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SEMrush contro Ahrefs, recensione definitiva: qual è il miglior tool per SEO?

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La mia raccomandazione quando si fatica ad aumentare le proprie vendite è di concentrarsi sul miglioramento del traffico proveniente dai motori di ricerca: più traffico da Google verso i vostri siti, farà anche aumentare facilmente le vendite globali.

La domanda è, come si può aumentare il traffico da ricerca senza sforzi?

Suggerisco a chiunque stia lottando per ottenere più traffico dai motori di ricerca di provare alcuni dei migliori strumenti per Search Engine Optimization (SEO), che possono risultare di grande aiuto nell’aumentare rapidamente il traffico e le vendite. E se non sapete quale scegliere, ho per voi due raccomandazioni: SEMrush e Ahrefs

Se state cercando un confronto onesto tra SEMrush e Ahrefs, questa è la pagina che fa per voi. Se state anche cercando il giusto strumento di SEO che vi aiuti a potenziare il traffico dai motori di ricerca, questo è, di nuovo, il post che fa per voi.

Iniziamo quindi con la nostra recensione di confronto tra SEMrush e Ahrefs e scopriamo quale sia lo strumento giusto per le vostre esigenze di SEO.

Indice

  • SEMrush contro Ahrefs: qual è il miglior strumento SEO?
  • Cosa rende SEMrush così incredibile
    • Alcune caratteristiche straordinarie di SEMrush
    • Quanto costa SEMrush?
  • Cosa rende Ahrefs un grande strumento?
    • Quanto costa Ahrefs?

SEMrush contro Ahrefs: qual è il miglior strumento SEO?

semrush vs ahrefs review

Cosa rende SEMrush così incredibile?

Ad un certo punto un nuovo strumento arriva sul mercato e stravolge completamente il campo di gioco e SEMrush è uno di questi strumenti di SEO game changer, uno dei più usati e altamente raccomandati sul web.

Vediamo quindi perché dovreste usare SEMrush anziché altri strumenti di SEO, ma prima di discutere dettagliatamente delle sue caratteristiche, scopriamo rapidamente alcuni dei suoi vantaggi più incredibili.

È infatti possibile:

  • Effettuare un’analisi dei competitor
  • Trovare le parole chiave più redditizie in qualsiasi nicchia di mercato
  • Individuare e risolvere tutti i problemi del vostro sito
  • Effettuare analisi approfondite di siti web
  • Comparare domini
  • Trovare opportunità di link building
  • Monitorare il traffico di qualsiasi sito ed altro ancora

Parliamo ora di alcune delle funzioni principali offerte da SEMrush in modo che possiate facilmente scoprire se questo sia lo strumento che fa per voi.

Ma prima, un piccolo appunto.

Offerta esclusiva per i lettori di BloggersPassion: per un periodo limitato, offriamo una prova gratuita di 30 giorni di SEMrush solo per voi! Non troverete questa offerta straordinaria altrove sul web. Assicuratevi quindi di afferrare questa offerta prima che sia troppo tardi (un valore di circa 100 euro).

Alcune caratteristiche straordinarie di SEMrush

Ricerca di parole chiave: se curate un blog già da diverso tempo, sarete sicuramente a conoscenza di quanto sia importante condurre ricerche di parole chiave e sebbene esistano numerosi strumenti che vi permettono di farlo, nulla si avvicina a SEMrush.

Potrete valutare il valore delle vostre parole chiave e confrontarle con i principali indicatori di prestazioni web come traffico, volume di ricerca, stima del CPC, concorrenza, numero di risultati di ricerca ecc.

Tutte queste metriche possono esservi di grande aiuto nell’individuare le parole chiave più redditizie nella vostra nicchia in modo da aumentare traffico e vendite.

Analisi dei competitor: l’aspetto migliore di SEMrush è la possibilità di effettuare un’analisi dei competitor senza sforzi. Potrete scoprirne traffico, parole chiave più efficaci, fonti di backlink e tutte le altre informazioni necessarie per analizzare accuratamente qualsiasi sito web del mondo.

E se vi state chiedendo a cosa serva spiare la concorrenza, eccovi tre motivi:

  • l’analisi della concorrenza fornisce un’idea più chiara su quali parole chiave utilizzare per aumentare il traffico e le vendite;
  • potrete scoprire ciò che il vostro pubblico di destinazione sta cercando;
  • dà una buona idea delle tematiche più calde nel vostro settore.

Controllo approfondito del sito: una delle ragioni principali per cui amo tanto SEMrush è la funzionalità Site Audit.

Questa permette di individuare e risolvere tutti i problemi correlati alla SEO del vostro sito in modo da poter migliorare la performance nei risultati di ricerca. La funzione Site Audit presenta i seguenti vantaggi:

  • controlla la “salute” del vostro sito con lo strumento di analisi SEO;
  • dà priorità ai problemi di SEO, dandovi la facoltà di decidere cosa risolvere prima;
  • traccia il progresso di ottimizzazione SEO.

Ed ecco come appare generalmente la funzione Site Audit.

site audit

La funzionalità Site Audit permette anche di risolvere tutti i problemi di SEO, tra cui:

  • ottimizzare collegamenti interni ed esterni;
  • aggiungere tag mancanti;
  • creare titoli, meta-description e altri tag HTML univoci e comprensibili da utenti e motori di ricerca;
  • correggere immagini corrotte con aggiunta degli alt tag;
  • rilevare e correggere errori nelle pagine web;
  • trovare pagine dal contenuto duplicato e molto altro ancora.

Nel complesso, SEMrush è un ottimo strumento per Search Engine Optimization di grande aiuto non solo nello spiare la concorrenza, ma anche nell’aumentare il traffico dalle ricerche e le vendite.

Quanto costa SEMrush?

SEMrush offre attualmente diversi 3 piani mensili:

  1. Pro – $99,95 al mese, adatto a principianti;
  2. Guru – $199,95 al mese, adatto a piccole imprese;
  3. Business – $399,95 al mese, adatto ad agenzie di marketing.

Non esitate!

Cosa rende Ahrefs uno strumento grandioso?

Proprio come SEMrush, anche Ahrefs dispone di una vasta collezione di strumenti per SEO che è possibile utilizzare per migliorare la posizione nei risultati di ricerca ed aumentare le vendite complessive del sito.

Al momento Ahrefs offre i seguenti strumenti:

  • Site Explorer
  • Positions explorer
  • Content explorer
  • Position tracker
  • Domain comparison
  • Crawling reports
  • Ahrefs alerts

Ahrefs è utilizzato principalmente per uno scopo: costruire backlink di qualità e trovare illimitate opportunità di link building ed è considerato il maggiore e più accurato database di backlink attivi.

Questo strumento analizza oltre 5 miliardi di pagine web ogni singolo giorno e viene utilizzato da oltre 600.000 persone in tutto il mondo per le loro attività di Search Engine Optimization.

Se state cercando uno strumento per l’analisi di backlink e per trovare opportunità di link building, Ahrefs dispone dei dati più accurati e renderà l’analisi di backlink un gioco da ragazzi.

Ma passiamo ora ad analizzare alcune delle sue caratteristiche chiave per sapere se questo strumento fa per voi.

Site Explorer: Questa funzionalità consente di effettuare un esame completo dei backlink, del traffico e delle parole chiave di qualsiasi pagina web, che si tratti del vostro sito o di quello di un competitor. Non solo fornisce un’analisi dettagliata di tutti i backlink del dominio desiderato, ma ne indicherà anche il numero di referring domain e link dofollow.

Site Explorer include i seguenti 3 strumenti per fornire un’analisi dettagliata di un qualsiasi sito web:

  • Backlink Checker tool
  • Organic Traffic Research tool
  • Paid Traffic Research tool

Date un’occhiata allo screenshot in basso per avere un’idea di come appaia il Site Explorer di Ahrefs.

Site Explorer: Ahrefs

Come si può vedere, fornisce un’analisi dettagliata da utilizzare per trovare un numero illimitato di opportunità di backlink e migliorare nei risultati di ricerca e nelle vendite.

Content Explorer: questa funzionalità vi permette di scoprire quali siano i contenuti più popolari per qualsiasi argomento, mostrandovi informazioni su backlink, traffico e condivisioni sui social.

Vi starete ora domandando a cosa serva trovare i contenuti più popolari nella vostra nicchia. La risposta è semplice: non importa in quale settore specifico operiate, conoscerne i post più popolari significa poter determinare facilmente il tipo di contenuti da creare per attirare più backlink e condivisioni.

Ecco dove il Content Explorer di Ahrefs entra in gioco: se, ad esempio, il vostro argomento è “email marketing” e desiderate trovarne i contenuti più popolari, otterrete questi risultati.

content explorerQuesto screenshot dimostra quanto il Content Explorer renda facile analizzare il numero di backlink e delle condivisioni sui social dell’argomento che vi interessa. Con queste informazioni riuscirete a creare contenuti che attrarranno un maggior numero di link nel vostro settore di riferimento.

Keyword Explorer: uno dei metodi più semplici per aumentare il traffico proveniente dai motore di ricerca è di eseguire ricerche di keyword.

Questo risulta, tuttavia, inutile se si scovano solo parole chiave altamente competitive nel proprio settore: quello che vi occorre sono solo quelle keyword con cui è più facile ottenere una buona posizione nei risultati di ricerca e che hanno allo stesso tempo un buon volume di ricerca mensile. Analizzando i risultati dei vostri concorrenti, potrete facilmente escogitare tutta una serie di idee per nuove parole chiave che vi aiuteranno a dirottare traffico e vendite.

Con il Keyword Explorer di Ahrefs è possibile individuare potenziali parole chiave e controllare la loro keyword difficulty in modo da poter facilmente scartare quelle indesiderate.

Esaminate il prossimo screenshot e saprete di cosa sto parlando
keywords explorer: Ahrefs

Come potete notare, il Keyword Explorer fornisce una lista di tutte le parole chiave relative alla vostra keyword di partenza, insieme ad una serie di informazioni come keyword difficuly (KD) e volume mensile di ricerca, in modo da individuare quelle su cui puntare per apparire più in alto possibile nei risultati di Google.

È possibile filtrare i risultati secondo i seguenti parametri:

  • Keyword Difficulty;
  • Volume di ricerca mensile;
  • Cost Per Click (CPC);
  • Numero di risultati di ricerca;
  • Numero di parole della keyword.

I dettagli sopra elencati saranno sufficienti a trovare migliaia di idee per potenziali parole chiave da utilizzare per incrementare le visite provenienti dai motori di ricerca.

Crawl Report: questo tool vi aiuterà a scovare e risolvere tutti i problemi di SEO del vostro sito. Potrete eseguirlo, ogni volta che vorrete, per identificare facilmente link difettosi o corrotti, meta description non valide, errori nei title tag, ecc.

Nel complesso, Ahrefs è un’ottima suite di strumenti per SEO che consente di migliorare rapidamente le prestazioni globali del vostro sito.

Quanto costa Ahrefs?

Ahrefs offre attualmente i seguenti piani mensili, tutti comprensivi di 14 giorni di prova gratutita:

  • Lite ($99 al mese)
  • Standard ($179 al mese)
  • Advanced ($399 al mese)
  • Agency ($999 al mese)

È necessario scegliere un pacchetto per avviare i 14 giorni di prova gratuita ed occorre anche inserire i dati della propria carta di credito per accedere a tutte le funzionalità di Ahrefs.

Se non siete soddisfatti, potrete disdire l’abbonamento entro i 14 giorni senza spese e successivamente con l’addebito della prima mensilità del pacchetto che avete scelto. È però anche possibile richiedere un rimborso entro 7 giorni.

Conclusioni

Se state cercando lo strumento per SEO migliore, assicuratevi di scegliere quello con tutte le funzionalità di cui avete bisogno. Non è necessario utilizzare molteplici software per gestire la vostra attività di Search Engine Optimization: meglio scegliere un singolo strumento che possegga tutte le funzionalità necessarie.

Ecco dove le suite tutto in uno come Ahrefs e SEMrush diventano utili: offrono una serie completa di funzionalità per aumentare traffico e vendite, come la ricerca di keyword, l’analisi di backlink, il controllo approfondito del vostro sito, ecc.

Questa recensione di confronto tra SEMrush ed Ahrefs è stata scritta principalmente per una ragione: presentarvi gli strumenti di SEO migliori per consentirvi di aumentare il traffico del vostro sito.

Quale pensi sia il migliore tra SEMrush ed Ahref? Condividi la tua opinione nei commenti.

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Moz contro SEMRush: un confronto tra due dei migliori strumenti per SEO

È passato un po’ di tempo dall’ultimo aggiornamento a questo articolo di confronto tra SEMrush e Moz. Da allora, ci sono stati alcuni piccoli cambiamenti e caratteristiche introdotte da entrambi questi strumenti ed ho quindi pensato di aggiornare il post con un elenco di tutte le nuove modifiche per aiutarvi ad utilizzare lo strumento SEO migliore tra di loro.

Avete deciso di iniziare ad utilizzare strumenti per SEO per migliorare il vostro rating nei risultati di ricerca e non riuscite a decidere tra SEMrush e Moz? Allora, siete nel posto giusto.

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La Search Engine Optimization è completamente cambiata negli ultimi tempi e tattiche di SEO che funzionavano 2 anni fa, oggi non hanno più effetto.

La SEO si sta evolvendo e Google aggiorna il suo sistema di classificazione più di 500 volte l’anno, ovvero uno o due aggiornamenti ogni singolo giorno. Questo ovviamente influenza il traffico del vostro sito web.

Purtroppo, non siamo tutti esperti di SEO e non tutti disponiamo di grandi somme di denaro da investire in questa attività per aumentare il nostro rating. Esistono però molte alternative su cui fare affidamento per migliorare il nostro posizionamento nei risultati di ricerca.

Con solo un piccolo investimento, è infatti possibile aggiudicarsi strumenti premium come SEMrush o Moz, risorse straordinarie che consentono di aumentare velocemente il traffico di ricerca. Se vi state chiedendo quale scegliere, questo è il post che fa per voi.

Which is Best SEO Tool? SEMrush Pro Moz Standard
30 Days Free Trial SEMrush 30 Days Free Trial Moz 30 Days Free Trial
Pricing $99.95/Month $99/Month
Number of Sites Tracked 5 5
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No. of Keywords Tracked 500 Keywords 300 Keywords
No. of Pages Crawled 100,000 250,000

In questo post, scopriremo come questi strumenti possano esservi d’aiuto nell’aumentare il vostro traffico, rating e anche le vendite.

Indice

  • Moz contro SEMrush: qual è il miglior strumento per SEO?
    • Perché acquistare uno strumento per SEO?
  • Pro e contro degli strumenti Moz
  • Pro e contro di SEMrush
    • Conclusioni: Moz contro SEMrush

Moz contro SEMrush: qual è il miglior strumento per SEO?

semrush vs moz review

Iniziamo quindi il confronto fra questi due strumenti sorprendenti, SEMrush e Moz. Se già avete anche solo un po’ d’esperienza nel mondo dei blog, potreste essere già a conoscenza di questi due incredibili pacchetti.

Li definisco incredibili per una ragione: a differenza di altri strumenti per SEO, questi sono stati creati da esperti di SEO (Moz è sviluppato dall’esperto di SEO Rand Fishkin) ed entrambi i team sono veramente determinati ad aiutare i propri clienti a migliorare il proprio posizionamento sui motori di ricerca.

Questi due strumenti di SEO valgono ogni singolo centesimo. Sono così semplici da usare che anche i principianti possono facilmente aumentare il proprio rating, vendere di più e spiare i propri competitor.

Perché acquistare uno strumento per SEO

Potreste chiedervi ora per quale motivo spendere i vostri soldi per acquistare strumenti di SEO, quando esistono decine di opzioni gratuite.

Ottima domanda, vi spiegherò brevemente il perché.

Se utilizzate la piattaforma WordPress siete fortunati perché esiste già una vasta gamma di plug-in e strumenti gratuiti. Scegliete una categoria e troverete uno strumento pertinente su WordPress: è la bellezza di usare WordPress come piattaforma di blogging, è strutturata meglio di qualsiasi altra (Blogger, Tumblr ecc.).

Personalmente mi piacciono gli strumenti per SEO gratuiti come WordPress SEO di Yoast, Google Analytics, XML sitemap, ecc. Sono ampiamente utilizzati e funzionano senza problemi. Bisogna riconoscere, tuttavia, che la maggior parte dei plug-in e degli strumenti WordPress gratuiti disponibili sul web non funziona come i plugin di cui si parla qui. I plug-in gratuiti sono gratuiti per un motivo: non offrono numerose funzionalità in grado di aiutarvi veramente a raggiungere i vostri obiettivi.

Questo è il motivo per cui gli sviluppatori investono migliaia di dollari nella creazione di strumenti a pagamento. Gli strumenti avanzati di SEO come Moz e SEMrush valgono veramente il loro costo, grazie a tutte le funzionalità premium e agli aggiornamenti costanti che offrono.

Ma quando si sceglie uno strumento per SEO, è necessario fare molta attenzione, ecco perché ho deciso di fare questo confronto tra Moz e SEMrush.

Ogni plug-in e strumento sul mercato è diverso dagli altri; ognuno ha i propri vantaggi e non è detto che ciò che funziona per un blogger nella vostra nicchia, funzionerà necessariamente anche per voi. Potreste infatti ottenere risultati migliori utilizzando un plug-in alternativo: dovete quindi assicurarvi di trascorrere del tempo a conoscere gli strumenti prima di spendere soldi. Leggete quindi questo confronto imparziale tra i due strumenti di SEO, SEMrush contro Moz. Parliamo ora dei loro pro e contro e del perché dovreste usarli.

Pro e Contro degli strumenti Moz

Cos’è Moz e come i suoi strumenti per SEO possono aiutarvi

Moz è un software per SEO che fornisce diversi tipi di metriche su parole chiave, consigli on-page, opportunità di link building, errori di crawl, riferimenti al vostro brand sul web e molto altro ancora.

Ecco alcuni esempi su come gli strumenti di Moz vi consentono di ottenere una migliore SEO.

Moz Analytics: desiderate migliorare il traffico dai risultati di ricerca, il rating e la visibilità delle parole chiave? Moz Analytics è lo strumento pensato esclusivamente per voi. Vi aiuta ad ispezionare il vostro sito, a verificare l’attuale rating per parole chiave e a scoprire cosa stiano combinando i vostri competitor. Uno strumento perfetto per blogger di tutti i livelli che vogliano migliorare la propria visibilità nelle ricerche.

Competitor rank tracking: permette di monitorare il rating di parole chiave in oltre 200 paesi, scoprire facilmente chi siano i vostri concorrenti principali e confrontare le loro prestazioni nei risultati di ricerca. Ciò consente di superare facilmente i competitor in ogni aspetto di SEO.

Mobile rankings: questa funzionalità è una delle più recenti aggiunte effettuate dal team di Moz Pro. Con Mobile Rankings è possibile confrontare facilmente il rating della versione desktop e mobile, nonché facilmente tracciare i vostri tag “mobile friendly”. Se il vostro sito non è particolarmente reattivo in modalità mobile, assicuratevi prima che lo sia, altrimenti sia le posizioni nei risultati di ricerca che il traffico andranno a scendere.

Find link opportunities: con Moz Pro è anche possibile scoprire facilmente citazioni non linkate, recuperare collegamenti corrotti, trovare buone opportunità di link building e ottenere i contatti di qualsiasi sito web concorrente. Questo consente di scoprire numerose fonti per link building di qualità in modo da aumentare il traffico sul vostro blog o sito. Il loro Open Site Explorer vi aiuta poi ad individuare facilmente in pochi secondi la Domain Authority (DA), Page Authoirty, metriche di link di pagina, ecc. di qualsiasi dominio inserito.

mozCrawl test tool: permette di eseguire il crawl, ovvero una scansione approfondita, di qualsiasi sito web allo scopo di rilevare errori, codici di stato HTTP e altri dati utili. Potrete esplorare fino a 3000 link su qualsiasi URL ed esportare i report nelle email. Se desiderate identificare i problemi del vostro sito, come contenuti duplicati, titoli mancanti, problemi di crawl ecc., questo strumento vi fornirà informazioni istantanee.

Fresh Web Explorer: volete scoprire chi sta linkando chi? Uno dei modi più semplici per aumentare il traffico dalle ricerche è quello di ottenere più link. Analizzando le parole chiave e i collegamenti dei vostri concorrenti, avrete un buon vantaggio su dove trovare opportunità per link building di qualità per i vostri siti. Questo strumento vi aiuta ad analizzare riferimenti al vostro blog, ai competitor ed alle parole chiave.

Rank Tracker: se volete aumentare il vostro rating nelle ricerche, dovete prima sapere in quale posizione le vostre pagine appaiono attualmente nei risultati di ricerca di Google. Conoscendo le vostre posizioni rispetto alle parole chiave, diventa facile impostare degli obiettivi per migliorare il vostro rating. Questo strumento vi aiuta a ricevere rapporti istantanei su dove le vostre pagine siano classificate in Google per qualsiasi parola chiave.

On-Page Grader: la SEO on-page è la chiave per costruire un sito web dal traffico elevato, ma la maggior parte dei blogger esegue questa attività nel modo sbagliato. Ecco dove L’On-Page Grader di Moz entra in gioco: esamina istantaneamente la vostra SEO on-page e fornisce ottimi spunti su come modificare le vostre pagine per migliorare le vostre posizioni nei motori di ricerca. L’On-Page Grader dà un punteggio alle vostre pagine web su oltre 30 criteri, poi classifica le raccomandazioni per importanza e difficoltà.

Keyword Difficulty & SERP Analysis Tool: chiunque abbia lavorato nel campo della Search Engine Optimization per un po’ di tempo, conosce l’importanza della ricerca di parole chiave. Quando si cercano nuove parole chiave per aumentare il proprio traffico, è importante conoscerne le reali potenzialità. Si finisce altrimenti col perdere tempo e denaro scegliendo parole chiave altamente competitive e, di conseguenza, impossibili da attrarre. Fortunatamente, con lo strumento di keyword difficulty di Moz, è possibile scegliere le parole chiave giuste per ridurre al minimo il tempo e gli sforzi e massimizzare i risultati.

Spam analysis: ancora una volta, questa è una nuova funzionalità aggiunta di recente a Moz Pro. Questo strumento vi aiuterà a trovare i potenziali link spam sul vostro sito web. Una volta trovati e corretti questi collegamenti, noterete un incremento di traffico e potrete anche evitare penalizzazioni da parte di Google e controllare in modo approfondito il vostro sito in cerca di collegamenti nocivi.

Page Optimization Checklist: Moz Pro ha iniziato a fornire una lista di controllo per ottimizzare le posizioni del vostro sito web, permettendovi facilmente di migliorare il rating delle vostre pagine o post. Non importa che siate ai primi passi nella SEO,con il Page Optimization Checklist sarà veramente facile ottenere risultati.

Moz offre anche strumenti gratuiti come Open Site Explorer (per identificare le opportunità di link building), Followerwonk (per monitorare account Twitter), MozBar (per eseguire ricerche di parole chiave e analisi delle pagine) e MozCast (per monitorare i cambiamenti quotidiani nelle ricerche Google).

Pro:

  • Comunità e forum utili. Per qualsiasi problema nell’utilizzo degli strumenti Moz, basta porre una domanda sul forum della piattaforma ed otterrete sempre risposte accurate: una risorsa essenziale soprattutto per i principianti.
  • Moz offre 30 giorni di prova gratuita a tutti gli abbonati. Assicuratevi di provarlo, vi innamorerete di tutte le sue funzionalità.
  • Gli strumenti di Moz attualmente disponibili vengono regolarmente aggiornati e nuove funzionalità aggiunte alla lista. Questo è sicuramente di grande aiuto agli addetti di SEO per aumentare i propri rating.

Contro: il prezzo è l’unico lato negativo con $99 al mese per l’account standard. Non è però un grosso problema se si considera il valore degli strumenti di Moz: migliaia di agenti di marketing ed appassionati di SEO li utilizzano per aumentare gli introiti ed aiutare i propri clienti a migliorare la loro SEO.

Vale la pena abbonarsi a Moz?

Uso gli strumenti di Moz da lungo tempo e sono abbastanza soddisfatto di ciò che offrono. Ogni strumento è distinto dagli altri ed avrete accesso alla maggior parte di essi semplicemente accedendo al vostro account dopo l’iscrizione. Ne vale la pena se il vostro obiettivo è quello di portare la la Search Engine Optimization al livello successivo.

Verdetto: se utilizzate il content marketing per accrescere il vostro business online e il traffico del sito web, provate gli strumenti di Moz. Vi aiuteranno ad ottimizzare correttamente i contenuti del vostro sito ed aumentare il traffico dai motori di ricerca.

Pro e contro di SEMrush

Cos’è SEMrush e come può aiutarvi

SEMrush è uno strumento per SEO tutto in uno che consente di individuare parole chiave redditizie e schiacciare la concorrenza spiandone keyword, backlink, traffico e strategie.

È l’unico strumento che consiglio per superare i competitor.

Potrei trascorrere delle ore intere a parlarvi di come sia possibile utilizzare SEMrush per migliorare la propria SEO. Uso questo tool da un paio di mesi e ne sono decisamente soddisfatto: SEMrush non solo mi ha aiutato ad incrementare il traffico dalle ricerche del 15% in soli 30 giorni, è anche di grande aiuto nell’analizzare correttamente il posizionamento rispetto alle parole chiave.

I database di SEMrush vengono aggiornati con frequenza e questo è il motivo per cui si ottengono dati precisi.

Ecco alcuni modi in cui SEMrush può esservi d’auito.

Se dovessi descrivere SEMrush in una singola frase, direi che si tratta di una suite di strumenti SEO a tutto tondo. Se volete schiacciare la concorrenza, dovreste decisamente dargli una chance. E l’aspetto migliore è che non vi verrà nemmeno a costare più di tanto.

Con soli $99,95 al mese, potrete infatti individuare fino a 500 nuove parole chiave ogni mese ed avrete accesso a tutte le seguenti funzionalità che rendono SEMrush uno degli strumenti SEO più abbordabili.

che rendono SEMrush uno degli strumenti SEO più abbordabili.

Trovate le parole chiave dei competitor: SEMrush vi permette di spiare la concorrenza in relazione a backlink, traffico del sito web e persino le loro parole chiave più efficaci. Ciò permette di comprendere meglio i concorrenti e il loro pubblico di riferimento: conoscere le keyword dei propri concorrenti, è un vantaggio in qualsiasi settore.

Ricerca di parole chiave efficaci: se desiderate scovare le parole chiave con meno concorrenza, questo è lo strumento giusto per voi: potrete trovare le parole chiave più redditizie in qualsiasi nicchia di mercato. Scoprite come è possibile raccogliere parole chiave redditizie con SEMrush. SEMrush offre senza dubbio le migliori funzionalità di ricerca di keyword a prescindere dalla vostra nicchia e fornisce anche dati completi sulle parole chiave da utilizzare, compreso il loro volume di ricerca mensile.

Oltre a questo, il rapporto “Phrase Match” fornisce un’analisi completa sul CPC della parola chiave a cui puntate insieme al volume mensile e al suo andamento nel tempo.

Ad esempio, date un’occhiata alla schermata qui sotto per la parola chiave “blogging tips”.

phraseAnalisi approfondita dei backlink: i baclink sono come voti: più ne avete, migliore sarà il vostro rating. È però necessario trovare un modo per analizzare in profondità i backlink dei concorrenti se si desidera scoprire strategie di link building, ecco in cosa questo strumento vi è d’aiuto!

Scoprite le strategie pubblicitarie dei competitor: se vi concentrate sulla pubblicità per aumentare il traffico, le lead e le vendite, dovete prima testare le acque. Usate SEMrush per controllare le strategie pubblicitarie dei concorrenti senza costi.

Provate Site Audit per individuare e correggere i problemi del vostro sito: una delle ragioni principali per cui amo SEMrush è la funzionalità Site Audit. Questa vi aiuta a trovare e risolvere facilmente tutti i problemi del vostro sito web. L’aspetto migliore è che vi mostrerà la “percentuale di salute” del vostro sito oltre che i problemi. In questo modo potrete migliorarlo ogni volta correggendone problematiche come errori di crawl, immagini senza alt tag, meta description o con titoli lunghi, troppi collegamenti interni ecc.

Strumento di monitoraggio del rating: conoscere l’effettiva efficacia delle nostre parole chiave nei risultati di ricerca è fondamentale, ma la maggior parte di noi non sa come farlo. SEMrush vi permette di tenere traccia del vostro posizionamento in relazione a qualsiasi keyword e di esportare tutti i dati in un’email in modo da potervi accedere in qualsiasi momento e apportare i miglioramenti necessari.

Creazione di progetti: Con la funzionalità Projects di SEMrush è possibile creare progetti includendo i dettagli del dominio del proprio blog. Una volta creato il progetto con l’indirizzo di un blog esistente, SEMrush compilerà automaticamente tutti i dati ad esso relativi e vi fornirà report giornalieri sul posizionamento rispetto alle parole chiave, sul traffico giornaliero dalle ricerche, ecc. Può essere estremamente utile per migliorare il traffico globale dai motori di ricerca e il rating del vostro sito web.

Prova SEMrush gratis per 30 giorni

Pro:

  • Con oltre 128 milioni di domini ed oltre 120 milioni di parole chiave nei suoi 29 database, questo è il miglior strumento di Search Engine Optimization per migliorare la vostra strategia di SEO.
  • Dispone di tutti gli strumenti per il miglioramento della SEO, per la ricerca di parole chiave, per l’analisi dei backlink, per il monitoraggio del posizionamento relativo alle parole chiave. Copre ogni aspetto.
  • Consente di confrontare le metriche di due domini, davvero utile per competere con la concorrenza.

Contro: Alcuni dati non sono accurati. Ad esempio, a volte dirà che un sito ottiene 100.000 visite al mese, quando in realtà ne ottiene 150.000.

Vale la pena pagare per SEMrush?

Questo confronto tra SEMrush e Moz è stato compilato per scoprire se valga la pena pagare per uno di questi strumenti. La risposta è sì, SEMrush vale ogni singolo centesimo. Provatelo gratis per 30 giorni e fatemi sapere cose ne pensate, non ve ne pentirete.

Verdetto: SEMrush è lo strumento Numero 1, altamente raccomandato dalla maggior parte degli esperti di SEO. Se avete un budget ridotto ma desiderate comunque accedere ad uno strumento di SEO che vi consenta di eseguire quasi tutto, dalla ricerca di parole chiave a spiare i backlink dei vostri competitor, dovete assolutamente provarlo.

Conclusioni: Moz contro SEMrush

È veramente difficile fare un confronto tra SEMrush e Moz, poiché sono entrambi grandi strumenti di SEO con le loro caratteristiche uniche e relativi costi.

Moz e SEMrush sono strumenti perfettamente ottimizzati per la SEO e offrono eccellenti funzionalità ai propri clienti. Ai piccoli imprenditori consiglierei Moz per le sue funzionalità, mentre a blogger e agenti di marketing direi di dare una chance a SEMrush, lo troverete essenziale per aumentare il traffico di ricerca.

Ad ogni modo, la scelta tra Moz e SEMrush non sarà di certo condizionata dal vostro budget, il pacchetto Starter di Moz inizia da $99 al mese, mentre SEMrush costa$99.95 al mese. Prima di prendere una decisione definitiva,su quale strumento SEO utilizzare, il mio consiglio è di provarli entrambi.

 

Allora, cosa state aspettando? Provateli gratuitamente e fatemi sapere quale sia lo strumento SEO più adatto a voi.

Spero che questo confronto tra SEMrush e Moz vi sia piaciuto. Condividete questo articolo in modo che tutti possano beneficiarne e postate ogni dubbio o domanda nei commenti prima di provarli.

Ahrefs, Recensione & Tutorial: come creare contenuti memorabili e costuire link di qualità

Utilizzo: SEO e analisi dei social media

Efficacia

Imparerete MOLTISSIMO e prenderete decisioni migliori

Prezzo

Non è economico, ma ne vale la pena

Facilità d’utilizzo

Bisogna adattarsi un po’, ma ottima interfaccia

Supporto

Ottime soluzioni, ma con un po’ di ritardo.

Cosa ci piace:

  • Potente Site Explorer
  • Content Explorer per trovare nuove idee
  • Monitoraggio del rating e crawl report
  • Miglior strumento per parole chiave sul mercato

Cosa non ci piace:

  • Un po’ troppo caro

Riepilogo: Ahrefs è quanto di più vicino possibile ad uno strumento
“essenziale” se lavorate seriamente nei settori del content marketing e
SEO: vi fornirà una quantità eccezionale di informazioni sui vostri

competitor e vi permetterà di adottare migliori strategie di marketing.

Ho quindi messo insieme questa recensione per aiutarvi a capire come
lo studio della concorrenza possa aiutarvi a trovare nuove opportunità:
andremo attraverso tutte le funzionalità di Ahrefs e se siete determinati
ad avere successo nel marketing, avrete molto da imparare da questa
recensione. Buona lettura.

 

Da $99/mese

È noto che la creazione di contenuti sia essenziale per ottenere
traffico. Come mostrano i dati forniti da HubSpot, maggiore il numero
di contenuti pubblicati, maggiora sarà il traffico:

fonte Hubspot

La verità è però che non tutti i contenuti hanno successo, anzi tutt’altro.
E se già operate nel settore, siete ben a conoscenza che creare
(buoni) contenuti non è economico. Eppure svariati post vengono
continuamente pubblicati nella speranza che di 20 di essi, solo un paio
abbiano successo; come per molte altre cose, il Principio di Pareto
vige infatti anche in questo campo: circa l’80% del vostro traffico verrà
generato dal 20% dei vostri contenuti. Lo dico per esperienza
personale: anche dopo aver generato decine di post per Health
Ambition, solo una manciata di articoli è responsabile della maggior
parte del nostro traffico.

In qualità di agenti di marketing, il vostro compito è di migliorare l’hit
rate o tasso di successo dei vostri contenuti. Non si può mai prevedere
con certezza quali post avranno successo, ma con informazioni
accurate è possibile generare contenuti con maggiori probabilità di
ottenere condivisioni e traffico dalle ricerche. Ed è proprio questo che
rende Ahrefs uno strumento così utile.

Ahrefs è una suite completa di strumenti per social media e Search
Engine Optimization (SEO) che vi aiuterà a meglio interpretare i vostri
contenuti e quelli dei vostri competitor.

Lo uso da diverso tempo ed è uno dei miei strumenti di marketing
preferiti tra quelli in circolazione e visto che qui ad Authority Hacker
siamo sempre pronti ad aiutarvi a sfruttare al meglio il vostro tempo e
denaro, pensavo fosse opportuno recensire per voi questo strumento
di intelligence marketing.

Come sempre, il mio obiettivo non è quello di vendervi il prodotto; farò
invece un’approfondita analisi del perché avete bisogno di
comprendere meglio i vostri contenuti e quelli dei vostri competitor. Allo
stesso tempo farò un approfondimento su tattiche individuali che
potrete applicare ai vostri siti sfruttando queste funzionalità e
concluderò con alcuni casi studio reali sui risultati ottenuti con l’utilizzo
del software.

Benvenuti sulla vostra nuova dashboard per Inbound Marketing 🙂

I collegamenti ad Ahrefs contenuti in questa recensione sono
comunque link affiliati, se quindi avete scoperto qualcosa di utile e
siete interessati al programma, potete comprarlo cliccando sui nostri
link e così facendo aiuterete il nostro sito.
Cominciamo!

Perché è importante “capire” il marketing

Cosa succederebbe se vi chiedessi di colpire un bersaglio da bendati?

E se prima vi facessi girare su voi stessi in modo che alla fine non
abbiate la minima idea della direzione in cui siete rivolti?

Queste sono esattamente le condizioni in cui si opera se non si
possiede una profonda comprensione del marketing. Si può
certamente continuare a generare contenuti su contenuti basati su
parole chiave, ma non si ha alcuna idea di cosa realmente funzioni per
voi ed i vostri competitor.

Le motivazioni per “imparare a capire” il marketing sono innumerevoli,
ma trovo che le quattro seguenti siano le più importanti:

​1. Tenere d’occhio la concorrenza

Che tipo di contenuti stanno generando i vostri competitor? Qual è la
loro performance nelle ricerche e sui social media? Quali parole chiave
stanno portando loro profitti?

Trovare risposte a tutte queste domande vi aiuterà a creare contenuti
che ottengano realmente traffico. Se una specifica parola chiave porta
tonnellate di visitatori ai vostri competitor, potete essere sicuri che
l’utilizzo di parole chiave simili produrrà lo stesso risultato.

2. Trovare nuove idee per contenuti

Sapere che tipo di contenuti effettivamente produca condivisioni e
traffico dalle ricerche vi aiuterà a trovare idee per il vostro sito.

Per esempio, se notate che contenuti indirizzati a gruppi di interesse
specifici (post come “Le 10 cose che solo i gamer capiranno” che
appaiono su Buzzfeed) ottengono tonnellate di condivisioni, sarà
possibile crearne di simili e ottenere un fetta del traffico.

Ho personalmente utilizzato questa tattica in diverse occasioni sia qui
che su Health Ambition.

3. Costruire link ed aumentare le condivisioni

Quali siti stanno inserendo collegamenti ai vostri competitor? Quali
contenuti ricevono il maggior numero di backlink? Chi sta condividendo
sui social media i contenuti dei vostri competitor?

Una volta trovate le risposte a queste domande, diventa molto più
facile costruire backlink. Ad esempio, se un concorrente ha ottenuto un
collegamento da una pagina di “Risorse”, c’è una buona probabilità
che possiate inserirvi ed ottenere un backlink.

4. Entrare in contatto con chi promuove i vostri
contenuti

Le persone che condividono, ritwittano e cliccano like ai vostri
contenuti rappresentano la vostra risorsa più importante: scoprire di chi
si tratti ed entrarci in contatto può accrescere l’entità del vostro network
di svariate volte. ​

I pericoli dell’investire negli strumenti di
informazione

Ahrefs è uno strumento fantastico, al punto che è l’unico strumento di
SEO e content marketing utilizzato qui ad Authority Hacker perché fa
tutto ciò che desideriamo. Ma c’è una cosa che non fa: non svolge il
lavoro al vostro posto.

Questo è il problema principale di chi investe in strumenti di analisi e di
ricerca di mercato: tutto ciò che questi software fanno è fornire
informazioni e dati di cruciale importanza per chi sa come interpretarli
e, ancor più importante, come prendere decisioni a riguardo.

So di moltissime persone che hanno acquistato questi strumenti con
grandi progetti nei loro piani ma che non hanno poi mai sfruttato i dati
raccolti. Queste persone hanno investito enormi quantità di denaro
senza che la loro attività ne ricevesse i vantaggi. Non fatelo!

If you buy Ahrefs or any analytics / market research tool, you ALSO need to set time aside to train yourself (and/or your team) at using it and more time to execute on the information extracted.

Se si decide di acquistare Ahrefs o un qualsiasi altro strumento di
analisi o ricerca di mercato, bisogna ANCHE dedicare del tempo al
training (il vostro e/o quello del vostro team) e ancor di più all’utilizzo
delle informazioni estratte.

Questi sono alcuni dei trucchi che vi insegnerò in questo post:

  • Moltiplicare dalle 5 alle 10 volte l’hit rate dei vostri contenuti
  • facilitare enormemente la ricerca di parole chiave
  • Trovare decine di opportunità di link building etico (e smetterla
    una buona volta con i dannati PBN)
  • Capire come i vostri competitor siano arrivati dove sono e come
    imitarli… e altro ancora

Ricordate però che se non dedicherete abbastanza tempo a mettere in

pratica quello che state per imparare, tutto ciò che Ahrefs farà per voi
sarà addebitarvi la quota dell’abbonamento mensile.
Se state ancora leggendo allora volete scoprire tutti questi trucchi.
Cominciamo subito (dopo alcuni avvertimenti).


Chi NON dovrebbe acquistare Ahrefs

Ahrefs è uno strumento eccezionale, ma non è per tutti. Se rientrate in
una delle seguenti quattro categorie, fareste meglio a starne alla larga.

1

Se non siete particolarmente attivi sul vostro blog, non riceverete
decisivi vantaggi da analisi approfondite dei vostri contenuti e sarà
improbabile che possiate trarne profitto.

2

Pionieri in un Mercato

Non è possibile raccogliere dati su una nicchia che neppure esiste. Se
muovete i primi passi in un mercato completamente nuovo (ad
esempio Uber alcuni anni fa), non farete buon uso di Ahrefs.

3

Operazioni Low-Budget

A $99 al mese per il piano Lite, Ahrefs non è esattamente economico.
Se operate con un budget ridotto, potreste vedere risultati migliori
investendo nei contenuti.

4

Siti con pochi update

Se siete uno di quei webmaster che aggiornano il proprio sito molto
saltuariamente, Ahrefs non fa per voi.


Ahrefs: Recensione e Panoramica

Cosa c’è dentro Ahrefs?

Tutti gli altri strumenti che abbiamo esaminato fino ad ora – Buzzsumo,
Buzzstream e Thrive Content Builder – sono strumenti stand-alone con
un’unica funzione, Ahrefs è un po’ diverso.

Tutti gli altri strumenti che abbiamo esaminato fino ad ora – Buzzsumo,
Buzzstream e Thrive Content Builder – sono strumenti stand-alone con
un’unica funzione, Ahrefs è un po’ diverso.

Sono abbastanza sicuro che abbiano copiato molte idee da compagnie
concorrenti, ma è così che funziona il mercato e Google o Apple non
avrebbero nulla da ridire.

Oggi, Ahrefs è uno dei soli due strumenti per SEO che utilizziamo per
tutti i nostri siti, ha sostituito tutto tranne quello che Buzzstream fa per
la gestione delle campagne.

Permettetemi di mostrarvi cosa c’è dentro questo strumento e,
soprattutto, come lo sfruttiamo nel content marketing per i nostri siti.

Leggete la guida!


1. Crawl Report

Dopo aver aggiunto il vostro sito su Ahrefs, sarà possibile consultare
un crawl report o rapporto di indicizzazione che farà luce sulle
prestazioni del vostro sito dalla prospettiva di un motore di ricerca.

Si può ad esempio cliccare su “Performance” nel pannello a sinistra e
ordinare le pagine secondo il tempo richiesto dall’indicizzazione, un
tempo di crawl elevato significa che c’è qualcosa che non va nella
pagina web. Questo è sia un male per i vostri utenti che per le attività
di SEO, in quanto Google premia la velocità dei siti.

 

Leggi anche: Giada facile all’ottimizzazione di siti web

Si può anche usare il crawl report per trovare pagine con errori 4xx
(per esempio errori 404) e risolverli facilmente.

Pagine mancanti e
codici di errore sono un male per gli utenti e se questi non riescono a
trovare il contenuto che stanno cercando, potete scommettere che
nemmeno Google ne sarà troppo felice.

Un gran numero di pagine con
errori 404 può avere un impatto negativo in termini di SEO, è quindi
sempre una buona idea rimuoverli o risolverli il più rapidamente
possibile.

La caratteristica più utile è però la capacità di analizzare l’intero
contenuto in una sola volta. Questa funzionalità vi aiuta a trovare titoli
duplicati, meta-description mancanti, tag H1 multipli in una pagina: una
serie di minimi interventi sulle pagine web che possono risultare in
piccoli incrementi supplementari nel rating.

Pensate insomma al crawl report delgi Strumenti per Webmaster di
Google, ma sotto steroidi e con utili opzioni di filtraggio ed
esportazione che accelerano straordinariamente le cose.

 


2. Monitoraggio del rating

Recensione approfondita delle funzioni di monitoraggio rating di Ahrefs

Questo strumento vi aiuterà a tenere traccia di un elenco di parole
chiave chiave (fino a 250 con il piano Lite e 750 con il piano standard)
e monitorare i progressi del vostro sito.

È possibile ad esempio controllare come il posizionamento del vostro
sito cambi nel tempo in relazione ad una determinata parola chiave ed
impostare Ahrefs affinché produca un rapporto settimanale o
quotidiano sul vostro rating facendovi risparmiare ore di lavoro ogni
mese.

Questo servizio si dimostra particolarmente utile se si possiedono
svariati siti web o si offrono servizi di SEO. Inoltre, Ahrefs vi permette
anche di tenere traccia del vostro rating in diverse aree geografiche
(ad esempio in diversi Paesi) e sia per desktop che mobile.

Non è ancora perfetto, ma data la scarsa qualità degli altri servizi di
monitoraggio del rating presenti sul mercato, questo è certamente al
pari degli altri e trovo la divisione mobile e desktop particolarmente
utile, soprattutto dopo il nuovo aggiornamento mobile.


3. Site Explorer

Il Site Explorer è lo strumento principale offerto da Ahrefs e quello su
cui spenderete la maggior parte del vostro tempo, poiché fornisce una
visione approfondita dei principali contenuti del vostro sito, dei
backlink, ecc.

Vediamo cosa il Site Explorer abbia da offrire.

Dashboard

La dashboard fornisce una singola panoramica sui dati relativi ad un
sito, consentendovi di acquisire informazioni relative al vostro domain
rank (la versione di Ahrefs di Domain Authority), al numero di backlink
e referring domain, ecc.

Questo risulta particolarmente utile anche per effettuare una rapida
analisi dei competitor, come ad esempio la crescita nel tempo dei loro
backlink e del loro traffico. Una crescita limitata è infatti segnale di un
concorrente poco attivo nella promozione del proprio sito: questa è la
vostra opportunità per colpire e dominare il mercato!

Scorrendo questa sezione troverete una miriade di informazioni utili
come:

  • ​Il numero e i tipi di backlink che puntano ad un sito web
  • La velocità con cui vengono generati nuovi link a domini e
    pagine specifiche
  • Una stima del rating delle vostri domini e URL
  • Una stima del traffico e della crescita del traffico di un sito
  • Un elenco dei primi cinque contenuti in termini di link e
    condivisioni
  • Una mappa della distribuzione dei domini di livello nazionale dei
    link che puntano ad un sito
  • Una nuvola di anchor text con percentuale di utilizzo
  • La distribuzione del rating delle URL dei link che indirizzano a
    tale sito e molto altro

Potrete utilizzare i dati contenuti in questa sezione per ottenere un’idea
rapida di dove il sito che state analizzando si trovi in termini di SEO,
contenuti, ecc.

Se state facendo un’analisi al volo per un cliente al telefono o siete
semplicemente in cerca di competitor da analizzare, questa è la
panoramica che userete per avere un giudizio sulla situazione
complessiva di un sito.

Top Pages

​La sezione Top Pages, come suggerisce il nome, consente di
visualizzare le pagine migliori di un determinato dominio in base ai loro
backlink e alla performance sui social network, permettendovi di
ordinare i risultati secondo questi due parametri.

Questa sezione offre l’opportunità di capire come uno specifico
concorrente costruisca la maggior parte dei propri backlink e con quale
tipo di contenuti (in modo da poterne replicare le metodologie o trovare
ispirazione).

Io uso questo strumento per il nostro Skyscraper funnel e per creare
contenuti sui quali sarà possibile costruire link per aumentare la nostra
domain authority e per monitorare il nostro traffico nel tempo.

Top Grossing Pages

Questa funzionalità analizza un sito web e determina quali pagine
stiano, in questo momento, guadagnando il maggior numero di link.
Dovete sapere infatti, che i contenuti online ricevono attenzione in
modo sporadico con esplosioni di link seguite da periodi più tranquilli.

La funzione Top Grossing Pages rileva queste esplosioni
permettendovi di identificare senza ulteriori distrazioni i contenuti che
al momento funzionano per i vostri concorrenti.

Questa funzione identifica quali contenuti dei vostri competitor stiano
ricevendo traffico come conseguenza di notizie o articoli riportati dalla
stampa, così che possiate replicarli in modo tempestivo, seguiti da una
campagna di outreach mirata ad ottenere collegamenti simili.

È un ottimo complemento alla sezione Top Pages di cui ho parlato in
precedenza.

Di seguito un video su come utilizziamo il Site & Link Explorer per
analizzare competitor e adattare le strategie di Authority Hacker:

Links

Questa è la funzionalità che ha reso Ahrefs famoso, ma è anche la sua
maledizione. Nonostante rappresenti una grande alternativa a
strumenti tutto in uno come Moz, la gente continua infatti a percepire
Ahrefs solo come un semplice link checker.

Per avere un’idea di quello che può fare, immaginate un Open Site
Explorer sotto steroidi: la quantità di dati che riceverete sui nuovi link
acquisiti da un sito è eccezionale e rappresenta un ottimo modo per
individuare nuove opportunità. C’è poi uno strumento che permette di
disattivare link, ottimo se ricevete un sacco di collegamenti difettosi.

Ma esaminiamo più in dettaglio le varie sezioni del Link Explorer.​

Disavow Tool, uno strumento per disattivare link
difettosi

Google raccomanda ufficialmente di ripulire i “collegamenti difettosi”
che puntano al vostro sito in quanto potrebbero influenzare
negativamente i risultati della ricerca. Se la rimozione di questi link non
è possibile, Google offre un modo per “disattivarli” in modo che non
abbiano un impatto negativo sul rating del vostro sito. Si tratta tuttavia
di una procedura avanzata da utilizzare con molta cautela, come
avvisa Google sulla sua pagina di supporto per i webmaster.

Un’altra funzionalità offerta da Ahrefs consente di creare un file di
disattivazione che è possibile inviare agli strumenti per webmaster.
Conserverà inoltre una scheda dedicata ai collegamenti e domini già
disattivati che non verranno quindi visualizzati nei vostri risultati, in
modo da avere una visione accurata di come Google visualizza il
vostro sito.

Tutto ciò che dovete fare per disattivare un link in Ahrefs è selezionarlo
e fare clic sul pulsante “Disavow URL”.

Se poi volete farlo in blocco, è
disponibile l’opzione “Upload Disavowed Links”: basta caricare un file
di testo con i link da disattivare ed Ahrefs farà in modo che non lascino
un impatto negativo in termini di SEO.

Opzioni di filtraggio

​Con Ahrefs potrete organizzare i link secondo diverse categorie, come
mostrato:

Questa sezione vi permette di filtrare l’elenco di link di qualsiasi sito
web in base a criteri come:

  • ​Nofollow contro Dofollow
  • Redirects
  • Sitewide contro Non Sitewide
  • Link a pagine EDU / GOV
  • Link per tipo di piattaforma (WordPress, forum ecc …)
  • Link per lingua della pagina collegata (nuova funzionalità)

Trovo che questo strumento sia particolarmente utile per scoprire quali
link di un determinato sito facciano realmente la differenza.

Nuovi collegamenti e link scomparsi

Questa sezione vi darà una lista dei link che il sito ha recentemente
acquisito e perso: con le sue approfondite opzioni di filtraggio Ahrefs vi
permette di trovare facilmente collegamenti in un determinato periodo
o ordinare quelli acquisiti nell’ultima settimana, mese o 60 giorni.

Oltre che per evitare, quando possibile, la perdita di link, io uso questa
funzionalità per mettermi in contatto con persone che inseriscono
collegamenti alle nostre pagine e costruire con loro un vero rapporto.

  • Nuovi link: Ogni volta che qualcuno crea un link ad uno dei
    nostri contenuti, si presenta l’opportunità di creare una nuova
    collaborazione che potrà portare ad ulteriori link, promozioni ecc.
    (leggete la nostra recenzione di Buzzstream per suggerimenti
    sull’outreach)
  • Link persi: Se ne parla raramente, ma è così: i link possono
    scomparire. Molto spesso basta inviare una semplice email alla
    persona che ci aveva originariamente linkato per risolvere il
    problema e mantenere la nostra link equity.

In basso vi propongo alcuni modelli per email da usare nei relativi casi:

Nuovi collegamenti

Caro/a [Nome destinatario]

Stavo controllando le mie statistiche ed ho notato che recentemente
hai inserito sul tuo sito un link ad un mio contenuto ([link]) e volevo
ringraziarti!

Ci fa immenso piacere ed un giorno vorremmo poter ricambiare il
favore. Facci sapere se possiamo aiutarti in qualche modo.

Cordiali saluti,

[Vostro nome]

L’obiettivo di questa email è quello esortare una risposta ed avviare
così una conversazione, niente di più. La prossima volta che avrete
qualcosa che loro potrebbero linkare, avrete l’opportunità per
chiederglielo.

Link scomparsi

Caro/a [Nome destinatario],

Il mio nome è [Vostro nome] e sono l’editor principale di
[vostro_sito.com].

Ti invio questa mail per farti sapere che uno dei tuoi link (o una delle
tue pagine) è irraggiungibile. Questo è l’indirizzo ([inserire qui l’url]) nel
caso in cui vorresti risolvere il problema.

Spero di esserti stato d’aiuto.

[Vostro nome]

Come prima, anche qui l’obiettivo è quello di invitare ad una risposta o
per lo meno far sì che l’errore venga corretto in modo da riottenere il
vostro link. Se poi dovessero rispondere, avrete il pretesto per
chiedere loro di inserire ulteriori collegamenti al vostro dominio.

Link corrotti

Ahrefs svolge anche un ottimo lavoro nell’individuare tutti i link corrotti
in un sito, sia in entrata che in uscita.

Questa è un’altra grande opportunità di link building. Se veramente
desiderate che i vostri link appaiano su un determinato sito, ciò che
dovete fare è individuare collegamenti corrotti su pagine che
potrebbero ospitare i vostri link ed inviare un’email all’editor
informandolo dei collegamenti difettosi sul suo sito. Dopo aver ricevuto
una risposta, potrete chiedere di sostituire i link corrotti con i vostri.

Ecco alcuni template di posta elettronica consigliati per questo:

Email 1 – Esca

Caro/a [Nome destinatario],

Ero sul tuo sito oggi ed ho trovato diversi collegamenti non funzionanti
su alcune pagine, posso inviarteli se lo desideri.

Cordiali saluti,

[Vostro nome]

Abbiamo lanciato l’esca, ora speriamo in una risposta.

Email 2 – Pitch

Ciao [Nome destinatario],

Certo, ecco i collegamenti corrotti che ho trovato:

[Link 1] su [pagina 1]

[Link 2] su [pagina 2]

[Link 3] su [pagina 3]

Inoltre, mentre stavo navigando, ho pensato che forse questo link
([URL]) potrebbe essere inserito su questa pagina ([URL]). Cosa ne
pensi?

[Vostro nome]

Allo stesso tempo, backlink corrotti sul vostro sito sono un problema
dal punto di vista dell’esperienza di navigazione, rimuoverli è sempre
una buona idea.


4. Content Explorer

Il Content Explorer di Ahrefs mostra i contenuti più condivisi su un
argomento. Funziona un po’ come Buzzsumo (che abbiamo esaminato
in precedenza) e rappresenta un ottimo modo per trovare idee su
nuovi contenuti.

Esistono tre modi per utilizzare il Content Explorer:

  • Trovare idee su nuovi contenuti: cercate la vostra parola
    chiave per trovare i contenuti correlati più condivisi. Potete quindi
    utilizzare questi dati per ideare contenuti simili.
  • Trovare sharer e influrncer: Ahrefs vi mostrerà tutti coloro che
    hanno condiviso uno specifico post su Twitter. Si può utilizzare
    questa informazione per creare un elenco di influencer e sharer a
    cui twittare un contenuto simile nella speranza che venga
    ricondiviso.
  • Trovare contenuti da condividere: creare contenuti rilevanti e
    di alta qualità sui social media è un modo per stabilirvi come opinion
    leader: potete infatti utilizzare il Content Explorer per individuare
    contenuti nuovi e popolari da condividere. Coniugando poi il Content
    Explorer con Sniply, questa attività può anche diventare un’ottima
    opportunità di lead generation e generazione di traffico per il vostro
    business online.

Esaminiamo quindi tutte le funzionalità del Content Explorer che vi
aiuteranno a fare quanto detto sopra.

Ricerca

Questo sarà il vostro pane quotidiano nelle ricerche generali ed Ahrefs
vi mostrerà i contenuti più popolari.

Ricerca avanzata

L’opzione di Ricerca Avanzata di Ahrefs è molto simile a quella di
Google: è infatti disponibile una serie di operatori di ricerca per
eseguire ricerche più precise.

Questa funzionalità diventa particolarmente utile quando siamo in
cerca di contenuti su un argomento specifico. Ad esempio, se abbiamo
bisogno di contenuti su “content marketing” che non menzionino SEO,
possiamo fare qualcosa di simile a questo:

“content marketing” -seo

Filtraggio

Mi piacciono moltissimo le opzioni di filtraggio di Ahrefs, in particolare
la capacità di filtrare i risultati in base ad uno specifico periodo
temporale. Questo si rivela particolarmente utile quando si cerca di
fare newsjacking, ovvero cavalcare l’onda delle notizie virali.

È possibile identificare un argomento di cui tutti parlano su Facebook o
Twitter, creare un breve articolo basato su di esso, a volte basta
semplicemente incorporare un video che ne parli, ed attrarre quindi
traffico e condivisioni dai vostri follower.

Usato insieme a Sniply, diventa un ottimo modo per attrarre maggiori
clic sul vostro sito.

Trovare Sharers

Questa è una delle funzioni più utili del Content Explorer: cliccando sul
pulsante “View” (situato sotto l’icona di Twitter), si vedrà per qualsiasi
link un elenco delle persone che lo hanno condiviso. È anche possibile
ordinare la lista per numero di retweet: un numero più elevato significa
maggiori probabilità che il vostro link venga ricondiviso.

Ci sono tre modi per utilizzare questa funzionalità:

  • Trovare persone da seguire: Nella nostra guida su Twitter
    abbiamo parlato di quanto sia importante seguire persone
    mirate. Un modo per farlo è quello di trovare persone che
    abbiano condiviso contenuti simili su un argomento simile al
    vostro.
  • Ricerca demografica: Dopo aver dato un’occhiata al profilo di
    alcuni sharer, avrete un’idea più chiara di che tipo di persone
    condividano contenuti come i vostri. Non si tratta di un metodo
    obiettivo, ma è utile quando si cerca di ottenere una migliore
    comprensione del proprio pubblico di destinazione.
  • Ottenere retweet: Trovate persone che retwittano
    costantemente, quindi richiedete loro un retweet tramite email,
    messaggio diretto o un tweet. Se il vostro contenuto merita,
    sarete sorpresi da quante persone saranno felici di aiutarvi.

Ecco cosa scriverei ad uno sharer affinché ritwitti un mio contenuto:

Ciao @username, ho appena pubblicato questo post su X, penso che
lo troverai molto interessante: [URL], condividilo pure se ti piace 🙂

Il problema principale di questa funzionalità è che fa purtroppo
affidamento solo sulla API “nuovi tweet” fornita da Twitter e, di
conseguenza, mostra solo le persone che hanno di recente condiviso il
contenuto. Ciò significa che se il contenuto che stiamo analizzando è
più datato, probabilmente non individueremo molti influencer.

Sarebbe molto meglio se Ahrefs salvasse l’elenco di queste persone in
ordine cronologico piuttosto che semplicemente richiamare l’API,
operazione che renderebbe queste funzioni molto più utili. *occhiolino
agli sviluppatori*

La risposta di Ahrefs

Ho avuto modo di parlare con Tim di Ahrefs e mi ha spiegato che la
raccolta di questi dati rappresenterebbe una violazione dei termini di
servizio di Twitter ed è per questo motivo che non è stato fatto. Ad
Ahrefs stanno però lavorando ad una soluzione alternativa che sembra
altrettanto buona. Rimanete sintonizzati sul loro blog per sapere
quando verrà rilasciata 🙂

Analisi dettagliata dei contenuti

Questa è una delle mie funzioni preferite nel Content Explorer, la
capacità di controllare con un colpo d’occhio le prestazioni nel tempo di
un contenuto.

Cliccando sulla freccetta all’estrema destra di un link apparirà una
schermata che mostra: il numero di domini o pagine di riferimento nel
tempo, i backlink esatti, il numero di condivisioni e tutte le parole
chiave associate al contenuto oltre che al progresso nel tempo.
È un ottimo modo per vedere se un contenuto fortemente condiviso
abbia una buona performance anche nei risultati dei motori di ricerca.
Un intenso traffico associato a backlink significa che dovreste inserire
sul vostro sito più contenuti di quel tipo per aumentare la vostra
domain authority.

Come usare Content Explorer per trovare
idee per contenuti

Content Explorer di Ahrefs contro BuzzSumo

​Il Content Explorer fornito da Ahrefs è molto simile a Buzzsumo:
entrambi mostrano il contenuto più cliccato su un argomento, chi lo ha
condiviso e danno la possibilità di filtrare i risultati. La domanda sorge
spontanea: su quale dei due investire?

Ahrefs

  • $179 al mese per Ahrefs Standard
  • Dati sui backlink oltre che sui social media
  • Grafici di performance temporale migliori
  • Verifica del rating dei contenuti su Google

Tutti gli altri strumenti inclusi nel pacchetto Ahrefs

Buzzsumo

  • $99 al mese per la versione Pro
  • Opzione di filtraggio per tipo di contenuti (infografica, video ecc.)
  • Dati più accurati sugli influencer
  • Integrazione con Twitter: segui profili ed invia tweet direttamente
    dall’app

Un importante dettaglio da considerare è che il Content Explorer è solo
uno degli strumenti offerti da Ahrefs mentre Buzzsumo fa solo quello.

C’è una specifica funzionalità di Buzzsumo di cui sento enormemente
la mancanza in Ahrefs: mi riferisco al filtraggio per tipi di contenuto
(infografica, video ecc.), nonostante sia possibile compensare con
ricerche avanzate.

In generale, considerati la differenza di prezzo, gli straordinari
strumenti per Search Engine Optimization (SEO) e la sua complessiva
utilità, Ahrefs vince senza alcun dubbio questo faccia a faccia.

Il Positions Explorer fornisce informazioni su parole chiave e rating di
un dominio. Digitando un dominio nella casella di ricerca, si otterrà
un’analisi approfondita dei principali competitor, delle singole pagine,
dei contenuti e della crescita in termini di rating e parole chiave nel
corso del tempo.

Una funzione molto interessante che si rivela particolarmente utile nel
trovare idee per parole chiave ed individuare opportunità. Vediamo in
dettaglio.

Dashboard

Questa è la schermata che vi accoglierà dopo aver digitato un dominio
nella casella di ricerca.

 

Otterrete una stima del numero di parole chiave alle quali il dominio è
associato e del traffico mensile proveniente da tali parole chiave.
Vedrete anche i maggiori competitor, le pagine web, la crescita nei
rating ed un’analisi della performance del sito nei risultati dei motori di
ricerca.
La Dashboard fornisce quindi una panoramica completa grazie alla
quale è possibile determinare se le strategie di un sito funzionino o
meno e se sia il caso di ispirarsi ad esse.

Top Pages

Un clic sul link “Top Pages” nel riquadro a sinistra vi mostrerà le pagine
di primo livello del sito in termini di visite o di numero di parole chiave
associate.

Questo è un buon metodo per scoprire quali tipi di contenuto
ottengono effettivamente buone posizioni nei risultati di ricerca e per
trovare idee. Ad esempio, il nostro post sui top 23 blogger di tutti i
tempi è una delle pagine più visitate di questo sito, di conseguenza un
eventuale competitor dovrebbe creare contenuti su un argomento
simile per cercare di superarci nei rating.

A rendere questa sezione straordinaria è poi la capacità di tener conto
dell’intera frase ricercata.

Molte pagine ottengono infatti la maggior parte delle proprie visite da
chiavi di ricerca composte da parole multiple; queste chiavi di ricerca
dette “a coda lunga” verranno però ignorate dalla maggior parte degli
strumenti di analisi perché questi ultimi lavorano solo con parole
chiave singole. Con Ahrefs sarà invece facile individuare queste chiavi
a coda lunga e modificare i propri contenuti di conseguenza.

Ecco un video che ho recentemente prodotto per Ahrefs in cui mostro
come noi usiamo questa funzione per ideare molti dei nostri contenuti:

Recent Changes

Questo strumento mostra i recenti cambiamenti in termini di
performance nei risultati di ricerca per i contenuti del sito, indicando
con quali parole chiave il sito ha migliorato il proprio rating e quelle che
gli hanno fatto perdere traffico.

Utilizzo questa funzionalità in gran parte per monitorare i nostri siti e
farmi un’idea delle loro prestazioni quotidiane senza dover aggiungere
tutte le parole chiave a coda lunga al tracker.

Pay Per Click (PPC)

Volete sapere quali parole chiave sono effettivamente redditizie per un
sito web? Semplice: controllate con quali parole chiave si sta
effettivamente promuovendo.

Questo strumento vi consente di eseguire esattamente questa
operazione: vi mostrerà un elenco di parole chiave utilizzate da un sito
su Google, insieme alle sue pagine più visitate ed una selezione di
annunci pubblicitari. Potrete quindi utilizzare questi dati per trovare
parole chiave redditizie.

Ad esempio, Airbnb dispone di annunci per parole chiave come
“appartamenti in affito a Dublino” e “weekend all’estero”.

Se fossi un
competitor di Airbnb, creerei quindi contenuti per queste parole chiave
allo scopo di dirottare parte del traffico.

Questo strumento consente inoltre di scoprire il testo pubblicitario e
l’indirizzo delle landing page, un ottimo modo per determinarne le
AdWords dei competitor ed approfittarsi di tutto il denaro che la vostra
concorrenza ha certamente speso per ottimizzare le proprie
campagne.

Positions Explorer di Ahrefs contro SEMRush

In quanto a funzionalità, il Positions Explorer è molto simile a ciò che
SEMRush ha da offrire, ma quale comprare dei due?

Ahrefs

  • A partire da $99 al mese
  • I migliori dati sui backlink
  • Nessun site crawling
  • Trovare fino a tre volte più parole chiave rispetto a SEMrush
  • Aggiornamenti quotidiani sul rating

SEMrush

  • A partire da $99 al mese
  • Pessimi dati sui backlink
  • Analisi dei siti soddisfacente
  • Strumenti per PPC unici nel loro genere

Nel complesso, per lo stesso prezzo nel 2017, Ahrefs è semplicemente
migliore: i vari strumenti appaiono più “ponderati”; la mole di dati forniti
è più ampia nella maggior parte dei casi ed a meno che non abbiate
assolutamente bisogno di alcuni strumenti per PPC specifici di
SEMRush, vi consiglio decisamente la suite di Ahrefs.

Leggete la nostra recensione completa di SEMRush per una visione
approfondita del loro pacchetto.

 


  • Keywords Explorer

    Il Keywords Explorer è stato, fino al 2016, uno degli strumenti meno
    utilizzati del pacchetto Ahrefs, ma molto è cambiato con la recente
    release “Keywords Explorer 2.0”.

    Come gli sviluppatori hanno giustamente ammesso, aggiungere alcune
    nuove funzionalità al prodotto esistente non avrebbe risolto il
    problema: c’era bisogno di ripartire da zero e ricostruire dalle
    fondamenta lo strumento di ricerca per parole chiave definitivo.

    Ahrefs è già considerato un’arma indispensabile da parte di molti
    esperti di SEO e di online marketing. Ora il team di sviluppo sostiene di
    aver creato “il miglior strumento di ricerca per parole chiave nel
    settore”.

    Ai posteri l’ardua sentenza.

    Come ottenere più suggerimenti da
    Seed Keywords multiple

    Proprio come per qualsiasi strumento di ricerca per parole chiave, è
    necessario fornire ad Ahrefs Keywords Explorer alcune chiavi primarie
    o seed keyword con cui lavorare.

    Ahrefs porta la ricerca per parole chiave primarie ad un nuovo livello e
    permette di inserire fino a dieci seed keyword allo stesso tempo.

    Una volta eseguita la ricerca, sarete portati ad una schermata
    panoramica su cui troverete una serie di dati specifici per le parole
    chiave.

     

    Basta poi cliccare su una delle opzioni in “Keyword Ideas” per
    visualizzare suggerimenti correlati. Personalmente, penso che avrebbe
    più senso se la ricerca del Keyword Explorer portasse direttamente
    alla sezione Keyword Ideas anziché alla panoramica. Ma questo è solo
    il mio parere.

    Ad ogni modo, le opzioni fornite sono straordinariamente utili. Anziché
    mostrare tutti i suggerimenti, si può scegliere fra quattro categorie che
    sostanzialmente agiscono come diverse opzioni di ricerca, simili a
    quelle trovate in KW Finder

    Ecco come funziona:

    – “Phrase match” mostra solo suggerimenti contenenti
    corrispondenze esatte
    – “Having same terms” mostra solo suggerimenti contenenti le
    seed keywords in qualsiasi ordine
    – “Also rank for” mostra solo suggerimenti per keyword
    associate ai dieci siti più cliccati
    – “Search suggestions” mostra solo suggerimenti generati dalla
    funzione suggerimenti automatici di Google

    Quello che succede dopo mette in evidenza l’enormità del database di
    parole chiave di Ahrefs: cliccando sul pulsante per mostrare tutti i
    suggerimenti si possono ottenere oltre 30.000 keyword ideas
    partendo da sole tre seed keyword.

    Ahrefs Keywords Explorer contiene infatti circa 3,1 miliardi di parole chiave, ovvero 10 volte più
    della precedente versione. Gente, è semplicemente immenso.

    Ho poi usato le stesse seed keyword in altri strumenti di ricerca di
    parole chiave per confrontarne il numero di suggerimenti forniti.

  • Keyword Research Tool Suggestions
    Ahrefs Keywords Explorer 34,859
    Long Tail Platinum Cloud 2,706
    KW Finder 200 or 700
  • Trovare la “pepita d’oro” delle keyword

    Abbiamo quindi stabilito che il Keywords Explorer è alimentato da un
    database mostruoso, il che è fantastico. Ma per quanto
    impressionante, non rappresenta la caratteristica decisiva per uno
    strumento di ricerca di parole chiave. D’altronde, ciò che conta non
    sono le dimensioni, ma ciò che si può fare con il database.

    È infatti assolutamente inutile disporre di una quantità infinita di dati se
    non è possibile filtrarli correttamente e scovare così le autentiche
    pepite d’oro, quelle succulenti keyword con cui le ondate di visite al
    vostro sito saranno quasi garantite.

    Parliamo quindi delle opzioni di filtraggio. A fare la differenza in questo
    caso è la disponibilità di parametri analizzabili e la loro precisione:
    maggiore la mole di dati con i quali lavorare e più efficacemente sarà
    possibile filtrare grandi quantità di parole chiave suggerite.

    Il Keywords Explorer consente di filtrare in base a tutti i parametri più
    comuni, tra cui il volume di ricerca mensile, il CPC ed il keyword
    difficulty score, il nuovo standard nel settore delle parole chiave.

    Cominciamo dal parametro più ovvio, il volume di ricerca.

    Sarete lieti di sapere che Ahrefs utilizza dati clickstream per misurare
    volumi di ricerca accurati, in modo da non essere influenzato dalle
    recenti modifiche di Google.

    Ma diciamoci la verità: questo è il minimo
    che ci si aspetta da una suite con costi a partire da $99 al mese. Non è
    con questo che Ahrefs guadagna i suoi punti.
    Ahrefs fa un passo avanti e permette di filtrare attraverso metriche
    aggiuntive che, per quanto ne so, sono un’esclusiva del Keywords
    Explorer.

    La prima è Clicks Per Search o CPS ed indica il numero di risultati su
    cui la gente tende a cliccare per un determinato termine di ricerca.

    In sostanza, un CPS superiore implica una maggiore esposizione nelle
    posizioni più basse della prima pagina dei risultati di Google, in quanto
    gli utenti tenderanno a cliccare su più risultati per trovare una risposta.

     

    Se per esempio, scarto i suggerimenti con un CPS inferiore a “1:1”
    ottengo solo 125 parole chiave, ma so che queste ricevono in media
    più di un clic, il che significa che hanno un potenziale di traffico più
    elevato.

    Successivamente, abbiamo Return Rate o RR.

    Questo parametro indica quanto spesso le persone eseguono la stessa ricerca nel corso
    di un mese: un punteggio di 1 significa che la ricerca non verrà più
    effettuata, mentre un punteggio di 2 significa che la chiave di ricerca
    verrà riutilizzata piuttosto spesso.

    Per fare un esempio pratico, dopo aver cercato ed individuato una
    nuova dieta, è molto probabile che ci si attenga ad essa e non se ne
    cerchi un’altra per un po’. La misurazione del BMI, al contrario,
    potrebbe essere per qualcuno un termine di ricerca abbastanza
    frequente.

    Ha senso, giusto?

    Bisogna riconoscere che la scala in sé è un po’ confusa e
    probabilmente andrebbe meglio misurata in relazione agli altri
    suggerimenti di parole chiave. In ogni caso, si tratta di informazioni utili
    che non si ottengono con altri strumenti di ricerca di keyword.

    Queste aggiunte non sono esattamente rivoluzionarie, ma questi sono
    quei miglioramenti che rendono la ricerca di parole chiave più profonda
    dei semplici volume di ricerca e keyword difficulty ed è bello vedere
    aziende in questo campo che ancora spingono sull’innovazione in
    quello che è diventato, in ultima analisi, un mercato di “copia e incolla”.

    I vantaggi delle metriche avanzate e
    memorizzate in cache

    Avrete probabilmente già notato che alcune delle metriche avanzate
    all’interno del Keywords Explorer sono nascoste per impostazione
    predefinita… o per lo meno, sembrano essere nascoste.

    In realtà, Ahrefs utilizza dati memorizzati nella cache per ottimizzare le
    prestazioni ed impedire agli utenti di sottoporre il sistema ad inutili
    sforzi. In altre parole, la maggior parte dei dati è presente ed è anche
    completamente filtrabile… semplicemente non è così aggiornata.

    Ad esempio, nonostante il numero di clic sia non visibile, è comunque
    possibile filtrare in base a tale parametro lavorando con i dati
    memorizzati nella cache.

    Del tutto comprensibile, considerato il numero enorme di risultati
    ottenuti da questo strumento e gli elevati costi coinvolti nella raccolta di
    dati a questo livello. D’altronde, nella maggior parte dei casi, la cache è
    vecchia solo di pochi giorni.

    Per richiedere un aggiornamento, basta poi cliccare sul pulsante “Get
    metrics” accanto a ciascuna parola chiave oppure selezionare keyword
    multiple per farlo in blocco.

    L’aggiornamento impiegherà da un paio di
    secondi a un paio di minuti a seconda del numero di parole chiave
    selezionate: un tempo molto ragionevole considerata la quantità di dati
    che lo strumento vi fornirà.

    Una volta terminato l’update, i dati avanzati
    saranno disponibili insieme al keyword difficulty score aggiornato.

    Questo ha però un prezzo: a seconda del vostro piano di pagamento,
    avrete un numero limitato di “crediti” da utilizzare per richiedere
    metriche avanzate.

    Una volta esauriti i crediti, sarà comunque
    possibile utilizzare il Keywords Explorer limitandosi al difficulty score e
    ai volumi di ricerca salvati nella cache.

    Ma come ho già accennato, la cache resta comunque piuttosto
    recente.

    I Keyword Difficulty Score più affidabili

    È difficile al giorno d’oggi recensire uno strumento di ricerca di parole
    chiave senza dedicare un’intera sezione al keyword difficulty score.

    Si tratta di un argomento così altamente discusso, poiché in molti
    contano su di esso per essere guidati nelle ricerche, tanto che alcune
    persone basano la propria intera strategia di ricerca di keyword su
    questo singolo parametro.

    Esaminiamo quindi il funzionamento del difficulty score nel Keywords
    Explorer.

    Il nostro Perrin ha in realtà pubblicato un intero post, in cui confronta
    l’affidabilità di questi punteggi su diversi strumenti di ricerca di parole
    chiave. Ovviamente, Ahrefs Keywords Explorer era incluso e riporterò
    qui brevemente alcuni dei punti principali.

    La Keyword difficulty viene mostrata accanto a ciascuna delle parole
    chiave e, nella maggior parte dei casi, proverrà dalla memoria cache
    (verrà visualizzata in grigio se memorizzata in cache, su sfondo
    colorato se aggiornata).

    Come ho già detto, la cache risale solo a
    pochi giorni prima nella maggior parte dei casi ed è quindi ancora
    molto affidabile.

    Detto questo, è importante sapere che Ahrefs calcola la keyword
    difficulty puramente in base ai dati dei backlink, più specificatamente, il
    numero medio di referring domain nella prima pagina di Google.

    Questo è il modo in cui tutto viene correlato con il loro keyword
    difficulty score:

    Ciò che noterete immediatamente è che funziona su una scala
    esponenziale e non è equilibrato: nonostante vada infatti da 0 a 100,
    un punteggio di 50 non indica un livello medio di difficoltà.

    E come si può immaginare, questi risultati vengono calcolati in modi molto diversi
    dagli altri strumenti di ricerca di parole chiave.

  • Abbiamo infatti utilizzato nuovamente le stesse keyword su strumenti
    multipli per mostrarvi la differenza nei risultati:

 

Keyword Research Tool “Bicep Curl” “Bench Press” ”Barbell Squats”
Ahrefs Keywords Explorer 24 44 32
Long Tail Platinum Cloud 51 50 45
KW Finder 51 48 32

Guardando la tabella, si può sicuramente notare una certa
correlazione tra LTP Cloud e KW Finder, mentre si comincia già ad
avere un’idea di quanto Ahrefs si allontani da essi quando si tratta di
keyword difficulty. Si potrebbe pensare che si tratti inevitabilmente di
un difetto, ma non lo è.

Sebbene Ahrefs si scosti dal branco, troviamo che sia in realtà lo
strumento più preciso per determinare la keyword difficulty nel nostro
test.Se proprio volessimo cercare il pelo nell’uovo, allora sarebbe la
mancanza di un sistema personalizzato di raccomandazioni sulla
difficulty basato sulla forza del nostro sito, come già avviene in Long
Tail Platinum Cloud.

Da quanto ci risulta, il team di Ahrefs starebbe già lavorando a
qualcosa di simile. Restate sintonizzati.

Come associare keyword extra senza
creare nuovi contenuti

Parent Topics è una nuova utile funzionalità che emula alcune
caratteristiche di Ahrefs Site Explorer; nello specifico, lo strumento
“Top Pages”.

Man mano che Google diventa sempre più smart, la Search Engine
Optimization dipende sempre meno dalle singole chiavi di ricerca e più
da argomenti nel loro complesso.

Non molto tempo fa, saremmo stati tentati di scrivere un articolo per
ogni parola chiave, nonostante si riferissero pressappoco alla stessa
cosa.

Prendiamo come esempio la keyword “blog con più successo”.
Avremmo potuto creare un articolo completamente nuovo per puntare
a questa chiave di ricerca, ma ce n’era bisogno. Invece, un post che
avevamo pubblicato si concentrava su veri esempi di blog molto
visitati, e provate ad indovinare: abbiamo comunque attratto la parola
chiave.

È qui che Parent Topics entra in gioco: consente di analizzare il primo
risultato di Google per una chiave di ricerca, e determinare se sia
possibile raggruppare più keyword in un unico articolo. In altre parole,
vi aiuta ad ottenere una visione generale e complessiva, dandovi la
possibilità di concentrarvi su altre attività (per visualizzare i Parent
Topics per ciascuno dei vostri suggerimenti, dovrete prima cliccare sul
pulsante “Get metrics”).

Ed è proprio qui che le cose si fanno davvero interessanti.

Dopo aver
individuato un argomento promettente, potete cliccare su di esso per
trovare una vera e propria miniera d’oro di potenziali sottogruppi.

Ed è proprio qui che le cose si fanno davvero interessanti. Dopo aver
individuato un argomento promettente, potete cliccare su di esso per
trovare una vera e propria miniera d’oro di potenziali sottogruppi.

Giusto per darvi un’idea, utilizzando questi dati per strutturare i vostri
contenuti, potreste potenzialmente attrarre DECINE di parole chiave
aggiuntive che altrimenti vi sarebbero sfuggite. E questa è solo la
punta dell’iceberg.

Se volete davvero andare in profondità e scoprire migliaia di parole
chiave correlate da utilizzare con i vostri contenuti, dovete provare
anche l’analisi “Also ranks for”. A differenza di “Parent Topics” che
analizza solo il primo risultato, questa piccola gemma estrae dati da
tutti i primi 10 risultati di Google.

Devo ammettere di essere un grande fan di queste due funzionalità e
credo che possano essere usate da molti addetti di SEO in cerca di più
traffico per i propri contenuti. E siamo onesti, chi non lo desidera?

Come analizzare i movimenti nei risultati
di ricerca con “Positions History”

Con Positions History, il Keywords Explorer porta ancora una volta la
ricerca di parole chiave oltre i soli volumi di ricerca e keyword difficulty
score.

Con questa funzionalità è possibile esaminare una cronologia
dell’andamento dei primi cinque risultati di Google per una determinata
parola chiave.

Utilizzando Positions History è possibile ottenere una visione del tutto
nuova del movimento dei risultati di ricerca, che ci fa capire quanto sia
difficile penetrare nelle prime 5 posizioni.

Molto movimento (come nell’immagine sopra) sta ad indicare che Google non ha ancora
determinato quali siano i risultati “migliori”: una buona opportunità per
farvi avanti con qualche killer content ed assicurarvi un posto.

Facile revisione dei competitor nei
risultati di ricerca

Sebbene la keyword difficulty sia migliorata notevolmente negli ultimi
anni, è sempre una buona idea fare una revisione manuale delle
vostre parole chiave.

Con questo intendo semplicemente identificare la
forza complessiva di una data keyword sulla base dei risultati sulla
prima pagina di Google, ovvero quello che chiamiamo SERP Analysis.

Vediamo quindi come questa viene gestita da Keywords Explorer.
Per analizzare il suggerimento di una parola chiave, dovrete prima
cliccare su “Get metrics” e questo richiamerà l’analisi SERP.

 

Se proprio volessi essere puntiglioso a tutti i costi, direi che l’interfaccia potrebbe
essere abbellita con una pennellata di colore.

Le colonne principali a cui prestare attenzione, come evidenziato in
precedenza, sono Rank Domain e Rank URL, oltre che alle metriche ai
livelli di pagina e di dominio.

Disponendo di un indice così esaustivo, Aherfs rende veramente affidabile questo tipo di analisi manuale.
Un’altra metrica utile mostrata qui (disponibile su pochi altri strumenti di ricerca di keyword) è il numero di keuword a cui un sito è associato:

questo vi permette di passare con un solo clic dalla ricerca tradizionale
di parole chiave a un approccio basato sui competitor.

Non saprei dirvi quante volte, scavando in un elenco di keyword, mi sia
capitato di scovare competitor veramente deboli in alto nelle nei
risultati di ricerca e questo è esattamente lo strumento che ho sempre
desiderato per scoprire rapidamente tutto ciò che c’è da sapere sul loro
sito.

Conclusioni

Ahrefs è la spina dorsale delle nostre operazioni di SEO. Lo uso ogni
giorno per tenere traccia del rating de nostro sito, trovare idee per
contenuti, ricercare keyword e trovare nuove opportunità di
backlinking. È il “coltellino svizzero” del marketing ed uno strumento
pressapoco indispensabile qui ad Authority Hacker.

Certo con un listino prezzi a partire da $99 al mese non è affatto
economico, ma bisogna ricordare che Ahrefs può sostituire diversi
strumenti. Con un unico abbonamento ad Ahrefs, potrete infatti fare a
meno di Moz, SEMRush, Buzzsumo, Long Tail Pro e Rank Tracker:
acquistando tutti questi strumenti separatamente, si arriverebbe
facilmente ad un totale di oltre $300.

Quello che mi piace di più di Ahrefs è che la squadra è veramente
dedicata al miglioramento del prodotto. Il Keywords Explorer, per
esempio, è stato recentemente ricostruito dalle fondamenta ed è
tornato più grande, più bello e più forte di qualsiasi altro strumento di
ricerca di parole chiave in circolazione.
E poiché sono regolarmente in contatto con il loro settore marketing
posso confermarvi che hanno un bel po’ di interessanti novità
prossimamente in uscita. Di questo passo dovrò continuamente
aggiornare questa recensione.
Per concludere, se prendete il marketing sul serio, dovreste investire in
un abbonamento ad Ahrefs. Recupererete il vostro denaro, se non di
più, entro alcune settimane, se saprete agire adeguatamente con le
informazioni raccolte

Con Domain Comparison, è possibile confrontare fino a 5 siti
contemporaneamente ottenendo dati più approfonditi sul loro dominio,
i followers sui social, i referring domain, i backink, ecc. e potete usarlo
per verificare i vostri progressi in relazione alla concorrenza (catturate
uno screenshot ogni sei mesi e confrontateli nel tempo).

Ahrefs dispone anche di uno strumento di analisi batch per raccogliere
informazioni su un elenco di siti: basta inserire una lista di domini o
URL e Ahrefs vi mostrerà le loro statistiche al livello del dominio. Lo
uso costantemente per creare liste di competitor nella mia gamma di
Domain Rating, da analizzare successivamente.

 


Oltre a quanto sopra, Ahrefs dispone anche di una propria barra degli
strumenti per SEO compatibile con Chrome e Firefox. È simile ad altre
barre degli strumenti per SEO che potreste aver usato in precedenza,
con la differenza che utilizza i dati di Ahrefs.

Ci sono due modi per ottenere dati su un sito web con la toolbar:
I. Sovrapposizione su SERP: per ogni ricerca su Google, verranno
visualizzate le statistiche chiave dell’URL direttamente nei risultati della
ricerca, molto utile per sostituire gli strumenti di keyword difficulty.

Tutto
ciò che dovrete fare è ricercare roba su Google e guardare le metriche
dei primi 10 risultati per avere un’idea della competitività della parola
chiave.

II. Statistiche sul livello di dominio o pagina: durante la navigazione
sul web, verrà visualizzata un piccola barra nella parte superiore della
pagina con statistiche dettagliate sull’URL tra cui il rating, i backlink, i
referring domain, le condivisioni sui sociali e le statistiche a livello di
dominio.

Utilizzate la barra degli strumenti al posto del software principale
durante le ricerche iniziali sulla concorrenza, risparmiando così
moltissimo tempo.

Conclusioni

Ahrefs è la spina dorsale delle nostre operazioni di SEO. Lo uso ogni
giorno per tenere traccia del rating de nostro sito, trovare idee per
contenuti, ricercare keyword e trovare nuove opportunità di
backlinking. È il “coltellino svizzero” del marketing ed uno strumento
pressapoco indispensabile qui ad Authority Hacker.

Certo con un listino prezzi a partire da $99 al mese non è affatto
economico, ma bisogna ricordare che Ahrefs può sostituire diversi
strumenti. Con un unico abbonamento ad Ahrefs, potrete infatti fare a
meno di Moz, SEMRush, Buzzsumo e Rank Tracker: acquistando tutti
questi strumenti separatamente, si arriverebbe facilmente ad un totale
di oltre $300.

Quello che mi piace di più di Ahrefs è che la squadra è veramente
dedicata al miglioramento del prodotto. Il Keywords Explorer, per
esempio, è stato recentemente ricostruito dalle fondamenta ed è
tornato più grande, più bello e più forte di qualsiasi altro strumento di
ricerca di parole chiave in circolazione.

E poiché sono regolarmente in contatto con il loro settore marketing
posso confermarvi che hanno un bel po’ di interessanti novità
prossimamente in uscita. Di questo passo dovrò continuamente
aggiornare questa recensione.

Per concludere, se prendete il marketing sul serio, dovreste investire in
un abbonamento ad Ahrefs. Recupererete il vostro denaro, se non di
più, entro alcune settimane se saprete agire adeguatamente con le
informazioni raccolte.

  • Summary
    • Efficacia
    • Prezzo
    • Facilità d’uso
    • Supporto

    Commento finale

    Ahrefs è uno strumento di marketing veramente indispensabile qui ad
    Authority Hacker, un must per qualsiasi content marketer o addetto di
    SEO. L’unica ragione per le quattro stelle, il prezzo!

    4.3

Explorer non solo riporta più risultati di qualsiasi altro
strumento testato, ma supera anche il suo concorrente più vicino (LTP
Cloud) di oltre 12 volte. Questi numeri parlano chiaro.

 

La ricerca di parole chiave con SEMrush

La ricerca di parole chiave può rivelarsi particolarmente impegnativa per gli addetti di Search Engine Optimization (SEO) ed in questo tutorial vi mostrerò come utilizzare la funzione Keyword Research di SEMrush per trovare le parole chiave perfette.

SEMrush keyword research
SEMrush Keyword Research

Tutto dipende dalle parole chiave: keyword poco competitive e con alto volume di ricerca vi assicureranno una miriade di clienti. Il problema è come trovarle.

In questo articolo vi mostrerò come utilizzare SEMrush per la ricerca di parole chiave.

Cos’è SEMrush?

Come probabilmente già saprete, tutti gli addetti di SEO e blogger usano SEMrush per le proprie attività di Search Engine Optimization. Perché? Scopriamo insieme.

SEMrush è uno strumento di Search Engine Marketing (SEM), utilizzato da molti professionisti e grandi aziende per facilitare notevolmente le attività di SEO.

Ad un prezzo contenuto, con SEMrush potrete facilmente recuperare il vostro investimento grazie ai maggiori introiti del vostro sito.

SEMrushQuesto strumento può essere utilizzato per diversi scopi, tra cui eseguire una serie di analisi che consentono di risparmiare giorni di ricerca “manuale”; spiare la concorrenza; facilitare notevolmente le ricerche; ecc.

Questo è un elenco di ciò che è possibile fare con SEMrush:

  • Spiare il rating dei competitor
  • Scoprire keyword e backlink dei competitor
  • Fare ricerche
  • Controllare la keyword difficulty
  • Ricevere rapporti di SEO dettagliati

Altro aspetto importante di SEMrush è la sua estrema facilità d’uso, quindi non abbiate paura se siete dei principianti. In questo tutorial scopriremo come utilizzare questo fantastico strumento di SEO, focalizzandoci sulla funzione Keyword Research che, come ho già accennato, rappresenta il miglior tool di ricerca di parole chiave.

Proviamo, allora, ad usarlo insieme.

SEMrush Keyword Research

È arrivato il momento di dominare il web con SEMrush. In questo articolo scopriremo come usare il Keyword Research in tre piccoli passi:

  1. trovare Long Tail Keyword
  2. agguantare le parole chiave dei competitor
  3. Keyword Difficulty

1: Usare Seed Keyword

Avete mai eseguito ricerche di long tail keyword con Keyword Planner di Google Adwords? Lasciate che mostri un metodo migliore per trovare chiavi di ricerca lunghe. Come vi ho già accennato, la ricerca di long tail keyword con SEMrush è molto semplice: ve lo dimostrerò utilizzando il mio account.

Innanzitutto, effettuiamo il login alla dashboard di SEMrush.
SEMrush Login

Ora inseriamo la nostra seed keyword nella barra di ricerca in basso e premiamo invio. La seed keyword non è altro che la parola chiave primaria che scegliamo per il nostro sito. Ad esempio blogging è la seed keyword di Blogging House. SEMrush vi mostrerà una panoramica dettagliata di tutto ciò che riguarda la parola chiave. Possiamo esaminarne trend, distribuzione del CPC e molto altro ancora.

Overview of a keyword in SEMrush

Scorriamo ora in basso e prestiamo attenzione a due specifici campi:“PHRASE MATCH KEYWORDS” e “RELATED KEYWORDS”.

SEMrush phrase and related keywords

 

“Phrase Match Keywords” elenca una serie di chiavi di ricerca contenenti la nostra parola chiave primaria, consegnandoci, a tutti gli effetti, una lunga lista di long tail keyword per la nostra seed keyword.

SEMrush phrase match keywords

Cliccando su “View full report” si aprirà la pagina mostrata sopra. Queste sono tutte le nostre long tail keyword, che possiamo riordinare come preferiamo (ad esempio secondo la competitività). Come vedete, abbiamo ottenuto la nostra lista di long tail keyword in solo una manciata di secondi. Possiamo ora esportare questa lista cliccando sul pulsante “Export”. Apparirà il seguente pop-up.Export in SEMrush

È possibile esportare il file in tre diversi formati, ma per questo tutorial ho scelto un file Excel: il download verrà completato in pochi minuti.

Apritelo per riordinare le parole chiave secondo le vostre esigenze di ricerca.

Passiamo ora a “RELATED KEYWORDS”. Torniamo alla panoramica iniziale e clicchiamo su “RELATED KEYWORDS”. Qui vedremo una lunga serie di parole chiave attinenti alla nostra seed keyword. In questo caso chiavi come blog, site, website sono ovviamente relazionate a Blogging.Related Keywords SEMrush

Tra queste chiavi di ricerca troveremo anche diverse long tail keywords o idee per nuove parole chiave primarie ed anche in questo caso potremo esportare l’elenco in un file.

In pochi minuti, abbiamo quindi rintracciato decine di nuove keyword da usare nelle nostre ricerche, con Keyword Planner di Google Adwords ci avremmo messo delle ore.

Un altro consiglio per voi: quando notate una buona parola chiave, ricercatela con SEMrush per individuare long tail keyword aggiuntive e ripetete il processo fino a quando ne avrete raccolte a sufficienza.

2: Le parole chiave dei Competitor

Giungiamo ora alla sezione più importante di questo articolo, avete mai pensato di poter comparire nella prima pagina dei risultati di Google semplicemente spiando i vostri competitor?

Lasciate che vi riveli un segreto, la vostra concorrenza è la vostra più grande risorsa!

Nella ricerca di parole chiave si possono impiegare delle ore, o addirittura giorni, per trovare delle buone keyword. Ora però sappiamo come poterlo fare semplicemente con pochi clic e risparmiare così un’infinità di tempo.

Supponiamo che il blog di un competitor abbia un rating uguale o simile al nostro, è possibile, in questo caso, superarlo facilmente conoscendone le parole chiave: scoprendo le keyword utilizzate dai siti concorrenti, potremo creare contenuti rilevanti e sottrarre porzioni del loro mercato. In altre parole, i nostri competitor possono fornirci le parole chiave migliori, che porteranno maggiori visite al nostro sito e, di conseguenza, maggiori vendite.

SEMrush permette di fare tutto questo. Vediamo come nei seguenti passaggi.

Per prima cosa effettuiamo il login alla nostra SEMrush Dashboard, inseriamo quindi l’indirizzo web di un competitor nella barra e premiamo invio. Si aprirà una pagina con un’analisi estremamente dettagliata del dominio inserito.

Domain Overview SEMrush

Cliccate su “ORGANIC RESEARCH” per aprire un’ulteriore pagina.

Organic option in SEMrush sidebar

Qui vedrete le parole chiave de sito in questione, con la possibilità di filtrarle in base a percentuale di traffico, Volume, CPC, ecc.

Keywords of a competitor domain in SEMrush

Cliccate quindi sul pulsante Export per salvare l’elenco in un file Excel.

Analizzate tutti i vostri competitor ed esportate le keyword, in questo modo otterrete migliaia di parole chiave in pochi minuti. Come vi ho già detto, i nostri competitor sono la nostra più grande risorsa.

Ora avete a disposizione parole chiave a cui non avevate mai avuto accesso, ma che i vostri competitor conoscevano bene. Sarete in grado di attrarre molte di esse.

3: Keyword Difficulty

Ora che abbiamo esportato le nostre liste di parole chiave grazie alla ricerca organica e dei competitor, è giunto il momento di scegliere le migliori su cui puntare.

La keyword difficulty indica la percentuale di competitività di una parola chiave: è basata su diversi fattori e determina, nella pratica, quanto sia difficile ottenere un buon posizionamento nei risultati di ricerca. Le chiavi altamente competitive sono le più difficili da attrarre efficacemente. Dobbiamo quindi puntare su parole chiave con una BASSA keyword difficulty.

Esistono diversi strumenti che consentono di calcolare la keyword difficulty di una parola chiave, ma SEMrush ha recentemente introdotto una nuova funzionalità.

Nei due capitoli precedenti abbiamo visto come ricercare parole chiave ed esportare i risultati in un file Excel, ora controlliamo la loro keyword difficulty.

Prendiamo una qualsiasi parola chiave relativa al nostro sito, quindi facciamo il login su SEMrush e clicchiamo su “Keyword Difficulty” .

SEMrush Keyword Difficulty

Inseriamo la parola chiave e clicchiamo sul pulsante “Show Difficulty”.

Keyword Difficulty in SEMrush

Ed ecco la keyword difficulty della nostra parola chiave grazie a SEMrush Keyword Difficulty.

Conclusioni

Grazie per aver letto questo post e complimenti, ora sapete come ricercare facilmente nuove parole chiave con SEMrush e ad un prezzo veramente contenuto se pensiamo a tutte le sue funzionalità.

Per qualsiasi domanda, utilizzate pure la sezione commenti.

Non avete ancora un account SEMrush? Provatelo gratis cliccando su http://www.semrush.com/

ecommerce merchants

11 app per creare il vostro negozio online per dispositivi mobili

Esistono diverse soluzioni per commercianti interessati a stabilire o migliorare la loro presenza mobile. Per le piccole imprese che si accingono ad entrare nel mercato, sono disponibili opzioni fai da te a prezzi accessibili con tutte le funzioni basilari per il commercio mobile. Per commercianti già stabiliti, ci sono invece soluzioni ricche di funzionalità che forniscono negozi completi.

Ecco un elenco di applicazioni per la creazione di negozi online. Molte di queste offrono sia opzioni fai da te, che soluzioni personalizzate dai propri sviluppatori.

DudaMobile

DudaMobile website

DudaMobile

DudaMobile offre due opzioni per la creazione del vostro sito mobile: potrete raccogliere automaticamente i contenuti dal vostro sito desktop per avviare il sito mobile, o scegliere tra i diversi modelli disponibili da personalizzare con il costruttore drag-and-drop. Prezzo: $9 al mese.

 

bMobilized

bMobilized website

bMobilized

bMobilized offre fai da te e servizi personalizzati per costruire un sito web mobile. Consente di utilizzare gli strumenti di sviluppo mobile e di scegliere tra più di 30 plug-in per aggiungere funzionalità, o scegliere tra modelli esistenti di siti web. È inoltre possibile integrare automaticamente eventuali negozi Amazon o creare un negozio di m-commerce personalizzato. Prezzo: $15,20 al mese per l’opzione fai da te con un supplemento di $399 una tantum per siti creati dai loro designer.

 

Landr

Landr website

Landr

Landr è uno strumento di facile utilizzo per creare landing page mobili (o pagine di destinazione) semplici ed efficaci. Si tratta di una soluzione economica e conveniente per piccole imprese che necessitano solo di funzionalità di base, quali click-to-call, galleria, video, moduli o pulsanti personalizzati. Prezzo: $9 al mese.

 

goMobi

goMobi website

goMobi

goMobi è una piattaforma di facile utilizzo per creare siti web mobili con una varietà di funzionalità, inclusi voucher, moduli, richieste di prenotazione, click-to-call e carrello. È possibile convertire un sito desktop esistente o utilizzare un modello predefinito per dispositivi mobili. Prezzo: I piani iniziano a $4,50 al mese, con una tassa di iscrizione di 150 dollari.

 

Wapple

Wapple website

Wapple

Wapple è una società di cross-screen marketing che fornisce una gamma di soluzioni per app e siti web per smartphone e tablet. Wapple combina una piattaforma di e-commerce dal design personalizzato e “ultra” reattivo, con dimensioni contenute e rapida velocità di download. Wapple offre anche modelli per cataloghi e negozi mobili. Prezzo: contattare la compagnia.

 

SignalMind

SignalMind website

SignalMind

SignalMind è una piattaforma mobile di engagement che consente alle aziende di gestire facilmente programmi di fedeltà e di potenziare la propria presenza sul web mobile. Il suo costruttore di siti web offre funzionalità di m-commerce, moduli, analisi e integrazione con strumenti di marketing e di relazione con i clienti di terze parti. Prezzo: I piani partono da $15 al mese.

 

SproutMobi

SproutMobi website

SproutMobi

Dopo aver scelto il design di base, uno degli sviluppatori di SproutMobi creerà fino a 10 pagine per il vostro sito, con due revisioni di progettazione. Le pagine possono includere funzionalità specifiche per smartphone come l’integrazione di RSS, funzionalità di Google Maps, click-to-call e moduli di contatto personalizzati. Prezzo: $99 una tantum e $ 9,99 al mese.

 

MoFuse

MoFuse website

MoFuse

MoFuse è una soluzione semplice e poco costosa per costruire un sito web mobile con una varietà di funzionalità, tra cui m-commerce, moduli personalizzati e click-to-call. È possibile utilizzare la sua piattaforma fai da te o affidarsi al team di sviluppo per una soluzione personalizzata. MoFuse offre anche un piano di marketing via SMS. Prezzo: I piani di hosting iniziano a $9 al mese.

 

Mobify

Mobify website

Mobify

Mobify fornisce un’integrazione di e-commerce personalizzata, riorganizzando in modo intelligente la visualizzazione del vostro sito web per una migliore esperienza di acquisto attraverso smartphone. Mobify Design Suite offre una collezione di strumenti avanzati per l’adattamento e la verifica del design del vostro sito web mobile. Mobify Performance Suite offre invece una raccolta di funzionalità automatizzate per rendere il sito reattivo e sensibilmente più veloce nella versione mobile. Prezzo: contattare la compagnia.

 

mShopper

mShopper website

mShopper

mShopper è una piattaforma per il commercio mobile ricca di funzionalità che consente di lanciare facilmente un negozio mobile completo. Basta importare i dati dei prodotti, personalizzare il design, selezionare le funzionalità, scegliere come elaborare gli ordini e indicare un codice di redirect in modo che i clienti che visitano il negozio da smartphone e tablet possano essere automaticamente reindirizzati alla versione mobile. Prezzo: 1.500 dollari per lo sviluppo del sito, $99 al mese e 5% di commissione sulle prestazioni.

 

Shopgate

Shopgate website

Shopgate

Shopgate è una piattaforma di shopping mobile che offre negozi con una vasta gamma di funzionalità e API per il carrello. Le caratteristiche includono offerte quotidiane, ricerca di prodotti da dispositivi mobili, stato degli ordini, elaborazione delle restituzioni, preferiti, lista dei prodotti recentemente visualizzati e molto altro ancora. È possibile selezionare l’opzione fai da te per una tariffa più bassa o scegliere piani con assistenza tecnica per ricevere supporto nella creazione del sito. È possibile, in fine, stabilire la spesa complessiva, trovando un equilibrio tra le commissioni sulle transazioni e le tariffe mensili. Prezzo: Visitare il sito web.

 

Shopify batte BigCommerce: ecco perché

Il dibattito su quale tra Shopify e BigCommerce sia la piattaforma di e-commerce migliore sembra essere infinito. Bisogna ammettere che entrambe colpiscono per le proprie caratteristiche uniche e hanno avuto la capacità di distinguersi dalla massa. Tuttavia, se state pensando di iniziare un’attività di e-commerce, questo dibattito potrebbe effettivamente influenzarvi.

È evidentemente che i molteplici fattori da considerare quando si sceglie una piattaforma per l’avvio di un negozio online rendano la faccenda particolarmente complicata. Alcuni degli aspetti più basilari sono la facilità di utilizzo dell’interfaccia, i tempi di caricamento, la facile integrazione del sistema di pagamento e, più significativamente, dare agli utenti una facile e piacevole esperienza di acquisto. Altro aspetto essenziale è assicurarsi che i visitatori si innamorino del vostro e-store alla prima visita e per destreggiarsi con tutti questi fattori in gioco, Shopify offre una piattaforma semplice e produttiva.

customizing-emplates-1Modelli gratuiti e a pagamento in Shopify e personalizzazione: Shopify vince contro BigCommerce in quanto a numero di temi gratuiti, con un’ampia gamma comprendente 24 template contro i soli 7 di BigCommerce. Altro dettaglio da considerare è il loro design più accattivante. Anche quando si passa ai modelli a pagamento, Shopify sorpassa di netto BigCommerce con 130 temi contro 60. Shopify consente inoltre l’uso di “Liquid”, un linguaggio di programmazione creato dallo stesso team di sviluppo, per una facile personalizzazione dei modelli. Con BigCommerce è invece necessaria la conoscenza di HTML standard e CSS.

pricing-1Prezzo: Con i piani “Lite” e “Starter” rispettivamente a 9 e 14 dollari al mese , Shopify parte da prezzi decisamente ragionevoli. Al contrario, i piani di BigCommerce iniziano a un prezzo più alto con $29,95 al mese per la versione “Standard”.

payment-1Gateway di pagamento: Shopify supporta circa 70 diversi metodi di pagamento contro i 30 di BigCommerce. Tra i più comuni troviamo Paypal, Worldplay, QuickBook, ecc.

category Migliore gestione delle categorie di prodotti: con Shopify è possibile aggiungere manualmente prodotti e creare categorie. È anche possibile classificare le collezioni sulla base di titolo, peso, tag, prezzo e così via. BigCommerce, non ha ancora aggiunto questa funzionalità.

mobile-1Dispositivi Mobili: Shopify porta l’usabilità ai massimi livelli non solo con la reattività della sua tecnologia, ma anche grazie alla sua grande inclinazione verso le app per smartphone e tablet. Al contrario, BigCommerce non dispone più di un’app mobile, sebbene fornisca un ottimo sito web. L’ applicazione di Shopify è disponibile per iOS e Android. Insomma, Shopify conquista indubbiamente il trono di migliore piattaforma di e-commerce. Per tutte le tue domande sul commercio online, visitateci su CGColors. Siamo ad un solo clic da voi! Tenetevi aggiornati con gli ultimi suggerimenti, trucchi e tendenze di e-commerce. Seguici su Twitter, Facebook, Google+ e Linked-in.

 

Shopify contro WooCommerce e WordPress: differenze e uso combinato

Shopify e WooCommerce + WordPress sono due delle più conosciute piattaforme per negozi online, ma quale delle due rappresenta la soluzione migliore per voi ed il vostro progetto?

Ho avuto modo di offrire la mia consulenza a clienti che utilizzano sia Shopify che WooCommerce ed ho anche personalmente gestito negozi sia con Shopify che WooCommerce. Entrambe sono eccellenti piattaforme con una suite completa di opzioni per la gestione di un negozio di successo. Sono, tuttavia, molto diverse tra loro ed imprese differenti otterranno risultati migliori con l’una piuttosto che con l’altra.

Ho scritto abbondantemente su entrambe, tra cui una recensione di Shopify, una guida all’installazione di WooCommerce e una raccolta di temi per WooCommerce; ma in questo confronto mi concentrerò sugli elementi che definiscono WooCommerce e Shopify, alcune delle differenze nei settori di maggiore considerazione per i proprietari di negozi online e come utilizzarli insieme.

Infine, in Prossimi passi, indicherò quale sia la probabile migliore opzione per proprietari di diversi tipi di compagnie di e-commerce.

Leggete la mia guida ll’installazione di WooCommerce

Dichiarazioni iniziali – Le aziende menzionate in questo sito versano commissioni sulle citazioni. Tutti i dati e le opinioni riportati sono basati sulla mia esperienza professionale come cliente pagante o consulente di un cliente pagante.

Shopify & WordPress: caratteristiche fondamentali

Shopify è una piattaforma di hostng per e-commerce. Ciò significa che Shopify dispone di un software proprietario che arriva in dotazione con il loro hardware specificamente configurato, fornendo l’intero servizio alla sottoscrizione. Da qui proviene il termine SaaS e-commerce (Software as a Service).

Con Shopify, in un unico abbonamento mensile è compreso tutto ciò di cui avete bisogno per gestire un negozio online, inclusi hardware, software e supporto tecnico.

WordPress è un sistema di gestione dei contenuti che è possibile installare gratuitamente su un server di hosting che voi dovrete affittare separatamente da un’azienda terza.

Si tenga presente, ad ogni modo, che mi riferisco a WordPress.org, non a WordPress.com. La questione è un po’ contorta, ma rimante con me.

Una delle caratteristiche più famose di WordPress, e probabilmente una delle principali motivazioni di utilizzo, è la sua versatilità. Parte di questa versatilità deriva dall’uso di plug-in, ovvero software aggiuntivi che è possibile integrare in WordPress per inserire funzionalità complementari sul vostro sito.

Uno dei plugin per WordPress più popolari e di maggior successo è WooCommerce: una suite che “si inserisce” in WordPress, completa di tutte le funzioni necessarie alla gestione di un negozio online di successo. Non solo, WooCommerce stesso consente l’uso di plug-in che estendono le sue funzionalità aggiungendo, ad esempio, adesioni di gruppo, sistemi di pagamento internazionali e qualsiasi altra cosa possiate immaginare.

Leggete la mia guida all’installazione di WordPress in cui utilizzo il plug-in WooCommerce.

In altre parole, WordPress e WooCommerce sono gli ingranaggi fondamentali dell’intero macchinario che voi dovrete creare e gestire, ovvero la vostra compagnia di e-commerce.

La migliore analogia a cui riesco a pensare per descrivere la differenza tra Shopify e WordPress con WooCommerce è con gli immobili.

Ecommerce Real Estate Tradeoffs

Shopify è come un negozio in un centro commerciale o un appartamento in condominio.

Voi possedete, operate e personalizzate l’interno del negozio o appartamento, e potete fare tutto ciò che desiderate. Ma la proprietà arriva preconfezionata con tubature, elettricità, sicurezza e gestione centralizzata.

Il centro commerciale non renderà il vostro negozio di successo e non starà a controllare come gestite la vostra attività, ma si prenderà cura di tutti gli aspetti non commerciali legati alla vostra attività aziendale, affinché possiate concentrarvi sulla vendita ai clienti.

Costruire un negozio con WordPress è come costruire il proprio negozio, o casa, sul proprio terreno. È possibile costruire il sito esattamente come lo si desidera e potrete disporre di esso come meglio credete. Se non volete che sia un semplice negozio, potrete trasformarlo in qualcosa di più e creare un’esperienza del tutto personalizzata.

Ma come ho già detto, siete voi responsabili di tutto ciò che concerne l’immobile: problemi con gli impianti, tentativi di furto, ecc., tutto è di vostra responsabilità. E nonostante si possa assumere qualcuno che si prenda cura di questi problemi, siete voi a possedere e gestire l’intera proprietà e ad assumervene la responsabilità.

In linea generale, se la vostra competenza principale sta nella selezione dell’inventario e nella vendita dei prodotti, allora vi innamorerete di Shopify. A differenza di molte altre piattaforme che ospitano negozi online, risolve molte delle tipiche limitazioni ed è sviluppato da un team che si assicura di essere sempre all’avanguardia nella tecnologia dell’e-commerce.

Al contrario, se la vostra maggior competenza è lo sviluppo e la costruzione di un’esperienza digitale completa per ammaliare i clienti, la libertà d’azione offerta da WordPress e WooCommerce sarà la scelta migliore, soprattutto se quell’esperienza vi distingue dalla concorrenza.

Ma quali sono, nella pratica, le differenze principali tra questi due diversi tipi di piattaforma e-commerce? Esaminiamoli uno ad uno.

Shopify & WordPress: differenze

Numerose considerazioni rientrano nella scelta e nella creazione di un negozio online, ma ecco come Shopify e WordPress si differenziano in alcuni degli aspetti più critici.

Hosting, velocità e sicurezza

Come ho già anticipato nell’introduzione, Shopify si prende cura dell’hosting del vostro sito, nonché della velocità di navigazione, dell’ottimizzazione e della sicurezza in cambio di un abbonamento mensile.

Non ci sarà mai il bisogno di districarsi tra CDN, cache o addirittura crittografia SSL, poiché tutto questo viene fornito come parte integrante di tutti i piani tariffari.

Tuttavia, con Shopify dovrete scendere a compromessi per far sì che la compagnia adempia a tutte le vostre esigenze tecniche. Non avrete, ad esempio, accesso diretto al vostro server tramite FTP e se vorrete modificare un qualsiasi file del sito, dovrete lavorare con l’editor di Shopify denominato “Liquid”. Questo svolge un ottimo lavoro nel consentirvi di apportare le modifiche necessarie, ma come ogni sviluppatore sa, non è mai come avere accesso di root al server.

Shopify Themes

Inoltre, ci sono alcune piccole condizioni che dovrete accettare, come l’utilizzo di checkout.shopify.com come pagina di pagamento, invece del dominio del vostro negozio. Questo non farà molta differenza per la maggior parte dei proprietari di negozi, ma influisce su alcune applicazioni, come il programma Google Trusted Stores.

Al contrario, se si utilizza WordPress con WooCommerce, si è direttamente responsabili della velocità di hosting e delle esigenze di sicurezza e si dovrà scegliere un’azienda di hosting (cliccate qui per eseguire un piccolo test che vi aiuterà a trovare quella adatta a voi).

Inoltre, sarà necessario garantire che il sito sia veloce e sicuro (o, in alternativa, utilizzare un servizio sicuro di terze parti come PayPal). Né l’hosting, né la velocità, né la sicurezza sono, tuttavia, istanze particolarmente difficili di cui occuparsi e la maggior parte delle modifiche che dovrete apportare saranno piuttosto immediate. Ma se non avete alcuna esperienza in programmazione, anche il processo di troubleshooting può risultare impegnativo.

D’altra parte, con il livello di controllo consentito da WordPress, è possibile implementare modifiche che si adattano perfettamente al vostro personale progetto. Se volete avere crittografia SSL globale con un certificato di sicurezza esteso, potrete farlo. Se desiderate personalizzare il sistema di pagamento, potrete fare anche questo.

Shopify Checkout

Se volete eseguire un qualsiasi script o script di monitoraggio tramite Content Delivery Network, potrete farlo. Se amate smanettare con i server e la memoria cache, sarete in grado di sviluppare un sito probabilmente più veloce e reattivo di qualsiasi negozio Shopify.

Detto questo, se il vostro sito web viene violato, attaccato o se la velocità di navigazione diminuisce troppo, la responsabilità di trovare una soluzione, o un esperto che risolva il problema, ricadrà su di voi e nessun altro.

Costi di sviluppo

Con Shopify, avrete un solo costo fisso per la sottoscrizione mensile, oltre alla possibilità di acquistare temi premium o assumere un designer o altri servizi professionali per gestire il vostro sito. Nessuno di questi ultimi è però obbligatorio.

Shopify è ben noto a molti professionisti e sarete spesso in grado di ridurre al minimo alcuni dei costi di servizi professionali. Ad esempio, poiché Shopify si prende cura di quasi tutta la parte tecnica della Search Engine Optimization e dei requisiti tecnici per Pay Per Click, qualunque consulente di SEO o di PPC può passare direttamente al vero lavoro, piuttosto che sprecare tempo ad occuparsi di problemi tecnici di base (mi riferisco proprio a voi, canonical di Magento…).

Detto questo, impegnarsi a pagare una tariffa di sottoscrizione mensile, oltre al costo di qualsiasi altra Shopify App aggiuntiva, può rappresentare una spesa eccessiva per un negozio emergente.

WordPress, d’altra parte, può essere più conveniente di Shopify o più costoso in base alla vostra esperienza e al tempo che deciderete di investire. Poiché WordPress e WooCommerce sono gratuiti e supportati dalla comunità degli utenti, la vostro unica spesa inevitabile sarà la tariffa di hosting.

Le fatture di hosting dipendono dall’azienda che sceglierete, ma se gestite un sito di piccole dimensioni e date priorità al prezzo piuttosto che alla reputazione dell’azienda che offre il servizio, i vostri costi di hosting saranno pressoché irrisori con tariffe di appena €20 circa all’anno.

Breve nota – se avete bisogno di consigli, provate il mio test di hosting per WordPress.

WordPress è una piattaforma consolidata, con un’estesa comunità globale di talenti. Potrete scegliere tra decine di design gratuiti straordinari, oppure fare l’upgrade a un tema premium con prezzi che partono da appena 20 o 30 dollari.

Se poi volete spendere migliaia di euro per dare al vostro sito un look unico, le compagnie di design specializzate in WordPress sono centinaia in tutto il mondo.

Per uno sviluppo personalizzato, è possibile ottenere plug-in gratuiti e imparare da soli, oppure si può scegliere di assumere uno dei tanti consulenti o sviluppatori specializzati in WordPress attivi in tutto il mondo.

Per riassumere, con WordPress sarete voi a scegliere esattamente quanto spendere, con un range che può andare da zero a migliaia di euro. Dipende esclusivamente da voi. Con Shopify, avrete invece una spesa mensile di base più elevata: non sarà possibile ridurla, ma potrete decidere di passare ad un piano di pagamento maggiore.

Personalizzazione e facilità d’uso

Shopify è pensato appositamente per i proprietari di negozi online ed il team di sviluppo pone un grande impegno nel rendere il processo e l’installazione più semplici possibile.

Il sistema di amministrazione dispone di molte opzioni se si scava più in profondità, ma è focalizzato sulla facilità d’utilizzo, soprattutto per i proprietari di siti web alle prime armi.

Shopify Backend

Shopify consente di installare app ed estensioni dal loro App Store. Sono disponibili sia app gratuite che a pagamento, ma tutte sono di facile installazione e funzionamento garantito.

WordPress e WooCommerce sono di facile utilizzo, ma possono, d’altra parte, risultare opprimenti con le loro numerose opzioni. WordPress è infatti strutturato in modo da poter costruire qualsiasi tipo di sito web si desideri, incluso un negozio. Ma anche se non si necessita di blog o altri tipi di post personalizzati, queste opzioni saranno disponibili che le utilizziate o meno.

Woocommerce Default Settings

 

Dopo che avrete preso dimestichezza, seguendo alcuni grandi tutorial su WordPress o tutorial su WooCommerce, la piattaforma risulterà molto semplice da utilizzare, tuttavia, ha una curva di apprendimento più ripida di Shopify.

Strumenti per i contenuti

Shopify è costruito, sin dalle fondamenta, appositamente come piattaforma di e-commerce. Quindi tutti gli strumenti di sviluppo sono concentrati intorno al negozio ed i prodotti.

La piattaforma dispone di strumenti per la modifica di categorie, collezioni, pagine, pagine di prodotti, homepage, qualsiasi altro tipo di pagina che si desidera impostare e molto altro ancora. Fornisce uno strumento di blogging integrato e tutte le altre caratteristiche per soddisfare le esigenze esclusive della maggior parte dei titolari di compagnie di e-commerce e nient’altro.

Shopify Blog Post

Se desiderate concentrarvi su contenuti che vanno al di là della mera promozione e vendita di prodotti, Shopify non ve lo consentirà, perché non è programmato per questo (si pensi ad esempio a presentazioni interattive o personalizzate). Allo stesso modo, non è ad esempio possibile inserire un forum completo con discussioni e contenuti interattivi o qualunque altro tipo di contenuto che non sia tipicamente utilizzato nel mondo dell’e-commerce.

Al contrario, WordPress è un Content Management System completo con cui è possibile costruire qualsiasi cosa si desideri. Ha strumenti integrati per la gestione di blog e contenuti, ma può anche essere esteso per fare qualsiasi cosa da social networking, a prenotazioni e, davvero, tutto ciò che riuscite ad immaginare. Infatti, con WooCommerce potrete utilizzare diversi tipi di post personalizzati per creare svariate tipologie di pagine prodotto.

Strumenti SEO e Marketing

Gli strumenti SEO e marketing di Shopify sono solidi, integrati e semplici da usare, ma spesso non si estendono a casi limite, per i quali è richiesta la conoscenza del linguaggio di sviluppo della piattaforma. Per esempio, mi è capitato con un cliente di dover escogitare un modo per implementare canonical per collezioni incrociate attraverso Liquid.

Ma ad eccezione di casi straordinari, Shopify si prende cura di quasi tutto, inclusi strumenti tecnici avanzati quali Schema, Sitemaps e addirittura SSL. E tutti i consulenti di SEO possono tirare un sospiro di sollievo, perché Shopify gestisce automaticamente canonical e mark-up con Schema.

Permette i Redirect 301 di massa, ma per migrare un archivio di grandi dimensioni, avrete bisogno di un’applicazione a pagamento per caricare tutto in blocco e monitorare eventuali errori di crawling.

Inoltre, se ad esempio si desidera apportare modifiche alle canonical delle collezioni, è necessario comprendere a fondo il funzionamento di Liquid in modo da poter scrivere lo script per apportare tali modifiche.

Lo stesso vale anche per gli strumenti di Google AdWords e Facebook, Shopify consente un’implementazione avanzata ma, allo stesso tempo, veloce ed intuitiva: tutto, da Google Merchant Center, a Facebook Pixel, a Buyable Pins, ecc risulta di estrema facilità. Ma se avete dei casi particolari, dovrete lavorare con la piattaforma di Shopify e, magari, con un’estensione a pagamento.

Con WordPress è invece possibile fare tutto quello che si vuole grazie alla sua numerosissima famiglia di plug-in gratuiti e premium adatti ad ogni situazione.

Ad esempio, si può utilizzare Yoast SEO plugin, Redirection Plugin o qualsiasi altra estensione citata in questo post per prendersi cura di ogni singolo problema a cui si possa pensare.

Esistono anche intere aziende che si dedicano allo sviluppo di estensioni e plugin per WooCommerce estremamente specializzati. A tale riguardo leggete quest’articolo su un caso di diversi anni fa. È possibile eseguire Test A/B, condizionare la visualizzazione dei prodotti in base all’utente, ecc. L’unico limite è la vostra immaginazione.

WooCommerce Extensions

Ma come per l’hosting, la velocità e la sicurezza, siete voi gli unici responsabili del loro funzionamento complessivo. E se vedete lo schermo bianco della morte di WordPress ed il vostro sito va off-line a causa di plug-in incompatibili… avrete voi la responsabilità di riportare tutto online.

Design e Temi

Per quanto riguarda il web design, sia Shopify che WordPress offrono opzioni illimitate, non esiste un “design Shopify” o un “design WordPress”.

Entrambi consentono l’uso di CSS e dispongono di editor completi di progettazione web. Con WordPress, è possibile utilizzare PHP per modificare template oltre che CSS (se si desidera), mentre Shopify prevede l’uso di Liquid per entrambe queste operazioni.

Sia WordPress che Shopify offrono un market di temi e template preconfigurati. Entrambi dispongono di un numeroso gruppo di progettisti di talento che possono implementare qualsiasi design si desideri a seconda del proprio budget, oltre ad una vasta selezione di temi gratuiti installabili con un solo clic.

WordPress ha un leggero vantaggio nella progettazione poiché, come ho già detto, è possibile avere accesso di root al server, ma a parte questo, Shopify consente di sviluppare qualsiasi progetto web che si desideri.

Supporto tecnico

Il supporto tecnico è forse la più grande differenza tra WordPress con WooCommerce e Shopify.

Con Shopify potrete parlare direttamente con dei rappresentanti della compagnia che conoscono la piattaforma nei minimi dettagli e che possono anche effettuare il log-in al vostro account e controllare l’intera struttura del sito.

Con WordPress, avrete accesso al team di supporto dell’azienda di hosting. Tuttavia, anche se questo potrà aiutarvi a risolvere problemi tecnici di hosting, non è affatto scontato che sia in grado di aiutarvi con problemi specifici all’interno della vostra installazione di WordPress.

Tornado alla precedente analogia, WordPress è come la vostra casa: è possibile chiamare un idraulico in grado di risolvere un problema con le tubature, ma alla fine sei voi i soli responsabili dello stato dell’immobile.

Mentre con Shopify, l’impianto idraulico è fornito dal centro commerciale e la responsabilità di risolvere ogni tipo di problema ricade sul management dell’intera struttura.

Crescita e prospettive future

L’ultimo punto da considerare riguarda l’eventuale crescita del vostro negozio e le prospettive per il futuro.

Poiché Shopify è una piattaforma proprietaria, dovete considerare attentamente se desiderate che diventi una soluzione a lungo termine man mano che il vostro negozio cresce. Shopify viene utilizzato da negozi di tutte le dimensioni, dai piccoli punti vendita che offrono un singolo prodotto, fino alle grandi aziende che utilizzano la versione Enterprise del software. È una società quotata, con stabilità finanziaria, ma resta comunque una società privata, non una comunità open-source.

E se un giorno deciderete di lasciare la piattaforma (o Shopify dovesse fallire), potrete esportare i dati dei vostri prodotti e contenuti, ma perderete tutto il resto.

WordPress è invece open-source e supportato dalla comunità degli utenti e, dal momento che avete completo accesso al vostro database, potete esportare, riformattare e fare tutto quello che desiderate con tutti i vostri dati: è vostro al 100% e totalmente a vostra disposizione.

Tornando all’analogia con gli immobili, se decidete di aprire un negozio in un centro commerciale, tutto ciò di cui siete realmente in possesso è  la roba all’interno (prodotti, mobili, attrezzature, ecc.). Quindi non affezionatevi all’insegna, o all’architettura, o qualsiasi cosa relativa all’edificio in sé, perché nulla potrà venire via con voi. Non si tratta né di un difetto, né di un vantaggio, semplicemente di qualcosa da tenere in considerazione.

Uso combinato di WordPress e Shopify

C’è un ulteriore aspetto da considerare in un confronto tra WordPress e Shopify e si tratta del fatto che è tecnicamente possibile utilizzare WordPress e Shopify insieme in due diversi modi.

La prima opzione è di utilizzare Shopify come “negozio” e WordPress per il resto del vostro sito web o blog.

L’esempio più comunemente utilizzato è di un blogger o un sito di divulgazione che utilizza WordPress per articoli e contenuti, ma vuole aprire un negozio online con Shopify piuttosto che WooCommerce.

Non è possibile utilizzare Shopify e WordPress insieme direttamente nello stesso subdomain, poiché Shopify è una piattaforma completamente ospitata, mentre con WordPress bisogna affidarsi a server di hosting di terze parti.

Se vorrete usarli insieme, dovrete avere ogni iterazione del vostro sito su uno specifico subdomain. Ad esempio, potreste avere shop.vostro-domino.com per il negozio Shopify e www.vostro-dominio.com per il blog WordPress.

La questione principale da considerare è in che modo fornire un’esperienza unificata tra negozio e blog in relazione a design, analisi, ecc., unificando il monitoraggio di ogni paramentro nei due sotto-domini. L’impostazione di questo tipo di operazioni richiede una certa pianificazione e, nella pratica, di mantenere due diversi siti web. È possibile quindi utilizzare Shopify e WordPress insieme, ma si dovrà scendere ad una serie di compromessi che potrebbero moltiplicare i vostri problemi piuttosto che risolverli.

Lo scenario più probabile è che voi siate principalmente blogger o proprietari di un sito web costruito con WordPress e vogliate aprire un negozio separato. L’e-commerce è un’attività supplementare, non una parte fondamentale del vostro sito (ad esempio un blogger che vende merchandising). In questo caso, avere un negozio Shopify in un sotto-dominio “shop.” potrebbe funzionare: ciò di cui avete bisogno è un design simile al sito originale, ma non necessariamente di una corrispondenza esatta, poiché il “negozio” resta un’entità separata.

Al contrario, se siete principalmente proprietari di un sito di e-commerce, non credo che utilizzare WordPress in un sotto-dominio (ad esempio, “blog.”) valga i vostri sforzi. Gli strumenti di blogging di Shopify offrono generalmente tutte le funzionalità necessarie per la maggior parte delle strategie di contenuto che si desidera pianificare, inoltre resta sempre preferibile avere i contenuti nello stesso sotto-dominio del negozio.

La seconda opzione è di utilizzare Shopify per l’inventario, il check-out e i pagamenti senza l’opzione di negozio online.

Shopify ha infatti un piano Lite al prezzo di 9 dollari al mese che non include un negozio online, ma solo inventario e pagamenti. È pensato per chi vende i propri prodotti attraverso una moltitudine di canali diversi, ma ha bisogno di un unico luogo da cui gestire tutte le vendite.

Shopify Lite

Con Shopify Lite, otterrete un piccolo frammento di codice da inserire sul vostro sito web, pagina Facebook, profilo Twitter, ecc., che consente di eseguire l’intera procedura di pagamento con un semplice pulsante. Se vendete attraverso numerosi canali, tra cui il vostro sito costruito con WordPress, ma non volete gestire un negozio online completo (con pagine di prodotti, collezioni, ecc.), potrete acquistare Shopify Lite e inserire il codice sul vostro sito WordPress.

Prossimi passi e risorse correlate

Se state avviando un negozio online, sia Shopify che WordPress con WooCommerce sono scelte eccellenti.

Se non avete problemi con l’amministrazione di un sito web, desiderate controllare e personalizzare tutto, o se siete più a vostro agio con WordPress, allora dovreste dare un’occhiata a WooCommerce e assicuratevi di usare il mio tutorial all’installazione di WordPress per e-commerce per saperne di più.

Se invece non volete nemmeno pensare al lato tecnico della gestione di un negozio online e desiderate concentrarvi solo sulla vendita, sul marketing e sull’inventario, allora provate Shopify gratis cliccando qui.

E qualunque scegliate, assicuratevi di leggere il mio piano di inbound marketing per titolari di e-commerce.

8 motivi per aprire il vostro negozio online con Shopify

// Nota dell’editore //

Questo post del 2012 è in fase di aggiornamento al 2017. Sebbene risulti ancora piuttosto utile, ha bisogno di una rinfrescata.

Si prega di leggere i seguenti post correlati:

    • Recensione di Shopify: pro e contro
    • Shopify contro WordPress più WooCommerce
    • Shopify contro Etsy
    • Shopify contro BigCommerce
    • Piattaforme di e-commerce: guida alla scelta
  • Test: qual è la piattaforma di e-commerce adatta a te?

// Fine nota //

Vi ho recentemente parlato di come scegliere una piattaforma di e-Commerce e delle ragioni per cui utilizzare WordPress a tale riguardo. E come ho detto in entrambi i casi, a volte la soluzione preconfezionata e pronta all’uso è la migliore.

Fra le tre maggiori piattaforme di e-Commerce BigCommerce, Volusion, e Shopify, amo davvero lavorare con l’ultimo di questi, tanto che ho anche avuto un negozio Shopify per circa un anno.

Ecco perché dovreste scegliere una soluzione preconfezionata usando Shopify come esempio e/o raccomandazione. 8 motivi per scegliere una soluzione preconfezionata come Shopify

1. Tutto funziona alla perfezione

Poiché Shopify (come altre piattaforme) è interamente costruito da un’unica compagnia, tutte le sue componenti lavorano insieme perfettamente. Simile a come Apple progetta e produce software e hardware in modo che tutto funzioni all’unisono, Shopify costruisce il sito web, il carrello, il sistema di pagamento e l’inventario e tutto viene sincronizzato senza problemi.

2. Dimenticate la parte tecnica

A meno che non si utilizzi WPengine per l’installazione di WordPress, sarete voi responsabili di sicurezza, velocità di navigazione e hosting. Con Shopify tutto questo è già incluso e preconfigurato da professionisti: il vostro negozio sarà veloce, sicuro e ben progettato.

3. Decine di gateway di pagamento

La gestione dei pagamenti è di gran lunga il maggior grattacapo di ogni amministratore di negozi online. Se il vostro negozio è ospitato da WordPress, o da un’altra piattaforma come Magento, è di solito necessario comprare estensioni aggiuntive per ogni gateway.

Con Shopify l’inserimento di quasi tutti i gateway di pagamento sarà un gioco da ragazzi.

4. Procedure di amministrazione facili

Shopify BackendIn qualità di proprietario di un negozio, spenderete la maggior parte del vostro tempo nell’amministrazione del sito web, impostando le componenti, aggiungendo prodotti e servendo i clienti. Shopify ha un sistema di gestione incredibilmente semplice che rende le vostre mansioni amministrative facili e intuitive.

Personalmente, sono un grande fan della funzione che permette di incollare dati analitici, delle impostazioni a tendina e della lista di controllo di set-up. Cliccate sull’immagine sopra per visualizzarla a dimensioni originali.

5. Assistenza professionale

A differenza di WordPress e altre piattaforme open-source che fanno affidamento sulla comunità degli utenti per il supporto (il che può implicare tempi molto lunghi), Shopify ha un team di assistenza dedicato che, a giudicare dai commenti sulla loro pagina Facebook, fornisce un supporto tecnico rapido, efficace ed esaustivo.

6. Grande comunità di sviluppatori e professionisti di terze parti

Shopify incoraggia ed incentiva sviluppatori, designer e consulenti a conoscere la piattaforma (come ShivarWeb).

Che abbiate bisogno di un’applicazione specializzata aggiuntiva, di un progetto personalizzato o di migliorare il marketing, Shopify dispone di esperti selezionati per aiutarvi.

7. Prezzi competitivi

Sul lungo periodo, Shopify può essere costoso, ma è un ottimo affare a breve termine e per negozi emergenti. Non avrete infatti grossi costi di sviluppo da sostenere all’avvio del sito, le uniche spese che affronterete riguardano l’abbonamento mensile che partirà da soli 29 dollari.

È prevista però una commissione sulle transazioni per i negozi più piccoli, che viene però rimossa quando il negozio raggiunge maggiori dimensioni e passa a tariffe mensili più elevate. Nel complesso, è però strutturato in modo da non costringere mai ad un grosso investimento una tantum, consentendovi di destinare il vostro budget all’inventario. Un ottimo compromesso, senza la necessità di un contratto cartaceo.

Per esperienza personale infatti, quando io e mio fratello abbiamo deciso di trasformare il nostro negozio online in un sito di divulgazione, non abbiamo perso alcun enorme costo anticipato per lo sviluppo, abbiamo semplicemente annullato il nostro abbonamento mensile.

8. Strumenti integrati per ogni esigenza

Che si tratti di blog, codici promozionali, up-sell, cross-sell, analisi o gestione dell’inventario, Shopify dispone di una suite di strumenti completa per aiutarvi a concentrare l’intero processo di vendita in un unico luogo. Non dovrete più andare alla caccia dello strumento adatto,è molto probabile che sia già disponibile.

Iniziate subito

Cliccate qui per provare Shopify gratuitamente.

Non siete sicuri che Shopify sia la scelta giusta? Leggete gli 8 motivi per scegliere WordPress come piattaforma di e-commerce e scoprite come mettere a punto in vostro negozio online con WordPress.

 

COME MIGLIORARE GRATUITAMENTE IL PROPRIO SITO WEB CON SUMOME

Sapevi che esiste una suite di strumenti gratuita che può trasformare il tuo sito WordPress in una macchina da marketing in grado di generare alto traffico? Installando uno o più tool di questo set, non solo riuscirai a raccogliere più indirizzi e-mail, ma genererai anche più lead e condivisioni sui social.

Inoltre, SumoMe ti aiuterà a capire meglio come i visitatori interagiscono con il sito e i suoi contenuti, su quali elementi cliccano e fin dove scorrono le pagine.

Se t’interessa l’idea di ottimizzare e aggiornare il tuo sito WordPress per attirare più visitatori e aumentare il tasso di conversione, allora la suite di strumenti SumoMe potrebbe fare al caso tuo.

sumome

Leggi la nostra guida se vuoi saperne di più su questo plugin e scopri quali componenti aggiuntivi potresti utilizzare sul tuo sito web.

Contents

  • 1 SumoMe: The Highlights
  • 2 Getting Started with SumoMe
  • 3 Premium Options
  • 4 Conclusion

SumoMe: caratteristiche principali

Sebbene la suite di SumoMe possa essere usata su qualsiasi sito web, gli utenti WordPress sono fortunati, poiché dovranno semplicemente installare il plugin principale e, successivamente, attivare le singole app o i moduli che desiderano utilizzare.

Le componenti di SumoMe vengono costantemente aggiornate e, inoltre, vengono sempre aggiunte nuove app. Una volta installato, il plugin include nove strumenti principali:

  • List Builder: genera un popup con un modulo opt-in
  • Scroll Box: genera un popup con un modulo slide-in
  • Smart Bar: crea un banner nella barra di intestazione con modulo opt-in opzionale
  • Share: si tratta di pulsanti di condivisione social
  • Image Sharer: sono pulsanti di condivisione social per immagini
  • Highlighter: permette di condividere parti del testo
  • Content Analytics: serve per scoprire in che punto della pagina i visitatori smettono di leggere.
  • Heat Maps: ti permette di vedere dove cliccano gli utenti in tempo reale.
  • Contact Form: raccoglie i messaggi dei lettori con protezione anti-spam integrata.

Il fiore all’occhiello della suite sono gli strumenti per far aumentare gli iscritti alla newsletter: List Builder e Scroll Box. Esistono anche delle alternative a questi tool, ma sono contenuti nelle versioni premium di plugin molto più costosi, come OptinMonster. È proprio questo fattore, insieme alla possibilità di creare sia popup con effetto lighbox, sia moduli slide-in e opt-in, che rende SumoMe un’alternativa gratuita molto interessante.

SumoMe List Builder

Un altro vantaggio è rappresentato dai trigger che innescano il modulo popup, i quali sono particolarmente avanzati. Infatti, a seconda delle impostazioni selezionate, i moduli verranno visualizzati solo al momento opportuno, consentendo di ottenere il massimo numero di iscrizioni senza risultare invasivi.

Se vuoi ampliare la tua lista email e trasformare i tuoi visitatori occasionali in iscritti, List Builder è lo strumento più efficace, poiché permette di inserire popup con moduli opt-in nel tuo sito WordPress.

Sebbene far crescere il numero di iscritti sia un’attività fondamentale, è molto più importante far sì che il proprio sito web diventi una macchina in grado di generare molte conversioni. Per questo motivo, Content Analytics e Heat Maps sono tool imprescindibili.

SumoMe Add Content Analytics

Il primo mostra esattamente fin dove gli utenti scorrono le pagine del sito. Chi crea contenuti spera sempre che i visitatori leggano ogni parola degli articoli pubblicati. Purtroppo, la maggior parte di essi spesso abbandona le pagine prima di arrivare alla fine, anche se gli articoli sono ben scritti.

Sapere fin dove arriva a leggere la maggior parte degli utenti permette di correre ai ripari inserendo dei tasti call-to-action nei punti che ricevono più visite. Così facendo, i lettori potranno leggere il contenuto e, successivamente, saranno invitati a interagire con il sito, ad esempio cliccando un link per acquistare un prodotto o iscrivendosi ai servizi.

SumoMe Add Heat Maps

Anche Heat Maps permette di ottimizzare il proprio sito web mostrando quali link vengono cliccati e quali no. Grazie a questa informazione e apportando i cambiamenti necessari, è possibile aumentare il numero di visitatori indirizzandoli sulle pagine più importanti.

Inoltre, Heat Maps permette di scoprire quali altri elementi, oltre ai link, ricevono più clic. Trasformando tali parole in collegamenti ipertestuali, è possibile reindirizzare i visitatori sulle pagine che stanno cercando.

Installazione e primi passi

Il plugin può essere installato direttamente sul proprio sito. Una volta attivato, sarà necessario registrarsi per ottenere un account gratuito. Fortunatamente l’operazione richiede solo pochi minuti.

SumoMe Add Plugin

A questo punto, dal front-end, basta cliccare sull’icona mobile per visualizzare le applicazioni e i moduli (a pagamento e non) disponibili nel Sumo Store, dove vengono divisi per tipologia.

SumoMe Store

Una volta abilitate le app desiderate, sarà possibile configurarle sul proprio sito web utilizzando le opzioni di personalizzazione.

Opzioni Premium

Oltre alla vasta gamma di strumenti gratuiti che permettono di generare più traffico e di far crescere la propria email list, il plugin offre anche alcuni aggiornamenti premium.

Sebbene l’upgrade a SumoMe Starter non sia strettamente necessario è comunque un investimento che vale la pena considerare, poiché dà la possibilità di nascondere l’icona mobile ai visitatori. Inoltre, per soli 10 $ al mese, si avrà accesso all’assistenza premium via mail qualora si verificassero dei problemi nel sito.

Se noti che il plugin ti sta effettivamente aiutando a far crescere sia la tua attività sia il numero degli iscritti, allora potresti farci un pensierino e acquistarlo.

Conclusioni

Le app di SumoMe sono usate da più di due milioni di siti web, compresi dei colossi al pari di Airbnb e Social Media Examiner.

Questo non solo significa che è molto improbabile che il prodotto sparisca dal mercato, ma anche che gli sviluppatori sono in grado di raccogliere enormi quantità di dati su come vengono utilizzate le app. Grazie a queste informazioni, saranno in grado di creare grafiche e pulsanti capaci di generare tassi di conversione molto elevati. Migliorando questi dettagli, il servizio potrà garantire risultati migliori.

Se vuoi aggiungere gratuitamente moduli opt-in sul tuo sito e generare più conversioni, la suite di SumoMe è una soluzione efficace che sta rapidamente diventando un must.

La guida definitiva di SISTRIX, lo strumento per una SEO di successo

SISTRIX ha così tante funzionalità che potrei analizzarlo sotto molti punti di vista; tuttavia, oggi mi soffermerò sugli elementi che sono fondamentali per la SEO. Se stai cercando uno strumento per confrontare il tuo sito con quelli della concorrenza in base alla visibilità nella SERP, monitorando al contempo i cambiamenti delle parole chiave nei ranking e scoprendo potenziali backlink, SISTRIX farà sicuramente al caso tuo.

Dopo averlo provato per parecchio tempo, sono lieta di condividere con te le funzionalità che reputo più utili dal punto di vista della SEO.

Nella mia recensione analizzerò sei funzionalità ordinate per grado di utilità:

  • Divisione delle quote di mercato
  • SEO
  • Ricerca delle parole chiave
  • Come scalare la classifica SERP
  • Come trovare nuovi backlink
  • Origine dati dei link

Che cos’è SISTRIX?

Creata da un’azienda tedesca nel 2008, SISTRIX è una suite di strumenti per la SEO che sta diventando sempre più conosciuta in tutta Europa.

In qualità di membro del team SEO di Koozai, ho avuto la fortuna di partecipare ad alcuni corsi di formazione offerti da SISTRIX. Ho quindi deciso di scrivere un post per chi vuole sfruttare al massimo questo strumento. Ho selezionato solo le funzionalità che reputo più utili, anche se questo post potrebbe durare all’infinito perché ogni modulo è zeppo di caratteristiche molto interessanti!

L’indice di visibilità

Sebbene SISTRIX offra vari strumenti, la sua funzione principale riguarda l’indice di visibilità, ovvero un punteggio che determina quanto è visibile un dominio all’interno delle SERP di Google relative a un dato paese. Questo indice è particolarmente utile per valutare l’andamento delle attività di SEO, in quanto permette di confrontare il proprio dominio con quelli della concorrenza e di analizzare gli effetti degli aggiornamenti dell’algoritmo di Google su un dato dominio.

L’indice di visibilità viene calcolato due volte a settimana, una per le ricerche da dispositivi mobili e l’altra per quelle da PC, usando milioni di keyword differenti presenti nelle prime 100 posizioni della SERP. SISTRIX monitora i dati delle parole chiave per tutta la settimana; successivamente calcola i risultati durante il fine settimana e, infine, pubblica i dati il lunedì successivo. Il motivo per cui vengono monitorate milioni di parole chiave è il seguente:

Si tratta di un campione sufficiente per analizzare il comportamento di ricerca degli utenti in un dato paese. Il 10% del totale è composto da parole chiave correnti (ad esempio “Campionati europei 2016″), mentre il resto delle keyword rimane invariato. Una volta a settimana vengono analizzati 100 milioni di punti dati (1.000.000 x 100), i quali costituiscono la base dell’indice di visibilità”. Per maggiori informazioni sull’indice di visibilità, visita il sito di SISTRIX.

Per il momento, l’azienda si concentra esclusivamente su Google, ma ha annunciato che in futuro verranno aggiunti altri motori di ricerca. Quali sono le funzionalità principali di SISTRIX?

La toolbox è costituita da sei moduli:

SEO SISTRIX Tools

Non mi soffermerò su ognuno di essi, ma analizzerò solo le caratteristiche che ho trovato più utili per la SEO.

Uno dei motivi principali per utilizzare SISTRIX da questo punto di vista è la possibilità di conoscere il posizionamento delle keyword nella SERP e di visualizzare i dati dei link sia cronologicamente sia in tempo reale. La suite include una funzionalità molto utile che consente di sapere quando viene aggiornato l’algoritmo di Google e di vedere come varia di conseguenza la classifica, proprio come fa Panguin Tool (vedi il primo screenshot qui sotto) Nel grafico, sono presenti anche dei contrassegni detti “pin evento”; oltre a quelli creati automaticamente dal tool, gli utenti possono crearne di propri per indicare quando sono stati pubblicati nuovi contenuti, quando è stato rilanciato il sito, ecc.

A che cosa serve SISTRIX?

Sono molte le figure professionali che possono beneficiare di questo strumento, tra cui:

  • Seo executive
  • Content executive
  • Proprietari di siti web
  • PR
  • Brand Manager
  • Web developer

E il costo?

Da questo punto di vista, SISTRIX offre prezzi competitivi, poiché consente di acquistare solo i moduli che si desiderano.

Le informazioni complete sul tariffario sono disponibili sulla home page del sito, nella sezione “Sei moduli”. Il tool ha anche una versione di prova gratuita.

I moduli

Ogni modulo offre vari vantaggi:

  • SEO” consente, tra le varie cose, di analizzare e ottimizzare i risultati organici.
  • Universal” analizza i risultati della Ricerca Universale, come fotografie, notizie, video, ecc.
  • Link” indica i backlink del tuo sito e quelli dei tuoi competitor.
  • Ads” analizza le AdWords e le campagne banner di un sito web.
  • Social” analizza i social signal dei principali social media: Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest e Google+.
  • Optimizer” è un modulo di analisi on-page per i set di parole chiave.

Rapporti

Iniziamo da uno degli elementi più importanti di questa toolbox. SISTRIX consente di monitorare costantemente il proprio dominio sotto diversi punti di vista che l’utente può scegliere per avere un’idea generale della situazione settimana dopo settimana.

Una volta inseriti i parametri desiderati, verrà generata una panoramica che ci verrà inviata sotto forma di rapporto PDF a cadenza settimanale.

Se gestiamo più account contemporaneamente e non abbiamo tempo di seguirli individualmente, possiamo creare un modello a partire da un rapporto in cui inseriremo solo i parametri che intendiamo analizzare. Tuttavia, SISTRIX consente di generare un numero di rapporti limitato per gli utenti che hanno il piano Free. La Toolbox ne offre dieci ma, se abbiamo anche il modulo “Optimizer”, possiamo aggiungerne un extra pari al numero massimo di progetti che abbiamo a disposizione. Se ce ne servono ancora, basta contattare l’assistenza clienti tramite telefono o email. Per quanto riguarda le dimensioni dei rapporti, SISTRIX ha impostato il limite massimo di elementi che è possibile aggiungere a 25, pertanto conviene sceglierli bene. Chi deve monitorare più domini contemporaneamente, risparmierà sicuramente tempo e risorse, soprattutto perché i rapporti vengono inviati automaticamente tramite email).

In fondo alla pagina, sono presenti le impostazioni che consentono di eseguire varie azioni, tra cui rinominare un rapporto, eliminarlo, aggiungere le autorizzazioni e gli indirizzi e-mail di chi può visualizzarlo e cambiare la frequenza di invio.

Di seguito, viene riportato un rapporto che mostra l’evoluzione della SERP nel corso di un mese:

SISTRIX Asos Report

Nel resto del post, parlerò degli aspetti più importati di SISTRIX per un SEO, ovvero quali dati vengono mostrati e come analizzarli.

Come si usa SISTRIX?

Come accennato prima, spiegherò quali sono i vantaggi di questo strumento per un SEO o per il proprietario di un sito web. Cominciamo dalle basi. Il modo migliore per capire come funziona SISTRIX è il seguente: accediamo al servizio e digitiamo l’indirizzo del dominio (senza “www.”) da analizzare, inserendo anche la bandiera del paese che ci interessa. A questo punto verrà mostrata la panoramica:

Asos Overview

Per prima cosa, guardiamo il grafico più grande, che mostra l’indice di visibilità del dominio (in questo caso abbiamo scelto asos.com come esempio).

Visibility Index

L’indice di visibilità è basato su un milione di parole chiave, le quali mostrano il comportamento di ricerca degli utenti del paese di riferimento (nel nostro caso, il Regno Unito). Per ottenere il massimo da SISTRIX, consiglio di tenere d’occhio ogni settimana le prime 100 posizioni di ciascuna delle keyword analizzate al fine di capire, in primo luogo, se il sito ha un ranking alto e, in secondo luogo, qual è la frequenza mensile con cui vengono cercate le parole chiave in questione. Quest’ultima informazione è importante perché le keyword hanno un peso diverso all’interno del set in cui sono inserite a seconda del numero di ricerche effettuate.

Dai dati ottenuti è possibile ricavare una formula il cui risultato è l’indice di visibilità, che può essere inteso come un’unità di misura e ha numerose funzioni. Gli utenti possono vedere sia l’evoluzione sia il probabile andamento futuro della visibilità di un sito a partire dal 2010, data in cui è stato creato SISTRIX.

Nel nostro caso, vediamo che, nel Regno Unito, ASOS ha guadagnato terreno da ottobre 2010 al 2015 e ha subito una lieve riduzione nel 2016. Inoltre, notiamo che a novembre 2012, il brand ha rinnovato il template del sito aggiungendo la pubblicità nell’area sopra il fold. Questo evento viene indicato nel grafico con la lettera “A”.

La visibilità di ASOS è passata da 61,094 (ottobre 2010) a 120,47 (data attuale), generando un aumento piuttosto consistente. Il grafico mostra anche quale potrebbe essere, nei mesi a venire, l’andamento della visibilità del sito per determinate parole chiave presenti nella SERP.

Che cosa significa avere un indice di visibilità del 120,47?

Il passo successivo è confrontare l’indice di visibilità di ASOS con quello dei competitor per vedere se lo influenzano e se, in generale, si tratta di un buon risultato. A tale scopo, useremo l’indice che abbiamo ottenuto come punto di riferimento.

Facciamo clic sull’icona a forma di ingranaggio della sezione “Indice di visibilità” e selezioniamo “Aggiungi al rapporto”. La panoramica che visualizzeremo serve per capire dove si trova approssimativamente il nostro sito all’interno della SERP, per cui la salveremo come “Cockpit ASOS”. Non ci resta che aprire il rapporto che abbiamo generato.

Se torniamo alla sezione “Indice di visibilità” e selezioniamo “Confronta i dati nel grafico”, possiamo inserire un massimo di tre domini appartenenti alla concorrenza, sempre omettendo “www.” e “http”.

A questo punto, verrà generato un confronto come nell’esempio che segue:

Asos Competitors In Visibility Index

Al fine di contestualizzare i dati ottenuti, è importante confrontare il proprio indice con quello di più competitor possibili. L’asse Y mostra che ASOS ha un ranking compreso tra 0 e 146,07 (si tratta di una supposizione basata sul confronto con altri domini). Più domini aggiungiamo, più il risultato tende a cambiare; tieni a mente che il brand con maggiore visibilità genererà picchi più alti nel grafico. L’asse X, invece, indica come varia la quota di mercato di ASOS nella SERP nel corso del tempo.

Come si analizzano le quote di mercato

Se la quota di mercato di ASOS all’interno della SERP non è particolarmente alta, il nostro brand dovrà analizzare le strategie messe in atto dalla concorrenza, come topshop.com, per cercare di acquisire maggiore visibilità. Possiamo chiaramente vedere che ASOS ha una posizione dominante rispetto ai tre competitor che abbiamo scelto ma, come c’era da aspettarsi, ci sono stati degli alti e bassi. Sebbene il competitor verde sembri superare gli altri due, in realtà non è così: se guardiamo i dati sotto il grafico (vedi tabella che segue), ci accorgiamo che i suoi numeri sono compresi approssimativamente tra 10 e 30. A questo punto, possiamo anche dedurre che le attività della concorrenza influenzano la visibilità di ASOS e viceversa.

Sistrix Market Share

Tuttavia, queste quattro marche hanno un denominatore comune: tutte le parole chiave per cui sono in classifica e grazie alle quali riescono a parlare del proprio prodotto fanno parte delle stesse categorie. Inoltre, poiché le loro posizioni in top 10 sono poche, ASOS può vedersi penalizzato se un altro brand mette in atto delle strategie più efficaci. Nel nostro caso, un esempio di quanto detto finora è avvenuto a novembre 2012 e ad agosto 2015: ASOS aveva perso visibilità, innescando una reazione a catena che ha interessato tutta la concorrenza. Qui sotto possiamo vedere come questo calo abbia danneggiato il brand e, contemporaneamente, abbia favorito un competitor che aveva una visibilità maggiore.

Asos Competitor Visibilty Index

Ciò ha avuto delle ripercussioni sui domini meno visibili (tra cui quello di ASOS). Questo esempio ci fa capire che dobbiamo analizzare i competitor che sono più forti del nostro sito, tenendo in considerazione sia i loro backlink sia i loro contenuti, per vedere se possiamo emulare le loro strategie e riuscire ad aumentare la nostra quota di mercato.

Che altro possiamo fare con SISTRIX?

Se pensi che sia finita qui, ti sbagli. A questo punto, dobbiamo vedere se esiste un competitor che controlla una fetta di mercato ancora più grande di chi primeggia nella SERP.

In alternativa, se questo compito non è abbastanza specifico per la tua situazione, puoi creare il tuo set di parole chiave e calcolare l’indice di visibilità del tuo sito. Il modo migliore per arrivare a un risultato affidabile è quello di fare entrambe le cose, poiché avresti un set più rappresentativo.

Man mano che procediamo con l’analisi della toolbox, ti consiglio di aggiungere tutte le informazioni che vediamo al rapporto.

Che domande dobbiamo farci una volta che conosciamo l’indice di visibilità?

  • Qual è la differenza tra la nostra quota di mercato nella SERP e quella dei nostri competitor?
  • Come ci influenza la concorrenza?
  • E come la influenziamo noi?

SEO

Oltre ad utilizzare un punto di riferimento o un indicatore chiave di prestazione, è bene analizzare la propria situazione in base al posizionamento in classifica. A tal proposito, andiamo nella sezione “SEO” e selezioniamo “Cambiamenti di ranking”. Verrà visualizzata una schermata simile a questa:

Sistrix Ranking Changes

Facciamo subito una precisazione: le parole chiave che vengono presentate non sono tutte quelle per cui ASOS è in classifica, ma solo quelle che hanno contribuito a migliorarne il posizionamento.

Il grafico mostra le posizioni che hanno guadagnato le keyword; la sezione “Competitor”, invece, indica quanto siano volute dalla concorrenza; infine, il traffico ci fa capire quanto siano state ricercate. In un certo senso, anche queste informazioni rappresentano un indizio: se la nostra visibilità è aumentata, è bene sapere perché è successo. A questo punto, dovremo eseguire una serie di controlli ogni settimana: se abbiamo guadagnato posizioni nella SERP grazie a una keyword, dovremo ottimizzare le pagine in cui figura usandola il più possibile; sfruttando al massimo l’aumento di ricerche, saremo in grado di acquisire maggiore visibilità. SISTRIX permette anche di vedere se stiamo perdendo terreno, segnalandoci le aree in cui possiamo migliorare.

È qui che il software dà il meglio di sé, perché permette di vedere l’evoluzione di una determinata parola chiave all’interno della SERP a partire dal 2010. Questa funzionalità è assolutamente impagabile e rende SISTRIX superiore rispetto agli altri strumenti che ho provato, soprattutto perché gestisco più account contemporaneamente. La cosa più importante dal punto di vista della SEO è la funzionalità ‘Cambiamenti di ranking’, che ci permette di vedere quali pagine erano in classifica grazie alle parole più ricercate; qualora non lo fossero più, dovremo iniziare a chiederci perché. Facciamo un altro esempio:

Sistrix Ranking Changes

SISTRIX consente di cercare anche parole chiave specifiche in un dato sito e di vedere, tra le altre cose, i cambiamenti in classifica, le nuove keyword più popolari, quelle che non lo sono più, la nuova top 10 (vedi menu a tendina evidenziato nell’immagine qui sotto).

Anche queste informazioni possono essere aggiunte nel rapporto settimanale.

Sistrix Asos Ranking Changes

Ricerca delle parole chiave

Nella sezione precedente abbiamo spiegato come iniziare a cercare le keyword con SISTRIX. Ora è giunto il momento di vedere quali parole chiave usano i clienti per ricercare i nostri prodotti o servizi, mettendo in luce quali sono i nostri competitor più in vista. Possiamo dedurre questa informazione dal grafico dell’indice di visibilità di cui abbiamo parlato all’inizio di questo post.

Una volta identificato il nostro competitor, digitiamo il dominio del suo sito nella barra di ricerca che si trova nella panoramica. Come mostrato in precedenza, nel caso di ASOS si tratta di John Lewis. A questo punto, facciamo clic su “Keyword” nella sezione “SEO” per ordinare i dati in base al traffico. Otterremo una lista delle parole chiave grazie alle quali John Lewis si trova più in alto nella SERP del Regno Unito, alla quale aggiungeremo anche le keyword più ricercate. Queste sono le parole che ASOS dovrà usare per ottimizzare le sottopagine del sito e, conseguentemente, attrarre più clienti. La procedura che abbiamo appena svolto può essere effettuata contemporaneamente su un numero illimitato di domini.

E adesso?

Una volta ottimizzate le sottopagine, potremo monitorare il successo del nostro intervento utilizzando ancora una volta la funzionalità “Cambiamenti di ranking”. Con i dati che raccoglieremo, potremo fare varie cose, ad esempio creare una nuova strategia per salire ancora di più in classifica o vedere come aumenta il ranking delle keyword identificate in precedenza.

A questo punto, siamo pronti per una terza ricerca: identificare il potenziale delle parole chiave. Riprendendo l’esempio fatto in precedenza, digitiamo ancora una volta il dominio di ASOS nella barra di ricerca, selezioniamo la bandiera inglese e facciamo clic su “Panoramica” sotto la voce “SEO”. Concentriamoci sul grafico contrassegnato come “Cronologia delle parole chiave”.

L’area rossa mostra quante keyword occupano le prime 100 posizioni nella SERP; quella blu, le parole chiave che sono in top 10. La situazione ideale è avere una preponderanza di area blu. Nel nostro caso, ASOS è rilevato su più di 20.500 parole, ma solo 10.000 rientrano nei primi risultati mostrati da Google. Pertanto, sarà necessario apportare dei cambiamenti per ridurre l’area rossa e far sì che tutto il set di parole chiave rientri in quella blu.

Competitor Keyword History

Come possiamo salire in classifica?

Andiamo su “Keyword” nella sezione “SEO” e selezioniamo “Traffico” vicino alla voce “Concorrenza”. A questo punto, dobbiamo verificare che le parole chiave a sinistra siano collegate con l’URL giusto e, qualora non lo fossero, apportare delle modifiche. Come abbiamo detto in precedenza, una volta ottimizzate le pagine, è necessario monitorare la situazione con la funzione “Cambiamenti di ranking”. In sintesi, ecco cosa dobbiamo fare:

  • Ricercare le keyword
  • Controllare le nuove keyword
  • Lavorare sulle keyword correnti
  • Verificare che il dominio salga nella SERP grazie a queste keyword

Così facendo, identificheremo le potenziali parole chiave che non stiamo ancora usando. L’obiettivo finale è creare un processo che ci permetta di gestire più client e siti web contemporaneamente.

Come trovare nuovi backlink

Digitiamo l’URL del sito che ci interessa, selezioniamo la bandiera e facciamo clic su “Panoramica” sotto la voce “Links”; successivamente, selezioniamo “Attiva LinkPlus” per mostrare tutti i dati.

SISTRIX è in grado di visualizzare la struttura dei backlink in modo rapido, per cui l’operazione non richiederà molto tempo.

A questo punto, apparirà questa schermata:

Backlink Structure

Backlinks

Nell’angolo in alto a sinistra, viene indicato il numero di backlink (nel nostro esempio sono 1,42 milioni). Per visualizzare i risultati ordinati secondo l’indice di visibilità del dominio di riferimento, basterà andare su “Domini di riferimento” sotto “Links” e poi fare doppio clic su “Indice di visibilità”.

Referring Domains

Per il momento, possiamo ignorare WordPress e Tumblr, sebbene offrano informazioni preziose. Se facciamo clic sul segno più (+) accanto a ciascuno dei domini di riferimento, verranno mostrate le seguenti informazioni:

  • Che tipo di link è: si tratta di link testuali (nell’esempio, potrebbe essere The Telegraph).
  • Se ha valori follow, nofollow, ecc.
  • Da che pagina del dominio di riferimento proviene
  • A che pagina del sito rimanda
  • Informazioni sull’host
  • Informazioni sull’IP

L’analisi approfondita dei backlink ci permette di selezionare quelli migliori, sebbene sia un’attività che svolgeremo comunque per rimuovere quelli non naturali e quelli spam.

Credo che utilizzare l’indice di visibilità come filtro sia estremamente utile non solo perché facilita il processo di selezione e rende le informazioni più semplici da “digerire”, ma anche perché offre l’opportunità di fare link building, identificare i competitor, ecc.

Origine dati dei link

Oltre a quanto detto finora, è necessario controllare a cadenza regolare il funzionamento dei backlink. Per controllare i codici di stato delle pagine che ricevono più collegamenti, basterà andare su “Pagine collegate” e selezionare “Controlla reperibilità”.

Il motivo principale per cui apprezzo questo modulo è che permette di vedere le pagine che mostrano un codice di errore 404. Ad esempio, qui sotto possiamo vedere che www.asos.com/es/ASOS-Colecci%C3%B3n-de-moda-de-mujer-y-ropa-de-hombre-Entrega-gratuita-y-devoluciones/ mostra un codice 404 e riceve 101 collegamenti da altre pagine. Quest’ultimo dato ci permette di capire quanto è urgente il problema rilevato. Di seguito, possiamo vedere altri codici: 301 indica un reindirizzamento (in giallo); 200 significa che la pagina funziona correttamente (in verde); 404 è un errore (in rosso);

Link Data Source

Le informazioni che abbiamo appena visto vengono raccolte dai crawler di SISTRIX che, monitorando costantemente i backlink, riescono ad analizzare 250 miliardi di link al mese. Va specificato che non stiamo parlando del numero massimo di collegamenti che il programma è in grado di analizzare, ma solo della media mensile. Per maggiori informazioni, consulta la sezione dedicata agli indici dei link sul sito di SISTRIX.

Optimizer

Il modulo “Optimizer” ha due funzioni principali. In primo luogo, ospita un crawler che, valutando la conformità di un sito alle istruzioni generali della Search Console di Google, indica le aree che richiedono un intervento di ottimizzazione, sia dal punto di vista strutturale sia tecnico. Inoltre, è in grado di specificare l’area in cui ha incontrato tali problemi e il tipo di intervento richiesto. Ad esempio, segnala gli “Errori”, ovvero ciò che può confondere, intralciare o escludere i bot di Google (ad esempio le pagine 404), nonché le “Avvertenze”, vale a dire le buone pratiche per la SEO (come inserire più intestazioni H1 nelle pagine) che rendono più chiara la struttura e i contenuti del sito per i bot. Inoltre, “Optimizer” permette di creare fino a cinque account, il che rappresenta un vantaggio per chi, come i web developer, vuole collegarsi con più indirizzi email.

Infine, consente di creare i propri set di keyword, con cui si possono monitorare fino a 1.000 parole a settimana in 50 paesi diversi. I set vengono tenuti in considerazione per calcolare l’indice di visibilità e possono essere messi a confronto con le parole chiave di altri sei competitor al fine di capire cosa possiamo migliorare.

Conclusioni

In quanto SEO, mi è piaciuto molto SISTRIX perché consente di analizzare nel dettaglio la concorrenza, cercare continuamente nuove parole chiave e monitorare moltissimi altri fattori. Tuttavia, devo dire che non mi sembra adatto a un principiante alla ricerca di uno strumento facile e intuitivo, a meno che non padroneggi già alcune nozioni di SEO. Inoltre, per comprenderne a pieno il funzionamento, bisogna fare una full-immersion.

Detto questo, SISTRIX offre numerosi vantaggi che elencherò di seguito.

  • In primo luogo, la possibilità di scegliere solo i moduli che si desiderano.
  • Il modulo “Social” viene fornito gratuitamente se si è già attivato un altro modulo.
  • Le sezioni della toolbox possono essere usate tutte insieme, se si deve analizzare un sito, o singolarmente, se va risolto un problema specifico.
  • Il grafico dell’indice di visibilità, che permette di vedere quanto è visibile il proprio sito rispetto a quelli della concorrenza, è uno strumento molto completo, oserei dire unico, per analizzare i propri competitor e per monitorare i progressi raggiunti.
  • I “pin” consentono di vedere quando viene aggiornato l’algoritmo di Google e che effetti ha sulla visibilità del proprio sito web.
  • Il modulo “Optimizer” è in grado di analizzare fino a 1.000 parole, che possono essere catalogate in base al progetto o all’area del sito che si sta analizzando.
  • Infine, SISTRIX è lo strumento perfetto per identificare le aree in cui i nostri competitor, attuali e potenziali, potrebbero acquisire più visibilità.

Tuttavia, ho riscontrato anche degli svantaggi:

  • Per un webmaster che non fa parte di un’agenzia o di una grande azienda, il prezzo per ogni modulo potrebbe risultare proibitivo.
  • Come ho accennato in precedenza, ci vuole un po’ di tempo per acquisire familiarità con lo strumento, soprattutto se non si conosce la SEO, quindi potrebbe essere meglio avere un sito demo ed esplorare SISTRIX solo quando si avranno maggiori informazioni.
  • Il modulo “Social” non è come mi aspettavo: non analizza i profili social ma mostra solo quanto sono visibili le pagine del proprio sito sui social.
  • Il crawler, sebbene non offra un’analisi approfondita come Screaming Frog, consente di eseguire le ricerche nel codice HTML delle pagine analizzate.

Con il tempo, sono sicura che troverò altri vantaggi e svantaggi di questo software; per ora, SISTRIX mi offre varie funzionalità molto utili: una panoramica che monitora vari siti web, le keyword e i competitor; il controllo del funzionamento dei backlink e l’analisi on-page. Inoltre, cosa più importante, indica le aree che stanno andando bene (sia dal punto di vista dei miei client sia dei siti dei competitor), per cui è impossibile non notare un miglioramento continuo.

Scrivetemi nei commenti o su Twitter se avete delle domande su SISTRIX e fatemi sapere se avete apprezzato altre funzionalità della toolbox!

Aggiornamento del 28/04/16: Questa settimana, SISTRIX ha annunciato che ha aumentato il database link inserendo i dati provenienti da una fonte autorevole, ovvero Majestic, che si aggiungeranno alle informazioni ricavate dal crawler del programma. La parte più succosa di questa notizia è che i dati saranno accessibili gratuitamente a chiunque abbia attivato il modulo “Links”. Ciò renderà SISTRIX uno strumento ancora più utile per i SEO e i proprietari di un sito web.

Aggiornamento del 30/04/16: SISTRIX ha anche  annunciato che il database di keyword per il Regno Unito è passato da un milione di parole monitorate settimanalmente alla vertiginosa cifra di 12 milioni , che ora verranno monitorate una volta al mese. Sebbene non potremo visualizzare la cronologia di questo nuovo set presente nella nuova sezione “Dati estesi”, saremo in grado di eseguire analisi più approfondite sui domini piccoli. Ad esempio, potremo identificare e monitorare più facilmente la posizione nella SERP delle parole chiavi correnti, agevolando ancora di più l’analisi dei competitor e la ricerca delle keyword.

Visita il blog di SISTRIX per maggiori informazioni sugli aggiornamenti o contattaci per scoprire come possiamo aiutarti con i nostri servizi di SEO.