considerare è che il Content Explorer è solo
uno degli strumenti offerti da Ahrefs mentre Buzzsumo fa solo quello.

C’è una specifica funzionalità di Buzzsumo di cui sento enormemente
la mancanza in Ahrefs: mi riferisco al filtraggio per tipi di contenuto
(infografica, video ecc.), nonostante sia possibile compensare con
ricerche avanzate.

In generale, considerati la differenza di prezzo, gli straordinari
strumenti per Search Engine Optimization (SEO) e la sua complessiva
utilità, Ahrefs vince senza alcun dubbio questo faccia a faccia.

Il Positions Explorer fornisce informazioni su parole chiave e rating di
un dominio. Digitando un dominio nella casella di ricerca, si otterrà
un’analisi approfondita dei principali competitor, delle singole pagine,
dei contenuti e della crescita in termini di rating e parole chiave nel
corso del tempo.

Una funzione molto interessante che si rivela particolarmente utile nel
trovare idee per parole chiave ed individuare opportunità. Vediamo in
dettaglio.

Dashboard

Questa è la schermata che vi accoglierà dopo aver digitato un dominio
nella casella di ricerca.

 

Otterrete una stima del numero di parole chiave alle quali il dominio è
associato e del traffico mensile proveniente da tali parole chiave.
Vedrete anche i maggiori competitor, le pagine web, la crescita nei
rating ed un’analisi della performance del sito nei risultati dei motori di
ricerca.
La Dashboard fornisce quindi una panoramica completa grazie alla
quale è possibile determinare se le strategie di un sito funzionino o
meno e se sia il caso di ispirarsi ad esse.

Top Pages

Un clic sul link “Top Pages” nel riquadro a sinistra vi mostrerà le pagine
di primo livello del sito in termini di visite o di numero di parole chiave
associate.

Questo è un buon metodo per scoprire quali tipi di contenuto
ottengono effettivamente buone posizioni nei risultati di ricerca e per
trovare idee. Ad esempio, il nostro post sui top 23 blogger di tutti i
tempi è una delle pagine più visitate di questo sito, di conseguenza un
eventuale competitor dovrebbe creare contenuti su un argomento
simile per cercare di superarci nei rating.

A rendere questa sezione straordinaria è poi la capacità di tener conto
dell’intera frase ricercata.

Molte pagine ottengono infatti la maggior parte delle proprie visite da
chiavi di ricerca composte da parole multiple; queste chiavi di ricerca
dette “a coda lunga” verranno però ignorate dalla maggior parte degli
strumenti di analisi perché questi ultimi lavorano solo con parole
chiave singole. Con Ahrefs sarà invece facile individuare queste chiavi
a coda lunga e modificare i propri contenuti di conseguenza.

Ecco un video che ho recentemente prodotto per Ahrefs in cui mostro
come noi usiamo questa funzione per ideare molti dei nostri contenuti:

Recent Changes

Questo strumento mostra i recenti cambiamenti in termini di
performance nei risultati di ricerca per i contenuti del sito, indicando
con quali parole chiave il sito ha migliorato il proprio rating e quelle che
gli hanno fatto perdere traffico.

Utilizzo questa funzionalità in gran parte per monitorare i nostri siti e
farmi un’idea delle loro prestazioni quotidiane senza dover aggiungere
tutte le parole chiave a coda lunga al tracker.

Pay Per Click (PPC)

Volete sapere quali parole chiave sono effettivamente redditizie per un
sito web? Semplice: controllate con quali parole chiave si sta
effettivamente promuovendo.

Questo strumento vi consente di eseguire esattamente questa
operazione: vi mostrerà un elenco di parole chiave utilizzate da un sito
su Google, insieme alle sue pagine più visitate ed una selezione di
annunci pubblicitari. Potrete quindi utilizzare questi dati per trovare
parole chiave redditizie.

Ad esempio, Airbnb dispone di annunci per parole chiave come
“appartamenti in affito a Dublino” e “weekend all’estero”.

Se fossi un
competitor di Airbnb, creerei quindi contenuti per queste parole chiave
allo scopo di dirottare parte del traffico.

Questo strumento consente inoltre di scoprire il testo pubblicitario e
l’indirizzo delle landing page, un ottimo modo per determinarne le
AdWords dei competitor ed approfittarsi di tutto il denaro che la vostra
concorrenza ha certamente speso per ottimizzare le proprie
campagne.

Positions Explorer di Ahrefs contro SEMRush

In quanto a funzionalità, il Positions Explorer è molto simile a ciò che
SEMRush ha da offrire, ma quale comprare dei due?

Ahrefs

  • A partire da $99 al mese
  • I migliori dati sui backlink
  • Nessun site crawling
  • Trovare fino a tre volte più parole chiave rispetto a SEMrush
  • Aggiornamenti quotidiani sul rating

SEMrush

  • A partire da $99 al mese
  • Pessimi dati sui backlink
  • Analisi dei siti soddisfacente
  • Strumenti per PPC unici nel loro genere

Nel complesso, per lo stesso prezzo nel 2017, Ahrefs è semplicemente
migliore: i vari strumenti appaiono più “ponderati”; la mole di dati forniti
è più ampia nella maggior parte dei casi ed a meno che non abbiate
assolutamente bisogno di alcuni strumenti per PPC specifici di
SEMRush, vi consiglio decisamente la suite di Ahrefs.

Leggete la nostra recensione completa di SEMRush per una visione
approfondita del loro pacchetto.

 


  • Keywords Explorer

    Il Keywords Explorer è stato, fino al 2016, uno degli strumenti meno
    utilizzati del pacchetto Ahrefs, ma molto è cambiato con la recente
    release “Keywords Explorer 2.0”.

    Come gli sviluppatori hanno giustamente ammesso, aggiungere alcune
    nuove funzionalità al prodotto esistente non avrebbe risolto il
    problema: c’era bisogno di ripartire da zero e ricostruire dalle
    fondamenta lo strumento di ricerca per parole chiave definitivo.

    Ahrefs è già considerato un’arma indispensabile da parte di molti
    esperti di SEO e di online marketing. Ora il team di sviluppo sostiene di
    aver creato “il miglior strumento di ricerca per parole chiave nel
    settore”.

    Ai posteri l’ardua sentenza.

    Come ottenere più suggerimenti da
    Seed Keywords multiple

    Proprio come per qualsiasi strumento di ricerca per parole chiave, è
    necessario fornire ad Ahrefs Keywords Explorer alcune chiavi primarie
    o seed keyword con cui lavorare.

    Ahrefs porta la ricerca per parole chiave primarie ad un nuovo livello e
    permette di inserire fino a dieci seed keyword allo stesso tempo.

    Una volta eseguita la ricerca, sarete portati ad una schermata
    panoramica su cui troverete una serie di dati specifici per le parole
    chiave.

     

    Basta poi cliccare su una delle opzioni in “Keyword Ideas” per
    visualizzare suggerimenti correlati. Personalmente, penso che avrebbe
    più senso se la ricerca del Keyword Explorer portasse direttamente
    alla sezione Keyword Ideas anziché alla panoramica. Ma questo è solo
    il mio parere.

    Ad ogni modo, le opzioni fornite sono straordinariamente utili. Anziché
    mostrare tutti i suggerimenti, si può scegliere fra quattro categorie che
    sostanzialmente agiscono come diverse opzioni di ricerca, simili a
    quelle trovate in KW Finder

    Ecco come funziona:

    – “Phrase match” mostra solo suggerimenti contenenti
    corrispondenze esatte
    – “Having same terms” mostra solo suggerimenti contenenti le
    seed keywords in qualsiasi ordine
    – “Also rank for” mostra solo suggerimenti per keyword
    associate ai dieci siti più cliccati
    – “Search suggestions” mostra solo suggerimenti generati dalla
    funzione suggerimenti automatici di Google

    Quello che succede dopo mette in evidenza l’enormità del database di
    parole chiave di Ahrefs: cliccando sul pulsante per mostrare tutti i
    suggerimenti si possono ottenere oltre 30.000 keyword ideas
    partendo da sole tre seed keyword.

    Ahrefs Keywords Explorer contiene infatti circa 3,1 miliardi di parole chiave, ovvero 10 volte più
    della precedente versione. Gente, è semplicemente immenso.

    Ho poi usato le stesse seed keyword in altri strumenti di ricerca di
    parole chiave per confrontarne il numero di suggerimenti forniti.

  • Keyword Research Tool Suggestions
    Ahrefs Keywords Explorer 34,859
    Long Tail Platinum Cloud 2,706
    KW Finder 200 or 700
  • Trovare la “pepita d’oro” delle keyword

    Abbiamo quindi stabilito che il Keywords Explorer è alimentato da un
    database mostruoso, il che è fantastico. Ma per quanto
    impressionante, non rappresenta la caratteristica decisiva per uno
    strumento di ricerca di parole chiave. D’altronde, ciò che conta non
    sono le dimensioni, ma ciò che si può fare con il database.

    È infatti assolutamente inutile disporre di una quantità infinita di dati se
    non è possibile filtrarli correttamente e scovare così le autentiche
    pepite d’oro, quelle succulenti keyword con cui le ondate di visite al
    vostro sito saranno quasi garantite.

    Parliamo quindi delle opzioni di filtraggio. A fare la differenza in questo
    caso è la disponibilità di parametri analizzabili e la loro precisione:
    maggiore la mole di dati con i quali lavorare e più efficacemente sarà
    possibile filtrare grandi quantità di parole chiave suggerite.

    Il Keywords Explorer consente di filtrare in base a tutti i parametri più
    comuni, tra cui il volume di ricerca mensile, il CPC ed il keyword
    difficulty score, il nuovo standard nel settore delle parole chiave.

    Cominciamo dal parametro più ovvio, il volume di ricerca.

    Sarete lieti di sapere che Ahrefs utilizza dati clickstream per misurare
    volumi di ricerca accurati, in modo da non essere influenzato dalle
    recenti modifiche di Google.

    Ma diciamoci la verità: questo è il minimo
    che ci si aspetta da una suite con costi a partire da $99 al mese. Non è
    con questo che Ahrefs guadagna i suoi punti.
    Ahrefs fa un passo avanti e permette di filtrare attraverso metriche
    aggiuntive che, per quanto ne so, sono un’esclusiva del Keywords
    Explorer.

    La prima è Clicks Per Search o CPS ed indica il numero di risultati su
    cui la gente tende a cliccare per un determinato termine di ricerca.

    In sostanza, un CPS superiore implica una maggiore esposizione nelle
    posizioni più basse della prima pagina dei risultati di Google, in quanto
    gli utenti tenderanno a cliccare su più risultati per trovare una risposta.

     

    Se per esempio, scarto i suggerimenti con un CPS inferiore a “1:1”
    ottengo solo 125 parole chiave, ma so che queste ricevono in media
    più di un clic, il che significa che hanno un potenziale di traffico più
    elevato.

    Successivamente, abbiamo Return Rate o RR.

    Questo parametro indica quanto spesso le persone eseguono la stessa ricerca nel corso
    di un mese: un punteggio di 1 significa che la ricerca non verrà più
    effettuata, mentre un punteggio di 2 significa che la chiave di ricerca
    verrà riutilizzata piuttosto spesso.

    Per fare un esempio pratico, dopo aver cercato ed individuato una
    nuova dieta, è molto probabile che ci si attenga ad essa e non se ne
    cerchi un’altra per un po’. La misurazione del BMI, al contrario,
    potrebbe essere per qualcuno un termine di ricerca abbastanza
    frequente.

    Ha senso, giusto?

    Bisogna riconoscere che la scala in sé è un po’ confusa e
    probabilmente andrebbe meglio misurata in relazione agli altri
    suggerimenti di parole chiave. In ogni caso, si tratta di informazioni utili
    che non si ottengono con altri strumenti di ricerca di keyword.

    Queste aggiunte non sono esattamente rivoluzionarie, ma questi sono
    quei miglioramenti che rendono la ricerca di parole chiave più profonda
    dei semplici volume di ricerca e keyword difficulty ed è bello vedere
    aziende in questo campo che ancora spingono sull’innovazione in
    quello che è diventato, in ultima analisi, un mercato di “copia e incolla”.

    I vantaggi delle metriche avanzate e
    memorizzate in cache

    Avrete probabilmente già notato che alcune delle metriche avanzate
    all’interno del Keywords Explorer sono nascoste per impostazione
    predefinita… o per lo meno, sembrano essere nascoste.

    In realtà, Ahrefs utilizza dati memorizzati nella cache per ottimizzare le
    prestazioni ed impedire agli utenti di sottoporre il sistema ad inutili
    sforzi. In altre parole, la maggior parte dei dati è presente ed è anche
    completamente filtrabile… semplicemente non è così aggiornata.

    Ad esempio, nonostante il numero di clic sia non visibile, è comunque
    possibile filtrare in base a tale parametro lavorando con i dati
    memorizzati nella cache.

    Del tutto comprensibile, considerato il numero enorme di risultati
    ottenuti da questo strumento e gli elevati costi coinvolti nella raccolta di
    dati a questo livello. D’altronde, nella maggior parte dei casi, la cache è
    vecchia solo di pochi giorni.

    Per richiedere un aggiornamento, basta poi cliccare sul pulsante “Get
    metrics” accanto a ciascuna parola chiave oppure selezionare keyword
    multiple per farlo in blocco.

    L’aggiornamento impiegherà da un paio di
    secondi a un paio di minuti a seconda del numero di parole chiave
    selezionate: un tempo molto ragionevole considerata la quantità di dati
    che lo strumento vi fornirà.

    Una volta terminato l’update, i dati avanzati
    saranno disponibili insieme al keyword difficulty score aggiornato.

    Questo ha però un prezzo: a seconda del vostro piano di pagamento,
    avrete un numero limitato di “crediti” da utilizzare per richiedere
    metriche avanzate.

    Una volta esauriti i crediti, sarà comunque
    possibile utilizzare il Keywords Explorer limitandosi al difficulty score e
    ai volumi di ricerca salvati nella cache.

    Ma come ho già accennato, la cache resta comunque piuttosto
    recente.

    I Keyword Difficulty Score più affidabili

    È difficile al giorno d’oggi recensire uno strumento di ricerca di parole
    chiave senza dedicare un’intera sezione al keyword difficulty score.

    Si tratta di un argomento così altamente discusso, poiché in molti
    contano su di esso per essere guidati nelle ricerche, tanto che alcune
    persone basano la propria intera strategia di ricerca di keyword su
    questo singolo parametro.

    Esaminiamo quindi il funzionamento del difficulty score nel Keywords
    Explorer.

    Il nostro Perrin ha in realtà pubblicato un intero post, in cui confronta
    l’affidabilità di questi punteggi su diversi strumenti di ricerca di parole
    chiave. Ovviamente, Ahrefs Keywords Explorer era incluso e riporterò
    qui brevemente alcuni dei punti principali.

    La Keyword difficulty viene mostrata accanto a ciascuna delle parole
    chiave e, nella maggior parte dei casi, proverrà dalla memoria cache
    (verrà visualizzata in grigio se memorizzata in cache, su sfondo
    colorato se aggiornata).

    Come ho già detto, la cache risale solo a
    pochi giorni prima nella maggior parte dei casi ed è quindi ancora
    molto affidabile.

    Detto questo, è importante sapere che Ahrefs calcola la keyword
    difficulty puramente in base ai dati dei backlink, più specificatamente, il
    numero medio di referring domain nella prima pagina di Google.

    Questo è il modo in cui tutto viene correlato con il loro keyword
    difficulty score:

    Ciò che noterete immediatamente è che funziona su una scala
    esponenziale e non è equilibrato: nonostante vada infatti da 0 a 100,
    un punteggio di 50 non indica un livello medio di difficoltà.

    E come si può immaginare, questi risultati vengono calcolati in modi molto diversi
    dagli altri strumenti di ricerca di parole chiave.

  • Abbiamo infatti utilizzato nuovamente le stesse keyword su strumenti
    multipli per mostrarvi la differenza nei risultati:

 

Keyword Research Tool “Bicep Curl” “Bench Press” ”Barbell Squats”
Ahrefs Keywords Explorer 24 44 32
Long Tail Platinum Cloud 51 50 45
KW Finder 51 48 32

Guardando la tabella, si può sicuramente notare una certa
correlazione tra LTP Cloud e KW Finder, mentre si comincia già ad
avere un’idea di quanto Ahrefs si allontani da essi quando si tratta di
keyword difficulty. Si potrebbe pensare che si tratti inevitabilmente di
un difetto, ma non lo è.

Sebbene Ahrefs si scosti dal branco, troviamo che sia in realtà lo
strumento più preciso per determinare la keyword difficulty nel nostro
test.Se proprio volessimo cercare il pelo nell’uovo, allora sarebbe la
mancanza di un sistema personalizzato di raccomandazioni sulla
difficulty basato sulla forza del nostro sito, come già avviene in Long
Tail Platinum Cloud.

Da quanto ci risulta, il team di Ahrefs starebbe già lavorando a
qualcosa di simile. Restate sintonizzati.

Come associare keyword extra senza
creare nuovi contenuti

Parent Topics è una nuova utile funzionalità che emula alcune
caratteristiche di Ahrefs Site Explorer; nello specifico, lo strumento
“Top Pages”.

Man mano che Google diventa sempre più smart, la Search Engine
Optimization dipende sempre meno dalle singole chiavi di ricerca e più
da argomenti nel loro complesso.

Non molto tempo fa, saremmo stati tentati di scrivere un articolo per
ogni parola chiave, nonostante si riferissero pressappoco alla stessa
cosa.

Prendiamo come esempio la keyword “blog con più successo”.
Avremmo potuto creare un articolo completamente nuovo per puntare
a questa chiave di ricerca, ma ce n’era bisogno. Invece, un post che
avevamo pubblicato si concentrava su veri esempi di blog molto
visitati, e provate ad indovinare: abbiamo comunque attratto la parola
chiave.

È qui che Parent Topics entra in gioco: consente di analizzare il primo
risultato di Google per una chiave di ricerca, e determinare se sia
possibile raggruppare più keyword in un unico articolo. In altre parole,
vi aiuta ad ottenere una visione generale e complessiva, dandovi la
possibilità di concentrarvi su altre attività (per visualizzare i Parent
Topics per ciascuno dei vostri suggerimenti, dovrete prima cliccare sul
pulsante “Get metrics”).

Ed è proprio qui che le cose si fanno davvero interessanti.

Dopo aver
individuato un argomento promettente, potete cliccare su di esso per
trovare una vera e propria miniera d’oro di potenziali sottogruppi.

Ed è proprio qui che le cose si fanno davvero interessanti. Dopo aver
individuato un argomento promettente, potete cliccare su di esso per
trovare una vera e propria miniera d’oro di potenziali sottogruppi.

Giusto per darvi un’idea, utilizzando questi dati per strutturare i vostri
contenuti, potreste potenzialmente attrarre DECINE di parole chiave
aggiuntive che altrimenti vi sarebbero sfuggite. E questa è solo la
punta dell’iceberg.

Se volete davvero andare in profondità e scoprire migliaia di parole
chiave correlate da utilizzare con i vostri contenuti, dovete provare
anche l’analisi “Also ranks for”. A differenza di “Parent Topics” che
analizza solo il primo risultato, questa piccola gemma estrae dati da
tutti i primi 10 risultati di Google.

Devo ammettere di essere un grande fan di queste due funzionalità e
credo che possano essere usate da molti addetti di SEO in cerca di più
traffico per i propri contenuti. E siamo onesti, chi non lo desidera?

Come analizzare i movimenti nei risultati
di ricerca con “Positions History”

Con Positions History, il Keywords Explorer porta ancora una volta la
ricerca di parole chiave oltre i soli volumi di ricerca e keyword difficulty
score.

Con questa funzionalità è possibile esaminare una cronologia
dell’andamento dei primi cinque risultati di Google per una determinata
parola chiave.

Utilizzando Positions History è possibile ottenere una visione del tutto
nuova del movimento dei risultati di ricerca, che ci fa capire quanto sia
difficile penetrare nelle prime 5 posizioni.

Molto movimento (come nell’immagine sopra) sta ad indicare che Google non ha ancora
determinato quali siano i risultati “migliori”: una buona opportunità per
farvi avanti con qualche killer content ed assicurarvi un posto.

Facile revisione dei competitor nei
risultati di ricerca

Sebbene la keyword difficulty sia migliorata notevolmente negli ultimi
anni, è sempre una buona idea fare una revisione manuale delle
vostre parole chiave.

Con questo intendo semplicemente identificare la
forza complessiva di una data keyword sulla base dei risultati sulla
prima pagina di Google, ovvero quello che chiamiamo SERP Analysis.

Vediamo quindi come questa viene gestita da Keywords Explorer.
Per analizzare il suggerimento di una parola chiave, dovrete prima
cliccare su “Get metrics” e questo richiamerà l’analisi SERP.

 

Se proprio volessi essere puntiglioso a tutti i costi, direi che l’interfaccia potrebbe
essere abbellita con una pennellata di colore.

Le colonne principali a cui prestare attenzione, come evidenziato in
precedenza, sono Rank Domain e Rank URL, oltre che alle metriche ai
livelli di pagina e di dominio.

Disponendo di un indice così esaustivo, Aherfs rende veramente affidabile questo tipo di analisi manuale.
Un’altra metrica utile mostrata qui (disponibile su pochi altri strumenti di ricerca di keyword) è il numero di keuword a cui un sito è associato:

questo vi permette di passare con un solo clic dalla ricerca tradizionale
di parole chiave a un approccio basato sui competitor.

Non saprei dirvi quante volte, scavando in un elenco di keyword, mi sia
capitato di scovare competitor veramente deboli in alto nelle nei
risultati di ricerca e questo è esattamente lo strumento che ho sempre
desiderato per scoprire rapidamente tutto ciò che c’è da sapere sul loro
sito.

Conclusioni

Ahrefs è la spina dorsale delle nostre operazioni di SEO. Lo uso ogni
giorno per tenere traccia del rating de nostro sito, trovare idee per
contenuti, ricercare keyword e trovare nuove opportunità di
backlinking. È il “coltellino svizzero” del marketing ed uno strumento
pressapoco indispensabile qui ad Authority Hacker.

Certo con un listino prezzi a partire da $99 al mese non è affatto
economico, ma bisogna ricordare che Ahrefs può sostituire diversi
strumenti. Con un unico abbonamento ad Ahrefs, potrete infatti fare a
meno di Moz, SEMRush, Buzzsumo, Long Tail Pro e Rank Tracker:
acquistando tutti questi strumenti separatamente, si arriverebbe
facilmente ad un totale di oltre $300.

Quello che mi piace di più di Ahrefs è che la squadra è veramente
dedicata al miglioramento del prodotto. Il Keywords Explorer, per
esempio, è stato recentemente ricostruito dalle fondamenta ed è
tornato più grande, più bello e più forte di qualsiasi altro strumento di
ricerca di parole chiave in circolazione.
E poiché sono regolarmente in contatto con il loro settore marketing
posso confermarvi che hanno un bel po’ di interessanti novità
prossimamente in uscita. Di questo passo dovrò continuamente
aggiornare questa recensione.
Per concludere, se prendete il marketing sul serio, dovreste investire in
un abbonamento ad Ahrefs. Recupererete il vostro denaro, se non di
più, entro alcune settimane, se saprete agire adeguatamente con le
informazioni raccolte

Con Domain Comparison, è possibile confrontare fino a 5 siti
contemporaneamente ottenendo dati più approfonditi sul loro dominio,
i followers sui social, i referring domain, i backink, ecc. e potete usarlo
per verificare i vostri progressi in relazione alla concorrenza (catturate
uno screenshot ogni sei mesi e confrontateli nel tempo).

Ahrefs dispone anche di uno strumento di analisi batch per raccogliere
informazioni su un elenco di siti: basta inserire una lista di domini o
URL e Ahrefs vi mostrerà le loro statistiche al livello del dominio. Lo
uso costantemente per creare liste di competitor nella mia gamma di
Domain Rating, da analizzare successivamente.

 


Oltre a quanto sopra, Ahrefs dispone anche di una propria barra degli
strumenti per SEO compatibile con Chrome e Firefox. È simile ad altre
barre degli strumenti per SEO che potreste aver usato in precedenza,
con la differenza che utilizza i dati di Ahrefs.

Ci sono due modi per ottenere dati su un sito web con la toolbar:
I. Sovrapposizione su SERP: per ogni ricerca su Google, verranno
visualizzate le statistiche chiave dell’URL direttamente nei risultati della
ricerca, molto utile per sostituire gli strumenti di keyword difficulty.

Tutto
ciò che dovrete fare è ricercare roba su Google e guardare le metriche
dei primi 10 risultati per avere un’idea della competitività della parola
chiave.

II. Statistiche sul livello di dominio o pagina: durante la navigazione
sul web, verrà visualizzata un piccola barra nella parte superiore della
pagina con statistiche dettagliate sull’URL tra cui il rating, i backlink, i
referring domain, le condivisioni sui sociali e le statistiche a livello di
dominio.

Utilizzate la barra degli strumenti al posto del software principale
durante le ricerche iniziali sulla concorrenza, risparmiando così
moltissimo tempo.

Conclusioni

Ahrefs è la spina dorsale delle nostre operazioni di SEO. Lo uso ogni
giorno per tenere traccia del rating de nostro sito, trovare idee per
contenuti, ricercare keyword e trovare nuove opportunità di
backlinking. È il “coltellino svizzero” del marketing ed uno strumento
pressapoco indispensabile qui ad Authority Hacker.

Certo con un listino prezzi a partire da $99 al mese non è affatto
economico, ma bisogna ricordare che Ahrefs può sostituire diversi
strumenti. Con un unico abbonamento ad Ahrefs, potrete infatti fare a
meno di Moz, SEMRush, Buzzsumo e Rank Tracker: acquistando tutti
questi strumenti separatamente, si arriverebbe facilmente ad un totale
di oltre $300.

Quello che mi piace di più di Ahrefs è che la squadra è veramente
dedicata al miglioramento del prodotto. Il Keywords Explorer, per
esempio, è stato recentemente ricostruito dalle fondamenta ed è
tornato più grande, più bello e più forte di qualsiasi altro strumento di
ricerca di parole chiave in circolazione.

E poiché sono regolarmente in contatto con il loro settore marketing
posso confermarvi che hanno un bel po’ di interessanti novità
prossimamente in uscita. Di questo passo dovrò continuamente
aggiornare questa recensione.

Per concludere, se prendete il marketing sul serio, dovreste investire in
un abbonamento ad Ahrefs. Recupererete il vostro denaro, se non di
più, entro alcune settimane se saprete agire adeguatamente con le
informazioni raccolte.

  • Summary
    • Efficacia
    • Prezzo
    • Facilità d’uso
    • Supporto

    Commento finale

    Ahrefs è uno strumento di marketing veramente indispensabile qui ad
    Authority Hacker, un must per qualsiasi content marketer o addetto di
    SEO. L’unica ragione per le quattro stelle, il prezzo!

    4.3

Explorer non solo riporta più risultati di qualsiasi altro
strumento testato, ma supera anche il suo concorrente più vicino (LTP
Cloud) di oltre 12 volte. Questi numeri parlano chiaro.

 

semrush-vs-ahrefs

SEMrush contro Ahrefs, recensione definitiva: qual è il miglior tool per SEO?

BlueHost WordPress and Website Hosting

La mia raccomandazione quando si fatica ad aumentare le proprie vendite è di concentrarsi sul miglioramento del traffico proveniente dai motori di ricerca: più traffico da Google verso i vostri siti, farà anche aumentare facilmente le vendite globali.

La domanda è, come si può aumentare il traffico da ricerca senza sforzi?

Suggerisco a chiunque stia lottando per ottenere più traffico dai motori di ricerca di provare alcuni dei migliori strumenti per Search Engine Optimization (SEO), che possono risultare di grande aiuto nell’aumentare rapidamente il traffico e le vendite. E se non sapete quale scegliere, ho per voi due raccomandazioni: SEMrush e Ahrefs

Se state cercando un confronto onesto tra SEMrush e Ahrefs, questa è la pagina che fa per voi. Se state anche cercando il giusto strumento di SEO che vi aiuti a potenziare il traffico dai motori di ricerca, questo è, di nuovo, il post che fa per voi.

Iniziamo quindi con la nostra recensione di confronto tra SEMrush e Ahrefs e scopriamo quale sia lo strumento giusto per le vostre esigenze di SEO.

Indice

  • SEMrush contro Ahrefs: qual è il miglior strumento SEO?
  • Cosa rende SEMrush così incredibile
    • Alcune caratteristiche straordinarie di SEMrush
    • Quanto costa SEMrush?
  • Cosa rende Ahrefs un grande strumento?
    • Quanto costa Ahrefs?

SEMrush contro Ahrefs: qual è il miglior strumento SEO?

semrush vs ahrefs review

Cosa rende SEMrush così incredibile?

Ad un certo punto un nuovo strumento arriva sul mercato e stravolge completamente il campo di gioco e SEMrush è uno di questi strumenti di SEO game changer, uno dei più usati e altamente raccomandati sul web.

Vediamo quindi perché dovreste usare SEMrush anziché altri strumenti di SEO, ma prima di discutere dettagliatamente delle sue caratteristiche, scopriamo rapidamente alcuni dei suoi vantaggi più incredibili.

È infatti possibile:

  • Effettuare un’analisi dei competitor
  • Trovare le parole chiave più redditizie in qualsiasi nicchia di mercato
  • Individuare e risolvere tutti i problemi del vostro sito
  • Effettuare analisi approfondite di siti web
  • Comparare domini
  • Trovare opportunità di link building
  • Monitorare il traffico di qualsiasi sito ed altro ancora

Parliamo ora di alcune delle funzioni principali offerte da SEMrush in modo che possiate facilmente scoprire se questo sia lo strumento che fa per voi.

Ma prima, un piccolo appunto.

Offerta esclusiva per i lettori di BloggersPassion: per un periodo limitato, offriamo una prova gratuita di 30 giorni di SEMrush solo per voi! Non troverete questa offerta straordinaria altrove sul web. Assicuratevi quindi di afferrare questa offerta prima che sia troppo tardi (un valore di circa 100 euro).

Alcune caratteristiche straordinarie di SEMrush

Ricerca di parole chiave: se curate un blog già da diverso tempo, sarete sicuramente a conoscenza di quanto sia importante condurre ricerche di parole chiave e sebbene esistano numerosi strumenti che vi permettono di farlo, nulla si avvicina a SEMrush.

Potrete valutare il valore delle vostre parole chiave e confrontarle con i principali indicatori di prestazioni web come traffico, volume di ricerca, stima del CPC, concorrenza, numero di risultati di ricerca ecc.

Tutte queste metriche possono esservi di grande aiuto nell’individuare le parole chiave più redditizie nella vostra nicchia in modo da aumentare traffico e vendite.

Analisi dei competitor: l’aspetto migliore di SEMrush è la possibilità di effettuare un’analisi dei competitor senza sforzi. Potrete scoprirne traffico, parole chiave più efficaci, fonti di backlink e tutte le altre informazioni necessarie per analizzare accuratamente qualsiasi sito web del mondo.

E se vi state chiedendo a cosa serva spiare la concorrenza, eccovi tre motivi:

  • l’analisi della concorrenza fornisce un’idea più chiara su quali parole chiave utilizzare per aumentare il traffico e le vendite;
  • potrete scoprire ciò che il vostro pubblico di destinazione sta cercando;
  • dà una buona idea delle tematiche più calde nel vostro settore.

Controllo approfondito del sito: una delle ragioni principali per cui amo tanto SEMrush è la funzionalità Site Audit.

Questa permette di individuare e risolvere tutti i problemi correlati alla SEO del vostro sito in modo da poter migliorare la performance nei risultati di ricerca. La funzione Site Audit presenta i seguenti vantaggi:

  • controlla la “salute” del vostro sito con lo strumento di analisi SEO;
  • dà priorità ai problemi di SEO, dandovi la facoltà di decidere cosa risolvere prima;
  • traccia il progresso di ottimizzazione SEO.

Ed ecco come appare generalmente la funzione Site Audit.

site audit

La funzionalità Site Audit permette anche di risolvere tutti i problemi di SEO, tra cui:

  • ottimizzare collegamenti interni ed esterni;
  • aggiungere tag mancanti;
  • creare titoli, meta-description e altri tag HTML univoci e comprensibili da utenti e motori di ricerca;
  • correggere immagini corrotte con aggiunta degli alt tag;
  • rilevare e correggere errori nelle pagine web;
  • trovare pagine dal contenuto duplicato e molto altro ancora.

Nel complesso, SEMrush è un ottimo strumento per Search Engine Optimization di grande aiuto non solo nello spiare la concorrenza, ma anche nell’aumentare il traffico dalle ricerche e le vendite.

Quanto costa SEMrush?

SEMrush offre attualmente diversi 3 piani mensili:

  1. Pro – $99,95 al mese, adatto a principianti;
  2. Guru – $199,95 al mese, adatto a piccole imprese;
  3. Business – $399,95 al mese, adatto ad agenzie di marketing.

Non esitate!

Cosa rende Ahrefs uno strumento grandioso?

Proprio come SEMrush, anche Ahrefs dispone di una vasta collezione di strumenti per SEO che è possibile utilizzare per migliorare la posizione nei risultati di ricerca ed aumentare le vendite complessive del sito.

Al momento Ahrefs offre i seguenti strumenti:

  • Site Explorer
  • Positions explorer
  • Content explorer
  • Position tracker
  • Domain comparison
  • Crawling reports
  • Ahrefs alerts

Ahrefs è utilizzato principalmente per uno scopo: costruire backlink di qualità e trovare illimitate opportunità di link building ed è considerato il maggiore e più accurato database di backlink attivi.

Questo strumento analizza oltre 5 miliardi di pagine web ogni singolo giorno e viene utilizzato da oltre 600.000 persone in tutto il mondo per le loro attività di Search Engine Optimization.

Se state cercando uno strumento per l’analisi di backlink e per trovare opportunità di link building, Ahrefs dispone dei dati più accurati e renderà l’analisi di backlink un gioco da ragazzi.

Ma passiamo ora ad analizzare alcune delle sue caratteristiche chiave per sapere se questo strumento fa per voi.

Site Explorer: Questa funzionalità consente di effettuare un esame completo dei backlink, del traffico e delle parole chiave di qualsiasi pagina web, che si tratti del vostro sito o di quello di un competitor. Non solo fornisce un’analisi dettagliata di tutti i backlink del dominio desiderato, ma ne indicherà anche il numero di referring domain e link dofollow.

Site Explorer include i seguenti 3 strumenti per fornire un’analisi dettagliata di un qualsiasi sito web:

  • Backlink Checker tool
  • Organic Traffic Research tool
  • Paid Traffic Research tool

Date un’occhiata allo screenshot in basso per avere un’idea di come appaia il Site Explorer di Ahrefs.

Site Explorer: Ahrefs

Come si può vedere, fornisce un’analisi dettagliata da utilizzare per trovare un numero illimitato di opportunità di backlink e migliorare nei risultati di ricerca e nelle vendite.

Content Explorer: questa funzionalità vi permette di scoprire quali siano i contenuti più popolari per qualsiasi argomento, mostrandovi informazioni su backlink, traffico e condivisioni sui social.

Vi starete ora domandando a cosa serva trovare i contenuti più popolari nella vostra nicchia. La risposta è semplice: non importa in quale settore specifico operiate, conoscerne i post più popolari significa poter determinare facilmente il tipo di contenuti da creare per attirare più backlink e condivisioni.

Ecco dove il Content Explorer di Ahrefs entra in gioco: se, ad esempio, il vostro argomento è “email marketing” e desiderate trovarne i contenuti più popolari, otterrete questi risultati.

content explorerQuesto screenshot dimostra quanto il Content Explorer renda facile analizzare il numero di backlink e delle condivisioni sui social dell’argomento che vi interessa. Con queste informazioni riuscirete a creare contenuti che attrarranno un maggior numero di link nel vostro settore di riferimento.

Keyword Explorer: uno dei metodi più semplici per aumentare il traffico proveniente dai motore di ricerca è di eseguire ricerche di keyword.

Questo risulta, tuttavia, inutile se si scovano solo parole chiave altamente competitive nel proprio settore: quello che vi occorre sono solo quelle keyword con cui è più facile ottenere una buona posizione nei risultati di ricerca e che hanno allo stesso tempo un buon volume di ricerca mensile. Analizzando i risultati dei vostri concorrenti, potrete facilmente escogitare tutta una serie di idee per nuove parole chiave che vi aiuteranno a dirottare traffico e vendite.

Con il Keyword Explorer di Ahrefs è possibile individuare potenziali parole chiave e controllare la loro keyword difficulty in modo da poter facilmente scartare quelle indesiderate.

Esaminate il prossimo screenshot e saprete di cosa sto parlando
keywords explorer: Ahrefs

Come potete notare, il Keyword Explorer fornisce una lista di tutte le parole chiave relative alla vostra keyword di partenza, insieme ad una serie di informazioni come keyword difficuly (KD) e volume mensile di ricerca, in modo da individuare quelle su cui puntare per apparire più in alto possibile nei risultati di Google.

È possibile filtrare i risultati secondo i seguenti parametri:

  • Keyword Difficulty;
  • Volume di ricerca mensile;
  • Cost Per Click (CPC);
  • Numero di risultati di ricerca;
  • Numero di parole della keyword.

I dettagli sopra elencati saranno sufficienti a trovare migliaia di idee per potenziali parole chiave da utilizzare per incrementare le visite provenienti dai motori di ricerca.

Crawl Report: questo tool vi aiuterà a scovare e risolvere tutti i problemi di SEO del vostro sito. Potrete eseguirlo, ogni volta che vorrete, per identificare facilmente link difettosi o corrotti, meta description non valide, errori nei title tag, ecc.

Nel complesso, Ahrefs è un’ottima suite di strumenti per SEO che consente di migliorare rapidamente le prestazioni globali del vostro sito.

Quanto costa Ahrefs?

Ahrefs offre attualmente i seguenti piani mensili, tutti comprensivi di 14 giorni di prova gratutita:

  • Lite ($99 al mese)
  • Standard ($179 al mese)
  • Advanced ($399 al mese)
  • Agency ($999 al mese)

È necessario scegliere un pacchetto per avviare i 14 giorni di prova gratuita ed occorre anche inserire i dati della propria carta di credito per accedere a tutte le funzionalità di Ahrefs.

Se non siete soddisfatti, potrete disdire l’abbonamento entro i 14 giorni senza spese e successivamente con l’addebito della prima mensilità del pacchetto che avete scelto. È però anche possibile richiedere un rimborso entro 7 giorni.

Conclusioni

Se state cercando lo strumento per SEO migliore, assicuratevi di scegliere quello con tutte le funzionalità di cui avete bisogno. Non è necessario utilizzare molteplici software per gestire la vostra attività di Search Engine Optimization: meglio scegliere un singolo strumento che possegga tutte le funzionalità necessarie.

Ecco dove le suite tutto in uno come Ahrefs e SEMrush diventano utili: offrono una serie completa di funzionalità per aumentare traffico e vendite, come la ricerca di keyword, l’analisi di backlink, il controllo approfondito del vostro sito, ecc.

Questa recensione di confronto tra SEMrush ed Ahrefs è stata scritta principalmente per una ragione: presentarvi gli strumenti di SEO migliori per consentirvi di aumentare il traffico del vostro sito.

Quale pensi sia il migliore tra SEMrush ed Ahref? Condividi la tua opinione nei commenti.

olark review

Recensione di Olark, un’app di live chat per assistenza clienti

olark review

Se siete coinvolti nella gestione di un negozio online, non avete di certo bisogno che vi parli dell’importanza e del valore della chat live come metodo di supporto clienti, poiché non solo agevola l’assistenza in sé, ma può anche contribuire ad aumentare le vendite.

Se siete in procinto di aprire un negozio online, o se già ne avete uno attivo senza live chat, sarebbe una mossa prudente incorporare questa funzionalità nel vostro negozio non appena possibile.

Se siete interessati a quest’argomento, leggete anche i seguenti articoli:

  • Recensione di BoldChat, un’app di live chat per assistenza clienti
  • Recensione di Comm100, un’app di live chat per assistenza clienti
  • Recensione di Helloify, un’app di live chat per assistenza clienti

Esistono diverse buone applicazioni di live chat disponibili sul mercato che è possibile integrare nel proprio negozio senza troppi sforzi. Una di queste è Olark ed andremo ad esaminarla in questo articolo. Prima di iniziare con la recensione, vorrei però menzionare brevemente un altro aspetto importante da cui è possibile trarre grandi benefici.

Sebbene la live chat sia un modo molto utile per aumentare le vendite online, esistono molti altri metodi di promozione delle vendite che è possibile utilizzare a proprio vantaggio e di cui si discute nella sezione consigli sull’e-commerce.

Passiamo ora alla recensione di Olark.

Caratteristiche

Funzionalità di base – Olark è un’applicazione completa per live chat e fornisce tutte le funzionalità di base necessarie.

Olark design

Struttura della finestra di chat personalizzabile – Le opzioni di personalizzazione consentono di dare un tocco di autenticità alla finestra di chat.

Targeted Chat – un’utile funzione di chat pensata per le aziende, disponibile con Olark, che consente alle discussioni in arrivo di essere indirizzate a specifici operatori o dipartimenti.

Chat Ratings – una funzionalità che consente ai visitatori e/o clienti di valutare la propria esperienza alla fine di una sessione di chat. Questa funzionalità è disponibile con l’applicazione.

Messaggistica off-line – un’altra funzione di chat essenziale per le aziende, fornita da Olark, con cui gli utenti possono lasciare messaggi anche quando nessun operatore è in linea.

Integrazione con CRM – una funzionalità particolarmente utile se si considera che il supporto via chat rappresenta una delle pratiche di gestione dei rapporti con la clientela (Customer Relationship Management o CRM). Olark supporta l’integrazione con molte delle principali applicazioni e piattaforme CRM, tra cui SugarCRM, ZenDesk, SalesForce, Highrise, ecc.

Co-Browsing – una funzionalità estremamente utile e vantaggiosa per un’applicazione di chat aziendale che consente all’operatore e all’utente di condividere la finestra del browser. Questa funzione è supportata da Olark.

Try-ShopifyIntegrazione con piattaforme di e-commerce – dal momento che quasi tutti i negozi online sono ospitati su una delle tante piattaforme di e-commerce, le relative opzioni di integrazione rappresentano una funzionalità essenziale per un’applicazione di live chat. Olark fornisce integrazione con le piattaforme più popolari come BigCommerce, Magento, WordPress e altre.

Analytics – un’altra funzione davvero utile in un’applicazione di chat, disponibile con Olark. Diversi esempi di conversazioni con gli utenti vengono monitorati, salvati ed analizzati direttamente dall’applicazione che supporta anche l’integrazione con Google Analytics.

Olark reviewApp per smartphone e tablet – nessuna app proprietaria è al momento offerta da Olark ad operatori o utenti. Tuttavia, client di chat di terze parti possono essere utilizzati con l’applicazione

Strumenti per gli sviluppatori – Olark fornisce API con cui gli sviluppatori possono integrare le funzioni di live chat nelle proprie applicazioni.

Abbonamenti e tariffe

Olark offre i seguenti quattro piani mensili:

  • Bronze Plan a $15 al mese
  • Gold Plan a $44 al mese
  • Platinum Plan a $116 al mese
  • Ultimate Plan a $219 al mese

Il 10% e 30% di sconto sono offerti rispettivamente ai piani di fatturazione annuale e biennale, come mostrato nella schermata qui sotto:

Olark pricing

Piano e prova gratuiti

Olark offre anche un piano gratuito con funzionalità limitate. I piani a pagamento prevedono un periodo di prova gratuita della durata di 14 giorni.

Per iniziare la prova gratuita di Olark, clicca qui.

Conclusion

Olark risulta un’applicazione di chat per aziende matura e dotata della maggior parte degli elementi essenziali. La mancanza di un’app per dispositivi mobili ufficiale (offerta da molti concorrenti) è forse l’unico maggior difetto, se potete farne a meno vale la pena provare Olark.

Iniziate la vostra prova gratuita cliccando qui.

Voto Finale: 4.2 – Recensione di Catalin Zorzini

AdEspresso: recensione completa ed esperienza d’uso

AdEspresso-Website

Il lancio di annunci pubblicitari su Facebook può essere eseguito in tre diversi modi. Il primo è di usare le opzioni native di Facebook: potete mettere in evidenza i post, creare annunci, ottimizzare le impostazioni, ecc. Un metodo disordinato, inefficiente e, sicuramente, non uno dei migliori.

Il secondo modo è di utilizzare il Power Editor di Facebook, che invece fornisce alcune opzioni aggiuntive e riorganizza quelle esistenti per essere meglio visualizzate e di più facile utilizzo. È la migliore opzione gratuita per la gestione degli annunci, ma non è senza inconvenienti. Per prima cosa funziona solo in Chrome, quindi se utilizzate un altro browser siete poco fortunati.

La terza opzione è quella di utilizzare un sistema di terze parti ed è qui che AdEspresso entra in gioco. Si tratta di uno strumento progettato per le piccole e medie imprese, con un occhio verso la gestione semplice ed intuitiva delle campagne pubblicitarie su Facebook. Anche le grandi imprese possono ovviamente utilizzarlo, ma la maggior parte di esse si affida di solito ad agenzie esterne.

AdEspresso sostituisce completamente il Power Editor o il gestore nativo di annunci e tutto ciò che riguarda le vostre campagne pubblicitarie – dal design, al test, all’analisi – è eseguito all’interno dell’app. Imparerete presto a conoscerlo se deciderete di adottarlo e, dopo questo post, sono sicuro che lo farete. Nel frattempo, se siete interessati alla storia dell’azienda, potete leggere questa intervista.

AdEspresso offre inoltre una serie completa di risorse per agenti di marketing a tutti i livelli. Consiglio inoltre di dare un’occhiata alle utili guide avanzate disponibili sul loro blog e ricordate che questi contenuti sono liberamente accessibili, non è infatti necessario acquistare il prodotto per accedere a tutte le informazioni del blog.

Funzionalità di AdEspresso

AdEspresso ha essenzialmente quattro funzioni principali: creazione di annunci, Test A/B, analisi e ottimizzazione.

La creazione di annunci è grandiosa. Dispone di tutte le funzionalità presenti nel Power Editor di Facebook e molte altre ancora e risulta particolarmente utile nel determinare il proprio pubblico di riferimento. Una delle caratteristiche più raffinate di AdEspresso è la capacità di individuare intersezioni tra due fasce di pubblico, cosa estremamente difficile o impossibile da fare nativamente all’interno di Facebook. Il normale gestore di annunci non dispone infatti di queste opzioni avanzate e dovrete escogitare soluzioni alternative se desiderate imitare tali funzioni con Power Editor.

Il Test A/B è il settore in cui molti dei vantaggi di AdEspresso entrano veramente in gioco. Permette di creare rapidamente e senza sforzi variazioni di qualsiasi annuncio, in massa o uno alla volta. Quello che era un processo noioso con Power Editor diventa ora un lavoro di pochi minuti con AdEspresso. È anche possibile creare “profili” di compratori, e salvarli in file, in modo da poter differenziare gli annunci per profilo prima di segmentarli ulteriormente.

Split-Testing-Demographics

Come ho detto creare variazioni è estremamente facile: con letteralmente tre clic potrete crearne a centinaia, sia manualmente che utilizzando il loro robot intelligente. Ecco un esempio:

  • si creano sei diversi target di destinazione utilizzando le funzioni di targeting avanzate di AdEspresso
  • si creano tre annunci per diverse campagne
  • per ogni annuncio, si effettuano tre varianti
  • con una manciata di clic, potrete applicare ogni variante di annuncio a ciascun pubblico: tre annunci, tre variazioni per annuncio, sei target per variazione, per un totale di 54 annunci creati.

Quanto tempo impiegate a creare 54 annunci con il metodo che state utilizzando ora. A me servirebbe almeno mezza giornata, anzi solo l’upload multiplo delle immagini degli annunci avrebbe impiegato mezza giornata. AdEspresso salva invece le immagini in modo da poterle applicare agli annunci ogni volta che si vuole.

Facciamo un passo avanti. AdEspresso consente di pubblicare annunci in specifiche fasce orarie, una caratteristica estremamente vantaggiosa se sapete quando è più probabile che il vostro pubblico di destinazione stia navigando su Internet. Se ad esempio notate che il giovedì è per qualche motivo eccellente per i vostri annunci, ma negli altri giorni della settimana sembra che riceviate visite solo verso le 17:00, potete impostare un timer personalizzato per determinare esattamente quando volete che gli annunci vengano pubblicati. Questo vi farà risparmiare un po’, poiché vi permette di non sprecare denaro facendo visualizzare annunci a persone non interessate.

Anche la funzione di analisi è impressionante: AdEspresso raccoglie così tanti dati che il team può pubblicare post come questo solo sulla base della loro collezione di esempi. Con la straordinaria quantità di dati collezionabili e la grande facilità con cui è possibile compararli, AdEspresso non ha rivali.

Per cominciare, è incredibilmente visivo. Il team non si è limitato al blando tema blu e grigio utilizzato da Facebook Insights, dettaglio che, a mio parere,da solo sarebbe quasi abbastanza per giustificare l’acquisto del prodotto. Troppi team di sviluppo sacrificano l’usabilità in cambio dello stile del proprio brand, mentre AdEspresso dimostra che è possibile avere entrambi.

Se avete familiarità con i rapporti e la dashboard personalizzati di Google Analytics, potete già farvi un’idea del tipo di analisi che è possibile eseguire con AdEspresso. Innanzi tutto, permette di confrontare facilmente le prestazioni di intere campagne, anziché solo quelle di singoli annunci all’interno di una campagna; potrete poi esportare dati su prestazioni specifiche da confrontare separatamente. È anche possibile analizzare le le prestazioni su base oraria per l’intera settimana, operazione che si rivela ovviamente molto utile quando si desidera suddividere le campagne per fasce orarie.

Se questo non vi basta, è anche possibile aggiungere tag ai propri annunci o campagne in modo da poter visualizzare statistiche aggregate per un tag nel suo complesso. Immaginiamo di avere cinque diverse campagne a tema natalizio con diversi target e diverse opzioni, taggandoli tutti come Natale, sarà possibile vedere la loro performance in generale. È incredibilmente utile.

Oltre a tutto questo – sì, c’è dell’altro – AdEspresso offre una serie di dati aggiuntivi su interest targeting (l’indirizzamento specifico di annunci a persone che hanno espresso un interesse nell’oggetto, servizio, ecc offerto) e le relative prestazioni, con analisi del livello di fedeltà, o engagement, stratificate su di essi. Il team ha anche pensato di inserire una semplice classificazione numerica per i punteggi di engagement, piccolo dettaglio che consente una visione immediata del successo di un particolare annuncio, anche quando l’engagement non rappresenta l’obiettivo primario. Per concludere è poi ovviamente possibile esportare il tutto in un foglio di calcolo.

Prezzi di AdEspresso

AdEspresso-Pricing

AdEspresso offre quattro diversi piani mensili con possibilità di richiedere una prova gratuita di 14 giorni. Questo è però il limite dell’utilizzo gratuito dell’app: non esiste infatti una versione limitata disponibile a costo zero. La maggiore differenza tra i vari piani è l’ammontare della spesa pubblicitaria consentita, se quindi avete una grande azienda con un’importante spesa pubblicitaria, non sarete in grado di utilizzare i piani più economici.

  • Il piano Base costa $50 al mese e consente fino a 3.000 dollari mensili in spesa pubblicitaria. Non consente di avere account secondari e sincronizza i vostri dati ogni 60 minuti.
  • Il piano Premium costa $150 al mese e aumenta il limite di spesa a $10.000. Permette due account secondari, sincronizza i dati due volte più spesso e prevede un’ora di training dedicato.
  • Il piano Elite costa $300 al mese e consente un limite di spesa di 50.000 dollari. Permette di creare fino a 30 account secondari, sincronizza i dati ogni 10 minuti e prevede quattro ore di training.
  • Il piano Enterprise costa $500 al mese ed è illimitato in tutto.

Tutti i piani forniscono l’integrazione con i pixel di Facebook, suggerimenti di ottimizzazione personalizzata, importazione ed esportazione di dati, opzioni avanzate, integrazione con Google Analytics, modelli e notifiche.

Di questi, il piano Premium è generalmente quello ideale, a meno che non si disponga di un budget per la spesa pubblicitaria molto basso e non si abbia bisogno di un team per aiutarci a gestire gli annunci. Naturalmente, il piano che si sceglierà dipenderà interamente dalla vostra spesa pubblicitaria, non lasciate che sia la lista di funzionalità offerte a decidere per voi.

Creazione di campagne

Vi guiderò ora attraverso la creazione di una campagna pubblicitaria standard. Supponendo che vi siate già registrati e stiate usufruendo della prova gratuita, dovrete a questo punto impostare il vostro account e collegarlo a Facebook, affinché AdEspresso possa gestire i vostri annunci. Fatto questo, basterà fare clic sul pulsante “New Campaign” in alto. Ora dovrete inserire un nome e un conto corrente per la fatturazione e potrete anche aggiungere tag per organizzazione e confronto futuri.

Vi verrà quindi chiesto cosa promuovere. In questo caso, è possibile fare clic sulla scheda “Website” e quindi su “News Feed” per creare un post in evidenza. Clicchiamo ora su “Proceed” per essere reindirizzati al menu di progettazione dell’annuncio, in cui si può scegliere quale pagina promuovere.

Questo è dove le cose diventano interessanti. Avrete a disposizione un campo per il titolo, a cui è però possibile aggiungere variazioni per Test A/B. Lo stesso vale per il testo dell’annuncio, è possibile modificarlo semplicemente facendo clic sul pulsante “+” per aggiungere un altro campo di testo ed è inoltre possibile caricare un numero qualsiasi di immagini. Tenete però a mente che così facendo creerete una serie di varie possibilità. Ad esempio, con titolo A e titolo B, copia 1 e copia 2, immagine X e immagine Z, finirete con gli annunci A1X, A1Z, A2X, A2Z, B1X, B1Z, B2X e B2Z.

Questo non rappresenta normalmente un problema, ricordate però che dovrete pagare per tutti questi annunci. Più variazioni testerete, più il vostro budget dovrà essere suddiviso fra tutte le opzioni. Se non manterrete un controllo stretto sulla spesa pubblicitaria, risulterà facile aggiungere troppe varianti che aumenteranno spropositatamente la vostra spesa. AdEspresso rende così facile creare variazioni, che talvolta non si è consapevoli di quante se ne facciano.

Ma continuiamo a compilare il nostro annuncio normalmente: landing page, descrizione del link, link di visualizzazione, CTA, posizionamento e tutto il resto come da manuale. Si può anche scegliere di monitorare i propri obiettivi in Google Analytics e con Facebook Pixel, se avete implementato il pixel sul vostro sito.

How-to-Create-a-Campaign-in-AdEspresso

Successivamente, è necessario compilare i dati di targeting del pubblico. In realtà non c’è molta differenza tra AdEspresso e Power Editor, per una volta sembra che Facebook ci abbia azzeccato con questo plug-in. Ad ogni modo, vale la pena dare un’occhiata alla documentazione per vedere se alcune funzionalità sono particolarmente utili per voi.

Normalmente la creazione del Facebook Ad terminerebbe qui. AdEspresso aggiunge però un’ulteriore quesito, ovvero Cosa vuoi testare? (What do you want to test?). Sono disponibili diverse opzioni, tra cui: la differenza tra le prestazioni di genere, tra gli stati di relazione, tra i posizionamenti o qualunque altro parametro abbiate scelto per il targeting. Alcune opzioni saranno, tuttavia, disattivate. Tenete bene a mente però che la variabilità creativa dell’annuncio e la variabilità nel targeting possono aggiungere un numero incredibile di variazioni. AdEspresso vi limiterà alla creazione di 250 varianti per assicurarvi di non strafare e finire con dati inutili provenienti da piccoli sotto-gruppi di pubblico.

Il menu “Budget & Bidding” è il passo successivo, tutto molto chiaro ed intuitivo. Francamente, se non sapete già abbastanza delle strutture di offerta pubblicitaria di Facebook da comprendere questa sezione senza assistenza, probabilmente non siete ancora pronti ad utilizzare uno strumento del calibro di AdEspresso. Per dirlo con una metafora, è come usare un martello pneumatico per sradicare un fiorellino.

Una volta fatto tutto questo, sarà possibile pubblicare tutte le variazioni di annunci. E questo è tutto! Nessun bisogno di tornare ai passaggi precedenti, copiare campagne e creare variazioni manualmente; AdEspresso fa tutto in automatico. Non appena avrete cliccato su “Publish”, tutto verrà pubblicato online, in base a qualsiasi vincolo temporale o di bilancio che abbiate aggiunto.

Aspetti negativi

Analizziamo ora i possibili difetti di AdEspresso. Abbiamo già parlato di uno dei pochi problemi nell’uso di questo tool, mi riferisco a quanto sia facile perdere il controllo nei Test A/B: fate attenzione, è veramente semplice finire con troppe variazioni. Tenete sempre presente il consiglio generale di evitare il test di più di una variante alla volta. Il modo in cui AdEspresso gestisce le variazioni è abbastanza utile, ma è comunque possibile lasciarsi sfuggire le cose di mano effettuando troppi test.

Un altro problema è che non è uno strumento per principianti. Non sempre è facile affrontare una spese di quasi €50 al mese, quando magari non si generano nemmeno così tanti profitti dagli annunci di Facebook. Se la vostra spesa settimanale per Facebook è inferiore ai €100, probabilmente non avete bisogno di uno strumento così avanzato: è necessario disporre di un buon budget per supportare numerosi test.

Le analitiche sono fantastiche, ma così numerose e dettagliate che qualcuno potrebbe sentirsi scoraggiato e sopraffatto o non sapere quali dati approfondire, soprattutto se non si è già a conoscenza di come funzionino le diverse suite di analisi dettagliate. Fortunatamente AdEspresso dispone di un sistema di apprendimento abbastanza robusto che offre suggerimenti personalizzati per ottimizzare ulteriormente la vostra spesa.

La cosa che mi fa più rabbia è però che funziona solo con gli annunci di Facebook. Mi piacerebbe molto una versione di AdEspresso compatibile con AdSense o altri fornitori di servizi pubblicitari. Questo sarebbe fantastico!

Cosa pensate di AdEspresso? Fatecelo sapere nei commenti in basso!

Recensione di Stripe

Stripe payment processing review

Panoramica:

Le aziende come Stripe hanno una sorta di fascino particolare: sono amate dai media, sono gestite da imprenditori che vogliono rivoluzionare il mondo degli affari e hanno un portfolio clienti notevole. In particolare, l’azienda in questione ha riscosso molta popolarità, assicurandosi finanziamenti di capitale di rischio e l’appoggio d’investitori come Elon Musk e Peter Thiel, co-fondatori della rivale PayPal. Ma la realtà è all’altezza della fama?

Stripe è un processore di pagamenti di terze parti basato su un concetto molto semplice: aiutare le imprese a gestire la loro attività online. Oltre a elaborare carte di credito, il servizio è pensato principalmente per gli sviluppatori ai quali offre una suite di strumenti che semplifica vari processi di gestione, dai pagamenti in app fino alle transazioni sui markeplace. L’elenco delle funzionalità offerte è impressionante, anche se potrebbe risultare troppo ampio per i principianti. Ogni volta che aggiorno questa recensione, c’è sempre qualcosa di nuovo da aggiungere. È come sbucciare una cipolla con infiniti strati (che però non fa piangere).

Ci sono molti elementi che fanno apprezzare Stripe: è efficace, facile da usare e pieno di funzionalità… ma non è per tutti.

Molte delle funzioni sembrano adatte ad alcune nicchie molto particolari. È innegabile che il servizio disponga di strumenti potenti per i marketplace e gli sviluppatori, così come per i grandi e-commerce e le imprese che operano su scala globale; inoltre, Checkout è una pagina di pagamento utilissima per qualsiasi venditore. Tuttavia, se non si usano tutte le funzionalità offerte, è meglio puntare su altre opzioni.

E poi Stripe non è immune ai problemi che affliggono PayPal, Square e gli altri processori di pagamento, i quali penalizzano coloro che vogliono aprire un conto individuale inserendoli in account condivisi, spesso sospesi o eliminati senza preavviso, e lasciandoli spesso senza assistenza.

Tuttavia, credo che Stripe tenti sempre di migliorarsi e, dall’ultimo test che abbiamo condotto, c’è riuscito: il numero di lamentele è diminuito e sono state adottate delle soluzioni per ottimizzare il servizio. Non ha sbaragliato la concorrenza, ma almeno ha raggiunto lo stesso livello. Quindi non ho problemi ad alzare il punteggio di Stripe a 4 stelle. Se riuscirà a migliorare la qualità del servizio clienti e a risolvere il problema degli account sospesi, il punteggio potrebbe salire ancora di più.

Se sei veramente intenzionato ad utilizzare tutte le funzionalità offerte, allora ti consiglio di provarlo (dai un’occhiata anche a Braintree). Se sei un utente con un giro d’affari ridotto (sotto i 10.000 $ al mese), l’assenza di tariffe mensili potrebbe fare al caso tuo, ma considera che ci sono anche altre opzioni per accettare pagamenti in linea, indipendentemente dal fatto che tu sia uno sviluppatore o no.

Per gli utenti con un giro d’affari più elevato che non necessitano tutte le mille funzionalità di Stripe, ma che hanno comunque bisogno di un servizio pensato per gli sviluppatori, consiglio di dare un’occhiata a PayJunction, che offre il piano tariffario Interchange Plus e un’assistenza veramente valida. Il set di funzionalità non è esattamente lo stesso di Stripe, ma è comunque versatile.

Se hai un giro d’affari limitato e ti servono solo alcune funzioni di base per sviluppatori, o se cerchi il modo perfetto per accettare pagamenti in linea e di persona, Square può fare al caso tuo.

Leggi la guida completa per maggiori informazioni e fammi sapere cosa ne pensi con un commento qui sotto.

Prodotti e Servizi:

Stripe sostiene di avere più di 100 funzionalità e non stento a crederlo. Le funzioni di base sembrano semplici, ma in realtà si rivelano degli strumenti che probabilmente non sapevi nemmeno che esistessero. Sono raggruppate in due categorie:

  • Elaborazione dei pagamenti: Stripe ti dà accesso immediato all’elaborazione dei pagamenti, proprio come Square o PayPal. Per ora il servizio è disponibile in 25 paesi (inclusi i beta test) e accetta più di 100 valute.
  • Strumenti per sviluppatori: questa è la parte di Stripe che la maggior parte degli utenti trova più succulenta. Le API (interfacce di programmazione di un’applicazione) forniscono un sistema valido e molto apprezzato dagli sviluppatori per integrare in modo facile e rapido la piattaforma di Stripe utilizzando vari linguaggio di programmazione (curl, Ruby, Python, PHP, Java, Node, ecc.). È la base perfetta su cui costruire e ampliare la propria attività, anche grazie al fatto che le funzionalità e la documentazione vengono costantemente aggiornate.

Ecco un rapido riassunto di alcune funzionalità che Stripe mette a disposizione:

  • Stripe Checkout: permette sia di personalizzare sia di creare moduli e flussi operativi da zero. A differenza di un conto base PayPal, i tuoi clienti rimangono sulla tua pagina per tutto il tempo e, al contrario di PayPal Pro (che offre la pagina ospitata), gestisce la conformità PCI (nota: anche Square offre queste due funzionalità).
  • Integrazione con mobile commerce: Stripe fornisce la documentazione per Android o iOS per potenziare i pagamenti in-app, oltre a una soluzione one-touch che consente agli utenti di salvare i propri dati per velocizzare gli acquisti futuri.
  • Soluzioni per marketplace: Stripe espande continuamente la sua offerta, a dimostrazione del suo impegno per far crescere questa nicchia. Grazie a una vasta gamma di strumenti, puoi inviare i pagamenti ai tuoi venditori e, ultimamente, anche depositi immediati. 
  • Strumenti per sviluppare piattaforme: questa categoria comprende le soluzioni per i marketplace, ma c’è di più: ti consente di creare qualsiasi piattaforma in cui i tuoi clienti possono ricevere i pagamenti. Ad esempio, Lyft e Kickstarter usano Stripe.
  • Tipi di abbonamento: include opzioni illimitate a seconda del piano; gli utenti possono anche abbonarsi a più piani diversi. Un’altra caratteristica che fa gioco ai venditori è la possibilità di cambiare l’abbonamento di un utente senza costi aggiuntivi (a differenza di PayPal che prevede un costo di 30 $ – 40 $).
  • Sconti e versioni di prova: Stripe ti fornisce strumenti di marketing semplici ed efficaci, come sconti speciali e versioni di prova, per attrarre nuovi clienti.
  • Rapporti avanzati: scarica i rapporti di cui hai bisogno; in alternativa, invia direttamente i dati a QuickBooks o Xero utilizzando Snapy, PennyPipe o Commerce Sync.
  • Squadre: dividi i tuoi collaboratori in squadre e stabilisci i livelli di autorizzazione per mantenere al sicuro i tuoi dati.
  • Stripe Connect: è una suite di strumenti progettata appositamente per i marketplace. Stripe supporta più di 100 valute e le converte automaticamente. Puoi anche utilizzare Connect per verificare l’identità dei venditori internazionali, aggiungere un descrittore negli estratti conto, automatizzare i pagamenti dei venditori o creare piani di pagamento personalizzati.
  • Stripe Atlas: permette alle aziende internazionali di aprire un conto bancario negli Stati Uniti e offre assistenza fiscale e legale. Stripe sostiene che più di 400 startup provenienti da oltre 90 paesi abbiano fatto richiesta di adesione al servizio e, dalla data di lancio, ha aggiunto più di 100 partner alla sua rete.
  • Bitcoin integration: consente di pagare solo lo 0,8% per transazione fino a un massimo di 5 dollari.
  • Pagamenti tramite ACH: i pagamenti ACH o eCheck non sono necessari per tutte le imprese, ma per alcuni sono veramente utili. Stripe include due opzioni per la verifica degli account: microdepositi e Plaid, i quali sono inclusi nella piattaforma stessa. Come nel caso di Bitcoin, pagherai lo 0,8% per transazione fino a un massimo di 5 dollari.
  • Trasferimenti istantanei* su carta di debito: per chi utilizza Connect, Stripe offre l’opzione di trasferire direttamente denaro su una carta di debito, un servizio che in passato impiegava alcuni giorni. Il destinatario pagherà l’1,5% dell’importo trasferito. (*I tempi dipendono dalla banca: la ricezione del versamento potrebbe richiedere un tempo compreso tra 30 minuti e 48 ore.)
  • Stripe Relay: è pensato per il commercio contestuale e ti permette di gestire meglio gli acquisti effettuati da app per dispositivi mobili che non sono tue (come ShopStyle, Spring e InMobi). Inoltre, è anche possibile vendere su Twitter. Sebbene siano strumenti molto interessanti per un venditore, penso che siano un po’ limitati. Sono curioso di vedere come si evolverà Relay rispetto a PayPal Commerce, che sembra più accessibile per il venditore medio (ad esempio, permette di inserire il tasto “Acquista” direttamente nei post del blog e nelle email). Tuttavia, quest’ultimo è ancora in modalità beta, a differenza di Relay.

Se vuoi approfittare dell’elaborazione dei pagamenti di Stripe senza dover utilizzare gli strumenti per sviluppatori, puoi optare per il suo plug-in da usare su WordPress, Magento, WHMCS o Drupal. In alternativa, hai a disposizione decine di servizi che consentono di: integrare Stripe a e-commerce; gestire la fatturazione; creare moduli; ottenere analitiche e così via. Ecco una breve lista di servizi con cui si può integrare: BigCommerce, Shopify, Squarespace, Big Cartel, StitchHarvest, Weebly e molti altri.

Un altro fattore che vale la pena menzionare è la sicurezza. Stripe è un servizio che ha ottenuto la certificazione PCI di Livello 1 (il più elevato) e, se decidi di passare a un altro provider che rispetti gli stessi standard, ti aiuterà a esportare tutti i dati delle carte di credito dei tuoi clienti. Si tratta di una funzionalità molto interessante che, per dovere di cronaca, fornisce anche Braintree.

Inoltre, sebbene sia possibile accettare ordini tramite telefono, in questo caso l’onere di proteggere i dati delle carte spetterà a te, per cui Stripe raccomanda di utilizzare un servizio di fatturazione come alternativa. Poiché la piattaforma non nasce come terminale virtuale, questa soluzione non potrà neanche essere la modalità principale per elaborare i pagamenti, ma solo un metodo da impiegare saltuariamente in casi di bisogno.

Novità

Dall’ultima volta che abbiamo controllato, non sembra che Stripe abbia aggiunto nulla di nuovo, se non in termini di paesi supportati.

Tuttavia, c’è una nuova funzionalità che è appena stata lanciata: Radar, una soluzione per prevenire le frodi connesse all’e-commerce.

Poiché vengono già perpetrate tantissime frodi online di carte di credito, e probabilmente il numero salirà ancora quando lo standard EMV acquisirà ancora più importanza, ti consigliamo di considerare attentamente il vantaggio di questa funzionalità.

Radar usa strumenti di apprendimento automatico per identificare e fermare più rapidamente una frode. Inoltre, dalla dashboard, i venditori possono impostare regole specifiche per le transazioni, prevedere i loro risultati in base ai dati in memoria e automatizzare alcuni processi.

Questi strumenti sono molto simili a quelli già offerti da Stripe, ma potenziati con alcune funzionalità di programmazione e di analisi dei dati. Lo stesso Stripe ammette che Radar è un esperimento . Sebbene sia gratuito, la compagnia non ha escluso la possibilità di lanciarlo come un servizio a sé.

Gli altri elementi degni di nota sono le integrazioni che Stripe supporta:

Pagamenti su dispositivi mobili 

Stripe in realtà non supporta né i pagamenti mobili né qualsiasi tipo di pagamento effettuato di persona e, a mio avviso, questa è una pecca del servizio (tutte le altre aziende hanno capito i benefici del commercio omni-channel). Tuttavia, Stripe consente agli sviluppatori di utilizzare l’API per creare app di pagamento mobile.

Per consultare la lista di integrazioni, clicca qui. Alcune richiedono al compratore di utilizzare l’app a cui sono collegate; altre comportano un costo extra per il venditore di gran lunga superiore a quello che si paga per utilizzare un’app mPOS standard; infine, altre sono gratuite. Dovrai fare delle ricerche per vedere quale soluzione è la più adatta alle tue esigenze.

Penso che l’azienda dovrebbe migliorarsi da questo punto di vista (e sicuramente lo farà), ma sono contento di vedere che al venditore vengano presentate diverse opzioni.

Tariffe e commissioni:

Uno dei vantaggi dei processori di pagamento prepagato è che in genere hanno un tariffario abbastanza chiaro. Per ogni transazione con carta di credito, Stripe addebita una tariffa fissa:

  • 2,9% + 0,30 $

Inoltre, supporta ACH (deposito diretto) e le transazioni su Bitcoin. Per ogni transazione, si pagherà da un 0,8 % fino a un massimo di 5 dollari.

Tutto qui. Se ricevi più di 80.000 $ al mese o più di 10.000 transazioni all’anno, potresti ottenere una tariffa più bassa per le transazioni con carta di credito. Non ti conviene perdere tempo a contrattare, perché l’offerta non si cambia: prendere o lasciare.

Vengono inclusi anche altri servizi, tra cui gateway, strumenti per gli sviluppatori, ecc. Ciò significa che i clienti che ricevono meno transazioni saranno avvantaggiati, perché i costi sono basati sulle tariffe per transazione.

Costi che, tra l’altro, sono generalmente equi e assolutamente competitivi, dato che non includono commissioni extra e che l’utente ha a disposizione molte funzionalità. Inoltre, la tariffa fissa è la stessa richiesta da Square, PayPal e Braintree per le transazioni online.

Anche la tariffa per riaddebito rientra nella media: 15 dollari. Mi piace il fatto che Stripe ti rimborsi se il riaddebito viene deciso a tuo favore. Non è una pratica che seguono tutti ed è veramente generoso da parte dell’azienda, considerando che dovrà pagare le spese d’ufficio. Tuttavia, nelle recensioni dei clienti, si legge che raramente un riaddebito venga deciso a favore del venditore.

Un’altra miglioria riscontrata di recente è la possibilità, per la maggior parte dei venditori statunitensi, di ricevere i pagamenti in un periodo mobile di due giorni (tranne per quelli considerati “a rischio”) invece di sette, come avviene ancora nel caso di molti venditori internazionali.

Durata del contratto e penale per risoluzione anticipata:

Non ci sono penali. Punto. Ci piace. E ricorda che Stripe ti aiuterà a esportare i dati personali dei tuoi clienti se decidi di passare a un altro servizi.

Trasparenza pubblicitaria e delle vendite

La pubblicità di Stripe è trasparente, etica ed equa e non presenta i problemi comuni alle altre grandi aziende. Non ci sono tariffe nascoste, termini di contratto strani, niente raggiri.

Se hai già avuto a che fare con l’elaborazione di carte di credito, non dovresti avere sorprese. Se è la prima volta, allora ci vorrà un po’ per prenderci mano, ma Stripe è un’ottima azienda (in termini finanziari) con cui iniziare, poiché il servizio è interamente prepagato.

Servizio clienti e assistenza tecnica

La buona notizia è che Stripe ha, oltre al servizio di assistenza clienti, numerosi canali social, per cui puoi seguirla su FacebookTwitter (grazie al quale puoi anche ricevere aggiornamenti sui servizi), e LinkedIn. Tuttavia, i post sui social media e blog sono pochi e penso che non vengano sfruttati al massimo. Mi aspetto di più da una società che basa tutta la sua attività sulla rivoluzione digitale.

Mi piace il fatto che sia possibile richiedere assistenza senza dover creare un account Stripe, a differenza di molte altre aziende che richiedono l’iscrizione obbligatoria anche se ancora non hai deciso se acquistare il servizio e ti serve solo un’informazione. Inoltre, avrai accesso anche a una base di conoscenze abbastanza dettagliata.

Un altro vantaggio che offre Stripe è la possibilità di conoscere lo stato del servizio: basta andare su status.stripe.com per vedere se è disponibile.

Passiamo ora alle cattive notizie. Stripe non offre assistenza telefonica. Molti venditori si sono lamentati delle risposte generiche ricevute e di una generale mancanza di attenzione ai problemi. In un certo modo, mi ricorda la situazione in cui versava il servizio clienti di Square, in particolare nei primi tempi (e non è una bella cosa). Sono cosciente che l’assistenza telefonica sia difficile da gestire e rappresenti un investimento costoso, ma quando i venditori non possono accettare i pagamenti, hanno bisogno di una soluzione (o almeno di una risposta) immediata. E l’assistenza via mail non è abbastanza. Abbiamo visto questo problema con Square, che alla fine ha ceduto e ha attivato l’assistenza telefonica.

Fortunatamente, è possibile contattare Stripe anche via chat su Freenode (#stripe). In questo caso, il servizio è abbastanza efficiente ed è possibile parlare sia con gli operatori sia con altri utenti per ottenere consigli e soluzioni in tempi brevi. È un buon punto di partenza e offre una sorta di canale pubblico per segnalare un disservizio.

Recensioni negative e lamentele

Ad oggi, la pagina BBB di Stripe ha ancora un punteggio A+ con 394 lamentele chiuse in 3 anni, 106 delle quali negli ultimi 12 mesi. Sebbene il totale dei reclami sia aumentato dal nostro ultimo controllo (erano 384), quelle riscontrate negli ultimi 12 mesi sono diminuite (ammontavano a 117), non posso che esserne felice: due anni fa, Stripe ha visto un improvviso aumento delle lamentele, che immagino fosse dovuto ai problemi iniziali. È un sollievo vedere che il volume di reclami non stia raddoppiando o triplicando com’era successo in seguito agli ultimi aggiornamenti. Immagino che il peggio sia passato (speriamo!).

È difficile fare un confronto con PayPal da questo punto di vista, in cui la maggior parte delle lamentele proviene da acquirenti che attaccano venditori di eBay o da coloro che hanno problemi con i pagamenti P2P. In ogni caso, Stripe non raggiunge i livelli di Square, che ha ricevuto 1443 reclami negli ultimi 3 anni.

Un’altra cosa da considerare è che non sappiamo quanti venditori usino Stripe: oltre al fatto che l’azienda non abbia divulgato la cifra esatta, la sua collaborazione con Lyft, Kickstarter e altre piattaforme di massa rende ancora più difficile ottenere un risultato certo. Il miglior riferimento che ho trovato in merito è un articolo secondo cui Stripe viene usato da centinaia di migliaia di imprese (al contrario, sappiamo che Square ha all’attivo almeno due milioni di venditori e che PayPal Business conta più di 8 milioni di venditori). Lo stesso articolo afferma che Stripe abbia elaborato 4 carte su 5 a livello mondiale. Un traguardo molto ambizioso, ma non lo metto in dubbio.

Stripe ha anche 35 recensioni sulla sua pagina BBB, ma solo una è positiva. Per quanto sia una delusione, non dobbiamo sorprenderci.

Ecco un esempio di lamentela tratta dalla stessa pagina:

Stripe, Inc. è venuto all’attenzione di BBB nel luglio 2012. Nel mese di agosto 2015, è stata effettuata una revisione della società. Le lamentele affermano che i fondi dei clienti vengano trattenuti senza spiegazione e che i conti vengano chiusi senza motivo. Inoltre, i clienti lamentano il fatto che sia difficile mettersi in contatto con l’azienda.

Per comprendere i termini che vengono accettati, BBB consiglia di leggere attentamente le condizioni di servizio della società, in particolare, la Sezione C: “Trattamento delle operazioni a mezzo carta di credito e come ricevere i fondi” e la Sezione D: “Licenza, risoluzione e altri termini generali”.

Stripe, Inc., inoltre, ha informato BBB che il modo migliore per contattare l’impresa è inviare un’e-mail a support@stripe.com.

Purtroppo, dal gennaio 2016, nessuna delle denunce apparse su BBB è accessibile al pubblico (ad eccezione di una risalente a ottobre), per cui non possiamo analizzarle per vedere quali siano stati i problemi riscontrati e come abbia risposto Stripe. Dobbiamo esaminare altre fonti, ovvero i commenti sotto questa recensione e quelli trovati in rete.

Ripoff Report segnala 46 lamentele (prima erano 40) e la maggior parte riguarda i conti sospesi o eliminati.

Questi reclami si presentano più spesso se analizziamo le discussioni tra gli utenti:

  • Conti sospesi o eliminati: nel complesso, la critica che viene mossa più spesso nei confronti di Stripe riguarda l’improvvisa eliminazione e i repentini storni dei pagamenti senza che l’azienda fornisca un preavviso o una spiegazione. Inoltre, i fondi vengono improvvisamente sospesi perché il conto è “in revisione”. Questo genere di problemi si verifica spesso con questo genere di servizi che, sebbene consentano accesso immediato ai fondi, revisionano i conti e le modalità di elaborazione dei pagamenti fin dal primo utilizzo. Se vengono riscontrati dei problemi, veri o percepiti come tali, il conto viene eliminato. In molti si sono lamentati sia del fatto che Stripe si rifiuti di rimborsare i fondi sia dell’impossibilità di parlare con un operatore.
  • Assistenza clienti inefficiente: viene riscontrato in particolare modo quando si verifica un disservizio grave e difficile da risolvere (meno nel caso di problemi di poco conto), come fondi sospesi o conti eliminati. Più di un utente si è lamentato di essere stato ignorato o di aver aspettato giorni, se non settimane, prima di ricevere una risposta. Sebbene i commenti di Facebook vengano spesso ignorati, è possibile parlare con gli operatori su Twitter.
  • Riaddebiti: Ci tengo a precisare che questo problema non è colpa di Stripe. L’azienda si occupa di e-commerce, molti dei quali offrono prodotti ad alto rischio (consegna elettronica, prodotti venduti previo abbonamento, vendite internazionali, ecc.), quindi le probabilità di avere grattacapi sono alte. Quando si verifica un riaddebito, Stripe deve restituire i soldi al cliente, pertanto preleva i soldi dal suo conto, almeno fino a quando non viene chiusa l’indagine. La procedura non è stata inventata dall’azienda, la quale, in molti casi, non può fare niente per agevolarla. Inoltra, va detto che, in caso di contestazione del riaddebito, l’unico aiuto che fornisce Stripe sono gli strumenti di documentazione. Dopotutto, solo alcuni dei suoi competitor offrono assistenza diretta.
  • Mancanza di protezione anti-frode: è un problema legato ai riaddebito, ma merita un paragrafo a sé. I venditori lamentano il fatto che Stripe non fornisca loro i mezzi sufficienti per proteggersi da riaddebiti e addebiti fraudolenti. Questo non significa che non esistano, anzi, ma non vengono percepiti come un sistema sicuro ed è un punto di vista che capisco perfettamente.

La sicurezza non è un tema che va preso alla leggera, per cui ho fatto delle ricerche e questi sono i risultati: Stripe ha un algoritmo automatico che identifica e segnala le transazioni fraudolente. Non sono disponibili molte informazioni circa il suo funzionamento. Sappiamo solo che il sistema può generare falsi positivi, per cui se una transazione legittima viene bloccata, è possibile scavalcare l’algoritmo e ripeterla.

Inoltre, si può contrassegnare le transazioni come fraudolente e rimborsarle direttamente (ricorda di segnalarle a Stripe). In secondo luogo, si può abilitare il controllo sui codici CVC e AVS e declinare automaticamente le transazioni che non lo passano (si tratta di due operazione distinte). Questo fattore è importante perché una transazione potrebbe passare anche se i controlli falliscono. Tuttavia, va anche detto che spesso gli acquirenti stessi sbagliano a scrivere il proprio codice postale.

Penso che Stripe Radar stia ampliando questi strumenti inserendo più dati e migliorie vari, per cui sono curioso di vedere se effettivamente riuscirà a garantire una protezione maggiore contro le frodi. Se l’argomento incuriosisce anche te, puoi leggere alcuni casi di studio sulla prevenzione anti-frode di Stripe qui.

Nel frattempo, non stare con le mani in mano: controlla se hai già abilitato le giuste misure di sicurezza e facci sapere se hai degli aggiornamenti su questo tema.

Recensioni positive e testimonianze:

Stripe ha un elenco impressionante di clienti importanti, tra cui Foursquare, Squarespace, Shopify, Grooveshark, Evite, Reddit, Mashable, Volusion, eHow, Hubspot e Dribble. E la lista sembra crescere sempre di più. Stiamo parlando di colossi della rete e, a mio avviso, questo rappresenta sicuramente un fattore positivo, sebbene il loro unico pregio sia quello di essere su piazza da molto tempo.

Nel gennaio del 2015, Stripe è riuscito a rubare il gigante del crowdfunding, ovvero Kickstarter, al suo partner di lunga data, Amazon Payments, con la promessa di consentire ai creatori di avviare e finanziare i loro progetti con maggiore rapidità. Stripe collabora anche con il rivale di Kickstarter, IndieGoGo.

Inoltre, quando Flint ha inaspettatamente chiuso i battenti nel febbraio 2016, ha raccomandati ai suoi clienti di passare a Stripe. Anche Shopify (e non è certo l’unico) richiede ai propri venditori di aprire un account sulla piattaforma in questione. Quando ho dato un’occhiata per la prima volta a Shopify, onestamente mi aspettavo di riscontrare più problemi relativi ai servizi di pagamento a causa della sua partnership con Stripe, ma ne ho trovati ben pochi e la maggior parte proveniva da venditori freelance.

Sebbene Stripe non offra casi di studio approfonditi come Braintree, mette a disposizione una serie di loghi da scegliere e copie per marketing molto interessanti (dai un’occhiata qui). A parte questo, le recensioni positive sono scarse per il momento. Vorrei vedere più casi di studio circa la protezione anti-frode e leggere più testimonianze provenienti da piccole e medie imprese.

Lascia un commento qui sotto e condividi la tua esperienza (ma prima assicurati di aver letto attentamente la nostra politica sui commenti).

Verdetto finale:

Non ci sono dubbi: Stripe è un player importante nel settore dei pagamenti online. Insieme a Braintree e ad altri servizi che ancora non conosco, è in lizza per raggiungere una posizione dominante; ognuno di essi offre servizi leggermente differenti, ma tutti hanno più o meno le stesse tariffe e modelli di business simili. Anche PayPal e Square fanno parte del gruppo, ma rientrano in una categoria a sé stante.

In teoria, Stripe offre tutto ciò che richiedono le aziende, sia piccole che grandi, ma ha diverse pecche, come la stabilità dei conti e l’assistenza clienti. Purtroppo, questi problemi sono comuni a quasi tutti gli processori di pagamenti.

Inoltre, molti degli strumenti inclusi nella piattaforma sembrano essere rivolti esclusivamente agli sviluppatori, alle grandi aziende e ai marketplace. Ed è giusto così, perché sono risorse importanti. Se te ne intendi di informatica o hai uno sviluppatore nel tuo team, Stripe farà sicuramente al caso tuo. Tuttavia, se tutto quello che ti serve è un modo semplice per ricevere pagamenti sul tuo sito web, penso che dovresti puntare su altre opzioni. Lo stesso vale se hai bisogno di un servizio per gestire i pagamenti di persona.

Infine, sebbene i prezzi siano competitivi, ci sono alternative ancora più convenienti.

Per ora, Stripe ha guadagnato 4 stelle. Non è un processore perfetto, ma penso che l’azienda abbia superato i problemi iniziali. Per concludere, fatti due domande: (1) utilizzerò tutto ciò che Stripe ha da offrire? (2) Stripe ha tutto quello di cui ho bisogno? Se la risposta è sì, è il servizio che fa per te. Se così non fosse, ti conviene cercare altrove.

Consulta il nostro grafico per vedere le varie opzioni a tua disposizione e lasciaci un commento con le tue riflessioni sulla nostra recensione.

Recensione di Duda

duda

Panoramica

Duda è un editor di siti web che pone l’accento sul design responsive per cellulari ed è particolarmente indicato per le piccole e medie imprese. Nel 2010, Itai Sadan e Amir Glatt, imprenditori e fan de “Il grande Lebowski”, hanno fondato Duda, in omaggio al Drugo (“The Dude” in lingua originale), una società dedicata alla creazione di siti web ottimizzati per smartphone). Personalmente, l’avrei chiamata “È questo il tuo sito, Larry?”.

Con sede a Palo Alto, Duda ospita oltre cinque milioni di siti web e si è piazzata al 185° posto nella classifica annuale delle aziende private americane in più rapida crescita, Inc. 500. In principio, Duda offriva solamente DudaMobile, un editor di siti web per dispositivi mobili, ma poi ha lanciato anche DudaOne, un editor per creare siti responsive sia da PC sia da smartphone, che oggi viene chiamato semplicemente Duda. La grafica, semplice e innovativa, e gli sforzi concertati per rispecchiare i valori del suo target rendono Duda un player di tutto rispetto in un’industria costellata di cloni anonimi. Inoltre, il servizio è particolarmente vantaggioso per i consumatori, poiché anche chi è abbonato al piano gratuito ha la possibilità di creare siti e-commerce.

Analizziamolo nel dettaglio.

Prezzi

Si può dire di tutto sul modello freemium, ma non che non abbia una filosofia alla base.

Duda offre tre piani: Free, Business + e Business + eCommerce. Le informazioni sui prezzi e le funzionalità sono disponibili qui.

Free

  • Sito web nativo e responsive
  • Strumenti per personalizzare il sito web
  • Analitiche e tracking limitati
  • Web Hosting su Amazon Cloud
  • Assistenza della community
  • Dominio “branded”
  • Annunci pubblicitari di Duda
  • Store di 10 prodotti
  • Compatibilità con PayPal, Stripe e Global Gateway Payment
  • Due categorie di prodotti
  • Strumenti per la gestione degli ordini e dei clienti

Business +

  • 7,12 $ al mese (piano annuale)
  • 19 $ al mese (piano mensile)
  • Include tutte le funzionalità precedenti più:
  • Analitiche e tracking completi
  • Assistenza via email
  • Dominio personalizzato (senza “branding”)
  • Nessuna pubblicità
  • Connessione sicura (HTTPS)
  • Backup del sito
  • Notifiche push per Chrome
  • Modalità sviluppatore
  • Sito multilingua

Business + eCommerce

  • 11,25 $ al mese per uno store di 100 prodotti (piano annuale)
  • 29,99 $ al mese per uno store di 100 prodotti (piano mensile)
  • 18,37 $ al mese per uno store di 2500 prodotti (piano annuale)
  • 46 $ al mese per uno store di 2500 prodotti (piano mensile)
  • Include tutte le funzionalità precedenti più:
  • Oltre 30 provider di servizi di pagamento
  • Categorie di prodotti illimitate
  • Recensioni dei prodotti integrate con Facebook

Inoltre, Duda offre un abbonamento a vita al piano Business + per un pagamento unico di 299 “conchiglie” (come direbbero nel “Il Grande Lebowski”).

I pagamenti possono essere effettuati tramite PayPal o carta di credito (Visa, MasterCard, AmEx, Discover, Diner’s Club, JCB e Carte Bleue). Spiacenti, niente assegni.

ralphscheck

Basato sul web o installato in loco?

Duda è basata sul “cloud”, come dicono i giovani d’oggi.

Requisiti hardware e software

Tutto ciò che serve sono un computer, un browser aggiornato e un’idea.

A chi è rivolto?

I 78 template, dal design moderno e responsive, faranno sicuramente gola a tutti voi rampanti imprenditori. L’unica categoria specifica è per i siti web dei ristoranti, sebbene esistano template pensati per medici, dentisti, centri fitness, fotografi e agenzie di viaggi. Ho apprezzato il fatto che si potessero visualizzare in anteprima in modalità PC, tablet e smartphone prima di acquistarli.

dudaone templates

Facilità d’uso

Se hai già familiarità con gli editor di siti web, non dovresti avere problemi con l’interfaccia di Duda. Nella barra in alto, sono presenti le opzioni per salvare, pubblicare il sito, aggiornare l’account e i tasti Annulla/Ripeti; la colonna a sinistra, invece, include le opzioni per modificare il sito web. Di primo acchito, forse non ti accorgerai di quanto sia versatile questo editor.

dudaone

Editor grafico: La prima voce del menu a sinistra, Design, presenta una serie di opzioni per personalizzare tutti gli elementi grafici del sito. Ecco cosa puoi fare: scegliere una delle palette disponibili o creane una; personalizzare il testo (tipo di carattere, dimensione e interlinea) usando vari tipi di intestazione; regolare la barra di navigazione e modificarla a seconda del tipo di dispositivo su cui viene visualizzato il sito (ad esempio, negli smartphone potrebbe diventare una colonna che appare dalla sinistra dello schermo); personalizzare i pulsanti e specificare cosa succede quando ci passi sopra il puntatore del mouse; impostare l’immagine o il colore dello sfondo a seconda del dispositivo con cui viene aperto il sito (puoi scegliere anche uno sfondo unico); personalizzare l’intestazione e il logo. Insomma, puoi fare veramente ciò che vuoi.

Grazie a questo set di strumenti, di gran lunga più efficace di quelli che di solito vengono forniti dalla maggior parte degli editor di siti web, potrai dare sfogo alla tua fantasia, a meno che tu non sia il webmaster più pigro della contea di Los Angeles (il che ti renderebbe automaticamente uno dei pigri al mondo).

Come aggiungere altri elementi: Vuoi aggiungere un elemento al tuo sito? Niente di più semplice: per accedere alla lista completa, fai clic sull’opzione “Aggiungi elemento” nella parte sinistra dello schermo e trascina l’elemento che ti interessa dovunque tu voglia.

Pagine e popup: Come si può facilmente intuire, questo pulsante (il terzo nella lista a sinistra) consente di aggiungere pagine e elementi pop-up. Sono disponibili i seguenti tipi di pagine:

  • Pagina vuota
  • Galleria
  • Pagina “Matrix”
  • Pagina URL (rimanda a un URL già esistente)
  • Menu ristorante
  • Pagina complessa
  • Chi siamo
  • Sedi
  • Landing page
  • Contattaci
  • Elenco
  • Dal tuo sito (importa contenuti da un URL esistente)

Per quanto riguarda i popup, sono disponibili:

  • Vuoto
  • Promozione o vendita
  • Pianificazione online
  • Benvenuto
  • Clicca “Mi Piace” su Facebook
  • Nuovo oggetto nello store
  • Contattaci
  • Invia feedback
  • Maggiori informazioni
  • Modulo di iscrizione alla newsletter
  • Vieni a trovarci (contiene una mappa)

Tasti Annulla/Ripeti: Sono presenti nella barra in alto e, come sicuramente avrai intuito, consentono di annullare o ripetere le modifiche apportate. Purtroppo, non esiste un pulsante “Cronologia” che consente di ritornare a qualsiasi stato anteriore. Tuttavia, gli utenti Premium potranno salvare le copie di backup del sito e ripristinarle in qualsiasi momento (una funzionalità che offrono pochi editor).

Modalità anteprima: Permette di visualizzare il sito web in tre versioni: PC, tablet e smartphone, sia singolarmente sia tutte e tre insieme. Tuttavia, puoi vedere e modificare il sito in tutte e tre le versioni anche senza anteprima, il che può tornarti utile se, per esempio, stai creando un sito pensato in particolar modo per gli smartphone.

Funzionalità

Duda offre ai suoi utenti una vasta gamma di funzioni pratiche e personalizzabili. Analizziamone alcune:

E-commerce: Si tratta di un valido pacchetto che può essere utilizzato anche dagli utenti Free (anche se lo store potrà contenere solo 10 articoli). La maggior parte degli editor di siti web sono più taccagni da questo punto di vista, poiché riservano questa funzionalità solo per gli abbonati Premium, per cui complimenti a Duda per la sua generosità verso noi poveri peccatori. La procedura di installazione dell’e-commerce, user-friendly e dettagliata, ti guida passo dopo passo nella scelta delle opzioni di spedizione e pagamento.

dudaone review

Il risultato finale è un negozio online funzionale e dalla grafica accattivante, in cui puoi vendere beni fisici o digitali.

Efficace e completa, è probabilmente la migliore soluzione gratuita che abbia visto finora.

Blog: Duda permette di creare un semplice blog in pochissimo tempo. Hai a disposizione delle opzioni abbastanza utili per modificare il layout e puoi anche salvare copie di backup di tutti i tuoi post. Tuttavia, rimane una delle funzionalità più scarne: ad esempio, non è possibile aggiungere nemmeno i video. E che divertimento c’è se non puoi pubblicare i video di YouTube? Che delusione! “Mi sono sentito nella teca di cristallo delle emozioni”.

Aspetta, ho sbagliato film.

Editor di immagini: Duda ti permette di modificare le foto utilizzando alcune opzioni di base per regolare la luminosità, aggiungere testo o adesivi, scegliere una cornice e via dicendo. In confronto alle altre funzionalità, è abbastanza rudimentale, ma può far sempre comodo.

Regole di personalizzazione: Una cosa che distingue Duda è la possibilità di inserire le regole di personalizzazione. Questa funzione consente di creare elementi che appaiono solo quando vengono soddisfatte determinate condizioni. Ad esempio, puoi creare un pop-up per riprodurre un video che si attiva solo la prima volta che un utente visita il sito. In alternativa, puoi impostare un messaggio speciale che viene mostrato solo a chi si è già collegato più volte. È inoltre possibile impostare una pagina Contatti che presenta informazioni diverse a seconda dell’orario (magari con un pulsante “click-to-call” durante le ore lavorative e un modulo di contatto durante il resto della giornata); ad esempio, chi gestisce una sala da bowling, potrebbe inserire un messaggio che viene visualizzato solo il sabato: “Chiuso per Shabbat”.

dudaone review

È una funzionalità che introduce un livello di dinamismo e adattabilità che si riscontra raramente in questi editor e il fatto che venga inclusa nel piano Free è veramente un fatto straordinario (in passato era disponibile solo per gli utenti Premium).

Siti multilingue: Una nuova funzionalità disponibile per gli utenti Premium ti permette di creare siti web multilingue o di aggiungere altre lingue al tuo sito web. Guarda il video per vedere come funziona:

[vimeo 161258264 w=640 h=360].

Altre funzionalità di Duda includono un set completo di opzioni per la SEO, una galleria fotografica, un widget di YouTube, una mappa di Google Maps, un’app per fare prenotazioni al ristorante chiamata OpenTable, i feed di social media, un feed di WordPress, un menu per i siti web dei ristoranti, un pulsante per pagare con PayPal, la Modalità sviluppatore per modificare i codici HTML/CSS (solo per il piano Premium) e uno strumento che visualizza le recensioni di Yelp. Nel complesso, il servizio offre un pacchetto di funzionalità molto ampio sia per i singoli webmaster sia per le piccole imprese (in particolare ristoranti).

Web editing e web design

Template: i 78 modelli di Duda, pur essendo meno innovativi e accattivanti di quelli di Squarespace o Wix, sono sicuramente al di sopra della media e possono essere personalizzati sotto molti punti di vista. Inoltre, cosa più importante, sono design responsive e sono perfetti sia per tablet sia per smartphone.

Editor per dispositivi mobili: Duda è un servizio all’avanguardia, per cui sono rimasto deluso nel vedere che non dispone di un’app per il web editing. Spero che la introducano in futuro, anche perché si adatterebbe perfettamente alla piattaforma. In ogni caso, puoi sopperire a questa mancanza: l’editor, infatti, ti consente di nascondere determinati elementi quando il sito viene visualizzato sui dispositivi mobili (o su PC). Inoltre, con uno degli aggiornamenti più recenti, è stata introdotta un’app per gli e-commerce che permette di gestire i prodotti, caricare le immagini, rivedere gli ordini e altro ancora.

Integrazioni e add-on

A differenza di Weebly e Wix, Duda non offre un App Store con molte integrazioni di terze parti. Tuttavia, hai a disposizione due funzionalità di Google (Google Maps e Google Analytics), un lettore multimediale per i video di YouTube, un feed di WordPress, Disqus (per i commenti), vCita (per la pianificazione online), OpenTable, integrazioni con PayPal e Yelp e un set completo di strumenti per i social media (inSite è un servizio di Duda, non di terze parti).

Elaborazione dei pagamenti

La funzionalità per gli e-commerce offre una marea di scelte per l’elaborazione dei pagamenti. Per i pagamenti online, il piano gratuito e Business + includono l’integrazione con PayPal, Stripe e Robokassa, mentre Business + e-commerce offre tutte le seguenti opzioni (molte delle quali non ho mai sentito parlare):

  • American Express 
  • Authorize.Net
  • Bancomer/eGlobal (gateway di pagamento messicano)  
  • Beanstream (Hosted Payment Form) 
  • Boleto Online  
  • ClickAndBuy 
  • DengiOnline 
  • DIBS
  • e-Path / elaborazione manuale della carta di credito
  • First Data Global Gateway e4
  • iDEAL (tramite Mollie)
  • Innovate Payments 
  • iPay88 
  • MOLPay  
  • Moneris SELECTplus (Hosted Paypage, conti canadesi) 
  • MultiSafepay (iDEAL, carte di credito, Giropay, DIRECTebanking, ecc.)
  • Network Merchants
  • Nochex
  • PagSeguro UOL
  • PayJunction 
  • PayLeap 
  • PayOnline System
  • PayPal Standard, PayPal Express Checkout, PayPal Advanced, PayPal PayFlow Link, PayPal Payments Pro Hosted (UK)
  • PaySto
  • Paytrail (conosciuto anteriormente come Suomen Verkkomaksut Oy)
  • PayU India
  • QIWI
  • Realex Payments / Global Iris
  • Robokassa (Webmoney, Yandex, Money, ecc.)
  • Sage Pay (integrazione) 
  • Stripe 
  • Swipe HQ
  • Virtual Cart Services
  • 2Checkout
  • Ogni gateway di pagamento che possa emulare l’API di Authorize.Net

Inoltre, puoi effettuare pagamenti tramite bonifico bancario e offline (assegni, vaglia postali, ordini telefonici, ecc.).

Assistenza Clienti

Duda offre una vasta base di conoscenze e, per i clienti abbonati ai piani a pagamento, anche l’assistenza via mail. Purtroppo, non è disponibile l’assistenza telefonica o via chat. Alcuni utenti hanno trovato che il servizio lasci abbastanza a desiderare da questo punto di vista.

Recensioni negative e lamentele:

I recensionisti hanno riscontrato i seguenti problemi:

  • Assenza di portabilità
  • Editor è un po’ lento
  • Presenza di alcuni glitch

Analizzando i commenti dei clienti, ho trovato numerose lamentele, anche parecchio feroci, sulla mancanza di stabilità del servizio (a me non è capitato). Alcuni si sono lamentati anche dell’inefficienza del servizio clienti.

Recensioni positive e testimonianze:

Duda ha ricevuto molti consensi, soprattutto per i seguenti fattori:

  • Design responsive molto curato
  • Analitiche del traffico molto dettagliate
  • Ottime funzionalità inSite
  • E-commerce validi
  • Ottime opzioni per la gestione della SEO

I clienti hanno anche apprezzato la quantità (e la qualità) delle funzionalità messe a disposizione.

Verdetto finale:

Recentemente, ho recensito una serie di editor di siti web veramente deludenti e insipidi. Duda, invece, è stata una boccata d’aria fresca. Il servizio merita veramente una chance, soprattutto per le funzionalità avanzate per l’e-commerce e la personalizzazione del sito web, le quali sono disponibili anche per il piano gratuito. Se le lamentele degli utenti riguardo la stabilità del software ti hanno fatto venire dei dubbi, prova a iniziare con la versione free e vedi come va. Resterai sorpreso dalle cose che riuscirai a fare.

Con i suoi template dal design reponsive, innovativo e all’avanguardia, Duda è forse la spinta che ti serve per avviare la tua startup.

Se lo vuoi con forza, non è un sogno”.

Recensione di Campaign Monitor

Panoramica:

Campaign Monitor è stato ideato dai web designer Ben Richardson e David Greiner durante l’università, i quali non riuscivano a trovare degli strumenti di email marketing adatti alle loro esigenze. Nel 2004, hanno iniziato a progettare il programma principalmente per uso personale ma, alla fine, hanno deciso di renderlo disponibile anche agli altri designer e alle imprese. Oggi, Campaign Monitor conta oltre 120.000 clienti, compresi colossi come Buzzfeed, Coca-Cola, Disney, Airbnb e i San Diego Chargers.

L’obiettivo principale del programma è quello di snellire ogni parte del processo di email marketing. Un aspetto che vale la pena di menzionare è la grafica spettacolare: è evidente che, sebbene l’usabilità e la praticità siano i punti focali del progetto, gli sviluppatori hanno voluto rendere l’ESP anche esteticamente bello. Molte aziende tentano di coniugare la funzionalità con il design, ma solo poche ci riescono. Campagin Monitor è l’eccezione che conferma la regola e ha creato un prodotto davvero elegante.

È il miglior ESP su piazza? Per scoprirlo, basta inscriversi e provare le funzionalità principali, come gli autoresponder e i report, che, fortunatamente, sono gratuite. Il programma ha i suoi difetti, che saranno visibili soprattutto agli utenti molto esperti, ma potrebbe fare al caso delle aziende che cercano un ESP in grado di soddisfare la maggior parte delle loro esigenze senza troppi sforzi.

Prezzi:

Campaign Monitor offre tre piani a pagamento: Basic, Unlimited, e Premier. Sebbene sia disponibile una versione di prova gratuita (non c’è bisogno di inserire i dati della carta di credito), è abbastanza limitata, in quanto non consente di inviare nemmeno un’email. Questa funzionalità, infatti, è a pagamento. Tuttavia, è possibile spedire messaggi di prova a un massimo di cinque indirizzi per campagna, in modo da poter valutare ogni fase del processo.

Piano Basic

Il piano Basic include le funzioni di automatizzazione e consente agli utenti di inviare un numero massimo di email al mese pari a cinque volte il totale di iscritti consentito dalla loro tariffa. Ad esempio, con quella più economica, è possibile inviare 2.500 email.

  • 0 – 500 iscritti: 9 $
  • 501 – 2.500 iscritti: 29 $
  • 2.501 – 5.000 iscritti: 49 $
  • 5.001 – 10.000 iscritti: 89 $
  • 10.001 – 15.000 iscritti: 129 $
  • 15.001 – 25.000 iscritti: 199 $
  • 25.001 – 50.000 iscritti: 299 $

Piano Unlimited

Il piano Unlimited consente di inviare un numero illimitato di email al mese, offre tutte le funzioni di automatizzazione, design e spam test e prevede l’assistenza prioritaria.

  • 0 – 500 iscritti: 29 $
  • 501 – 2.500 iscritti: 59 $
  • 2.501 – 5.000 iscritti: 99 $
  • 5.001 – 10.000 iscritti: 149 $
  • 10.001 – 15.000 iscritti: 249 $
  • 15.001 – 25.000 iscritti: 399 $
  • 25.001 – 50.000 iscritti: 699 $

Piano Premium

Il piano Premier include, oltre ai vantaggi enumerati in precedenza, le funzioni di monitoraggio delle attività degli utenti e le analitiche. Sebbene sia un po’ più costoso, le funzionalità che offre danno una marcia in più alle strategie di marketing, quindi vale la pena provarle.

  • 0 – 5.000 iscritti: 149 $
  • 5.001 – 10.000 iscritti: 249 $
  • 10.001 – 15.000 iscritti: 399 $
  • 15.001 – 25.000 iscritti: 499 $
  • 25.001 – 50.000 iscritti: 899 $

Se si hanno più di 50.000 iscritti, indipendentemente dal piano, è necessario collegarsi qui per richiedere un preventivo speciale. Per le organizzazioni no-profit, è disponibile uno sconto del 15%.

Basato sul web o installato in loco?

Campaign Monitor è interamente basato su cloud e non richiede alcun download.

A chi è rivolto?

Sostanzialmente alle imprese di tutte le dimensioni. Lo svantaggio è che gli utenti devono pagare le email che inviano anche con la versione di prova, a differenza di altri ESP che offrono piani economici più flessibili per le piccole imprese.

Facilità d’uso

Il processo di iscrizione è rapido e richiede poche informazioni: nome, azienda, e-mail e password.

La dashboard separa le schede in aree ben distinte. Le opzioni dell’account rimangono poco visibili nella parte superiore della pagina, mentre gli strumenti per la creazione delle campagne e delle liste sono posizionati in modo prominente pochi centimetri più in basso. La schermata iniziale contiene quattro opzioni: Overview (un pannello che, all’inizio, include dei tutorial e, in seguito, le informazioni relative alle campagne), Campaigns, Automatione Lists & Subscribers. A destra di questo gruppo, sono presenti altre due opzioni: Templates e Clients.

Un po’ nascosta in una barra laterale delle impostazioni dell’account è presente l’opzione che consente di passare dalla schermata “client multipli” a “singola attività”: in pratica, vengono nascoste alcune opzioni che non si utilizzano se si gestisce una sola attività.

Creazione delle campagne

Campaign Monitor include centinaia di template divisi in categorie quali newsletter, annunci e feedback. Gli utenti hanno anche la possibilità di importare i propri file HTML o di creare un’email in .txt (tuttavia, il programma non sarà in grado di analizzare il tasso di clic e di apertura se le campagne sono in questo formato).

Sebbene non offra le stesse prestazioni di programmi come Photoshop o InDesign, Campaign Monitor consente di ridimensionare le immagini, regolare i colori e la luminosità, nonché di correggere i “difetti”. La mancanza di un’utility del genere era stata una delle nostre critiche più grandi l’ultima volta che abbiamo esaminato il software, quindi ci ha fatto piacere vedere che gli sviluppatori sono corsi ai ripari.

Le opzioni di text editing sono leggermente migliorate e consentono di aggiungere il grassetto, il corsivo e link addizionali.

Una volta terminata l’email, gli utenti possono visualizzarla in anteprima in versione PC o smartphone.

Inviare la campagna

Campaign Monitor guida gli utenti passo dopo passo, per cui il processo è molto semplice. Se non è stata creata una lista contatti, verrà richiesto di inserirla prima di inviare la newsletter. È possibile spedire delle email di prova a un massimo di cinque destinatari che non verranno tenute in considerazione nel conteggio mensile (neanche nella versione di prova).

Terminata la fase creativa, è possibile inviare la newsletter immediatamente o programmare un invio posticipato.

Quando si aggiungono nuovi contatti, il programma consente di specificare se una lista debba essere single opt-in o double opt-in; in quest’ultimo caso, sarà necessario inviare agli iscritti un’email di conferma prima di aggiungerli (l’autorizzazione dell’utente non è necessaria quando si importa una lista). Per coloro che preferiscono svolgere l’operazione manualmente, è presente una funzionalità che consente di aggiungere ulteriori informazioni per ogni contatto semplicemente separandole con una virgola. Successivamente, verrà richiesto di collegare ogni voce a una colonna al fine di creare le celle di una tabella.

Un’altra opzione molto interessante permette di inviare delle split campaign (due versioni leggermente diverse della stessa campagna) a diversi indirizzi di prova per vedere quale versione ottiene più successo. È possibile personalizzare il messaggio dell’oggetto, il nome del destinatario e il contenuto dell’email.

Reporting

Mentre i piani Basic e Unlimited offrono report molto basic (tasso di clic, tasso di apertura, ecc.), gli utenti Premier hanno accesso ad analisi avanzate, quali il monitoraggio delle attività degli utenti dalla newsletter al sito e la possibilità di contattarli direttamente per creare una comunicazione più personalizzata. Queste funzionalità sono particolarmente indicate per le aziende che vengono prodotti fisici.

Assistenza e servizio clienti

Di primo acchito, il servizio clienti sembra abbastanza scarno, in quanto non include né l’assistenza via chat né quella telefonica. Tuttavia, questa mancanza viene parzialmente compensata dal supporto via mail disponibile 24 ore su 24 e dalla valida base di conoscenza.

  • Assistenza via email: è il canale di comunicazione prediletto dall’azienda. Poco dopo l’abbonamento al servizio, l’utente viene quasi sempre contattato da un operatore, il quale si offre di rispondere a eventuali domande e fornisce il proprio indirizzo email per i messaggi diretti. È inoltre possibile contattare l’azienda in qualsiasi momento usando questo modulo. Le mie domande hanno ricevuto risposta nel giro di una o due ore.
  • Base di conoscenza: basta immettere le domande nel campo di ricerca apposito e la base di conoscenza presenterà una selezione di articoli o messaggi del forum inerenti all’argomento cercato. È inoltre possibile consultare la Guida del software, la quale è suddivisa in dieci categorie.
  • Forum: Campaign Monitor ha anche un forum destinato agli utenti che richiede un’iscrizione a sé.
  • Guide: il background in web design dell’azienda traspare dal fatto che vengano offerte tantissime guide. Alcune di queste affrontano in modo specifico come utilizzare il programma, mentre altre si concentrano sui principi generali dell’email marketing. In ogni caso, vale la pena leggerle prima di abbonarsi al servizio.

Recensioni negative e lamentele:

È difficile trovare delle recensioni negative su BBB, RipOff Report o ComplaintsBoard. Il programma ha un punteggio di 4,4/5 stelle su G2 basato su 10 recensioni. L’app per iPhone ha ottenuto 3 stelle sull’App Store (ha ricevuto punteggi bassi a causa di alcuni bug presenti nelle versioni precedenti). Non sono state ancora inserite le recensioni della versione attuale, rilasciata nell’aprile 2015.

Alcune delle critiche più frequenti sono:

  • Poche funzionalità: la qualità delle opzioni offerte è stata lodata quasi all’unanimità, ma in molti pensano che il programma avrebbe bisogno di ulteriori funzionalità avanzate e “di nicchia”, come la possibilità di confrontare i risultati delle singole liste.
  • Integrazioni limitate: alcuni utenti hanno segnalato che non erano disponibili le integrazioni con i loro programmi preferiti.
  • Prezzo: sebbene nessuno si sia lamentato del prezzo di per sé, alcuni hanno trovato poco chiari sia le opzioni di monitoraggio delle email e degli iscritti incluse nel piano Basic, sia il tariffario del piano per campagne.

Recensioni positive e testimonianze:

Gli utenti hanno un sacco di cose positive da dire su Campaign Monitor. Sul sito, è presente una lista di referenze scritte da clienti importanti.

Ecco alcuni vantaggi riscontrati:

  • Facilità d’uso: è possibile acquisire dimestichezza con il programma fin dal primo utilizzo grazie all’interfaccia semplice e intuitiva e alla presenza di template predefiniti.
  • Servizio clienti: nonostante la mancanza di assistenza tramite telefono e chat, gli operatori sono in grado di risolvere in breve tempo i disservizi tecnici e i problemi relativi alle vendite via email.
  • Report chiari e di facile comprensione: gli strumenti di reporting sono stati valutati molto positivamente poiché presentano le informazioni in maniera chiara.
  • Automatizzazione: particolarmente apprezzato da chi ha bisogno di autoresponder che inviino le newsletter ai nuovi iscritti secondo determinate tempistiche.

Funzionalità

Campaign Monitor offre poche funzionalità di base ma ben sviluppate.

  • Editor WYSIWYG: include tantissimi template responsive che possono essere inseriti con la funzione drag-and-drop. Gli utenti più esperti possono anche importarne altri in formato HMTL, sebbene non sia possibile modificare il codice di quelli predefiniti.
  • Anteprima: prima di inviare l’email, è possibile visualizzarla in versione PC e smartphone.
  • Sondaggi: possono essere inseriti nelle campagne insieme ai moduli per ricevere riscontri e commenti dagli iscritti.
  • Split Campaign: come accennato in precedenza, il programma consente agli utenti di creare due versioni della stessa campagna. Si tratta di una funzionalità molto utile per affinare le proprie strategie di marketing.
  • Automatizzazione: permette di inviare automaticamente le email secondo una data preimpostata.
  • Analitiche: gli utenti hanno accesso a un set limitato ma molto valido di strumenti che forniscono dati su: rimbalzi, tasso di clic e di apertura, disiscrizioni, lamentele su email di spam e attività sui social media.
  • Strumenti per agevolare l’iscrizione: oltre alla possibilità di creare moduli di iscrizione, Campaign Monitor consente sia di segmentare le proprie liste per targettizzare sottogruppi specifici, sia di inserire campi personalizzati per i dati degli iscritti.
  • API: gli sviluppatori che desiderano creare le proprie integrazioni hanno a disposizione un’API molto valida.

Integrazioni e add-on:

L’ultima volta che abbiamo esaminato Campaign Monitor ci era sembrato abbastanza “deboluccio” dal punto di vista delle integrazioni offerte. Tuttavia, il problema è stato risolto e ora sono disponibili 250 integrazioni che spaziano dalle app di Google, a Shopify fino a Facebook. Per la lista completa, clicca qui.

Sicurezza

Campaign Monitor utilizza protezioni fisiche e digitali.

I database sono protetti da restrizioni di accesso e le informazioni più importanti, come le password, vengono crittografate al momento dell’archiviazione. La crittografia SSL (HTTPS) viene sempre utilizzata per la trasmissione di informazioni sensibili, come i dettagli della carta di credito, le quali non vengono memorizzate sul server della piattaforma.

I centri dati sono protetti fisicamente da cinque livelli di protezione: carte di sicurezza, scansioni di impronte digitali, video-sorveglianza, apparecchiatura hardware accessibile solo agli addetti e rilevamento delle vibrazioni. Solo per entrare nell’edificio, sono necessari una carta di prossimità e un PIN.

In caso di malfunzionamento, viene eseguito il mirroring dei dati su un server di backup.

Protezione e politica anti-spam

Come c’era da aspettarsi, Campaign Monitor ha una politica anti-spam molto rigida e segue gli standard dell’atto CAN-SPAM, per cui chi usa falsi intestazioni nelle email è avvisato. Per spam, il programma intende “tutte quelle email che vengono inviate senza autorizzazione del destinatario”.

Per intercettare gli spammer, Campaign Monitor ricorre ai sistemi di spam reporting utilizzati dagli ESP più importanti, come Outlook. Se più dello 0.03% delle email inviate vengono contrassegnate come spam, si riceverà un messaggio di avviso e la società offrirà dei consigli su come risolvere il problema. Se l’utente commette infrazioni più gravi o ripetute nel tempo, l’azienda può arrivare a sospendere l’account.

La società monitora anche le blacklist e analizza attentamente tutte le liste di grandi dimensioni che vengono importate.

Verdetto finale

Ultimamente, abbiamo riscontrato la tendenza a rendere l’e-mail marketing accessibile a un più vasto bacino d’utenza semplificando i programmi e migliorando (o eliminando) le funzionalità inutili. Il pericolo, naturalmente, è la potenziale perdita di efficacia per campagne di marketing più consistenti.

Campaign Monitor, più degli altri ESP, non eccede con il minimalismo: la maggior parte dei marketer troverà tutti gli strumenti di cui ha bisogno senza dover fare i conti con un’interfaccia saturata di opzioni inutili. Inoltre, l’accesso a tutte le funzionalità del programma, indipendentemente dal piano di abbonamento, rende il software, almeno agli occhi degli utenti, più completo rispetto a quelli della concorrenza. Se poi aggiungiamo una grafica mozzafiato, possiamo tranquillamente affermare che Campaign Monitor è uno dei servizi di email marketing più completi attualmente disponibili.

Naturalmente, l’ultima parola spetta all’utente, per cui consigliamo di provare la versione di prova per scoprire se il software è adatto alle proprie esigenze.

Recensione di MailChimp

Panoramica:

Non serve una laurea in astrofisica per creare una campagna di e-mail marketing. O forse sì? Lanciato da The Rocket Science Group nel 2001, MailChimp è un servizio di gestione di posta elettronica basato sul cloud. Nato inizialmente come progetto parallelo di Mark Armstrong, Ben Chestnut e Dan Kurzius, il software si è guadagnato rapidamente un folto seguito ed è diventato il fiore all’occhiello della società, la quale continua comunque a sviluppare anche altre applicazioni web.

Il punto di forza del programma è la capacità di coniugare un atteggiamento scanzonato con un servizio serio. Siamo onesti: MailChimp è forse l’ESP più valido e il piano gratuito che offre è uno dei migliori sul mercato. Gli utenti a pagamento hanno a disposizione soluzioni per il marketing di tutto rispetto, tra cui autoresponder, tool per aggirare i filtri antispam e per segmentare le liste in base al fuso orario, nonché varie integrazioni con i social media. Con un bacino d’utenza di oltre sei milioni di clienti, tra cui associazioni e aziende ben note come Vice UK, The Economist e TED, MailChimp gestisce ogni mese un flusso di circa cinque miliardi di email in uscita.

Nonostante la sua popolarità, la società non si culla sugli allori e continua a migliorare i sui suoi servizi per renderli più versatili e più facili da usare.

Prezzi:

Mailchimp ha semplificato il tariffario in maniera abbastanza radicale dalla nostra ultima recensione. Vediamolo nel dettaglio:

Piano Free per le nuove attività

MailChimp offre un piano gratuito molto valido per gli utenti con poche esigenze che consente di inviare fino a 12.000 email al mese a un massimo di 2.000 iscritti. Praticamente, offre le stesse funzionalità dei piani a pagamento meno gli autoresponder, gli strumenti per aggirare i filtri anti-spam, i test dell’email client, la consegna in base al fuso orario e Social Pro. Non include neanche la funzionalità che permette di inviare messaggi immediati in stile chat, la quale filtra le risposte fuori-ufficio e raggruppa le email in conversazioni nei profili degli iscritti.

L’unico svantaggio è la presenza di un piccolo logo di MailChimp alla fine di ogni email inviata che può essere rimosso passando ai piani a pagamento.

Piani a pagamento:

Mailchimp permette di scegliere se pagare l’abbonamento in base al numero di email inviate o al numero di iscritti (liste).

Piano basato sulle email inviate (prepagato)

Gli utenti che dispongono di un numero limitato di messaggi al mese hanno la possibilità di pagare il servizio in base al numero di email inviate. Ogni email equivale a un credito che non ha scadenza e può essere utilizzato quando e come si vuole. In generale, più crediti si acquistano, meno si spende. Le tariffe sono le seguenti:

  • 0,03 $ per email
    • 300 email – 9 $
    • 1.000 email – 30 $
    • 2.000 email – 60 $
  • 0,02 $ per email
    • 5.000 email – 100 $
    • 7.500 email – 150 $

Piano basato sulle liste (abbonamento mensile)

È l’opzione preferita da chi ha grandi liste o spedisce newsletter a cadenza regolare. Se si inviano meno di 12.000 email al mese, il piano è gratuito (vedi sezione precedente). I prezzi per inviare un numero illimitato di email sono i seguenti:

  • 1001-1500 iscritti: 20 $
  • 1501-2000 iscritti: 25 $
  • 2001-2500 iscritti: 30 $

MailChimp Pro

Il nuovo piano di MailChimp ha lo stesso prezzo di un add-on, ma offre varie funzionalità di gran lunga superiori a quelle presenti negli altri piani pensati per le aziende con più di 50.000 iscritti (è possibile acquistarlo anche se non si raggiunge questa cifra). Pro richiede un costo aggiuntivo di 199 $ al mese, indipendentemente dal piano a cui si è abbonati e include le seguenti funzionalità:

  • Strumenti di reporting avanzati
  • Strumenti di testing multivariati
  • Annullare l’invio di un’email
  • Assistenza clienti prioritaria

Basato sul web o installato in loco?

MailChimp è completamente basato sul cloud ed è disponibile anche un’app per dispositivi iOS e Android.

 A chi è rivolto?

Il software è indicato sia per le piccole startup sia per le grandi società che inviano milioni di email al mese. Tuttavia, sembra che la compagnia stia puntando maggiormente sulle piccole imprese: infatti, è stata eliminata la maggior parte dei piani dedicati ai volumi molto elevati e, in generale, i materiali presenti sul sito web sembrano essere rivolti più ai principianti che agli utenti esperti.

mailchimp

Facilità d’uso:

Il processo per creare un account è semplice: occorre solo inserire il nome e l’indirizzo e-mail. Una volta che si accede al software, verranno richiesti altri dati, tra cui: indirizzo, nome e dati della società, sito web (o, in alternativa, blog, pagine personali/aziendali di Facebook e Twitter). Sarà inoltre possibile inserire una foto del profilo e iscriversi a un corso introduttivo spedito via email che spiega come utilizzare il servizio.

La dashboard è abbastanza chiara e intuitiva anche per chi è alle prime armi: vengono utilizzati pochi colori, soprattutto per indicare le funzionalità più importanti. La prima volta che l’utente accede al proprio account può fare tre cose: creare e inviare una campagna, creare (o importare) una lista di contatti, iniziare a costruire il proprio target (inviando moduli di iscrizione). La schermata iniziale appena descritta verrà in seguito sostituita con una dashboard che mostra le attività recenti, l’evoluzione delle liste e gli eventi recenti relativi alle campagne create.

Una sezione che fino a poco tempo fa era deficitaria era quella dedicata all’importazione degli scritti che, sebbene fosse versatile, sembrava che facesse parte di un sito più vecchio e meno user-friendly. Il problema è stato risolto e ora è possibile importare i contatti da diverse fonti integrate o da file in vari formati. Se la dimensione della lista superava i limiti del piano a cui si era abbonati, in passato il software si bloccava a metà caricamento e richiedeva di passare a un piano superiore, mentre ora viene visualizzato un messaggio di avviso prima che inizi l’operazione. Pur trattandosi di un piccolo passo avanti, è una soluzione che consente di risparmiare molto tempo.

Creazione delle campagne

Non è necessario disporre di una lista già ben rodata per creare una campagna. Il software offre una funzionalità perfetta per i principianti che consente di auto-inviarsi le email.

Per iniziare, verrà richiesto di immettere le informazioni della campagna e di selezionare le opzioni di monitoraggio, le impostazioni relative ai social media, ecc. MailChimp fornisce un’ampia selezione di merge tag per personalizzare le email.

Successivamente, va scelto il template tra 23 modelli basic e centinaia di temi, i quali sono pensati per vari tipi di attività, settori e occasioni.

L’editor del software è molto facile da usare, sia che si usi un template predefinito, sia che se ne crei uno da zero. È possibile aggiungere blocchi di testo, divisori, immagini, pulsanti e icone per i social media direttamente nel template grazie alla funzionalità “drag and drop”. Si possono creare infinite combinazioni di layout e salvarle come modelli da riutilizzare in futuro. Le modifiche vengono salvate automaticamente ogni 20 secondi, quindi non c’è da preoccuparsi se il computer si blocca.

Chi preferisce creare da zero le proprie email, può utilizzare l’editor HTML. Se si dispone già di un modello, è possibile importarne il codice da sito web o da file ZIP.

Infine, grazie all’anteprima, si può visualizzare il risultato in versione PC o mobile.

mailchimpseg

Inviare le campagne

Il processo è molto semplice: una volta terminata la fase creativa, basterà selezionare (o cambiare) la lista dei destinatari, testare l’efficacia del messaggio dell’oggetto ed eventualmente apportare delle modifiche. A questo punto, si può inviare l’email o programmare un invio posticipato.

Esistono diversi modi per aggiungere una lista a MailChimp: da file (CSV o XSL) o collegandosi a altro programma, come Salesforce, Highrise, Zendesk, Eventbrite, Batchbook e Google (la lista completa delle integrazioni è disponibile qui). Come tutti gli ESP che si rispettino, MailChimp sottolinea l’importanza di utilizzare liste opt-in che contengano solo utenti che abbiano autorizzato la comunicazione.

Per gestire le liste, vengono messe a disposizione diverse funzionalità interessanti. La prima è la seguente: quando si aggiunge una nuova lista, il software crea automaticamente un modulo di iscrizione personalizzabile in cui va aggiunto il link del proprio sito web o dei propri canali social.

Un’area in cui MailChimp eccelle è la segmentazione delle liste. Di solito, è un servizio offerto da tutti gli ESP ma, in questo caso, ha una sezione dedicata che include sia una vasta gamma di soluzioni per filtrare i contatti e creare un target mirato, sia delle opzioni predefinite per automatizzare moltissimi processi. Quest’ultima funzionalità è perfetta per chi non vuole perdere tempo a creare wireframe e diagrammi ad albero.

Poiché alcuni piani sono a pagamento, gli utenti stanno sempre attenti a non sprecare accidentalmente crediti preziosi. È per questo che MailChimp ha pensato a due soluzioni: una checklist che segnala le sezioni della campagna che potrebbero contenere dei problemi e una funzione chiamata Social Cards.

I report

Questa sezione offre un’ampia gamma di statistiche, dalle più standard, come il tasso di clic e di apertura, alle più avanzate, come i link maggiormente cliccati e la performance della newsletter nelle 24 ore successive all’invio. Viene incluso anche un elenco degli iscritti che hanno aperto più email e una mappa che mostra la posizione degli utenti che hanno visualizzato la campagna.

Inoltre, sono disponibili sia le statistiche medie di settore e della lista che è stata utilizzata, sia i dati grezzi relativi ai seguenti parametri: invii riusciti, inoltri, clic per ogni singola mail aperta, segnalazioni di abusi, rimbalzi, disiscrizioni, condivisioni sui social media e performance dei link condivisi. Dalla sezione “Report”, è possibile anche gestire le conversazioni con i clienti. Nella scheda “Advanced”, è presente l’opzione “ANalytics 360” che, grazie all’integrazione con Google Analytics, permette di monitorare le statistiche di livello avanzato, tra cui ROI, tasso di conversione, entrate generate e il valore medio per ogni visitatore. È possibile scaricare i report di varie campagne (o di una specifica) in formato CSV.

Servizio clienti e assistenza:

MailChimp garantisce un servizio clienti abbastanza completo, sebbene non offra assistenza telefonica per contenere i costi. La mia esperienza è stata generalmente positiva: gli operatori erano gentili e ben informati e le mie domande hanno ricevuto risposta in un periodo compreso tra 20 minuti a 20 ore (in quest’ultimo caso si trattava di domande non urgenti). Le modalità di assistenza offerte sono:

  • Assistenza personale: viene fornita attraverso uno dei seguenti canali:
    • Via mail: è possibile contattare gli operatori 24 ore al giorno per tutta la settimana al seguente indirizzo: customersupport@mailchimp.com; in alternativa si può utilizzare questo modulo di contatto.
    • Via chat: da lunedì a venerdì dalle 8.00 alle 18.00 (fuso orario della costa orientale degli Stati Uniti – EST). Attualmente è disponibile solo per i piani a pagamento a causa di un aumento delle richieste.
    • Attraverso i canali social: il servizio è disponibile su Twitter e Facebook. Gli operatori monitorano costantemente questi canali e rispondono nel giro di poche ore (se non minuti).
  • Cercando nella base di conoscenza: la base di conoscenza è stata recentemente ridisegnata per essere compatibile con la maggior parte dei dispositivi. Gli utenti possono cercare informazioni in una di queste quattro categorie: “Need Help Getting Started?”, “Quick Answers”, “Glossary” e “Video Tutorials.”

Recensioni negative e lamentele:

Nel complesso, gli utenti sembrano apprezzare MailChimp, ma questo non significa che non abbiano dei consigli per migliorare il servizio. L’app per iPhone ha ottenuto un punteggio misero di 1,5 stelle su iTunes per via delle funzionalità limitate e dei bug. Chi utilizza il servizio da PC, invece, ha avuto un’esperienza migliore, come testimoniano le 4,3 stelle su G2 Crowd. Le critiche più comuni mosse al programma sono le seguenti:

  • Servizio clienti discontinuo: a volte gli utenti hanno avuto esperienze negative.
  • Per trasferire le liste bisogna ripetere il processo di opt-in: alcuni si sono lamentati del fatto che MailChip richieda di effettuare questa operazione al momento di importare o esportare le liste. Questo articolo spiega come cambiare ESP e quando è necessario ripetere il processo in questione.
  • Tariffario poco chiaro: inizialmente, è difficile capire che cosa offrano i piani “alla carta” e quali siano gli elementi necessari per avviare le campagne.

Recensioni positive e testimonianze:

La maggior parte delle recensioni che ho letto erano positive. Il software ha un punteggio di 4/5 stelle basato su 92 recensioni su Google Apps Marketplace e di 4,1/5 stelle basato su 125 recensioni G2 Crowd. L’app per Android ha ottenuto 4/5 stelle.

  • Semplice e facile da usare: è stato il commento più gettonato (paradossalmente, la principale critica mossa al software è che le opzioni di personalizzazione dovrebbero essere semplificate). Nel complesso, il programma e l’interfaccia sono considerati user-friendly. Insomma, è l’opzione perfetta per i marketer alle prime armi.
  • Gratuito: è vero che nessuno fa niente per niente, ma il servizio offre pacchetti ESP a costo zero e gli utenti sono entusiasti del piano Entrepeneur. Alcuni sostengono che sia l’ESP gratuito con il miglior rapporto qualità/prezzo.
  • Ottimi report e analitiche approfondite: sebbene la versione free non abbia le interessanti funzionalità dei piani a pagamento, l’integrazione con Google Analytics e i report forniti sono sicuramente al di sopra della media.
  • Editor valido: anche se, secondo alcuni, le opzioni di personalizzazione non sono user-friendly, la maggior parte degli utenti sembra apprezzare l’editor e la vasta gamma di template offerti.

Funzionalità:

Le funzionalità di MailChimp sono disponibili per tutti gli utenti abbonati ai piani a pagamento, indipendentemente dal numero degli iscritti. Anche coloro che hanno il piano Entrepeneur gratuito possono accedere alla maggior parte delle funzioni del programma. La lista completa è reperibile qui. Vediamone alcune:

  • Editor per creare le email: si tratta di un editor WYSIWYG con funzionalità “drag and drop”. Gli utenti hanno a disposizione una vasta gamma di modelli predefiniti o, se desiderano, possono crearli da zero. L’editor include delle funzioni di base per il fotoritocco ed è ottimizzato anche per dispositivi mobili.
  • Account multi-utente: si tratta di una caratteristica comune a tutti i piani. Ogni utente ha delle chiavi di accesso proprie ed è possibile impostare varie autorizzazioni (Owner, Admin, Manager, Author e Viewer). Si tratta di una caratteristica insolita per un ESP ed è molto utile.
  • Analitiche e report: tutti gli utenti hanno accesso sia ai test A/B sia a un’ampia varietà di report che analizzano vari dati, tra cui: incassi, mappe dei clic, performance del dominio e attività degli iscritti. L’integrazione con Google Analytics consente di raccogliere ulteriori dati e di ottimizzare le campagne.
  • Automatizzazione: gestisce le campagne utilizzando un set abbastanza ampio di trigger e risposte automatiche, che conviene modificare secondo le proprie necessità per ottenere un risultato migliore.
  • Moduli personalizzati: facilissimi da creare, servono per richiedere agli utenti l’iscrizione (e l’autorizzazione) alla newsletter. Si integrano sia con i siti web aziendali sia con le pagine Facebook.
  • Localizzazione geografica: il software registra la posizione degli utenti, permettendo di segmentare le proprie liste e di categorizzare gli iscritti in base all’area geografica.
  • Invio in base al fuso orario (solo per i piani a pagamento): permette di segmentare automaticamente le liste per assicurarsi che la newsletter venga inviata solo quando gli iscritti sono svegli.

Integrazioni e add-on:

MailChimp offre più di 500 integrazioni e add-on indicizzati per nome o in base a una delle quattro categorie delle “Industry Collections”: e-commerce industry, musicians, nonprofits e publishers. Ecco alcuni dei più popolari:

  • Google Analytics: consente di monitorare la performance della propria campagna grazie all’integrazione con Google Analytics. Come è stato detto in precedenza nella sezione “Report”, Analytics 360 offre statistiche avanzate per conoscere il successo di una newsletter in termini di ritorno economico. È possibile utilizzare questa funzionalità anche per le campagne in archivio.
  • ClickTale: l’integrazione ClickTale consente di tracciare il comportamento degli iscritti dall’email al sito web dell’utente, offrendo maggiori informazioni su come personalizzare la campagna.
  • eCommerce 360: MailChimp si integra con software come Shopify (recensione), BigCommerce (rencensione), Pinnacle Cart (recensione) e Magento (recensione).
  • Integrazioni con CRM: la lista include Salesforce (recensione), Zoho CRM (recensione), Capsule (recensione), Contactually (recensione) e Sugar CRM (recensione).
  • Zendesk: permette agli utenti che offrono l’assistenza clienti tramite questo servizio di gestire i ticket e le iscrizioni. MailChimp offre due add-on dedicati.
  • Eventbrite: L’add-on di Eventbrite  permette di migliorare la gestione degli eventi grazie agli strumenti integrati di MailChimp. Consente sia di invitare gli iscritti in base alla loro località geografica, sia di personalizzare le email di invito e di follow-up.
  • E-Commerce: Mailchimp si integra con vari negozi online tra cui Shopify, Magento, Bigcommerce e Woocommerce.

Integrazioni con i social media

Visto lo stretto legame tra email marketing e social media, è importante analizzare quali funzionalità mette a disposizione MailChimp da questo punto di vista:

  • Social Sharing: disponibile per tutti i piani, questa funzionalità offre vari vantaggi, tra cui pubblicare automaticamente su Facebook e Twitter gli aggiornamenti della newsletter, monitorare le statistiche e creare una pagina di iscrizione sui social media per ottenere nuovi iscritti.
  • Social Pro (solo per i piani a pagamento): come accennato in precedenza nella sezione “Prezzi: servizi aggiuntivi”, questo add-on raccoglie i dati demografici degli iscritti e analizza le loro abitudini sui social network. Grazie a queste informazioni, è possibile segmentare le proprie liste e creare delle campagne più mirate.
  • Set per i social media: contiene sei integrazioni e add-on per integrare MailChimp con Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram e Pinterest.

Sicurezza:

MailChimp è molto attenta alla sicurezza e alla privacy dei suoi sette milioni di utenti. I server di posta (MTA) della compagnia, situati in centri dati dislocati in tutto il territorio statunitense, sono protetti da misure sia fisiche sia elettroniche. Inoltre, ogni centro dispone non solo di soluzioni per la mitigazione degli attacchi DDoS, ma persino di un piano di continuità operativa “in caso di attacco nucleare”, per cui è improbabile che la società venga presa alla sprovvista.

Le mailing list di grandi dimensioni vengono memorizzate in singoli database per prevenire la corruzione o la sovrapposizione dei dati (gli account più piccoli e quelli gratuiti vengono archiviati insieme). Per maggiori informazioni sulle misure di sicurezza, leggi qui. La compagnia è conforme allo standard SOC II, il cui rapporto è disponibile su richiesta e dietro firma di un Accordo di non divulgazione.

MailChimp fornisce anche ulteriori informazioni circa la sicurezza email, tra cui una guida scaricabile in PDF. Inoltre, supporta Google Authenticator, un add-on gratuito e opzionale che richiede agli utenti l’autenticazione a due fattori quando accedono al loro account.

Per quanto riguarda la privacy, MailChimp è approvato da TRUSTe e conforme al Safe Harbor. La politica sulla privacy della società è disponibile qui.

Protezione e politica anti-spam

MailChimp ha preso una posizione ferma in merito allo spam. Come ogni ESP che si rispetti, i suoi termini di utilizzo vietano agli utenti di inviare email che violino l’atto CAN-SPAM. La lista completa dei requisiti anti-spam è disponibile qui.

MailChimp offre anche due strumenti per il rilevamento dello spam. Il primo è Inbox Inspector (menzionato in precedenza nella sezione “Prezzi”), disponibile per tutti i piani mensili a pagamento basati sulle liste. Gli utenti che hanno un piano prepagato o gratuito possono usufruire del tool per 3 $ a report. Inbox Inspector non solo permette di vedere in anteprima come verrà visualizzata l’email su vari dispositivi, ma è anche in grado di verificare se potrebbe attivare i filtri di nove tra i programmi più utilizzati.

Il secondo, Delivery Doctor, è disponibile per i piani a pagamenti e analizza vari elementi della campagna, tra cui il messaggio dell’oggetto e i link, utilizzando gli ISP e i filtri antispam più conosciuti per evitare che si verifichino delle violazioni.

Verdetto finale:

MailChimp è un ESP collaudato e user-friendly che offre una vasta selezione di funzionalità a un prezzo ragionevole. Le politiche sulla privacy e di sicurezza dell’azienda sono le migliori che si possano trovare sul mercato. Le componenti principali del software sono facili da usare e le recenti modifiche apportate alla base di conoscenza hanno reso le funzionalità avanzate più accessibili anche agli utenti principianti. Il piano gratuito è molto vantaggioso per chi crea piccole campagne. I recenti aggiornamenti di MailChimp si sono concentrati in gran parte sulle funzioni di segmentazione e automazione, migliorando in maniera radicale un software che era già molto valido.

La mancanza di assistenza telefonica potrebbe rappresentare una pecca, in particolar modo se si necessita un intervento tempestivo o si hanno difficoltà a descrivere per iscritto i disservizi riscontrati. Il problema viene mitigato dal fatto che molti utenti usino questo servizio, per cui non è difficile trovare un video tutorial o una guida di terze parti.

Chi è alla ricerca di un ESP, può provare la versione di prova di MailChimp e valutare se è in linea con le proprie esigenze aziendali.

Recensione di SendinBlue

Panoramica

Sebbene lo scorso decennio sia trascorso da poco, dal punto di vista della tecnologia è distante anni luce dalla realtà attuale. Il mercato degli ESP, per fare un esempio, è dominato per la maggior parte da aziende “veterane” che si sono affermate agli albori del marketing digitale e che si sono evolute di pari passo con esso.

Non è il caso di SendinBlue, un’azienda che è scesa in gioco nel 2012. Un anno prima, il CEO di Duel Technologies, Armand Thiberge, aveva mosso alcune critiche al settore degli ESP, sostenendo che molti clienti acquistassero servizi complessi di cui non avevano veramente bisogno. Insieme al socio Kapil Sharma e a un team di 15 sviluppatori, ha deciso di sviluppare l’ESP ideale, un progetto che ha richiesto un anno e mezzo. La società ha sede a Parigi, ma gestisce la maggior parte delle attività dai suoi uffici a Seattle.

Il suo punto di forza è l’accessibilità, sia in termini di funzionalità sia di prezzi, che consente ai nuovi marketer di creare e far crescere rapidamente le proprie campagne senza doversi affidare a integrazioni troppo complesse. Tuttavia, va notato che il software presenta alcune limitazioni che potrebbero renderlo poco adatto alle esigenze degli utenti più esperti. In ogni caso, con le nuove funzionalità come l’automazione, SendinBlue si convertirà in un’utility imprescindibile.

Prezzi

Come i suoi competitor, SendinBlue offre sia piani mensili che prepagati. I marketer che vogliono creare piccole campagne a basso budget saranno lieti di sapere che il servizio offre sia un piano gratuito sia un’alternativa accessibile, ovvero il piano Micro, il cui unico inconveniente è che le email inviate conterranno il logo SendinBlue. Con l’opzione gratuita, tuttavia, sarà possibile inviare solo un massimo di 300 email al giorno. A partire dal piano Oro, invece, gli utenti avranno a disposizione anche un indirizzo IP dedicato.

Piani di abbonamento mensile:

  • Gratuito – 0 $ / 9.000 email
  • Micro – 7,37 $ / 40.000 email
  • Bronzo – 39 $ / 60.000 email
  • Argento – 66 $ / 120.000 email
  • Oro – 173 $ / 350.000 email
  • Platino – 334 $ / 750.000 email
  • Diamante – 603 $ / 3.000.000 email
  • Atomico – 1.946 $ / 15.000.000 email

Piani prepagati

Il piano “alla carta” di SendinBlue, chiamato PAYG, utilizza un sistema basato sui crediti: dal totale ne viene dedotto uno per ogni email inviata e non è prevista una scadenza per il loro utilizzo:

  • 27 $ / 5.000 crediti
  • 47 $ / 10.000 crediti
  • 81 $ / 20.000 crediti
  • 134 $ / 50.000 crediti
  • 228 $ / 100.000 crediti
  • 792 $ / 500.000 crediti
  • 1.330 $ / 1.000.000 crediti

Servizi aggiuntivi e tariffe

  • Piano con IP dedicato: se vuoi firmare le email con il nome del tuo dominio, puoi acquistare questo piano per 145 $ all’anno (per ogni IP). Tieni presente che viene incluso a partire dal piano Gold.
  • Campagne SMS: se la tua strategia di marketing include l’invio di messaggi direttamente agli smartphone dei contatti, SendinBlue fa al caso tuo; anche in questo caso, utilizza un sistema di crediti simile al piano PAYG (i crediti non sono intercambiabili) e con soli 1,34 $ puoi acquistare 100 crediti SMS.
  • E-mail transazionali: l’invio di email da server SMTP impiega un sistema leggermente diverso da quello usato per le campagne newsletter (il fiore all’occhiello dell’azienda). Intatti, di solito questo genere di email vengono inviate a clienti specifici, poiché contengono istruzioni per completare una transazione o aggirare i rimbalzi nel caso contengano informazioni riservate. Anche in questo caso, un’email transazionale equivale a un credito, ma non è possibile inviarne un numero illimitato. Per richiedere l’attivazione di questa funzionalità, dovrai contattare l’azienda.

Facilità d’uso

sendin

SendinBlue ha recentemente apportato dei cambiamenti sostanziali all’interfaccia grafica, rendendo più facile la navigazione e migliorando l’aspetto estetico.

I colori preponderanti sono sempre il blu e il bianco, mentre le funzioni e i tasti principali hanno altre tonalità per attirare l’attenzione. La dashboard mostra il numero di contatti, il tasso di apertura, la percentuale di clic e, curiosamente, anche quanti contatti hai inserito nella lista nera. Nella sezione sottostante, vengono mostrati altri dati, come le email, gli sms e le campagne di trigger marketing che hai inviato, nonché le scorciatoie per crearne di nuovi. Nella parte inferiore, viene visualizzato un elenco delle campagne precedenti. Il layout è stato progettato per garantire un rapido accesso alle funzionalità e alle informazioni che vengono utilizzate di più.

L’elenco contatti può essere creato manualmente o importato da file .txt o .csv. Per accelerare il processo, SendinBlue permette di scaricare un modello già formattato in quest’ultimo formato. Poiché non è possibile importare direttamente un elenco contatti preesistente, prima è necessario convertirlo in uno dei formati sopra indicati.

La più grande modifica apportata di recente riguarda l’automazione, la cui assenza rendeva SendinBlue uno strumento eccellente solo per creare campagne di email marketing molto semplici. Durante il mio ultimo controllo, la funzionalità era ancora in fase beta, ma ora include dei processi logici che permettono di gestire campagne ben più strutturate. Secondo SendinBlue, l’automazione sarà gratuita “finché sarà in fase beta” e ciò fa presagire che potrebbe diventare una funzionalità a pagamento.

Tutte le azioni principali che esegui sulla piattaforma vengono registrate in un sistema che ti informa quando le informazioni vengono aggiunte, salvate o rimosse. Sembrerebbe una funzione innecessaria, ma se ami tenere tutto sotto controllo, ti tornerà sicuramente utile. In ogni caso, puoi disattivarla dalle impostazioni.

Per coloro che vogliono gestire le campagne da smartphone, è disponibile anche l’app per iOS e Android.

Creazione di campagne

L’approccio di Sendinblue è multilivello: si inizia inserendo il nome della campagna, l’oggetto dell’email e, infine, l’indirizzo e il nome del mittente. Semplice, no? Gli utenti più esperti possono utilizzare le opzioni avanzate per aggiungere funzionalità come il tasto per disiscriversi, i tag e i campi personalizzati. È interessante notare che SendinBlue, a differenza di molti ESP, consente di incorporare immagini e allegare file. Quest’ultimo elemento, tuttavia, potrebbe attirare l’attenzione dei filtri antispam e, inoltre, limita il numero di email a 5.000; i file inviati non devono superare i 5 MB e devono essere in formato .doc, .csv, .pdf, .txt,. gif, .jpg, .jpeg o .png.

SendinBlue ti offre tre opzioni per la creazione delle newsletter: un editor con design reattivo (disponibile per tutti i piani, ad eccezione di Free e Micro, che offrono una versione di prova di 60 giorni), un editor “drag and drop” standard e un semplice editor di testo in cui è possibile incollare i codici HTML.

La prima opzione è pensata per i dispositivi mobili e offre 15 modelli tra cui scegliere. Sebbene la varietà sia limitata, viene compensata dalle prestazioni dell’editor che sono di gran lunga sopra la media, sempre che tu abbia tempo da investire nella fase creativa. Tuttavia, il vero vantaggio di SendinBlue è la possibilità di personalizzare le immagini grazie a un editor incorporato (non è Photoshop, ma è sicuramente più efficace di quelli offerti dagli altri ESP). Anche le opzioni di testo sono abbastanza decenti e ti permettono di scegliere tra otto tipi di font. Con la funzione anteprima, è possibile visualizzare la propria creazione in versione PC, tablet e smartphone.

In passato, l’editor con design reattivo era disponibile solo per un periodo di prova limitato, per cui l’editor standard era l’unica alternativa per chi avesse un budget limitato. Fortunatamente, ora tutti gli utenti hanno accesso a entrambe le funzionalità, indipendentemente dal piano a cui sono abbonati.

L’editor HTML è strutturato su due schede: una serve per copiare e incollare i codici, mentre l’altra per modificarli, anche se ti raccomando di non lavorare su quelli già esistenti.

Invio di una campagna

Una volta creata l’email, hai due opzioni: puoi inviarla a tutti i contatti di un elenco o solamente a un gruppo selezionato. In quest’ultimo caso, dovrai impostare una condizione (può essere basata su uno dei campi menzionati sopra) e, se necessario, aggiungere ulteriori parametri.

Successivamente, verrà visualizzata l’anteprima della campagna e potrai inviarne una copia alla Lista di prova (ad esempio, all’indirizzo che hai utilizzato per creare il tuo account).

SendinBlue permette di pianificare l’invio in maniera molto rigorosa: le mie email sono arrivate un minuto dopo l’orario che avevo fissato.

La newsletter che ho creato grazie all’editor con design reattivo veniva visualizzata correttamente sia su portatile sia su iPhone; lo stesso vale per quella creata con l’editor standard, sebbene avessi dei timori circa i problemi di risoluzione su dispositivi mobili.

Monitoraggio della campagna

SendinBlue offre una suite di strumenti di reporting che analizzano il tasso di recapito, il tasso di apertura, la percentuale di clic, il numero di disiscrizioni e le lamentele. Rispetto agli altri ESP, dà la possibilità di visualizzare tutte le informazioni in una timeline e di conoscere la localizzazione degli utenti che hanno aperto l’email (e quale dispositivo hanno usato). Inoltre, grazie all’analisi dei link cliccati, viene fornito un feedback sulla grafica che hai scelto. Se usi il sistema transazionale, avrai alcune informazioni aggiuntive sulla frequenza di rimbalzo.

Sebbene SendinBlue non fornisca tutti gli strumenti che un utente esperto potrebbe desiderare, quelli a disposizione sono più che sufficienti per prendere delle buone decisioni di marketing.

Assistenza clienti

Gli utenti di SendinBlue dispongono di una serie di opzioni nel caso si verifichino problemi con il software:

  • Una pagina contenente sette tutorial e otto domande frequenti in cui ho trovato la maggior parte delle informazioni che cercavo.
  • Un sistema di ticket per inviare domande e segnalare problemi.
  • L’azienda può essere contattata per telefono al numero (844) 338-5050, sebbene non sia una vera e propria linea di assistenza clienti.
  • Le richieste di informazioni generali possono essere inviate tramite questo modulo.
  • SendinBlue aggiorna settimanalmente il blog , in cui si parla di email marketing e vengono presentate le nuove funzionalità.
  • Per rimanere sempre aggiornati, potete anche seguire la pagina Facebook.

Recensioni negative e lamentele

Nel complesso, SendinBlue è stato ben accolto fin dal suo lancio e, per ora, le lamentele degne di nota sono praticamente inesistenti. Tuttavia, alcuni utenti hanno segnalato i seguenti problemi:

  • Funzionalità limitata: alcune funzioni (come le merge tag e gli autoresponder) siano difficili da utilizzare e spesso non sono disponibili.
  • Tasso di recapito: alcuni utenti lamentano il fatto che non sia sufficientemente alto.
  • Interfaccia grafica: in molti sostengono che il layout del programma sia poco chiaro e abbia una curva di apprendimento iniziale molto lenta.
  • Integrazioni limitatela maggior parte di esse non è semplice da utilizzare.
  • L’automazione presenta bug: fermo restando che sia ancora in fase beta, alcuni utenti hanno riscontrato la presenza di bug e ritardi di alcuni trigger.

Recensioni positive e testimonianze

Le recensioni dei clienti di SendinBlue sono state in gran parte positive. Il programma si aggiudica un punteggio di 4.2/5 su G2 Crowd, 8.9/10 su Verified Reviews e 7.3/10 su trustradius. Inoltre, sulla home page, sono presenti varie testimonianze da parte di clienti importanti. Gli elementi che sono stati particolarmente apprezzati sono:

  • Costo: SendinBlue, sebbene sia un’alternativa più economica rispetto agli altri ESP, garantisce un elevato livello di funzionalità.
  • Strumenti di reporting: le informazioni fornite sono dettagliate e molto varie.
  • Assistenza clienti efficiente: molti utenti hanno ricevuto una risposta in tempi brevi sia via email sia telefonicamente.
  • Template facili da usare: sebbene la quantità sia limitata, possono essere personalizzati con facilità.

Integrazioni

SendinBlue si integra con alcuni programmi estremamente utili che potresti già utilizzare. Gli esperti possono utilizzare l’API per ottenere risultati ancora migliori.

I plugin disponibili sono:

  • WordPress
  • WooCommerce
  • Magento
  • PrestaShop
  • Drupal

Google Analytics può essere aggiunto come integrazione. Altre app, come il ben noto Salesforce, possono essere integrate grazie a Zapier.

Sicurezza

La politica di sicurezza, sebbene garantisca norme di protezione “rigorose”, presenta indicazioni abbastanza vaghe. Nei browser aggiornati, SendinBlue impiega la tecnologia SSL. I dati vengono memorizzati in un server sicuro e protetti con firewall. Per maggiori informazioni a riguardo, clicca qui.

Politica anti-spam e protezione

SendinBlue sostiene di avere una politica di “tolleranza zero” contro lo spam. Tutte gli elenchi dei contatti funzionano su base opt-in e il servizio si riserva il diritto di sospendere gli account sospettati di spam senza fornire alcun preavviso. Qualora si ricevano mail di spam da un utente SendinBlue, è possibile segnalare l’account.

Se vuoi saperne di più, clicca qui.

Verdetto finale

Dal nostro ultimo controllo, SendinBlue si è distinta dalla concorrenza offrendo occasioni veramente imperdibili. Mantenendo costanti i prezzi e inserendo sempre nuove funzionalità, si è convertita nell’opzione più adatta per chi ha poco budget o per coloro che vogliono creare campagne “basic”.

Gli utenti più esperti potrebbero trovare poco appetibile la varietà limitata di tool a disposizione ma, per addolcire la pillola, SendinBlue offre prezzi accessibili anche per i piani più costosi. Una volta che verranno risolti i bug nel sistema di automazione, il servizio sarà perfetto anche per gestire campagne più complesse.

Considerando il risparmio notevole e la possibilità di accedere a una versione prova, non ci sono scuse: non ti resta che dargli una chance e vedere se è lo strumento di marketing che fa per te.

Recensione di AWeber

Alternatives to AWeber

Panoramica:

AWeber Communications è stata fondata nel 1998 dall’imprenditore Tom Kulzer. Negli ultimi 16 anni, l’azienda è cresciuta fino a contare 110 dipendenti e si è trasferita dall’appartamento di Kulzer in una struttura di quasi 21.000 mq che offre scivoli come alternativa eco-friendly (e divertente) agli ascensori.

AWeber è un programma moderno e valido, soprattutto per le imprese che vogliono inviare una serie di messaggi simultaneamente a tutti i nuovi iscritti. L’installazione dell’autoresponder è facile, intuitiva e ben spiegata. Anche gli strumenti di reporting sono sopra la media.

Tuttavia, il servizio presenta tre tipi di svantaggi. In primo luogo, il programma è rimasto un po’ indietro sul fronte dei social media. In secondo luogo, è abbastanza costoso, soprattutto per le aziende con piccole liste (meno di 1000 contatti); i prezzi rientrano nella media quando si arriva ai 2500 iscritti. L’azienda non offre un piano prepagato basato sulle email inviate, per cui chi ha liste di grandi dimensioni ma invia raramente newsletter è meglio che cerchi delle alternative. In terzo luogo, l’azienda richiede di inserire i dati della carta di credito per accedere alla prova gratuita. Potrebbe trattarsi di un male minore, se non fosse per il fatto che i clienti hanno segnalato dei problemi al momento di disattivare il servizio.

Per molte aziende, però, AWeber rimane una scelta eccellente, molto più valida rispetto a molti altri ESP. Analizziamolo nel dettaglio.

Prezzi:

AWeber offre un periodo di prova di 30 giorni gratuito valido per liste con meno di 500 iscritti. Una volta terminato, è disponibile un solo piano a pagamento (come succede nel caso di quasi tutti gli ESP, un contatto memorizzato in due liste distinte equivale a due iscritti). Con il pagamento anticipato di tre mesi si risparmiano 8 $; con il pacchetto annuale, 34 $.

Purtroppo, AWeber ha cominciato a richiedere i dati della carta di credito anche per il periodo di prova, quindi è necessario assicurarsi di annullare manualmente il servizio qualora non si voglia continuare a usarlo.

Tutti i piani consentono di inviare un numero illimitato di email.

Il tariffario è il seguente:

Piano basato sulle liste

  • Fino a 500 iscritti – 19 $ al mese
  • Fino a 2.500 iscritti – 29 $ al mese
  • Fino a 5.000 iscritti – 49 $ al mese
  • Fino a 10.000 iscritti – 69 $ al mese
  • Fino a 25.000 iscritti – 149 $ al mese
  • Più di 25,000 iscritti – contattare l’azienda

Se si supera il limite mensile, si dovrà pagare l’importo relativo al piano superiore al proprio. Sfortunatamente, il servizio non segnala quando si aggiungono più iscritti del dovuto.

Image Hosting
AWeber consente di ospitare un numero illimitato di immagini che non superino i 10 MB ciascuna. Tutti gli utenti hanno anche accesso all’archivio del software, che contiene oltre 6.000 immagini.

AWeber è basato sul cloud.

Requisiti hardware e software:

I sistemi operativi e i browser supportati sono i seguenti:

  • Per Windows 2000, XP, Vista, 7, 8: Internet Explorer (9 +), Google Chrome, Mozilla Firefox e Safari.
  • Per Mac OS X: Safari, Google Chrome e Mozilla Firefox.
  • Per Linux/Ubuntu: Mozilla Firefox

Sono disponibili app per iPhone/iPad e Android.

A chi è rivolto?

AWeber è pensato per le piccole imprese le cui liste non superino i 25.000 iscritti. Il programma può essere utilizzato da un solo utente per ogni azienda.

Facilità d’uso:

Facilità d’uso:

AWeber coniuga la facilità d’uso con un servizio molto valido. Alcune funzionalità sono interessanti (specialmente quelle relative agli autoresponder); il software è abbastanza intuitivo, tant’è che sono riuscito a svolgere le attività di base senza l’aiuto di tutorial. Quando non sapevo cosa fare, ho utilizzato la Guida in linea e sono rimasto sorpreso dalla varietà e dalla minuziosità delle informazioni.

Durante la creazione dell’account, il programma mostra un video introduttivo che può essere anche ignorato. Il processo di iscrizione è più lungo rispetto a quello richiesto dagli altri ESP: per prima cosa, è necessario fornire determinate informazioni (ad esempio l’indirizzo dell’azienda che apparirà alla fine delle email); successivamente, va impostato il messaggio di conferma di iscrizione alla newsletter. A questo punto, sarà possibile iniziare a esplorare il programma.

Nella parte superiore dello schermo, sono presenti sei schede: Home, Messages, Subscribers, Sign Up Forms, Reports e List Options, alcune delle quali presentano dei menu a tendina. Nell’angolo in alto a destra, sono presenti i link a My Lists, My Apps, Help e My Account. Nella home page, viene visualizzata una panoramica che include vari dati, come i nuovi iscritti, i messaggi programmati, quelli recentemente inviati e le statistiche delle liste.

Creazione delle campagne

AWeber offre tre tipi di editor di posta elettronica: un editor WYSIWYG con funzione “drag-and-drop”, un editor di testo e un editor HTML per coloro che preferiscono creare da zero i propri messaggi di posta elettronica. L’editor WYSIWYG è piuttosto facile da usare e offre un buon livello di personalizzazione, anche se avrei voluto qualcosa di più. Con un semplice clic, è possibile inserire vari elementi, tra cui pulsanti “Clicca qui” coupon, loghi e firme. Una volta che si collegherà AWeber a Facebook e Twitter, sarà possibile includere anche pulsanti per la condivisione sui social media. Le bozze vengono salvate automaticamente ogni due minuti ed è presente la cronologia delle versioni precedenti (qualora si dovesse ripristinare qualcosa cancellato per sbaglio).

Sono disponibili più di 700 template che hanno molte opzioni di personalizzazione. L’area di lavoro è organizzata in “blocchi” (caselle di testo, immagini, ecc.), che sono contenuti nelle “sezioni”. Sebbene la maggior parte dei programmi utilizzi una struttura simile (cambia solo la terminologia), AWeber offre un livello di personalizzazione delle sezioni molto più elevato. Si tratta di un passo avanti rispetto alle versioni precedenti, in cui i pulsanti potevano essere modificati solo in parte (ad esempio, non si poteva cambiare il testo che contenevano).

Le sezioni sono divisibili in un numero illimitato di righe o colonne, la cui dimensione può essere modificata proprio come se fossero le celle di una tabella. Ciò consente di avere maggior controllo sulla posizione e l’allineamento degli elementi inseriti. Tuttavia, potrebbe essere necessario parecchio tempo prima di acquisire familiarità con queste funzioni.

I limiti più evidenti dell’editor riguardano la modifica delle immagini: infatti, è possibile solo ridimensionarle (non si possono neanche ritagliare). Inoltre, modificare i codici HTML e CSS è un po’ una seccatura. Si può fare, ma è necessario salvare il messaggio come modello, modificarlo, salvarlo e, infine, creare una nuova email utilizzando il suddetto template. Funziona, ma si spreca un sacco di tempo.

Inviare le email
Prima di inviare la newsletter, è possibile visualizzarla in anteprima, anche se sono assenti le funzioni che consentono di vedere il risultato su vari email client e sui dispositivi mobili. Per evitare problemi con i filtri antispam, basta salvare l’email e controllare il suo livello di spam con gli appositi tool.

Come nel caso di altri ESP, è necessario certificare che gli utenti abbiano fornito l’autorizzazione per essere inseriti nella lista caricata e che quest’ultima sia conforme ai criteri antispam del provider. Inoltre, AWeber richiede non solo che venga inserita la fonte della mailing list, ma anche che tutte le liste siano tassativamente double opt-in. Pertanto, il marketer dovrà inviare un’ulteriore email affinché gli utenti possano confermare la propria iscrizione (si fa un’eccezione per le liste opt-in che sono state confermate da un altro ESP).

AWeber mette a disposizione un messaggio di conferma predefinito e personalizzabile da inviare agli iscritti; in alternativa, è possibile crearne uno da zero (nel test che ho eseguito con un account Hotmail, la richiesta di conferma è andata direttamente nella casella di spam).

Le liste possono essere aggiunte in uno dei seguenti modi:

  • Caricando un file .csv, .txt, .xls, .xlsx o .tsv.
  • Copiando e incollando gli indirizzi in una casella di testo.
  • Aggiungendo manualmente i singoli contatti (un massimo di dieci).

I dati degli iscritti possono essere inseriti in 25 campi personalizzabili, i quali vengono catalogati grazie a un efficace sistema di gestione dei tag.

Una volta impostata la lista, il resto è tutto in discesa: la newsletter può essere inviata immediatamente (verrà spedita entro 30 minuti) o in futuro, impostando la data e l’ora dell’invio. Inoltre, può essere sia inoltrata a un feed RSS sia pubblicata sul proprio sito web o sui profili Facebook e Twitter.

La mia email di prova non ha avuto problemi con i filtri anti-spam. Nel caso di Gmail e Hotmail, l’aspetto era simile all’anteprima, ma con Yahoo si è verificato un problema serio: tutto il testo era allineato al centro, a differenza dal formato originale.

Il sistema di automazione di AWeber è semplice ma abbastanza potente: infatti, è possibile avviare una sequenza di automazione quando un contatto viene aggiunto alla lista o quando viene inserito un tag.

Reporting
Le statistiche della newsletter non vengono visualizzate immediatamente dopo l’invio ma, a mio avviso, questo non è un problema (poche aziende richiedono dati aggiornati al secondo sul tasso di apertura e di clic). Circa un’ora dopo, ho ricevuto un’email da Quick Stats tramite AWeber che mi informava del numero di invii e del tasso di apertura.

Per quanto riguarda le opzioni di reporting, AWeber offre percentuali e dati grezzi che vanno dai meno complessi (tasso di clic e di apertura, disiscrizioni e così via) a quelli più avanzati (l’andamento dei suddetti tassi e delle entrate nel corso del tempo; l’evoluzione delle liste in termini di iscritti; le statistiche in base alla posizione, al prefisso del paese o al settore). Inoltre, il software consente di confrontare i risultati delle ultime 20 email inviate. Altre funzionalità includono la possibilità di monitorare le attività degli utenti in base al metodo che hanno scelto per iscriversi e la segmentazione delle liste, la quale fornisce numerosi spunti per ottimizzare le proprie campagne. Le relazioni sono ben strutturate e di facile comprensione; gran parte dei dati viene presentata sia sotto forma di grafico che di tabella.

Assistenza e servizio clienti

Le mie esperienze con il servizio clienti sono state, in linea di massima, molto positive: gli operatori sono stati gentili, disponibili e pronti ad ascoltare le mie domande, le quali hanno ricevuto risposta dopo un periodo compreso tra 20 minuti e 6 ore lavorative.

AWeber offre i seguenti canali di assistenza:

  • Assistenza personale: avviene attraverso queste modalità:
    • Email: le richieste vanno inviate a help@aweber.com; in alternativa, si può usare questo modulo di contatto.
    • Telefono: è possibile contattare AWeber al 1-877-293-2371 (USA) o al +001 215-825-2196 (internazionale) dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00 (fuso orario della costa orientale degli Stati Uniti – EST).
    • Chat: disponibile dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00 EST e dal sabato alla domenica dalle 9.00 alle 17.00 EST.
  • Social Media: generalmente, le domande pubblicate su Facebook ricevono risposta entro 24 ore (spesso entro un’ora o due), mentre quelle su Twitter entro poche ore. La compagnia ha anche un profilo LinkedIn e Google+.
  • Base di conoscenza: si tratta di una preziosa risorsa pensata sia per i principianti sia per gli esperti; include centinaia di guide che spiegano come utilizzare il programma e risolvere i problemi. Le sezioni sono corredate di video tutorial e istruzioni passo dopo passo accompagnate da screenshot.
  • Video tutorial: i video tutorial affrontano vari argomenti: dai più semplici, come l’installazione dell’account e le funzionalità di base, fino agli split test e all’integrazione con Google Analytics.
  • Webinar live: AWeber organizza webinar in diretta che si concentrano su diversi aspetti del software e dell’email marketing in generale. Solitamente, ogni webinar viene riproposto ogni 1-2 settimane, ad eccezione di “Setting Up Your Account in 15 Minutes”, che è disponibile ogni giorno feriale.
  • Guide sull’email marketing: le guide, scaricabili in PDF, offrono informazioni preziose sull’email marketing e sulle tecniche avanzate per la creazione di neswletter.
  • Blog: ogni settimana, il team di AWeber pubblica sul blog articoli che parlano delle nuove funzionalità del software e in cui vengono offerti dei consigli di email marketing, in particolare per i proprietari di piccole imprese

Recensioni negative e lamentele:

Nel complesso, le recensioni degli utenti sembrano essere piuttosto positive. La maggior parte delle lamentele che esporrò di seguito vengono da utenti che, pur apprezzando molti aspetti del software, pensano che abbia alcuni problemi da risolvere. L’azienda ha ricevuto solo sei lamentele negli ultimi tre anni sulla sua pagina BBB e ha ottenuto un rating A-.

I reclami più comuni che ho riscontrato sono i seguenti:

  • Interfaccia grafica: alcuni utenti sostengono che potrebbe essere migliorata, in quanto è meno facile da usare rispetto a quella di altri ESP.
  • Prezzo: in molti ritengono che il prezzo sia troppo alto per la maggior parte delle piccole imprese, in particolare quelle che non hanno bisogno di tutte le funzionalità offerte. Lo svantaggio più grande è che, fintanto che le proprie liste restano su AWeber, si dovrà pagare la tariffa mensile in base al numero di iscritti, indipendentemente da quante email si inviano. Pertanto, le piccole imprese vorrebbero un’opzione più economica o freemium.
  • Annullamento del servizio: alcuni utenti hanno avuto difficoltà a capire come disiscriversi, mentre altri hanno notato che AWeber continuava a richiedere i pagamenti anche dopo la cancellazione. La causa è probabilmente l’opzione che consente di sospendere momentaneamente l’account per 4,99 $ al mese quando si tenta di annullare il servizio.

Recensioni positive e testimonianze:

AWeber è accreditato da BBB e, oltre alle numerose testimonianze pubblicate sul sito, ha ottenuto 4,5/5 stelle su G2 Crowd. Le recensioni su TrustRadius sono positive, anche se leggermente più critiche.

  • Email di follow-up: una delle funzionalità più popolari di AWeber è la possibilità di creare delle serie di autoresponder. Gli utenti apprezzano il fatto che il sistema, una volta impostati gli intervalli con cui devono essere inviate le newsletter, gestisca automaticamente le campagne senza bisogno di altri interventi.
  • Facilità d’uso: la maggior parte degli utenti afferma che, nel complesso, AWeber sia facile da usare anche per i principianti.
  • Template: viene offerto un ampio assortimento di ottima qualità.
  • Servizio clienti: molti commenti sostengono che l’assistenza sia rapida, efficace e personalizzata.
  • Flessibilità: il programma è versatile e offre molte funzionalità. Sono particolarmente apprezzate la segmentazione delle liste, le analitiche, gli autoresponder e le integrazioni.

Funzionalità:

AWeber ha ottime funzionalità, specialmente per quanto riguarda gli autoresponder (la lista completa è reperibile qui). Le più interessanti sono:

  • Editor: l’editor WYSIWYG con funzione “drag-and-drop” mette a disposizione oltre 700 template dal design responsive (per maggiori informazioni, leggi qui). In alternativa, gli utenti possono scrivere i messaggi in formato testuale o creare i template da zero inserendo il codice HTML.
  • Serie di autoresponder per il follow-up: oltre agli e-blast inviati una tantum (chiamati “broadcast”), AWeber permette di creare catene di autoresponder (campagne). Facciamo un esempio: dopo l’email di benvenuto al momento dell’iscrizione, l’utente riceve anche una serie di email settimanali che spiegano le varie funzionalità del servizio. È possibile impostare l’intervallo tra i messaggi da 0 a 999 giorni. Ogni utente inizia a visualizzare la catena in punti diversi: ad esempio, gli iscritti a una newsletter di widget mobili partono dal punto 5 (“Nuove applicazioni per widget mobili”) se sono esperti e dal punto 1 (“Che cos’è un widget mobili?”) se sono principianti. Inoltre, è possibile creare serie di follow-up diverse per ciascuna lista che possono essere utilizzate anche come modelli.
  • Moduli di iscrizione: sono disponibili centinaia di template personalizzabili e dal design responsive divisi per categorie: inline, pop-over, pop-up e lightbox. Inoltre, sono inclusi anche moduli d’iscrizione alla pagina Facebook, pagine di ringraziamento (in formato standard, audio, video e senza struttura) e le opzioni di monitoraggio. AWeber consente di creare i moduli sia in javascript sia HTML e offre servizi di hosting per i modelli già esistenti. Infine, chi ha un profilo aziendale su Facebook, può inserire un modulo direttamente sulla propria pagina.
  • Segmentazione delle liste: permette di inviare contenuti mirati ai propri iscritti. I criteri di segmentazione sono infiniti e includono: mese di nascita, posizione geografica e interessi.
  • Autoresponder “Send Windows”: consente di inviare i follow-up in determinati giorni o date a seconda del fuso orario del destinatario.
  • Global Text Snippets”: si tratta di uno strumento che permette di modificare le informazioni contenute in varie email simultaneamente (ad esempio, gli orari di apertura e chiusura di un negozio). Per maggiori informazioni, leggi qui.
  • Opzioni per gli iscritti: AWeber mette a disposizione varie opzioni per iscriversi e disiscriversi dalle liste. Gli utenti possono aggiornare i loro dati (ad esempio, l’indirizzo email e il numero di telefono) e ogni lista a cui sono iscritti è corredata di una breve descrizione.
  • Regole di automazione: consentono di rimuovere o aggiungere automaticamente gli utenti a una lista in base alle loro azioni. Per esempio, una volta che un iscritto acquista un prodotto, viene cancellato dalla lista “Potenziali clienti”.
  • Test split A/B: si tratta di un metodo semplice ed efficace per ottimizzare le email. Si possono eseguire test sui broadcast (in base al messaggio dell’oggetto, al contenuto e all’orario di invio) e sui moduli di iscrizione.
  • Analitiche e report: AWeber include 28 tipi di report che possono essere visualizzati online o scaricati in formato .csv. Inoltre, è possibile creare i propri report e utilizzarli nella dashboard presente nella sezione “Reports”.
  • Blog Broadcast: una vera chicca per i blogger che vogliono aumentare i propri scritti. Questo strumento consente di inviare sia un’e-mail di notifica ogni volta che viene pubblicato un post sia un riepilogo giornaliero, settimanale o mensile utilizzando un semplice template (leggi qui).
  • API: l’API consente agli sviluppatori di creare delle integrazioni con altri programmi e app.

Integrazioni e add-on:

AWeber offre oltre 100 add-on e integrazioni con software e programmi molto conosciuti.

  • PayPal: consente di iscrivere i clienti alle mailing list in base agli acquisti che hanno effettuato.
  • Salesforce: monitora le iscrizioni dei contatti che utilizzano questo servizio (leggi la recensione di Salesforce qui).
  • Google Analytics: permette di collegare AWeber con un account di Google Analytics.
  • Integrazioni con siti web: un metodo semplice per integrare il servizio a CMS come WordPress e Drupal.
  • Integrazioni con e-commerce: AWeber si integra con vari negozi online, tra cui Shopify (leggi la recensione qui) e Magento (leggi la recensione qui).

Integrazioni con i social media
Visto il legame tra social media ed email-marketing, è importante vedere quali funzionalità offre AWeber da questo punto di vista.

  • Facebook: genera un modulo di iscrizione che può essere aggiunto direttamente alla pagina Facebook. Inoltre, offre la possibilità di pubblicare le newsletter direttamente in bacheca.
  • Twitter: consente di condividere le newsletter con i propri follower.
  • SplashPost: permette di aggiungere promozioni, coupon e video alla pagina Facebook; inoltre, importa automaticamente i contatti ai quali vengono inviati contenuti “esclusivi”.

Sicurezza:

AWeber è abbastanza riservato su questo tema. Nella politica di sicurezza, è presente una breve sezione a riguardo che invita gli utenti a contattare l’azienda per maggiori dettagli. A me è stato detto che non potevano discuterne per motivi di sicurezza (non è una scusa che regge, visto che i competitor offrono informazioni abbastanza dettagliate sul proprio sito).

Quali informazioni sono disponibili al pubblico? L’azienda utilizza crittografia SSL per le transazioni con carta di credito, “segue gli standard generalmente accettati” ed esegue copie di backup simultanee dei dati degli utenti.

Per quanto riguarda la privacy, AWeber è approvato da TRUSTe ed è conforme al Safe Harbour tra USA, EU e Svizzera. La politica sulla privacy dell’azienda è reperibile qui.

Protezione e politica anti-spam
AWeber ha adottato una politica anti-spam molto rigida per garantire un tasso di consegna elevato. Al momento della creazione dell’account, l’utente deve certificare che le sue liste siano opt-in e conformi agli standard anti-spam dell’azienda. Inoltre, prima di iniziare a spedire le newsletter, è necessario inviare una conferma di iscrizione a tutti gli iscritti e chiunque non risponda non verrà incluso nella lista (questa modalità è nota come “double opt-in”). Tuttavia, AWeber fa delle eccezioni per le liste che sono già state approvate da un altro ESP.

In tutti i piani, viene incluso anche lo Spam Score, una funzionalità che permette di scoprire sia qual è il punteggio dell’email su SpamAssassin sia di identificare i potenziali problemi che potrebbero far finire la propria newsletter nella casella di spam.

Verdetto finale:

AWeber ha molto da offrire, soprattutto alle aziende che utilizzano frequentemente gli autoresponder. Da questo punti di vista, include i migliori set che abbia mai visto e, una volta impostate le regole di automazione, le utility non richiedono ulteriori interventi. L’editor WYSIWYG ha delle ottime funzionalità e, in seguito agli aggiornamenti recenti, sono state migliorate le opzioni per la creazione delle email. Le analitiche e la funzionalità di reporting sono un gradino sopra la media, così come il numero di integrazioni offerte dal servizio.

Il principale svantaggio che ho riscontrato è il prezzo, soprattutto per le piccole imprese che utilizzano solo alcune funzionalità. Inoltre, bisogna fare attenzione a non sospendere il proprio account quando in realtà si sta tentando di eliminarlo, in particolare nel caso del periodo di prova gratuito, poiché sono già stati forniti i dati della carta di credito all’azienda.

AWeber offre grandi possibilità di crescita: si può iniziare dalle funzioni più semplice e, una volta acquisita esperienza, si può passare a quelle più complesse man mano che la propria attività si evolve. Se hai apprezzato la nostra recensione, ti suggeriamo di provare il trial gratuito e vedere se è lo strumento che fa per te.