Ahrefs, Recensione & Tutorial: come creare contenuti memorabili e costuire link di qualità

Utilizzo: SEO e analisi dei social media

Efficacia

Imparerete MOLTISSIMO e prenderete decisioni migliori

Prezzo

Non è economico, ma ne vale la pena

Facilità d’utilizzo

Bisogna adattarsi un po’, ma ottima interfaccia

Supporto

Ottime soluzioni, ma con un po’ di ritardo.

Cosa ci piace:

  • Potente Site Explorer
  • Content Explorer per trovare nuove idee
  • Monitoraggio del rating e crawl report
  • Miglior strumento per parole chiave sul mercato

Cosa non ci piace:

  • Un po’ troppo caro

Riepilogo: Ahrefs è quanto di più vicino possibile ad uno strumento
“essenziale” se lavorate seriamente nei settori del content marketing e
SEO: vi fornirà una quantità eccezionale di informazioni sui vostri

competitor e vi permetterà di adottare migliori strategie di marketing.

Ho quindi messo insieme questa recensione per aiutarvi a capire come
lo studio della concorrenza possa aiutarvi a trovare nuove opportunità:
andremo attraverso tutte le funzionalità di Ahrefs e se siete determinati
ad avere successo nel marketing, avrete molto da imparare da questa
recensione. Buona lettura.

 

Da $99/mese

È noto che la creazione di contenuti sia essenziale per ottenere
traffico. Come mostrano i dati forniti da HubSpot, maggiore il numero
di contenuti pubblicati, maggiora sarà il traffico:

fonte Hubspot

La verità è però che non tutti i contenuti hanno successo, anzi tutt’altro.
E se già operate nel settore, siete ben a conoscenza che creare
(buoni) contenuti non è economico. Eppure svariati post vengono
continuamente pubblicati nella speranza che di 20 di essi, solo un paio
abbiano successo; come per molte altre cose, il Principio di Pareto
vige infatti anche in questo campo: circa l’80% del vostro traffico verrà
generato dal 20% dei vostri contenuti. Lo dico per esperienza
personale: anche dopo aver generato decine di post per Health
Ambition, solo una manciata di articoli è responsabile della maggior
parte del nostro traffico.

In qualità di agenti di marketing, il vostro compito è di migliorare l’hit
rate o tasso di successo dei vostri contenuti. Non si può mai prevedere
con certezza quali post avranno successo, ma con informazioni
accurate è possibile generare contenuti con maggiori probabilità di
ottenere condivisioni e traffico dalle ricerche. Ed è proprio questo che
rende Ahrefs uno strumento così utile.

Ahrefs è una suite completa di strumenti per social media e Search
Engine Optimization (SEO) che vi aiuterà a meglio interpretare i vostri
contenuti e quelli dei vostri competitor.

Lo uso da diverso tempo ed è uno dei miei strumenti di marketing
preferiti tra quelli in circolazione e visto che qui ad Authority Hacker
siamo sempre pronti ad aiutarvi a sfruttare al meglio il vostro tempo e
denaro, pensavo fosse opportuno recensire per voi questo strumento
di intelligence marketing.

Come sempre, il mio obiettivo non è quello di vendervi il prodotto; farò
invece un’approfondita analisi del perché avete bisogno di
comprendere meglio i vostri contenuti e quelli dei vostri competitor. Allo
stesso tempo farò un approfondimento su tattiche individuali che
potrete applicare ai vostri siti sfruttando queste funzionalità e
concluderò con alcuni casi studio reali sui risultati ottenuti con l’utilizzo
del software.

Benvenuti sulla vostra nuova dashboard per Inbound Marketing 🙂

I collegamenti ad Ahrefs contenuti in questa recensione sono
comunque link affiliati, se quindi avete scoperto qualcosa di utile e
siete interessati al programma, potete comprarlo cliccando sui nostri
link e così facendo aiuterete il nostro sito.
Cominciamo!

Perché è importante “capire” il marketing

Cosa succederebbe se vi chiedessi di colpire un bersaglio da bendati?

E se prima vi facessi girare su voi stessi in modo che alla fine non
abbiate la minima idea della direzione in cui siete rivolti?

Queste sono esattamente le condizioni in cui si opera se non si
possiede una profonda comprensione del marketing. Si può
certamente continuare a generare contenuti su contenuti basati su
parole chiave, ma non si ha alcuna idea di cosa realmente funzioni per
voi ed i vostri competitor.

Le motivazioni per “imparare a capire” il marketing sono innumerevoli,
ma trovo che le quattro seguenti siano le più importanti:

​1. Tenere d’occhio la concorrenza

Che tipo di contenuti stanno generando i vostri competitor? Qual è la
loro performance nelle ricerche e sui social media? Quali parole chiave
stanno portando loro profitti?

Trovare risposte a tutte queste domande vi aiuterà a creare contenuti
che ottengano realmente traffico. Se una specifica parola chiave porta
tonnellate di visitatori ai vostri competitor, potete essere sicuri che
l’utilizzo di parole chiave simili produrrà lo stesso risultato.

2. Trovare nuove idee per contenuti

Sapere che tipo di contenuti effettivamente produca condivisioni e
traffico dalle ricerche vi aiuterà a trovare idee per il vostro sito.

Per esempio, se notate che contenuti indirizzati a gruppi di interesse
specifici (post come “Le 10 cose che solo i gamer capiranno” che
appaiono su Buzzfeed) ottengono tonnellate di condivisioni, sarà
possibile crearne di simili e ottenere un fetta del traffico.

Ho personalmente utilizzato questa tattica in diverse occasioni sia qui
che su Health Ambition.

3. Costruire link ed aumentare le condivisioni

Quali siti stanno inserendo collegamenti ai vostri competitor? Quali
contenuti ricevono il maggior numero di backlink? Chi sta condividendo
sui social media i contenuti dei vostri competitor?

Una volta trovate le risposte a queste domande, diventa molto più
facile costruire backlink. Ad esempio, se un concorrente ha ottenuto un
collegamento da una pagina di “Risorse”, c’è una buona probabilità
che possiate inserirvi ed ottenere un backlink.

4. Entrare in contatto con chi promuove i vostri
contenuti

Le persone che condividono, ritwittano e cliccano like ai vostri
contenuti rappresentano la vostra risorsa più importante: scoprire di chi
si tratti ed entrarci in contatto può accrescere l’entità del vostro network
di svariate volte. ​

I pericoli dell’investire negli strumenti di
informazione

Ahrefs è uno strumento fantastico, al punto che è l’unico strumento di
SEO e content marketing utilizzato qui ad Authority Hacker perché fa
tutto ciò che desideriamo. Ma c’è una cosa che non fa: non svolge il
lavoro al vostro posto.

Questo è il problema principale di chi investe in strumenti di analisi e di
ricerca di mercato: tutto ciò che questi software fanno è fornire
informazioni e dati di cruciale importanza per chi sa come interpretarli
e, ancor più importante, come prendere decisioni a riguardo.

So di moltissime persone che hanno acquistato questi strumenti con
grandi progetti nei loro piani ma che non hanno poi mai sfruttato i dati
raccolti. Queste persone hanno investito enormi quantità di denaro
senza che la loro attività ne ricevesse i vantaggi. Non fatelo!

If you buy Ahrefs or any analytics / market research tool, you ALSO need to set time aside to train yourself (and/or your team) at using it and more time to execute on the information extracted.

Se si decide di acquistare Ahrefs o un qualsiasi altro strumento di
analisi o ricerca di mercato, bisogna ANCHE dedicare del tempo al
training (il vostro e/o quello del vostro team) e ancor di più all’utilizzo
delle informazioni estratte.

Questi sono alcuni dei trucchi che vi insegnerò in questo post:

  • Moltiplicare dalle 5 alle 10 volte l’hit rate dei vostri contenuti
  • facilitare enormemente la ricerca di parole chiave
  • Trovare decine di opportunità di link building etico (e smetterla
    una buona volta con i dannati PBN)
  • Capire come i vostri competitor siano arrivati dove sono e come
    imitarli… e altro ancora

Ricordate però che se non dedicherete abbastanza tempo a mettere in

pratica quello che state per imparare, tutto ciò che Ahrefs farà per voi
sarà addebitarvi la quota dell’abbonamento mensile.
Se state ancora leggendo allora volete scoprire tutti questi trucchi.
Cominciamo subito (dopo alcuni avvertimenti).


Chi NON dovrebbe acquistare Ahrefs

Ahrefs è uno strumento eccezionale, ma non è per tutti. Se rientrate in
una delle seguenti quattro categorie, fareste meglio a starne alla larga.

1

Se non siete particolarmente attivi sul vostro blog, non riceverete
decisivi vantaggi da analisi approfondite dei vostri contenuti e sarà
improbabile che possiate trarne profitto.

2

Pionieri in un Mercato

Non è possibile raccogliere dati su una nicchia che neppure esiste. Se
muovete i primi passi in un mercato completamente nuovo (ad
esempio Uber alcuni anni fa), non farete buon uso di Ahrefs.

3

Operazioni Low-Budget

A $99 al mese per il piano Lite, Ahrefs non è esattamente economico.
Se operate con un budget ridotto, potreste vedere risultati migliori
investendo nei contenuti.

4

Siti con pochi update

Se siete uno di quei webmaster che aggiornano il proprio sito molto
saltuariamente, Ahrefs non fa per voi.


Ahrefs: Recensione e Panoramica

Cosa c’è dentro Ahrefs?

Tutti gli altri strumenti che abbiamo esaminato fino ad ora – Buzzsumo,
Buzzstream e Thrive Content Builder – sono strumenti stand-alone con
un’unica funzione, Ahrefs è un po’ diverso.

Tutti gli altri strumenti che abbiamo esaminato fino ad ora – Buzzsumo,
Buzzstream e Thrive Content Builder – sono strumenti stand-alone con
un’unica funzione, Ahrefs è un po’ diverso.

Sono abbastanza sicuro che abbiano copiato molte idee da compagnie
concorrenti, ma è così che funziona il mercato e Google o Apple non
avrebbero nulla da ridire.

Oggi, Ahrefs è uno dei soli due strumenti per SEO che utilizziamo per
tutti i nostri siti, ha sostituito tutto tranne quello che Buzzstream fa per
la gestione delle campagne.

Permettetemi di mostrarvi cosa c’è dentro questo strumento e,
soprattutto, come lo sfruttiamo nel content marketing per i nostri siti.

Leggete la guida!


1. Crawl Report

Dopo aver aggiunto il vostro sito su Ahrefs, sarà possibile consultare
un crawl report o rapporto di indicizzazione che farà luce sulle
prestazioni del vostro sito dalla prospettiva di un motore di ricerca.

Si può ad esempio cliccare su “Performance” nel pannello a sinistra e
ordinare le pagine secondo il tempo richiesto dall’indicizzazione, un
tempo di crawl elevato significa che c’è qualcosa che non va nella
pagina web. Questo è sia un male per i vostri utenti che per le attività
di SEO, in quanto Google premia la velocità dei siti.

 

Leggi anche: Giada facile all’ottimizzazione di siti web

Si può anche usare il crawl report per trovare pagine con errori 4xx
(per esempio errori 404) e risolverli facilmente.

Pagine mancanti e
codici di errore sono un male per gli utenti e se questi non riescono a
trovare il contenuto che stanno cercando, potete scommettere che
nemmeno Google ne sarà troppo felice.

Un gran numero di pagine con
errori 404 può avere un impatto negativo in termini di SEO, è quindi
sempre una buona idea rimuoverli o risolverli il più rapidamente
possibile.

La caratteristica più utile è però la capacità di analizzare l’intero
contenuto in una sola volta. Questa funzionalità vi aiuta a trovare titoli
duplicati, meta-description mancanti, tag H1 multipli in una pagina: una
serie di minimi interventi sulle pagine web che possono risultare in
piccoli incrementi supplementari nel rating.

Pensate insomma al crawl report delgi Strumenti per Webmaster di
Google, ma sotto steroidi e con utili opzioni di filtraggio ed
esportazione che accelerano straordinariamente le cose.

 


2. Monitoraggio del rating

Recensione approfondita delle funzioni di monitoraggio rating di Ahrefs

Questo strumento vi aiuterà a tenere traccia di un elenco di parole
chiave chiave (fino a 250 con il piano Lite e 750 con il piano standard)
e monitorare i progressi del vostro sito.

È possibile ad esempio controllare come il posizionamento del vostro
sito cambi nel tempo in relazione ad una determinata parola chiave ed
impostare Ahrefs affinché produca un rapporto settimanale o
quotidiano sul vostro rating facendovi risparmiare ore di lavoro ogni
mese.

Questo servizio si dimostra particolarmente utile se si possiedono
svariati siti web o si offrono servizi di SEO. Inoltre, Ahrefs vi permette
anche di tenere traccia del vostro rating in diverse aree geografiche
(ad esempio in diversi Paesi) e sia per desktop che mobile.

Non è ancora perfetto, ma data la scarsa qualità degli altri servizi di
monitoraggio del rating presenti sul mercato, questo è certamente al
pari degli altri e trovo la divisione mobile e desktop particolarmente
utile, soprattutto dopo il nuovo aggiornamento mobile.


3. Site Explorer

Il Site Explorer è lo strumento principale offerto da Ahrefs e quello su
cui spenderete la maggior parte del vostro tempo, poiché fornisce una
visione approfondita dei principali contenuti del vostro sito, dei
backlink, ecc.

Vediamo cosa il Site Explorer abbia da offrire.

Dashboard

La dashboard fornisce una singola panoramica sui dati relativi ad un
sito, consentendovi di acquisire informazioni relative al vostro domain
rank (la versione di Ahrefs di Domain Authority), al numero di backlink
e referring domain, ecc.

Questo risulta particolarmente utile anche per effettuare una rapida
analisi dei competitor, come ad esempio la crescita nel tempo dei loro
backlink e del loro traffico. Una crescita limitata è infatti segnale di un
concorrente poco attivo nella promozione del proprio sito: questa è la
vostra opportunità per colpire e dominare il mercato!

Scorrendo questa sezione troverete una miriade di informazioni utili
come:

  • ​Il numero e i tipi di backlink che puntano ad un sito web
  • La velocità con cui vengono generati nuovi link a domini e
    pagine specifiche
  • Una stima del rating delle vostri domini e URL
  • Una stima del traffico e della crescita del traffico di un sito
  • Un elenco dei primi cinque contenuti in termini di link e
    condivisioni
  • Una mappa della distribuzione dei domini di livello nazionale dei
    link che puntano ad un sito
  • Una nuvola di anchor text con percentuale di utilizzo
  • La distribuzione del rating delle URL dei link che indirizzano a
    tale sito e molto altro

Potrete utilizzare i dati contenuti in questa sezione per ottenere un’idea
rapida di dove il sito che state analizzando si trovi in termini di SEO,
contenuti, ecc.

Se state facendo un’analisi al volo per un cliente al telefono o siete
semplicemente in cerca di competitor da analizzare, questa è la
panoramica che userete per avere un giudizio sulla situazione
complessiva di un sito.

Top Pages

​La sezione Top Pages, come suggerisce il nome, consente di
visualizzare le pagine migliori di un determinato dominio in base ai loro
backlink e alla performance sui social network, permettendovi di
ordinare i risultati secondo questi due parametri.

Questa sezione offre l’opportunità di capire come uno specifico
concorrente costruisca la maggior parte dei propri backlink e con quale
tipo di contenuti (in modo da poterne replicare le metodologie o trovare
ispirazione).

Io uso questo strumento per il nostro Skyscraper funnel e per creare
contenuti sui quali sarà possibile costruire link per aumentare la nostra
domain authority e per monitorare il nostro traffico nel tempo.

Top Grossing Pages

Questa funzionalità analizza un sito web e determina quali pagine
stiano, in questo momento, guadagnando il maggior numero di link.
Dovete sapere infatti, che i contenuti online ricevono attenzione in
modo sporadico con esplosioni di link seguite da periodi più tranquilli.

La funzione Top Grossing Pages rileva queste esplosioni
permettendovi di identificare senza ulteriori distrazioni i contenuti che
al momento funzionano per i vostri concorrenti.

Questa funzione identifica quali contenuti dei vostri competitor stiano
ricevendo traffico come conseguenza di notizie o articoli riportati dalla
stampa, così che possiate replicarli in modo tempestivo, seguiti da una
campagna di outreach mirata ad ottenere collegamenti simili.

È un ottimo complemento alla sezione Top Pages di cui ho parlato in
precedenza.

Di seguito un video su come utilizziamo il Site & Link Explorer per
analizzare competitor e adattare le strategie di Authority Hacker:

Links

Questa è la funzionalità che ha reso Ahrefs famoso, ma è anche la sua
maledizione. Nonostante rappresenti una grande alternativa a
strumenti tutto in uno come Moz, la gente continua infatti a percepire
Ahrefs solo come un semplice link checker.

Per avere un’idea di quello che può fare, immaginate un Open Site
Explorer sotto steroidi: la quantità di dati che riceverete sui nuovi link
acquisiti da un sito è eccezionale e rappresenta un ottimo modo per
individuare nuove opportunità. C’è poi uno strumento che permette di
disattivare link, ottimo se ricevete un sacco di collegamenti difettosi.

Ma esaminiamo più in dettaglio le varie sezioni del Link Explorer.​

Disavow Tool, uno strumento per disattivare link
difettosi

Google raccomanda ufficialmente di ripulire i “collegamenti difettosi”
che puntano al vostro sito in quanto potrebbero influenzare
negativamente i risultati della ricerca. Se la rimozione di questi link non
è possibile, Google offre un modo per “disattivarli” in modo che non
abbiano un impatto negativo sul rating del vostro sito. Si tratta tuttavia
di una procedura avanzata da utilizzare con molta cautela, come
avvisa Google sulla sua pagina di supporto per i webmaster.

Un’altra funzionalità offerta da Ahrefs consente di creare un file di
disattivazione che è possibile inviare agli strumenti per webmaster.
Conserverà inoltre una scheda dedicata ai collegamenti e domini già
disattivati che non verranno quindi visualizzati nei vostri risultati, in
modo da avere una visione accurata di come Google visualizza il
vostro sito.

Tutto ciò che dovete fare per disattivare un link in Ahrefs è selezionarlo
e fare clic sul pulsante “Disavow URL”.

Se poi volete farlo in blocco, è
disponibile l’opzione “Upload Disavowed Links”: basta caricare un file
di testo con i link da disattivare ed Ahrefs farà in modo che non lascino
un impatto negativo in termini di SEO.

Opzioni di filtraggio

​Con Ahrefs potrete organizzare i link secondo diverse categorie, come
mostrato:

Questa sezione vi permette di filtrare l’elenco di link di qualsiasi sito
web in base a criteri come:

  • ​Nofollow contro Dofollow
  • Redirects
  • Sitewide contro Non Sitewide
  • Link a pagine EDU / GOV
  • Link per tipo di piattaforma (WordPress, forum ecc …)
  • Link per lingua della pagina collegata (nuova funzionalità)

Trovo che questo strumento sia particolarmente utile per scoprire quali
link di un determinato sito facciano realmente la differenza.

Nuovi collegamenti e link scomparsi

Questa sezione vi darà una lista dei link che il sito ha recentemente
acquisito e perso: con le sue approfondite opzioni di filtraggio Ahrefs vi
permette di trovare facilmente collegamenti in un determinato periodo
o ordinare quelli acquisiti nell’ultima settimana, mese o 60 giorni.

Oltre che per evitare, quando possibile, la perdita di link, io uso questa
funzionalità per mettermi in contatto con persone che inseriscono
collegamenti alle nostre pagine e costruire con loro un vero rapporto.

  • Nuovi link: Ogni volta che qualcuno crea un link ad uno dei
    nostri contenuti, si presenta l’opportunità di creare una nuova
    collaborazione che potrà portare ad ulteriori link, promozioni ecc.
    (leggete la nostra recenzione di Buzzstream per suggerimenti
    sull’outreach)
  • Link persi: Se ne parla raramente, ma è così: i link possono
    scomparire. Molto spesso basta inviare una semplice email alla
    persona che ci aveva originariamente linkato per risolvere il
    problema e mantenere la nostra link equity.

In basso vi propongo alcuni modelli per email da usare nei relativi casi:

Nuovi collegamenti

Caro/a [Nome destinatario]

Stavo controllando le mie statistiche ed ho notato che recentemente
hai inserito sul tuo sito un link ad un mio contenuto ([link]) e volevo
ringraziarti!

Ci fa immenso piacere ed un giorno vorremmo poter ricambiare il
favore. Facci sapere se possiamo aiutarti in qualche modo.

Cordiali saluti,

[Vostro nome]

L’obiettivo di questa email è quello esortare una risposta ed avviare
così una conversazione, niente di più. La prossima volta che avrete
qualcosa che loro potrebbero linkare, avrete l’opportunità per
chiederglielo.

Link scomparsi

Caro/a [Nome destinatario],

Il mio nome è [Vostro nome] e sono l’editor principale di
[vostro_sito.com].

Ti invio questa mail per farti sapere che uno dei tuoi link (o una delle
tue pagine) è irraggiungibile. Questo è l’indirizzo ([inserire qui l’url]) nel
caso in cui vorresti risolvere il problema.

Spero di esserti stato d’aiuto.

[Vostro nome]

Come prima, anche qui l’obiettivo è quello di invitare ad una risposta o
per lo meno far sì che l’errore venga corretto in modo da riottenere il
vostro link. Se poi dovessero rispondere, avrete il pretesto per
chiedere loro di inserire ulteriori collegamenti al vostro dominio.

Link corrotti

Ahrefs svolge anche un ottimo lavoro nell’individuare tutti i link corrotti
in un sito, sia in entrata che in uscita.

Questa è un’altra grande opportunità di link building. Se veramente
desiderate che i vostri link appaiano su un determinato sito, ciò che
dovete fare è individuare collegamenti corrotti su pagine che
potrebbero ospitare i vostri link ed inviare un’email all’editor
informandolo dei collegamenti difettosi sul suo sito. Dopo aver ricevuto
una risposta, potrete chiedere di sostituire i link corrotti con i vostri.

Ecco alcuni template di posta elettronica consigliati per questo:

Email 1 – Esca

Caro/a [Nome destinatario],

Ero sul tuo sito oggi ed ho trovato diversi collegamenti non funzionanti
su alcune pagine, posso inviarteli se lo desideri.

Cordiali saluti,

[Vostro nome]

Abbiamo lanciato l’esca, ora speriamo in una risposta.

Email 2 – Pitch

Ciao [Nome destinatario],

Certo, ecco i collegamenti corrotti che ho trovato:

[Link 1] su [pagina 1]

[Link 2] su [pagina 2]

[Link 3] su [pagina 3]

Inoltre, mentre stavo navigando, ho pensato che forse questo link
([URL]) potrebbe essere inserito su questa pagina ([URL]). Cosa ne
pensi?

[Vostro nome]

Allo stesso tempo, backlink corrotti sul vostro sito sono un problema
dal punto di vista dell’esperienza di navigazione, rimuoverli è sempre
una buona idea.


4. Content Explorer

Il Content Explorer di Ahrefs mostra i contenuti più condivisi su un
argomento. Funziona un po’ come Buzzsumo (che abbiamo esaminato
in precedenza) e rappresenta un ottimo modo per trovare idee su
nuovi contenuti.

Esistono tre modi per utilizzare il Content Explorer:

  • Trovare idee su nuovi contenuti: cercate la vostra parola
    chiave per trovare i contenuti correlati più condivisi. Potete quindi
    utilizzare questi dati per ideare contenuti simili.
  • Trovare sharer e influrncer: Ahrefs vi mostrerà tutti coloro che
    hanno condiviso uno specifico post su Twitter. Si può utilizzare
    questa informazione per creare un elenco di influencer e sharer a
    cui twittare un contenuto simile nella speranza che venga
    ricondiviso.
  • Trovare contenuti da condividere: creare contenuti rilevanti e
    di alta qualità sui social media è un modo per stabilirvi come opinion
    leader: potete infatti utilizzare il Content Explorer per individuare
    contenuti nuovi e popolari da condividere. Coniugando poi il Content
    Explorer con Sniply, questa attività può anche diventare un’ottima
    opportunità di lead generation e generazione di traffico per il vostro
    business online.

Esaminiamo quindi tutte le funzionalità del Content Explorer che vi
aiuteranno a fare quanto detto sopra.

Ricerca

Questo sarà il vostro pane quotidiano nelle ricerche generali ed Ahrefs
vi mostrerà i contenuti più popolari.

Ricerca avanzata

L’opzione di Ricerca Avanzata di Ahrefs è molto simile a quella di
Google: è infatti disponibile una serie di operatori di ricerca per
eseguire ricerche più precise.

Questa funzionalità diventa particolarmente utile quando siamo in
cerca di contenuti su un argomento specifico. Ad esempio, se abbiamo
bisogno di contenuti su “content marketing” che non menzionino SEO,
possiamo fare qualcosa di simile a questo:

“content marketing” -seo

Filtraggio

Mi piacciono moltissimo le opzioni di filtraggio di Ahrefs, in particolare
la capacità di filtrare i risultati in base ad uno specifico periodo
temporale. Questo si rivela particolarmente utile quando si cerca di
fare newsjacking, ovvero cavalcare l’onda delle notizie virali.

È possibile identificare un argomento di cui tutti parlano su Facebook o
Twitter, creare un breve articolo basato su di esso, a volte basta
semplicemente incorporare un video che ne parli, ed attrarre quindi
traffico e condivisioni dai vostri follower.

Usato insieme a Sniply, diventa un ottimo modo per attrarre maggiori
clic sul vostro sito.

Trovare Sharers

Questa è una delle funzioni più utili del Content Explorer: cliccando sul
pulsante “View” (situato sotto l’icona di Twitter), si vedrà per qualsiasi
link un elenco delle persone che lo hanno condiviso. È anche possibile
ordinare la lista per numero di retweet: un numero più elevato significa
maggiori probabilità che il vostro link venga ricondiviso.

Ci sono tre modi per utilizzare questa funzionalità:

  • Trovare persone da seguire: Nella nostra guida su Twitter
    abbiamo parlato di quanto sia importante seguire persone
    mirate. Un modo per farlo è quello di trovare persone che
    abbiano condiviso contenuti simili su un argomento simile al
    vostro.
  • Ricerca demografica: Dopo aver dato un’occhiata al profilo di
    alcuni sharer, avrete un’idea più chiara di che tipo di persone
    condividano contenuti come i vostri. Non si tratta di un metodo
    obiettivo, ma è utile quando si cerca di ottenere una migliore
    comprensione del proprio pubblico di destinazione.
  • Ottenere retweet: Trovate persone che retwittano
    costantemente, quindi richiedete loro un retweet tramite email,
    messaggio diretto o un tweet. Se il vostro contenuto merita,
    sarete sorpresi da quante persone saranno felici di aiutarvi.

Ecco cosa scriverei ad uno sharer affinché ritwitti un mio contenuto:

Ciao @username, ho appena pubblicato questo post su X, penso che
lo troverai molto interessante: [URL], condividilo pure se ti piace 🙂

Il problema principale di questa funzionalità è che fa purtroppo
affidamento solo sulla API “nuovi tweet” fornita da Twitter e, di
conseguenza, mostra solo le persone che hanno di recente condiviso il
contenuto. Ciò significa che se il contenuto che stiamo analizzando è
più datato, probabilmente non individueremo molti influencer.

Sarebbe molto meglio se Ahrefs salvasse l’elenco di queste persone in
ordine cronologico piuttosto che semplicemente richiamare l’API,
operazione che renderebbe queste funzioni molto più utili. *occhiolino
agli sviluppatori*

La risposta di Ahrefs

Ho avuto modo di parlare con Tim di Ahrefs e mi ha spiegato che la
raccolta di questi dati rappresenterebbe una violazione dei termini di
servizio di Twitter ed è per questo motivo che non è stato fatto. Ad
Ahrefs stanno però lavorando ad una soluzione alternativa che sembra
altrettanto buona. Rimanete sintonizzati sul loro blog per sapere
quando verrà rilasciata 🙂

Analisi dettagliata dei contenuti

Questa è una delle mie funzioni preferite nel Content Explorer, la
capacità di controllare con un colpo d’occhio le prestazioni nel tempo di
un contenuto.

Cliccando sulla freccetta all’estrema destra di un link apparirà una
schermata che mostra: il numero di domini o pagine di riferimento nel
tempo, i backlink esatti, il numero di condivisioni e tutte le parole
chiave associate al contenuto oltre che al progresso nel tempo.
È un ottimo modo per vedere se un contenuto fortemente condiviso
abbia una buona performance anche nei risultati dei motori di ricerca.
Un intenso traffico associato a backlink significa che dovreste inserire
sul vostro sito più contenuti di quel tipo per aumentare la vostra
domain authority.

Come usare Content Explorer per trovare
idee per contenuti

Content Explorer di Ahrefs contro BuzzSumo

​Il Content Explorer fornito da Ahrefs è molto simile a Buzzsumo:
entrambi mostrano il contenuto più cliccato su un argomento, chi lo ha
condiviso e danno la possibilità di filtrare i risultati. La domanda sorge
spontanea: su quale dei due investire?

Ahrefs

  • $179 al mese per Ahrefs Standard
  • Dati sui backlink oltre che sui social media
  • Grafici di performance temporale migliori
  • Verifica del rating dei contenuti su Google

Tutti gli altri strumenti inclusi nel pacchetto Ahrefs

Buzzsumo

  • $99 al mese per la versione Pro
  • Opzione di filtraggio per tipo di contenuti (infografica, video ecc.)
  • Dati più accurati sugli influencer
  • Integrazione con Twitter: segui profili ed invia tweet direttamente
    dall’app

Un importante dettaglio da considerare è che il Content Explorer è solo
uno degli strumenti offerti da Ahrefs mentre Buzzsumo fa solo quello.

C’è una specifica funzionalità di Buzzsumo di cui sento enormemente
la mancanza in Ahrefs: mi riferisco al filtraggio per tipi di contenuto
(infografica, video ecc.), nonostante sia possibile compensare con
ricerche avanzate.

In generale, considerati la differenza di prezzo, gli straordinari
strumenti per Search Engine Optimization (SEO) e la sua complessiva
utilità, Ahrefs vince senza alcun dubbio questo faccia a faccia.

Il Positions Explorer fornisce informazioni su parole chiave e rating di
un dominio. Digitando un dominio nella casella di ricerca, si otterrà
un’analisi approfondita dei principali competitor, delle singole pagine,
dei contenuti e della crescita in termini di rating e parole chiave nel
corso del tempo.

Una funzione molto interessante che si rivela particolarmente utile nel
trovare idee per parole chiave ed individuare opportunità. Vediamo in
dettaglio.

Dashboard

Questa è la schermata che vi accoglierà dopo aver digitato un dominio
nella casella di ricerca.

 

Otterrete una stima del numero di parole chiave alle quali il dominio è
associato e del traffico mensile proveniente da tali parole chiave.
Vedrete anche i maggiori competitor, le pagine web, la crescita nei
rating ed un’analisi della performance del sito nei risultati dei motori di
ricerca.
La Dashboard fornisce quindi una panoramica completa grazie alla
quale è possibile determinare se le strategie di un sito funzionino o
meno e se sia il caso di ispirarsi ad esse.

Top Pages

Un clic sul link “Top Pages” nel riquadro a sinistra vi mostrerà le pagine
di primo livello del sito in termini di visite o di numero di parole chiave
associate.

Questo è un buon metodo per scoprire quali tipi di contenuto
ottengono effettivamente buone posizioni nei risultati di ricerca e per
trovare idee. Ad esempio, il nostro post sui top 23 blogger di tutti i
tempi è una delle pagine più visitate di questo sito, di conseguenza un
eventuale competitor dovrebbe creare contenuti su un argomento
simile per cercare di superarci nei rating.

A rendere questa sezione straordinaria è poi la capacità di tener conto
dell’intera frase ricercata.

Molte pagine ottengono infatti la maggior parte delle proprie visite da
chiavi di ricerca composte da parole multiple; queste chiavi di ricerca
dette “a coda lunga” verranno però ignorate dalla maggior parte degli
strumenti di analisi perché questi ultimi lavorano solo con parole
chiave singole. Con Ahrefs sarà invece facile individuare queste chiavi
a coda lunga e modificare i propri contenuti di conseguenza.

Ecco un video che ho recentemente prodotto per Ahrefs in cui mostro
come noi usiamo questa funzione per ideare molti dei nostri contenuti:

Recent Changes

Questo strumento mostra i recenti cambiamenti in termini di
performance nei risultati di ricerca per i contenuti del sito, indicando
con quali parole chiave il sito ha migliorato il proprio rating e quelle che
gli hanno fatto perdere traffico.

Utilizzo questa funzionalità in gran parte per monitorare i nostri siti e
farmi un’idea delle loro prestazioni quotidiane senza dover aggiungere
tutte le parole chiave a coda lunga al tracker.

Pay Per Click (PPC)

Volete sapere quali parole chiave sono effettivamente redditizie per un
sito web? Semplice: controllate con quali parole chiave si sta
effettivamente promuovendo.

Questo strumento vi consente di eseguire esattamente questa
operazione: vi mostrerà un elenco di parole chiave utilizzate da un sito
su Google, insieme alle sue pagine più visitate ed una selezione di
annunci pubblicitari. Potrete quindi utilizzare questi dati per trovare
parole chiave redditizie.

Ad esempio, Airbnb dispone di annunci per parole chiave come
“appartamenti in affito a Dublino” e “weekend all’estero”.

Se fossi un
competitor di Airbnb, creerei quindi contenuti per queste parole chiave
allo scopo di dirottare parte del traffico.

Questo strumento consente inoltre di scoprire il testo pubblicitario e
l’indirizzo delle landing page, un ottimo modo per determinarne le
AdWords dei competitor ed approfittarsi di tutto il denaro che la vostra
concorrenza ha certamente speso per ottimizzare le proprie
campagne.

Positions Explorer di Ahrefs contro SEMRush

In quanto a funzionalità, il Positions Explorer è molto simile a ciò che
SEMRush ha da offrire, ma quale comprare dei due?

Ahrefs

  • A partire da $99 al mese
  • I migliori dati sui backlink
  • Nessun site crawling
  • Trovare fino a tre volte più parole chiave rispetto a SEMrush
  • Aggiornamenti quotidiani sul rating

SEMrush

  • A partire da $99 al mese
  • Pessimi dati sui backlink
  • Analisi dei siti soddisfacente
  • Strumenti per PPC unici nel loro genere

Nel complesso, per lo stesso prezzo nel 2017, Ahrefs è semplicemente
migliore: i vari strumenti appaiono più “ponderati”; la mole di dati forniti
è più ampia nella maggior parte dei casi ed a meno che non abbiate
assolutamente bisogno di alcuni strumenti per PPC specifici di
SEMRush, vi consiglio decisamente la suite di Ahrefs.

Leggete la nostra recensione completa di SEMRush per una visione
approfondita del loro pacchetto.

 


  • Keywords Explorer

    Il Keywords Explorer è stato, fino al 2016, uno degli strumenti meno
    utilizzati del pacchetto Ahrefs, ma molto è cambiato con la recente
    release “Keywords Explorer 2.0”.

    Come gli sviluppatori hanno giustamente ammesso, aggiungere alcune
    nuove funzionalità al prodotto esistente non avrebbe risolto il
    problema: c’era bisogno di ripartire da zero e ricostruire dalle
    fondamenta lo strumento di ricerca per parole chiave definitivo.

    Ahrefs è già considerato un’arma indispensabile da parte di molti
    esperti di SEO e di online marketing. Ora il team di sviluppo sostiene di
    aver creato “il miglior strumento di ricerca per parole chiave nel
    settore”.

    Ai posteri l’ardua sentenza.

    Come ottenere più suggerimenti da
    Seed Keywords multiple

    Proprio come per qualsiasi strumento di ricerca per parole chiave, è
    necessario fornire ad Ahrefs Keywords Explorer alcune chiavi primarie
    o seed keyword con cui lavorare.

    Ahrefs porta la ricerca per parole chiave primarie ad un nuovo livello e
    permette di inserire fino a dieci seed keyword allo stesso tempo.

    Una volta eseguita la ricerca, sarete portati ad una schermata
    panoramica su cui troverete una serie di dati specifici per le parole
    chiave.

     

    Basta poi cliccare su una delle opzioni in “Keyword Ideas” per
    visualizzare suggerimenti correlati. Personalmente, penso che avrebbe
    più senso se la ricerca del Keyword Explorer portasse direttamente
    alla sezione Keyword Ideas anziché alla panoramica. Ma questo è solo
    il mio parere.

    Ad ogni modo, le opzioni fornite sono straordinariamente utili. Anziché
    mostrare tutti i suggerimenti, si può scegliere fra quattro categorie che
    sostanzialmente agiscono come diverse opzioni di ricerca, simili a
    quelle trovate in KW Finder

    Ecco come funziona:

    – “Phrase match” mostra solo suggerimenti contenenti
    corrispondenze esatte
    – “Having same terms” mostra solo suggerimenti contenenti le
    seed keywords in qualsiasi ordine
    – “Also rank for” mostra solo suggerimenti per keyword
    associate ai dieci siti più cliccati
    – “Search suggestions” mostra solo suggerimenti generati dalla
    funzione suggerimenti automatici di Google

    Quello che succede dopo mette in evidenza l’enormità del database di
    parole chiave di Ahrefs: cliccando sul pulsante per mostrare tutti i
    suggerimenti si possono ottenere oltre 30.000 keyword ideas
    partendo da sole tre seed keyword.

    Ahrefs Keywords Explorer contiene infatti circa 3,1 miliardi di parole chiave, ovvero 10 volte più
    della precedente versione. Gente, è semplicemente immenso.

    Ho poi usato le stesse seed keyword in altri strumenti di ricerca di
    parole chiave per confrontarne il numero di suggerimenti forniti.

  • Keyword Research Tool Suggestions
    Ahrefs Keywords Explorer 34,859
    Long Tail Platinum Cloud 2,706
    KW Finder 200 or 700
  • Trovare la “pepita d’oro” delle keyword

    Abbiamo quindi stabilito che il Keywords Explorer è alimentato da un
    database mostruoso, il che è fantastico. Ma per quanto
    impressionante, non rappresenta la caratteristica decisiva per uno
    strumento di ricerca di parole chiave. D’altronde, ciò che conta non
    sono le dimensioni, ma ciò che si può fare con il database.

    È infatti assolutamente inutile disporre di una quantità infinita di dati se
    non è possibile filtrarli correttamente e scovare così le autentiche
    pepite d’oro, quelle succulenti keyword con cui le ondate di visite al
    vostro sito saranno quasi garantite.

    Parliamo quindi delle opzioni di filtraggio. A fare la differenza in questo
    caso è la disponibilità di parametri analizzabili e la loro precisione:
    maggiore la mole di dati con i quali lavorare e più efficacemente sarà
    possibile filtrare grandi quantità di parole chiave suggerite.

    Il Keywords Explorer consente di filtrare in base a tutti i parametri più
    comuni, tra cui il volume di ricerca mensile, il CPC ed il keyword
    difficulty score, il nuovo standard nel settore delle parole chiave.

    Cominciamo dal parametro più ovvio, il volume di ricerca.

    Sarete lieti di sapere che Ahrefs utilizza dati clickstream per misurare
    volumi di ricerca accurati, in modo da non essere influenzato dalle
    recenti modifiche di Google.

    Ma diciamoci la verità: questo è il minimo
    che ci si aspetta da una suite con costi a partire da $99 al mese. Non è
    con questo che Ahrefs guadagna i suoi punti.
    Ahrefs fa un passo avanti e permette di filtrare attraverso metriche
    aggiuntive che, per quanto ne so, sono un’esclusiva del Keywords
    Explorer.

    La prima è Clicks Per Search o CPS ed indica il numero di risultati su
    cui la gente tende a cliccare per un determinato termine di ricerca.

    In sostanza, un CPS superiore implica una maggiore esposizione nelle
    posizioni più basse della prima pagina dei risultati di Google, in quanto
    gli utenti tenderanno a cliccare su più risultati per trovare una risposta.

     

    Se per esempio, scarto i suggerimenti con un CPS inferiore a “1:1”
    ottengo solo 125 parole chiave, ma so che queste ricevono in media
    più di un clic, il che significa che hanno un potenziale di traffico più
    elevato.

    Successivamente, abbiamo Return Rate o RR.

    Questo parametro indica quanto spesso le persone eseguono la stessa ricerca nel corso
    di un mese: un punteggio di 1 significa che la ricerca non verrà più
    effettuata, mentre un punteggio di 2 significa che la chiave di ricerca
    verrà riutilizzata piuttosto spesso.

    Per fare un esempio pratico, dopo aver cercato ed individuato una
    nuova dieta, è molto probabile che ci si attenga ad essa e non se ne
    cerchi un’altra per un po’. La misurazione del BMI, al contrario,
    potrebbe essere per qualcuno un termine di ricerca abbastanza
    frequente.

    Ha senso, giusto?

    Bisogna riconoscere che la scala in sé è un po’ confusa e
    probabilmente andrebbe meglio misurata in relazione agli altri
    suggerimenti di parole chiave. In ogni caso, si tratta di informazioni utili
    che non si ottengono con altri strumenti di ricerca di keyword.

    Queste aggiunte non sono esattamente rivoluzionarie, ma questi sono
    quei miglioramenti che rendono la ricerca di parole chiave più profonda
    dei semplici volume di ricerca e keyword difficulty ed è bello vedere
    aziende in questo campo che ancora spingono sull’innovazione in
    quello che è diventato, in ultima analisi, un mercato di “copia e incolla”.

    I vantaggi delle metriche avanzate e
    memorizzate in cache

    Avrete probabilmente già notato che alcune delle metriche avanzate
    all’interno del Keywords Explorer sono nascoste per impostazione
    predefinita… o per lo meno, sembrano essere nascoste.

    In realtà, Ahrefs utilizza dati memorizzati nella cache per ottimizzare le
    prestazioni ed impedire agli utenti di sottoporre il sistema ad inutili
    sforzi. In altre parole, la maggior parte dei dati è presente ed è anche
    completamente filtrabile… semplicemente non è così aggiornata.

    Ad esempio, nonostante il numero di clic sia non visibile, è comunque
    possibile filtrare in base a tale parametro lavorando con i dati
    memorizzati nella cache.

    Del tutto comprensibile, considerato il numero enorme di risultati
    ottenuti da questo strumento e gli elevati costi coinvolti nella raccolta di
    dati a questo livello. D’altronde, nella maggior parte dei casi, la cache è
    vecchia solo di pochi giorni.

    Per richiedere un aggiornamento, basta poi cliccare sul pulsante “Get
    metrics” accanto a ciascuna parola chiave oppure selezionare keyword
    multiple per farlo in blocco.

    L’aggiornamento impiegherà da un paio di
    secondi a un paio di minuti a seconda del numero di parole chiave
    selezionate: un tempo molto ragionevole considerata la quantità di dati
    che lo strumento vi fornirà.

    Una volta terminato l’update, i dati avanzati
    saranno disponibili insieme al keyword difficulty score aggiornato.

    Questo ha però un prezzo: a seconda del vostro piano di pagamento,
    avrete un numero limitato di “crediti” da utilizzare per richiedere
    metriche avanzate.

    Una volta esauriti i crediti, sarà comunque
    possibile utilizzare il Keywords Explorer limitandosi al difficulty score e
    ai volumi di ricerca salvati nella cache.

    Ma come ho già accennato, la cache resta comunque piuttosto
    recente.

    I Keyword Difficulty Score più affidabili

    È difficile al giorno d’oggi recensire uno strumento di ricerca di parole
    chiave senza dedicare un’intera sezione al keyword difficulty score.

    Si tratta di un argomento così altamente discusso, poiché in molti
    contano su di esso per essere guidati nelle ricerche, tanto che alcune
    persone basano la propria intera strategia di ricerca di keyword su
    questo singolo parametro.

    Esaminiamo quindi il funzionamento del difficulty score nel Keywords
    Explorer.

    Il nostro Perrin ha in realtà pubblicato un intero post, in cui confronta
    l’affidabilità di questi punteggi su diversi strumenti di ricerca di parole
    chiave. Ovviamente, Ahrefs Keywords Explorer era incluso e riporterò
    qui brevemente alcuni dei punti principali.

    La Keyword difficulty viene mostrata accanto a ciascuna delle parole
    chiave e, nella maggior parte dei casi, proverrà dalla memoria cache
    (verrà visualizzata in grigio se memorizzata in cache, su sfondo
    colorato se aggiornata).

    Come ho già detto, la cache risale solo a
    pochi giorni prima nella maggior parte dei casi ed è quindi ancora
    molto affidabile.

    Detto questo, è importante sapere che Ahrefs calcola la keyword
    difficulty puramente in base ai dati dei backlink, più specificatamente, il
    numero medio di referring domain nella prima pagina di Google.

    Questo è il modo in cui tutto viene correlato con il loro keyword
    difficulty score:

    Ciò che noterete immediatamente è che funziona su una scala
    esponenziale e non è equilibrato: nonostante vada infatti da 0 a 100,
    un punteggio di 50 non indica un livello medio di difficoltà.

    E come si può immaginare, questi risultati vengono calcolati in modi molto diversi
    dagli altri strumenti di ricerca di parole chiave.

  • Abbiamo infatti utilizzato nuovamente le stesse keyword su strumenti
    multipli per mostrarvi la differenza nei risultati:

 

Keyword Research Tool “Bicep Curl” “Bench Press” ”Barbell Squats”
Ahrefs Keywords Explorer 24 44 32
Long Tail Platinum Cloud 51 50 45
KW Finder 51 48 32

Guardando la tabella, si può sicuramente notare una certa
correlazione tra LTP Cloud e KW Finder, mentre si comincia già ad
avere un’idea di quanto Ahrefs si allontani da essi quando si tratta di
keyword difficulty. Si potrebbe pensare che si tratti inevitabilmente di
un difetto, ma non lo è.

Sebbene Ahrefs si scosti dal branco, troviamo che sia in realtà lo
strumento più preciso per determinare la keyword difficulty nel nostro
test.Se proprio volessimo cercare il pelo nell’uovo, allora sarebbe la
mancanza di un sistema personalizzato di raccomandazioni sulla
difficulty basato sulla forza del nostro sito, come già avviene in Long
Tail Platinum Cloud.

Da quanto ci risulta, il team di Ahrefs starebbe già lavorando a
qualcosa di simile. Restate sintonizzati.

Come associare keyword extra senza
creare nuovi contenuti

Parent Topics è una nuova utile funzionalità che emula alcune
caratteristiche di Ahrefs Site Explorer; nello specifico, lo strumento
“Top Pages”.

Man mano che Google diventa sempre più smart, la Search Engine
Optimization dipende sempre meno dalle singole chiavi di ricerca e più
da argomenti nel loro complesso.

Non molto tempo fa, saremmo stati tentati di scrivere un articolo per
ogni parola chiave, nonostante si riferissero pressappoco alla stessa
cosa.

Prendiamo come esempio la keyword “blog con più successo”.
Avremmo potuto creare un articolo completamente nuovo per puntare
a questa chiave di ricerca, ma ce n’era bisogno. Invece, un post che
avevamo pubblicato si concentrava su veri esempi di blog molto
visitati, e provate ad indovinare: abbiamo comunque attratto la parola
chiave.

È qui che Parent Topics entra in gioco: consente di analizzare il primo
risultato di Google per una chiave di ricerca, e determinare se sia
possibile raggruppare più keyword in un unico articolo. In altre parole,
vi aiuta ad ottenere una visione generale e complessiva, dandovi la
possibilità di concentrarvi su altre attività (per visualizzare i Parent
Topics per ciascuno dei vostri suggerimenti, dovrete prima cliccare sul
pulsante “Get metrics”).

Ed è proprio qui che le cose si fanno davvero interessanti.

Dopo aver
individuato un argomento promettente, potete cliccare su di esso per
trovare una vera e propria miniera d’oro di potenziali sottogruppi.

Ed è proprio qui che le cose si fanno davvero interessanti. Dopo aver
individuato un argomento promettente, potete cliccare su di esso per
trovare una vera e propria miniera d’oro di potenziali sottogruppi.

Giusto per darvi un’idea, utilizzando questi dati per strutturare i vostri
contenuti, potreste potenzialmente attrarre DECINE di parole chiave
aggiuntive che altrimenti vi sarebbero sfuggite. E questa è solo la
punta dell’iceberg.

Se volete davvero andare in profondità e scoprire migliaia di parole
chiave correlate da utilizzare con i vostri contenuti, dovete provare
anche l’analisi “Also ranks for”. A differenza di “Parent Topics” che
analizza solo il primo risultato, questa piccola gemma estrae dati da
tutti i primi 10 risultati di Google.

Devo ammettere di essere un grande fan di queste due funzionalità e
credo che possano essere usate da molti addetti di SEO in cerca di più
traffico per i propri contenuti. E siamo onesti, chi non lo desidera?

Come analizzare i movimenti nei risultati
di ricerca con “Positions History”

Con Positions History, il Keywords Explorer porta ancora una volta la
ricerca di parole chiave oltre i soli volumi di ricerca e keyword difficulty
score.

Con questa funzionalità è possibile esaminare una cronologia
dell’andamento dei primi cinque risultati di Google per una determinata
parola chiave.

Utilizzando Positions History è possibile ottenere una visione del tutto
nuova del movimento dei risultati di ricerca, che ci fa capire quanto sia
difficile penetrare nelle prime 5 posizioni.

Molto movimento (come nell’immagine sopra) sta ad indicare che Google non ha ancora
determinato quali siano i risultati “migliori”: una buona opportunità per
farvi avanti con qualche killer content ed assicurarvi un posto.

Facile revisione dei competitor nei
risultati di ricerca

Sebbene la keyword difficulty sia migliorata notevolmente negli ultimi
anni, è sempre una buona idea fare una revisione manuale delle
vostre parole chiave.

Con questo intendo semplicemente identificare la
forza complessiva di una data keyword sulla base dei risultati sulla
prima pagina di Google, ovvero quello che chiamiamo SERP Analysis.

Vediamo quindi come questa viene gestita da Keywords Explorer.
Per analizzare il suggerimento di una parola chiave, dovrete prima
cliccare su “Get metrics” e questo richiamerà l’analisi SERP.

 

Se proprio volessi essere puntiglioso a tutti i costi, direi che l’interfaccia potrebbe
essere abbellita con una pennellata di colore.

Le colonne principali a cui prestare attenzione, come evidenziato in
precedenza, sono Rank Domain e Rank URL, oltre che alle metriche ai
livelli di pagina e di dominio.

Disponendo di un indice così esaustivo, Aherfs rende veramente affidabile questo tipo di analisi manuale.
Un’altra metrica utile mostrata qui (disponibile su pochi altri strumenti di ricerca di keyword) è il numero di keuword a cui un sito è associato:

questo vi permette di passare con un solo clic dalla ricerca tradizionale
di parole chiave a un approccio basato sui competitor.

Non saprei dirvi quante volte, scavando in un elenco di keyword, mi sia
capitato di scovare competitor veramente deboli in alto nelle nei
risultati di ricerca e questo è esattamente lo strumento che ho sempre
desiderato per scoprire rapidamente tutto ciò che c’è da sapere sul loro
sito.

Conclusioni

Ahrefs è la spina dorsale delle nostre operazioni di SEO. Lo uso ogni
giorno per tenere traccia del rating de nostro sito, trovare idee per
contenuti, ricercare keyword e trovare nuove opportunità di
backlinking. È il “coltellino svizzero” del marketing ed uno strumento
pressapoco indispensabile qui ad Authority Hacker.

Certo con un listino prezzi a partire da $99 al mese non è affatto
economico, ma bisogna ricordare che Ahrefs può sostituire diversi
strumenti. Con un unico abbonamento ad Ahrefs, potrete infatti fare a
meno di Moz, SEMRush, Buzzsumo, Long Tail Pro e Rank Tracker:
acquistando tutti questi strumenti separatamente, si arriverebbe
facilmente ad un totale di oltre $300.

Quello che mi piace di più di Ahrefs è che la squadra è veramente
dedicata al miglioramento del prodotto. Il Keywords Explorer, per
esempio, è stato recentemente ricostruito dalle fondamenta ed è
tornato più grande, più bello e più forte di qualsiasi altro strumento di
ricerca di parole chiave in circolazione.
E poiché sono regolarmente in contatto con il loro settore marketing
posso confermarvi che hanno un bel po’ di interessanti novità
prossimamente in uscita. Di questo passo dovrò continuamente
aggiornare questa recensione.
Per concludere, se prendete il marketing sul serio, dovreste investire in
un abbonamento ad Ahrefs. Recupererete il vostro denaro, se non di
più, entro alcune settimane, se saprete agire adeguatamente con le
informazioni raccolte

Con Domain Comparison, è possibile confrontare fino a 5 siti
contemporaneamente ottenendo dati più approfonditi sul loro dominio,
i followers sui social, i referring domain, i backink, ecc. e potete usarlo
per verificare i vostri progressi in relazione alla concorrenza (catturate
uno screenshot ogni sei mesi e confrontateli nel tempo).

Ahrefs dispone anche di uno strumento di analisi batch per raccogliere
informazioni su un elenco di siti: basta inserire una lista di domini o
URL e Ahrefs vi mostrerà le loro statistiche al livello del dominio. Lo
uso costantemente per creare liste di competitor nella mia gamma di
Domain Rating, da analizzare successivamente.

 


Oltre a quanto sopra, Ahrefs dispone anche di una propria barra degli
strumenti per SEO compatibile con Chrome e Firefox. È simile ad altre
barre degli strumenti per SEO che potreste aver usato in precedenza,
con la differenza che utilizza i dati di Ahrefs.

Ci sono due modi per ottenere dati su un sito web con la toolbar:
I. Sovrapposizione su SERP: per ogni ricerca su Google, verranno
visualizzate le statistiche chiave dell’URL direttamente nei risultati della
ricerca, molto utile per sostituire gli strumenti di keyword difficulty.

Tutto
ciò che dovrete fare è ricercare roba su Google e guardare le metriche
dei primi 10 risultati per avere un’idea della competitività della parola
chiave.

II. Statistiche sul livello di dominio o pagina: durante la navigazione
sul web, verrà visualizzata un piccola barra nella parte superiore della
pagina con statistiche dettagliate sull’URL tra cui il rating, i backlink, i
referring domain, le condivisioni sui sociali e le statistiche a livello di
dominio.

Utilizzate la barra degli strumenti al posto del software principale
durante le ricerche iniziali sulla concorrenza, risparmiando così
moltissimo tempo.

Conclusioni

Ahrefs è la spina dorsale delle nostre operazioni di SEO. Lo uso ogni
giorno per tenere traccia del rating de nostro sito, trovare idee per
contenuti, ricercare keyword e trovare nuove opportunità di
backlinking. È il “coltellino svizzero” del marketing ed uno strumento
pressapoco indispensabile qui ad Authority Hacker.

Certo con un listino prezzi a partire da $99 al mese non è affatto
economico, ma bisogna ricordare che Ahrefs può sostituire diversi
strumenti. Con un unico abbonamento ad Ahrefs, potrete infatti fare a
meno di Moz, SEMRush, Buzzsumo e Rank Tracker: acquistando tutti
questi strumenti separatamente, si arriverebbe facilmente ad un totale
di oltre $300.

Quello che mi piace di più di Ahrefs è che la squadra è veramente
dedicata al miglioramento del prodotto. Il Keywords Explorer, per
esempio, è stato recentemente ricostruito dalle fondamenta ed è
tornato più grande, più bello e più forte di qualsiasi altro strumento di
ricerca di parole chiave in circolazione.

E poiché sono regolarmente in contatto con il loro settore marketing
posso confermarvi che hanno un bel po’ di interessanti novità
prossimamente in uscita. Di questo passo dovrò continuamente
aggiornare questa recensione.

Per concludere, se prendete il marketing sul serio, dovreste investire in
un abbonamento ad Ahrefs. Recupererete il vostro denaro, se non di
più, entro alcune settimane se saprete agire adeguatamente con le
informazioni raccolte.

  • Summary
    • Efficacia
    • Prezzo
    • Facilità d’uso
    • Supporto

    Commento finale

    Ahrefs è uno strumento di marketing veramente indispensabile qui ad
    Authority Hacker, un must per qualsiasi content marketer o addetto di
    SEO. L’unica ragione per le quattro stelle, il prezzo!

    4.3

Explorer non solo riporta più risultati di qualsiasi altro
strumento testato, ma supera anche il suo concorrente più vicino (LTP
Cloud) di oltre 12 volte. Questi numeri parlano chiaro.

 

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